Il Forum del Bosco
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Autore: Oggetto: La fiera degli immortali
Akrathan
Abitante






Data di arrivo 29-5-2009
Attualmente assente

Umore: glaciale^^

inviato il 19-10-2009 alle 20:29 Reply With Quote
Akratan sussultò piano incontrando lo sguardo della vampira. "Mi sono tradito..." pensò subito dopo "Non volevo mostrarmi interessato alla storia, eppure... quello sguardo..."
Osservò la ragazza, aspettando la fine della storia. Si era venuto a creare un silenzio quasi inquietante, carico di significato... e fu lui a romperlo: "Aspettate un secondo... il fatto che prima mi avete guardato è una coincidenza o... credete... che io sia il... Distruttore?" chiese rabbrividendo guardandola vagamente sconvolto, mentre per la prima volta la sua espressione fredda e imperturbabile mutava in una di assoluto sbigottimento.
"Non posso essere io..." pensò "Eppure... come mai mi sono sentito così, quando ha parlato del distruttore?"

[Modificato il 19-10-2009 da Akrathan]

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Kyal Lizaril
Abitante






Data di arrivo 17-4-2009
Città di provenienza: Estremo Nord
Attualmente assente

Umore: scattante

inviato il 19-10-2009 alle 21:21 Reply With Quote
Kyal ascoltò il racconto a braccia conserte,gli occhi socchiusi in un'espressione concentrata,mentre soppesava il proprio respiro,riflettendo nel silenzio assoluto della propria mente...tutta una vita passata a scappare e rincorrere,protetta dall'ombra del suo mantello...Phelixe...no,lui non era mai stato una protezione; sicuramente un ragazzo sveglio,che fin dai primi giorni del suo sedicesimo anno di vita aveva imparato a portare rispetto per coloro che ne dimostrassero a lui,mostrandosi assolutamente sfacciato,ladro,caparbio....e non si era lasciato sfuggire l'occasione di offrire una così fruttuosa "collaborazione" a quella ragazza che portava un dono tanto raro...unico,e così dannatamente importante...quello era stato uno dei suoi più grandi errori,mostrare a qualcuno quella sua tanto insolita capacità...
Aprì gli occhi osservando Akratan e la vampira,volgendo poi lo sguardo alle dita affusolate,su cui erano incisi strani minuscoli tatuaggi,come rune dall'aspetto sinuoso e fine,di un blu scuro come la notte; "non lo crediamo"disse,decisa,allungando una mano verso la farfalla da poco giusta fra i presenti,rivolgeno a lei la sua attenzione e sfiorandole le ali,con un sorriso;strana creatura...strana quanto la sua aurea..."e così mi trovo a doverti dar retta destino...i pezzi del puzzle si stanno ricomponendo,dopo millenni...ce l'hai fatta finalmente" pensò,con un sorriso amaro,ma gli occhi scintillanti di interesse...fece scattare lo sguardo nuovamente sul ragazzo; "sono quasi certa che sia tu....ognuno di noi,volente o nolente,non è giunto qui per caso" Osservò a turno gli altri,con fermezza; "e se qualcosa...si è adoperato per riunirci....dubito che riusciremo ad andare contro il suo volere"

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Helene Idillio
Abitante






Data di arrivo 4-1-2009
Attualmente assente

Umore: spensierata

inviato il 20-10-2009 alle 14:50 Reply With Quote
Allora quella storia era reale! tremai involontariamente mentre le parole della vampira diluviavano sui presenti. Sentì in qualche modo di rientrare in quel gruppo.. Lottavano per la fine di quell'assurda guerra no?? I loro animi erano buoni, glielo si leggeva negli occhi. Alcuni di loro avevano ucciso forse, ma erano stati portati a farlo. Sarebbero veramente riusciti a distruggere quel fantomatico e stupido albero? Percepì dal profondo del mio essere il dovere misto al desiderio di aiutarli. Dovevo accompagnarli lungo quel periglioso cammino.. Non potevo lasciare che tutto il peso di quella missione gravasse sulle loro spalle! e così feci la mia scelta, non calcolando minimamente le loro possibili reazioni. Svolazzai vicino alla vampira e riassunsi il mio aspetto umano. Mi scostai i lunghi capelli rossicci dal viso. "piacere " sussurrai piano fissandoli uno ad uno.
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Archangel 06
Abitante






Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
Attualmente assente

Umore:

inviato il 20-10-2009 alle 14:51 Reply With Quote
Osservai la farfallina che tenevo in mano. era così raro vederne una... quando Fredda accennò all'orecchino d'ambra collegato al traduttore, mi balzò il cuore in gola. orecchino d'ambra? io ne avevo uno, e istintivamente portai la mano all'orecchio, non so se per nasconderlo o per sincerarmi che fosse li. tuttavia mi dissi, in ogni caso non potevo essere io: e se proprio fossi stata scelta per essere il traduttore, che scelta comica! io con le mappe non ci sono mai andata d'accordo. almeno uno che sappia da che parte stanno il nord e il sud! non feci partecipi delle riflessioni i miei compagni, ma dissi allungando il dito con la farfalla verso Kyal:" si prospetta una magnifica avventura! l'albero dell'immortalità, una mappa misteriosa, un alchimista pazzo e i suoi seguaci oscuri... per non parlare degli epici eroi che devono trovare e distruggere questo pomo della discordia! Ah, in tutta la mia vita mai avrei creduto di poter diventar parte di una leggenda... anche magari solo come comparsa! se riuscirò a sopravvivere, qualunque sia il mio ruolo, ebbene, canterò questa storia fino ai limiti del mondo!" ero quasi in estasi. quella strana avventura cominciata solo perchè volevo conoscere le storie della storia del mondo, mi aveva fatto entrare in una leggenda. Se davvero io dovevo avere una parte, magari consistente in questa avventura che affondava le radici nella leggenda, che meraviglia! finalmente avrei potuto rendere il mio nome davvero immortale. "Non è l'immortalità del corpo la vera immortalità. quella è un'esistenza triste, che ti strappa a tutti gli affetti... la vera immortalità e quella del nome. che ti fa vivere ogni volta che qualcuno pronuncia il tuo nome, in bene o in male. quando sei ricordato, allora sei immortale, allora esisti per sempre!" esclamai di nuovo. mi veniva data un'opportunità per conseguire questa Chleos, come si dice in elfico.
la Gloria imperitura del nome.

