Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 6-10-2009 alle 21:31 |
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Fredda si girò di scatto,con un movimento secco del collo,eppure completamente inudibile.
Aveva udito,seppur in distanze poco ravvicinate,voci diverse e con accenti provenienti dagli angoli estremi del continente..c'erano
inconfondibili toni nordici,riconoscibili per i loro timbri secchi e glaciali,che non lasciavano trasparire emozione..poi una voce vagamente
familiare..che a dirla tutta sembrava esattamente il tono determinato e leggermente autoritario di Eilmorel,nascosto da un velo di cortesia..
Ora che ci pensava,quanto tempo doveva essere passato da quando si era allontanata per prendere la legna da ardere?Forse un'ora,o persino di
più?Non sapeva dirlo..quando la sua mente vagava libera da ogni vincolo di responsabilità o razionalità,il che le succedeva da sempre un po'
troppo spesso,perdeva totalmente la cognizione del tempo,i minuti le scivolavano addosso come rivoli di tiepida pioggia settembrile.Una vita molto
lunga le permetteva di considerare molte vite brevi come i voli degli insetti che vivono presso gli stagni..pochi attimi e l'atterraggio è
prossimo,e fin'ora,nulla di troppo importante aveva permesso alla sua esistenza di rallentare,di perdere quel ritmo frenetico.
Sentì l'aria sporca e sgarbata della sera che le schiaffeggiava il volto pallido e dai lineamenti delicati,piuttosto giovani e che lasciavano
trasparire una gentile ingenuità,una raffinatezza selvaggia piena di vita.Gli occhi pensosi si fecero strada nella notte,portandosi con sè come unica
torcia soltanto il bagliore dorato delle loro iridi calde e sfavillanti di puro conforto.
La brezza le rubò il profumo fresco,fiorito ed attraente della sua pelle,e lo trascinò con se all'indirizzo del fiuto degli
sconosciuti,l'odore del vampiro,quasi impossibile da nascondere,era riconoscibile quanto uno stemma principesco impresso in un tibro a
ceralacca..
Notò che l'elfa aveva lasciato la propria arma ancora appesa alla sella..se non si trattava di gente amichevole,prospettiva piuttosto difficile
da conciliare con il paesaggio desertico e misterioso delle paludi,era il caso di andare ad aiutarla,o perlomeno accertarsi su ciò che stesse
accadendo..pensò di portarle la spada,ma riflettè prima su una cosa:spesso sulle armi ,specialmente a quei tempi,venivano imposti degli incantesimi di
espulsione o delle fatture anti-ladro,o ancora peggio sigilli demoniaci..non si sentì in diritto di portare ad Eilmorel la spada,perciò decise di
prendere tutta la sella,in onore del senso pratico delle cose.
Diede un'ultima occhiata al cavallo grigio pomellato della sua compagna di viaggio,assicurandosi che se ne stesse nascosto bene nella seconda
stanza delle caverne,in un punto poco visibile dove nascose anche i loro pochi averi,giurando all'animale che avrebbe fatto presto,nonostante
egli si limitasse a guardarla con ironia e diffidenza.
Si avvolse nella tunica scura,riscoprendo la strana sensazione che si provava a contatto con quel particolare tessuto,assicurò i suoi aghi alle
stringhe di cuoio scuro sopra il ginocchio e molto silenziosamente,iniziò a percorrere la discesa dall'altura verso la valle,quasi scivolando
con i piedi nudi sul terreno,come se vi galleggiasse,avvicinandosi a quelle due nuove voci con circospezione...la palude non era mai stata così
frequentata prima di quella notte.
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Kyal Lizaril
Abitante    
Data di arrivo 17-4-2009 Città di provenienza: Estremo Nord Attualmente assente Umore: scattante
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| inviato il 6-10-2009 alle 22:05 |
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Kyal ascoltò il commento di Eilmorel inarcando un sopracciglio divertita...una ragazza singolare ed autoritaria...e,se non altro,pareva non aver
cattive intenzioni al suo riguardo...
Sussultò sentendo una quarta presenza ora più vicina...fermò lo sguardo vicino a una roccia poco distante,doveva essere là.
L'Avariel aveva ragione. Serata di bizzarri incontri.
Poi,rimanendo perfettamente immobile,posò lo sguardo sulla borsa portata dal ragazzo,qualcosa si muoveva al suo interno...non riusciva a definire di
cosa si trattasse...