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Fredda Blackwood
Abitante






Data di arrivo 15-9-2009
Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti
Attualmente assente

Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 20-10-2009 alle 18:31 Reply With Quote
Fredda annuì seriamente,riprendendo un espressione leggermente più rilassata in volto,oscurando le luci dorate che poco prima le avevano illuminato gli occhi di ardore e convinzione,e distendendo le labbra sottili e delicate in un sorriso debole,mentre il vento le spostava la lunga matassa di riccioli del colore della notte contro il viso,nascondendone qualche tratto..
"credo sia così Akrathan..o perlomeno,il fatto che tu prima mi abbia parlato in quel modo mi suggerisce questa possibilità.Ad ogni modo non posso permettermi come nessun'altro di avere la presunzione di stabilire quale sia il tuo scopo nel mondo,,tutti abbiamo un ruolo,tutti siamo utili perchè si compia ciò che è stato previsto...
E l'unico che può sapere veramente se sei veramente tu il Distruttore sei solo e soltanto tu.il Distruttore è colui che trova forza e chiarimento quando viene a conoscenza del suo scopo,,come le altre figure,per essere certo di aver trovato la sua strada,è indispensabile che egli provi una sorta di..."risveglio",se possiamo chiamarlo così,è una sensazione di stupore,scoperta nei propri confronti,i propri sentimenti e le proprie idee,obiettivi,convinzioni diventano tutt'ad un tratto nitidi e definiti come non lo sono mai stati..è come provare una sorta di formicolio dentro di sè..
Solo tu puoi aver avuto conferma di questo,e solo tu sei tenuto a stabilire chi sei e quale sarà la tua parte in questa storia.."
La vampira tornò a guardarsi intorno,cercando di avvolgere con un unico sguardo tutti i presenti "e questo vale per ognuno di voi ..se veramente è questo il momento tanto atteso da tutte le persone e le genti che sperano e credono in questa leggenda,allora credo sia nostro dovere fare un tentativo per capire se veramente siamo destinati a questo..si dice che quando coloro che saranno coinvolti in questa guerra osserveranno la mappa,avvertiranno il risveglio farsi strada nelle loro menti"disse togliendosi la tunica scura e calda di dosso lentamente,rimanendo con una corta veste di pelle indurita da battaglia,e mettendosi in ginocchio,voltando loro le spalle,mostrando loro la lunga cascata di capelli serpentini e ondosi che le ricadevano sulla schiena coprendola quasi completamente.
"io ho la prova di tutto questo..se veramente avete ancora qualche legittimo dubbio in proposito,quello che vi mostrerò basterà a cancellare ogni vostra incertezza.."
Fredda sospirò facendosi coraggio,le bastò un gesto semplice e piuttosto breve per raccogliere la lunga chioma voluminosa sul lato destro del collo,annodandola in una treccia bluasta e disordinata,per consentirle di scoprire la pelle bianca della schiena tenuta scoperta interamente dalla veste di cuoio invecchiato..e su quello spazio leggermente incurvato,bianco e lineare,si stagliò in tutta la sua complessità l'intricato labirinto di serpeggianti e sinuosi segni d'inchiostro nero,attorcigliarsi tutti al centro di quella superficie levigata e candida come piccoli serpentelli intrecciati,lasciando uno spazio vuoto nella parte centrale del disegno,in cui era impresso un unico simbolo: un punto interrogativo.
E la mappa emanò un sordo grido di potenza e speranza,stagliandosi vivida e palpitante nel bagno di luce dei raggi della luna piena,come fosse qualcosa di vivente e pensante che mostrava la sua leggendaria esistenza di fronte agli occhi di coloro che aveva attirato per tutta una vita,inconsciamente,sino a fargli giungere quella stessa notte,in un medesimo posto e riunire i possessori delle grandi arti: il Traduttore,il Distruttore,il Difensore,il Guaritore..e da qualche parte,prossimi a loro,si avvicinavano attirati dalla stessa energia calamitante anche un Indovino ed il temuto Cacciatore.

[Modificato il 20-10-2009 da Fredda Blackwood]





Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.

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Archangel 06
Abitante






Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
Attualmente assente

Umore:

inviato il 20-10-2009 alle 19:36 Reply With Quote
non riuscii a trattenere la meraviglia quando fredda ci dette le spalle e ci mostrò la schiena, dove stava tatuata la tanto ricercata mappa. un grande punto interrogativo stava nel centro. a prima vista quel groviglio incredibile di linee che si attorcigliavano come serpenti sembrava inestricabile, un vero nodo di gordio... pulsava. palpitava. sembrava di osservare un curioso polipo nero, che a sua volta mi osservava con curiosità. cominciai quasi senza accorgermene a seguire una linea, la cui origine era in basso a sinistra. quella mappa mi pareva chiarissima... l'unico problema era: a quale luogo si riferiva la mappa? non c'era un nome che fosse uno, o un disegno che aiutasse a identificare il luogo a cui si riferiva. non c'era nemmeno una rosa dei venti o un'indicazione dei punti cardinali...
osservai meglio la linea che stavo seguendo. aveva un curioso andamento a ferro di cavallo, un andamento che avevo visto solo in una strada... una strada che avevo percorso una volta e avevo giurato di non ripercorrere mai più.
"Quella linea" mormorai, più a me che agli altri "quella linea è a ferro di cavallo..." e poi ad alta voce "ho idea di essere io il traduttore... voi riuscite a seguire tutte le linee?" mi tolsi l'orecchino, e lo osservai contro la luce del fuoco. dentro c'era un insettino insignificante, una lucciola pelosa.
"fredda, voi... sono certa che saprete dire se è l'orecchino della leggenda o meno." le tesi il piccolo gioiello, con la mano leggermente tremante.

[Modificato il 20-10-2009 da Archangel 06]

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Fredda Blackwood
Abitante






Data di arrivo 15-9-2009
Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti
Attualmente assente

Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 22-10-2009 alle 22:58 Reply With Quote
Fredda si voltò lentamente,sentendo le parole di Eilmorel,senza alzarsi,rimanendo in ginocchio in quella posizione per consentire alla giovane elfa di continuare a guardare la mappa..allungò un braccio esile e bianco,sottilissimo e levigato,simile a quello della più fragile delle porcellane,e prese tra le dita magre e chiare con estrema delicatezza la goccia d'ambra in cui sembrava essere rimasta intrappolata,nell'esatto momento della sua mutazione da resina a fossile,un curioso insetto,dalla fisionomia ricordante quella di una lucciola ma con alcune caratteristiche tipiche delle api..un rarissimo esemplare nato per vivere nelle oscurità più profonde,in luoghi umidi,freddi,dove non è importante la vista quanto l'olfatto e il tatto.
Lo depose sulla piccola conca formata dai palmi bianchi delle mani,avvicinandolo agli occhi profondi e grandi da cerbiatto,esaminando la corporatura di quel microscopico imenottero che se ne stava immobile,paralizzata,nella sua tomba dal colore caldo che ricordava quello del miele di castagno,con le alucce piccole e numerose ancora aperte sul dorso,in mezzo ad un mare di leggera peluria del colore della cenere. Gli occhi della lucciola erano biancastri,ciò significava che era cieca,come quei pesci dal'aspetto terrificante che abitavano gli abissi marini e che la vampira aveva visto più volte negli affollati mercati del pesce dei Naviganti,chiamati anche i mercati galleggianti,poichè venivano allestiti sulle loro portentose navi ,dalle quali scendevano molto raramente e solo in caso di assoluta necessità.
La vampira restituì l'orecchino ad Eilmorel,stringendosi nella sua veste di pelle,non perché avesse particolarmente freddo,anche perché in quelle condizioni estreme sarebbe stato alquanto legittimo,ma piuttosto perché tutta quella improvvisa concretezza,tutta quella verità che stava prendendo forma e corpo dalla favola,in qualche modo non la rendeva tranquilla,la inquietava,in un certo senso la emozionava e le donava una sensazione di arrivo ad un qualche traguardo,perché finalmente la sua lunga attesa era ora superata,finita,e tutte le sue speranze erano state esaudite,ma in qualche modo avvertiva anche qualcosa di infido nascerle dentro,un disagio che la costringeva a mantenersi rigida e sotto costante vigilanza…il risveglio delle figure leggendarie avrebbe sicuramente significato l’avvicinamento di moltissimi branchi di Nezmoth..avrebbero sentito il loro odore tra mille altri e li avrebbe iniziati ad inseguire fino ai confini della terra pur di annientarli tutti,ogni minuto che passavano in quella fase di apprensione e meditazione significava un aumento crescente del pericolo immenso che correvano ed al quale non potevano sottrarsi.
“Credo proprio sia l’orecchino di cui parlava Nevrina Eliotrophe..nessun tipo di ambra racchiude un esemplare di insetto così particolarmente fedele al racconto..ne sono quasi del tutto certa,ma è fondamentale che tu senta di poter leggere la mappa,che tu non veda essa come qualcosa di assolutamente incomprensibile,per poter essere sicura di essere l’Interprete..”





Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.

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Alaska
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Data di arrivo 30-3-2009
Città di provenienza: Botticino
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Umore: misticamente oscura

inviato il 23-10-2009 alle 19:06 Reply With Quote
La gatta era scivolata come un'ombra sul fianco della collina e si era portata più vicina all'entrata, nello stesso istante in cui l'ultimo orlo di mantello era sparito oltre la soglia. Soppesando con cura i porpi passi, aveva poi individuato una piccola insenatura e vi si era diretta, cosicchè la roccia inglobasse la sua ombra e la rendesse del tutto inindividuabile.
Il suo soffice pelo pulito con cura e lustrato, scintillava alla luce della luna, facendola assomigliare ad una pozza di nero inchiostro. La gatta si sdraiò in una posizione più comoda; aveva ascoltato con attenzione la storia enunciata dalla vampira, una storia che la riguardava, poichè era la vera e reale portatrice della mappa...la gatta aveva seguito impassibile ogni parola, ogni pausa, ogni commento, senza dar segno neppure di esistere: l'aura nulla, l'odore represso. Solo il vento che scompigliava il suo manto, nero coem il suo cuore, le ricordava di essere presente, perchè la sua mente viaggiava veloce, più veloce del pensiero, tanto che apprendeva quelle informazioni ancor prima di formulare il minimo ragionamento.
Una creatura che aveva vissuto molte ere, e forse troppe, come lei conosceva senza dubbio quella leggenda, che poi era la pura verità. Quel luogo, lo aveva visto, forse? E il suo ruolo? Era uno tra i tanti, tra i comuni mortali o forse era inconsciamente legata a quella missione?
Pensieri cominciarono ad affiorare dalle porfondità della sua coscienza...L'albero...i suoi frutti...tutta la distruzione che avevano portato in quella gente...
Quella gente...
Gli umani, così avidi della vita infinita, la desideravano senza preoccuparsi delle conseguenze, senza nemmeno sospettare che non erano degni, che non avrebbero mai saputo sfruttare un dono simile...per loro sarebbe stata solo un'atroce sofferenza, vivere. Senza tregue, pause o possibilità. Non avrebbe avuto senso vivere per loro, perchè non sapevano cosa davvero voleva dire vivere...
Si sarebbero tutti uccisi, alla fine, straziati dalla loro vita insulsa e vuota, senza scopo alcuno...Altre ondate di disperazione, panico, morte, di struzione... e paura.
A quel pensiero la gatta sorrise, un ghigno malefico, del tutto privo di alcuna felicità, un ghigno fole, che scopriva la sua dentatura mortale, dai lunghi denti aguzzi.
Forse doveva impedirlo, di certo ne avrebbe tratto vantaggio, la sofferenza le era indispensabile...
Ma lo era davvero? Era realmente un'essere in totale balia dell'oscurità?Non avrebbe mai potuto scegliere, al di fuori del male?
Ma la gatta non si pose nemmeno una di queste domande, perchè era accecata da quella pura follia, che l'invadeva e l'irrorava, come il sangue fresco, come la paura come la distruzione. Si volto verso la luna piena, alle sue spalle, e quel ghigno balenò nuovamente sul suo volto, accompagnato da un sinistro luccichio rossastro nei suoi occhi freddi e crudeli.





I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.

L'Oscurità ti cambia. Sei subito corrotto dal lei e non hai più nulla. Sei freddo, non provi emozioni ma solo guduria, nel vedere morire e nell'uccidere.

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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
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Umore:

inviato il 23-10-2009 alle 20:15 Reply With Quote
ripresi in silenzio l'orecchino. "penso di aver riconosciuto una linea come una strada... ne sono quasi sicura" dissi. "quella linea curva sulle scapole... c'è solo una strada che abbia la forma di un ferro di cavallo come quella linea li" continuai, fissando il fuoco. "è una via lunga, anzi, lunghissima... ed estremamente pericolosa. percorrerla tutta equivale a un suicidio. attraversa una catena montuosa per tutta la sua lunghezza, rimanendo ad alta quota per tutto il percorso... l'aria rarefatta è solo una delle difficoltà. il sentiero è stretto e tortuoso, ci si cammina con difficoltà, e ai lati si aprono baratri profondi centinaia di metri. ogni tanto la strada si allarga, e ci sono anche punti in cui accamparsi, per lo più grotte o grandi macigni piatti... che diventano anche ottime postazioni per degli agguati. la selvaggina scarseggia, e dopo un po' ovviamente le provviste finiscono... e non tutti gli animali sono commestibili, per non parlare delle rare piante. Non so se avete mai sentito parlare di quella che noi Avariel chiamiamo "Men Erin Hobas", la Via sopra il Cielo?" domandai. improvvisamente sentii come una stilettata in mezzo ai reni. qualcuno, nascosto nell'ombra, ci osservava. girai la testa, estraendo dallo stivale un coltello affilato. mi parve di intravedere un breve luccichio, come di occhi. "Qui c'è qualche ospite..." commentai, socchiudendo gli occhi e fissando il buio nero come inchiostro. mi alzai, e tenendo il coltello in mano mi diressi verso il punto dove avevo visto il luccichio misterioso.

[Modificato il 23-10-2009 da Archangel 06]

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
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Umore: glaciale^^

inviato il 27-10-2009 alle 22:34 Reply With Quote
Akratan scattò in piedi passandosi una mano sul volto pensieroso: "Perdonatemi, mi allontano un attimo... ho bisogno di riflettere..." sibilò uscendo dalla caverna.
Si diresse sicuro verso la gatta mannara. La vide arretrare e incrociò i pugni sul cuore in segno di saluto, consapevole tuttavia che il gesto non poteva essere visto: "Non temete, voglio solo parlarvi..." disse affabile "Posso sapere, se non sono indiscreto, come mai ci state seguendo?" chiese sedendosi a terra. La gatta non sembrava avere cattive intenzioni... o per lo meno non verso di lui. "Suppongo abbiate sentito la nostra conversazione... quindi conoscete il mio 'nome' e anche quello che, a sentire lady Fredda, è il motivo per cui mi trovo qui..." la guardò socchiudendo gli occhi "Sento che entrambi abbiamo una storia da raccontare... entrambe simili e al tempo stesso uniche... se siete paziente, forse vi interesserà ascoltare la mia..."
Immediatamente avvertì la presenza, che pareva aver risvegliato il suo lato oscuro, in quella notte di luna piena, quietarsi, quasi tornare alla razionalità. E la stessa cosa accadde al mezzo drow, in cui il sangue di lupo alla tenue luce del plenilunio sembrava ribollire indomito nelle sue vene...

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Alaska
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Data di arrivo 30-3-2009
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Umore: misticamente oscura

inviato il 1-11-2009 alle 22:48 Reply With Quote
La gatta si appiattì sul terreno, avvertendo la presenza del mezzo drow che si avvicinava. Sapeva che cercava lei e infatti si fermò davanti. Anche l'avariel l'aveva vista ed era subito scattata in allerta ma la gatta decise subito di non interessarsi nè fraternizzare.
Con le orecchie piegate all'indietro, amnetnne uno sgurado ostile e lievemente minaccioso, ma si constrinse a placare il suo istinto di fuggire all'istante o di attaccare. Alzò la testa, mettendosi seduta e spazzando il terreno arido con la folta coda, rispose al giovane, tramite il pensiero.
Semplice curiosità.
Non aveva alcuna intenzione di svelare nulla, anche informazioni insignificanti, ma prestò ugualmente attenzione alle parole dell'estraneo. Era vero, aveva ascoltato, ma ora non provava più molto interesse e nemmeno lo dimostrava. In effetti ultimamente stentava a provare interesse per qualcosa, ma non si era mai chiesta il motivo, forse semplicemente perchè non s'interessava nemmeno di quello o forse perchè non lo riteneva un bisogno primario, una necessità.
Alla nuova constatazione del giovane, tuttavia, avvertì una lieve sensazione di curiosità, ma la represse all'istante, poichè non aveva alcuna intenzione di perdere tempo. Anche se non aveva uno scopo imminente, un'appuntamento o qualsiasi altra cosa in programma, non intendeva condividere altro del suo tempo con quella strana compagnia.
Non ho nulla da dire.
Rispose allora freddamente. Quindi si alzò e con uno scatto si girò e saltò s'un tronco, artigliandolo poderosamente e issandosi in cima a grandi falcate. Poi, senza nemmeno voltarsi, passò di ramo in ramo e scomparve nell'oscurità.





I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.

L'Oscurità ti cambia. Sei subito corrotto dal lei e non hai più nulla. Sei freddo, non provi emozioni ma solo guduria, nel vedere morire e nell'uccidere.

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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
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Umore:

inviato il 1-11-2009 alle 23:08 Reply With Quote
non mi ero nemmeno accorta della nuova arrivata, ovvero la farfalla che si era trasformata in ragazza. la osservai con tanto d'occhi, tenendo incerta il pugnale in mano. la mia attenzione era stata distratta dal bagliore della gatta mannara proprio mentre lei si trasformava.
"E tu chi sei???" chiesi, spalancando gli occhi. non mi pareva tipa da voler fare del male, così ri misi il coltello nel fodero dentro lo stivale, e allungai la mano, incerta.
"Piacere... io sono Eilmorel Telemmaite... perchè non ti siedi con noi al nostro fuoco? c'è cibo in abbondanza... anche se forse la compagnia non è esattamente delle migliori o delle più divertenti" aggiunsi piano.
intanto lo strano animale che ci aveva spiato era sparito nell'oscurità dell'esterno della grotta.
"Non vorrei che fosse una spia di stramonio... forse avrei dovuto farmi dei guanti imbottiti con la sua pelliccia... voi che dite?" chiesi, un filo preoccupata.
"se mi ha sentito parlare della via sopra il cielo, e lo va a dire a stramonio, metterà i suoi scagnozzi ad ogni accesso... sempre che non venga a prenderci qui" conclusi, pensierosa. aggiunsi un altro po' delle sterpaglie al fuoco, prendendo un po' di cibo.
"nessuno di voi ha ancora mangiato, e giurerei che non mangiate da parecchio tempo. mangiate questo cibo, avrete bisogno di molta energia... " commantai, mangiando.

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
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Umore: glaciale^^

inviato il 2-11-2009 alle 15:02 Reply With Quote
Akratan guardò sorridendo la figura allontanarsi. Di certo quello non era il loro ultimo incontro... lo avvertiva con chiarezza. Rientrò dunque nella grotta rivolgendosi ad Eilmorel: "Non era una spia di Stramonio" assicurò freddo "Non temete" guardò a lungo il cibo, iniziando a sentire i morsi della fame, ma si costrinse a non prendere niente, sedendosi a terra e osservando la ragazza, di cui probabilmente doveva essersi perso l'apparizione. La guardò a lungo, lievemente sbigottito, poi imitò Eilmorel, portandosi indice e medio uniti davanti alla bocca, nel saluto drow: "Io sono Akratan, lietissimo" mormorò guardandosi intorno. Ormai il suo lato oscuro era sempre più difficile da controllare. Lanciò sguardi profondi all'entrata della caverna. Se l'odore del sangue si fosse mostrato troppo forte avrebbe potuto correre fuori in pochi secondi, evitando di fare del male a qualcuno. Sul volto gli si dipinse un'espressione soddisfatta, mentre si stringeva nel mantello rabbrividendo. Annusò l'aria avvertendo un odore inconfondibile, grazie alle sue capacità da elfo oscuro: "Fra poco qui si combatterà una battaglia" affermò con sicurezza "Riesco a sentirne l'odore" aggiunse continuando ad inalare il futuro odore di sangue, iniziando già ad udire il rumore sfrigolante del cozzare delle lame, il frinire metallico delle spade, lo squarcio del silenzio di frecce scoccate, lo scorrere lento e silenzioso del sangue a terra, il riecheggiare delle gocce che sarebbero cadute a terra, il tacito ansimare dei vivi e dei morti... avvertiva tutto con chiarezza, e man mano che esplorava il futuro si estraniava sempre di più dalla realtà, senza tuttavia varcare il limite del non-ritorno. All'improvviso avvertì la tigre introdursi furtiva nella sua mente, per tentare di vedere quello che stava percependo. La lasciò fare, in silenzio, continuando a vedere la battaglia. L'unica cosa che gli aveva sempre dato fastidio, era il fatto di non riuscire, mai, a vedere i volti delle persone. Avvertiva le ombre, caratteri fugaci, immagini effimere, ma mai... i volti...
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Kyal Lizaril
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inviato il 2-11-2009 alle 15:08 Reply With Quote
Kyal osservò i presenti,immagazzinando informazioni,osservandoli parlare,interagire,sussultare di sorpresa ad ogni nuovo minimo indizio...cominciavano a mancarle seriamente le forze,ma si rifiutò di accettare il cibo di Eilmorel,almeno per il momento; era sempre stata una ragazza estremamente diffidente. Prese il pane ormai indurito dalla sacca in cuoio che teneva a tracolla e ne portò un pezzo alla bocca,sperando che se avessero dovuto iniziare il loro cammino,ciò non li avrebbe portati troppo prematuramente in un luogo inospitale,remoto,e pericolosamente distante dalla vita del mondo esterno...avevano bisogno di viveri,e chissà cos'altro. Sentì che Akrathan stava percependo qualcosa...si introdusse senza troppi scrupoli nella sua mente,e notò con stupore che glielo stava permettendo: era una...premonizione;sangue..battaglia.Si alzò avvicinandosi all'entrata della grotta,allarmata,scutando l'esterno con occhi brillanti,e sul volto un'espressione corrugata,mentre annusava l'aria,incerta.Osservava Akrathan con la coda dell'occhio...lui era stranamente tgranquillo,rimandandole lo sguardo senza timore...probabilmente,era abituato alle proprie premonizioni...sperò che non lo fosse alla guerra. Osservò anche la ragazza mutaforma,sorridendo debolmente "lieta di conoscervi,io sono Kyal"disse,sondando la sua aurea...strano...anzi,estremamente singolare...sembrava uno degli animi più puri che avesse incontrato;si chise se fosse una strana tecnica di mascheramento,o si trattasse della verità. Osservò guizzando lo sguardo la strana felina che si allontanava...Improvvisamente arretr di un passo,sentendo uno strano formicolio percorrerle le braccia,e rimase immobile,fissando l'oscurità davanti a loro,dove i primi bassi alberi goffamente emersi dalla palude formavano quella vegetazione umida e verdognola...Kyal sibilò fra i denti,guardandosi improvvisamente dietro,verso Fredda ed Eilmorel;osservò dietro le loro spalle,là dove era sicura ci fosse un'altra uscita:doveva esserci. Aveva sentito uno spiraglio d'aria fresca,notturna,priva della soffocante umidità salmastra delle erbe di quel luogo. Forse era un percorso che saliva,del resto quella grotta era ai piedi di un rilievo roccioso,quello che probabilmente,dopo svariati chilometri,si evolveva nell'imponente catena montuosa,difficilmente raggiungibile dallep ianure sottostanti. Ritornò a fissare il buio,arretrando di un altro passo,e calandosi nuovamente il cappuccio sul volto,con freddezza. Li sentiva. I Nezmoth erano vicini: avrebe dovuto immaginarselo,avrebbe dovuto pensarci prima...era palese che sarebbero arrivati nel giro di poco tempo,se i componenti della compagnia avessero capito di esser coinvolti...
In lontananza un verso stridulo e lacerante ruppe il silenzio del bosco,simile ad un urlo strozzato. Altri più vicini,risposero brevemente,con altrettanta potenza,facendosi strada fra i cespugli e gli alberi radi...Kyal si voltò dirigendosi con passo rapido all'interno della grotta,lanciando una fugace occhiata a Akrathan...osservandoli poi tutti,prendendo un bastone e appoggiandone un'estremità al fuoco; "dobbiamo andarcene da qui" disse,con tono di voce deciso,come se non fosse disposta ad ascoltare alcun tipo di seconda soluzione. Avrebbe evitato lo scontro,doveva farlo...se anche solo uno di loro avesse tentato di affrontare un Nezmoth con la più resistente delle armi,avrebbe trovato più probabilmente la morte che una possibilità di fuga,una volta iniziato lo scontro. "Ci sono creature nate appositamente per mettere fine alla nostra vita,non hanno altro scopo...come lo siamo noi per questo misterioso compito che ci è stato dato..."Prese il bastone dal fuoco,illuminando il proseguimento della grotta che si addentrava;la fiamma tremolò debolmente. Bene,c'era una via d'uscita. "C'è un'uscita dall'altra parte del condotto...o almeno,così mi sembra...dovrebbe portare sul basso crinale di questo colle,e sicuramente se dovremo vederli in faccia,sarà meglio allo scoperto che qui dentro,dobbiamo muoverci. Eilmorel,il condotto sembra estremamente spazioso,il tuo cavallo passerà".
Si fermò ad osservarli,rivolgendosi,a bassissima voce,ad Akrathan "Non ci sarà una battaglia...eviteremo lo scontro" Disse,quasi come a chiederne conferma.Non poteva permetterlo...e non aveva idea di dove sarebbero andati,ma del resto Eilmorel aveva parlato di una via per le montagne...
Si osservò una mano...i graffiti bluastri rilucevano formicolandole le dita...doveva rimanere in coda e assicurarsi che quelle maledette creature non si avvicinassero troppo.


[Modificato il 2-11-2009 da Kyal Lizaril]

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
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inviato il 6-11-2009 alle 19:13 Reply With Quote
Akratan annuì guardandola: "Lo scontro potrà essere evitato" si alzò in piedi guardando Kyal: "Voi fate strada" poi aggiunse telepaticamente: "Con i vostri sensi potrete trovare più facilmente il cammino giusto da seguire".
Spense il fuoco appoggiandovi una mano sopra.
"Io resterò indietro, a coprirvi le spalle. Ora andate, prima che si avvicinino troppo!" disse con un tono che non ammetteva alcuna replica, e con una sicurezza tale da far intuire che quella non era la prima volta che aveva dovuto coprire la fuga di qualcuno.
"Vi raggiungerò dopo" aggiunse facendo un cenno con la testa all'interno della grotta. "Anche se dovessero arrivare i Nezmoth posso tenerli a bada senza problemi, non è la prima volta che ho a che fare con loro".
Mormorò qualcosa in drowish a voce bassa, socchiudendo gli occhi guardando verso l'oscurità, nella quale riusciva comunque a distinguere ogni dettaglio... Sfiorò istintivamente le else delle due spade, incrociando le braccia sull'addome, poi le lasciò scivolare lungo il corpo sospirando, osservando l'esterno della grotta, avvertendo chiaramente le grida che per il suo finissimo udito diventavano sempre più insopportabili, troppo acute, che parevano quasi lacerargli i timpani. Guardò gli altri presenti "Perchè loro non sentono quel peso?" pensò, sentendosi il cuore schiacciato da quelle urla. Poi si rispose da solo, sussultando piano.

[Modificato il 6-11-2009 da Akrathan]

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Kyal Lizaril
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Data di arrivo 17-4-2009
Città di provenienza: Estremo Nord
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inviato il 6-11-2009 alle 20:53 Reply With Quote
Kyal lo guardò dissentendo,stringendo i denti;fece un cenno agli altri,appoggiando la propria torcia a terra,fra delle pietre. "Proseguite,trovate l'uscita...vi raggiungeremo a breve". Disse,con voce nuovamente ferma,scoprendosi le mani e sistemandosi la fascia fra i capelli. Fece scattare lo sguardo penetrante su Akrathan,facendo qualche passo avanti; "Puoi averli fronteggiati altre volte,ma questa non si terranno per nessuno. Sono animati,motivati,sono qui per svolgere una missione,esattamente come noi. Non avranno alcuna pietà,e sei...vulnerabile ai loro attacchi,Akrathan" disse,mentre davanti agli occhi le scorrevano ricordi lontani...sentì una breve scossa percorrerle il collo,si voltò verso l'entrata,per poi di nuovo osservare il ragazzo; "Se vuoi tentare di tenerli a bada,avrai bisogno di me. Se ti ferissero,non resisteresti a lungo,ed anche ammesso che il guaritore sia con noi,ci troveremmo davanti a troppi nemici pronti ad attaccare di nuovo...chiudiamo loro il percorso...ma lascia che sia io a sferrare gli attacchi decisivi" concluse,per poi increspare le labbra in un sorriso furbo; fece tintinnare le unghie fra di loro,e chiuse gli occhi,concentrandosi...li riaprì qualche secondo dopo,divenuti ora di un pallido argento,felini...si posizionò accanto ad Akrathan,attendendo,immobile. "Io non sono invulnerabile a loro...malgrado il mio ruolo. Se puoi...dovrai predire i loro attacchi per me..."
Osservava l'entrata con naturalezza,mentre i segni runici sulle dita rilucevano stranamente,e sul suo volto si rifletteva una maschera di aspettativa.

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
Attualmente assente

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inviato il 6-11-2009 alle 21:05 Reply With Quote
Akratan strinse i pugni guardandosi i pieni con un ringhio di rabbia e rassegnazione: "Va bene, come vuoi..."
Rimase in silenzio, assalito da una vampata di emozioni e di pensieri, confuso, turbato, arrabbiato, calmo, freddo, deciso, insicuro, spaventato, trecheggiante.
Fece un respiro profondo: "Farò quello che posso per aiutarti ma..."
Esitò, rimanendo in silenzio poi si voltò, inchiodandola con il solo sguardo, puntando i suoi occhi, cerulei, nei suoi.
Rimasero così per oltre tre minuti, poi parlò: "...Se dovesse succederti qualcosa..."
Guardò l'entrata della caverna davanti a sè, a testa alta.
"...non me lo potrei mai perdonare"
concluse, determinato.
"E' ora di dar sangue alle lame" pensò, senza tradire la minima emozione.

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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
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inviato il 7-11-2009 alle 15:42 Reply With Quote
Mi alzai in piedi, e in fretta raccolsi il cibo, che misi nelle sacche della sella. Theinos sbuffò di disappunto quando lo sellai:" mi dispiace: pare che non si potrà dormire stanotte, bello mio." gli dissi, a mo' di scusa. in fretta lo portai tenendolo per le redini verso l'uscita indicata da Kyal. rimasi di stucco quando vidi che lei e Akratan volevano rimanere indietro. "Non potete restare! se vi ammazzano siamo nei guai fino al collo... senza contare che potrebbero averci circondati, e l'uscita posteriore potrebbe essere bloccata!" esclamai. "Non possiamo separarci! come farete a ritrovarci poi?" dissi, con logica.
"Andiamo, presto, potrebbe già essere troppo tardi" dissi, imboccando con decisione il tunnel. era davvero spazioso come aveva detto Kyal, ma era buio, e Theinos non era esattamente contento di passarci. rimediai all'inconveniente evocando tre piccole sfere luminose che ci giravano intorno illuminando la via. la luce frugava negli angoli più bui, rivelando scheletri di animaletti come lepri e topi. Theinos si calmò un po', ma tenne comunque le orecchie appiattite, segno che non gli andava esattamente a genio di passare per di la.
"C'è luce! venite, presto!" esclamai, scorgendo l'apertura da cui entrava la luce argentata della luna. spensi le tre sfere, che lasciarono un pulivscolo dorato, mentre mi affrettavo verso la pozza argentata di luce. Uscii, e mi ritrovai su una specie di terrazzo non molto grande, che proseguiva sulla sinistra con un sentiero che scendeva verso la pianura, digradando senza un'eccessiva pendenza.... sussultai. mi ricordai subito di essere passata per di la: non pensavo di essere così vicina alla catena montuosa. oltre la pianura la massiccia e incombente shilouette nera della catena montuosa su cui si snodava la Via sopra il Cielo, troneggiava minacciosa. la pianura era deserta. non un villaggio, un animale, un essere vivente qualsiasi.
osservai il sentiero che scendeva, e maledissi la sorte: per scenderlo ci sarebbero volute delle ore... e la luce della luna non era la condizione migliore per farlo.
"Antenati, proteggeteci!" pregai, in silenzio. "Ci siete? avanti, avanti!" esclamai, incitando i miei compagni a fare presto.

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Kyal Lizaril
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Data di arrivo 17-4-2009
Città di provenienza: Estremo Nord
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inviato il 22-11-2009 alle 14:45 Reply With Quote
Kyal espirò aria ghiacciata,e,malgrado la tensione,la sua espressione si addolcì completamente,per un secondo,e lo osservò profondamente; "oh....non preoccuparti,so badare a me stessa,e tu dovrai occuparti della tua pelle..." Disse,ridendo debolmente. Fece un altro passo indietro,mentre rifletteva...se Akratan avesse anticipato le mosse di quelle creature avrebbe potuto proteggerli entrambi,ma se avessero attaccato proprio lui? Non avrebbe avuto alcun tipo di previsione poi...e soprattutto Akratan avrebbe rischiato molto...troppo...
"Loro non devono morire. Punto.
A costo di sacrificare te' stessa dovrai rispettare il tuo compito,quando ti si presenterà davanti..."le parole amare di un mentore giovane,astuto...ben poco avvezzo a considerarla con una qualche premura...

Un suono tagliente si avvicinava dall'enrata della caverna...tre figure contorte cominciarono ad avanzare,tremendamente nitide agli occhi dellla ragazza...creature mostruose;il loro corpo sembrava un tortuoso scheletro animale,eccezionalmente resistente e di un materiale simile al metallo,quasi fosse l'incastro perfetto di parti finemente lavorate...la imponente cassa toracica e le altre "ossa" erano ricoperte di tendini e muscoli,membrane anch'esse fin troppo resistenti,ed all'interno gli organi (se quelli erano) erano irrorati da arterie che sembravano fatte di metallo fuso. La testa era allungata nel cranio e sfigurata,,ma ricordava mostruosamente i tratti umani,la dentatura era affilata e d'avorio,e gli occhi neri come la notte rilucevano come piombo fuso alla minima luce...al termine degli arti anteriori dieci lunghi artigli argentei sporgevano come lame di coltelli. Si muovevano con passo animale,ma erette sugli arti posteriori arrivavano quasi a due metri di altezza,grottescamente ingobbiti,e resi imponenti dalla muscolatura esposta. Parevano uomini usciti dall'inferno,deformati e ri-plasmati,con sensi primitivi eccezionalmente sviluppati...
Li vide avvicinarsi,con una lentezza inquietante,come e dovessero scagliarsi su di loro in meno di un istante,e conficcare con altrettanta rapidità gli artigli nella carne,lacerando,squarciando come già li aveva visti fare...decine di volte. Il suo corpo si irrigì,mentre con la coda dell'occhio osservava Akrathan,ed escogitava un modo per rallentarli...se fosse riuscita a colpirli.
Li vide guardarsi intorno nel buio,poi fare guizzare le pupille di quel nero liquido su di loro,e immobilizzarsi improvvisamente. Un urlo lacerante squarciò il silenzio,un suono agghiacciante che proveniva dalla bocca deformata di quello che doveva essere il capo delle tre creature...Kyal si coprì le orecchie,stringendo i denti,e osservando la sua espressione deformarsi in un misto di soddisfazione e rabbia. "Stai pronto!" disse ad Akratan,tenendosi sulle punte dei piedi,pronta a spiccare il salto verso di loro,se si fossero avvicinati ancora.

[Modificato il 22-11-2009 da Kyal Lizaril]

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
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inviato il 24-11-2009 alle 22:58 Reply With Quote
Akratan quasi non sentì le parole di Kyal, tanto era perso in quell'urlo carico di odio, dolore e angoscia... sentimenti che vennero ridestati in lui con una rapidità tale da lasciarlo spiazzato. Sapeva che quegli esseri parevano essere attratti da chi "aveva visto la Morte", eppure... non era mai stato colpito direttamente.
Lo sguardo gli si fece vacuo, mentre il tempo gli pareva non scorresse mai. Era scandito soltanto da quell'urlo disumano che iniziò ad annebbiargli i sensi e quasi a scavare dentro di lui, nel cuore e nella mente, ponendogli un peso tale sopra il petto che non riusciva quasi a respirare.
Si portò istintivamente una mano al cuore, stringendo la maglia che lo copriva. Il freddo pungente lo fece rabbrividire, o, per lo meno, preferì attribuire al freddo quel brivido...
Chiuse gli occhi per qualche istante, sconvolto e turbato, quando all'improvviso gli occhi gli si riaprirono con un lampo di riconoscimento: "Mi stanno attaccando" si rese conto, riprendendosi dalla momentanea confusione.
Scosse la testa e guardò Kyal facendole un cenno. "Saranno i primi due ad attaccare" disse, sperando che non si fosse, cosa improbabile se non impossibile, del potente attacco che aveva subito. "E attaccheranno me..." si rese conto. Eppure... osservò meglio le figure e fece un passo indietro, sgomento. Non lo avevano visto! Non si erano resi conto della sua presenza... era come se ai loro "occhi" fosse invisibile...

[Modificato il 24-11-2009 da Akrathan]

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