Quando il volto pallido del ragazzo tornò verso di lei la scoprì a decifrare la sua espressione,con sguardo penetrante.
Lo ascoltò in silenzio...era il caso di fidarsi di lui?
In qualche modo sentiva di poter abbassare la guardia,ma anni di esperienza ed abitudine la costringevano a guardarsi da qualsiarsi novità,positiva o
meno che fosse...
Raccolse le due lame a terra,con un movimento fluido,riportandole all'interno delle maniche,e sorrise brevemente,facendo guizzare nuovamente lo
sguardo da lui alla ragazza...nonostante fosse ormai abituata a trappole e sotterfugi,sia a tenderli che a subirne...manteneva un lato umano molto
sensibile e,malgrado tenesse questo comportamento per una ristretta e privilegiata porzione della comunità,sapeva rivelare fiducia,ed estrema
lealtà...
Si sistemò la fascia fra i corti capelli corvini e si rivolse ad Eilmorel con un sorriso cortese; "vogliate scusarci un secondo".
Mosse un passo leggero verso Akratan,parlando a bassa voce "...vi seguo"
[Modificato il 6-10-2009 da Kyal Lizaril]
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 6-10-2009 alle 22:20 |
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Akratan sorrise facendo un cenno verso gli altri astanti chiedendo permesso educatamente, non prima di aver sibilato piano sorridendo verso
Eilmorel.
Camminò per un po', fino a non essere più visibile all'avariel. Poi posò la borsa a terra e ne tirò fuori una cucciola di pantera nera
addormentata che mostrò alla ragazza. "Si chiama Taisha... è una figlia per me, ma non vorrei che la vedessero gli altri, temo che possa sentirsi in
pericolo... vi prego, non dite niente, siete l'unica ad esservi accorta di lei" disse guardandola implorante. "A proposito" aggiunse
sorridendo "Quasi dimenticavo..." fra le sue mani comparve qualcosa che porse alla giovane aprì la mano rivelando una rosa nera "Questa è per voi"
disse mettendogliela in mano e sedendosi a terra.
La pantera aprì gli occhi sbattendo più volte le palpebre, poi sbadigliò e si guardò intorno curiosa con gli occhioni azzurri. Scese dalle ginocchia
di Akratan e camminò timidamente vicino a lui. Poi si fermò davanti alla ragazza quasi sbattendo contro le sue ginocchia, ancora assonnata e alzò la
testa fissandola con gli occhi enormi e attivi. Sollevò una zampina strusciandola contro i pantaloni come per richiamare l'attenzione della
ragazza.
Akratan osservò Taisha ridendo intenerito. "A quanto pare non sono l'unico a notare un qualcosa di 'felino' in voi" disse Akratan
guardando entrambe. Poi si alzò e si trasformò lentamente in lupo, osservando prima la luna e poi la giovane presente, mentre il pelo nero si
confondeva con le ombra del bosco, a eccezione del piccolo ciuffo bianco di peli sul collo, mentre gli occhi cangianti guardavano negli occhi la
presunta tigre.
[Modificato il 6-10-2009 da Akrathan]
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Alaska
Abitante    
Data di arrivo 30-3-2009 Città di provenienza: Botticino Attualmente presenteUmore: misticamente oscura
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| inviato il 6-10-2009 alle 22:36 |
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Alla mannara si gelò il sangue nelle vene, più che vederlo, aveva percepito il giovane ibrido"ammiccare" nella sua direzione. Forse, nella
successione degli eventi, aveva lasciato trapelare uno sprazzo d'aurea, anche se nessun'altro sembrava averla notata. Allora il giovane
doveva avere un'ottima vista, e questo spiegava quel che di aninmalesco e confermava la sua intuizione sulla miscelanza di sangui.
Impercettibilmente, suo malgrado, ricambiò il cenno di saluto. Si accorse che anche la vampira era uscita e che portava con sè quella che doveva
essere la sella, riconoscev l'odore di quella he doveva essere pelle onciata e stoffa.
Poi avvertì un improvviso cambiamento nelle auree dei nuovi giunti, la cosa la sconcertò inizialmente, ma poi si riprese per decifrare le
informazioni. C'era una giovane pantera, molto giovane, che prima non aveva notato, perchè nascosta e offuscata da quella del, ormai lo sapeva,
lupo metamorfo. Era stato quello il cambiamento più evidente, il giovane si era rivelato, tramutandosi in lupo.
Sconcertata e incuriosita allo stesso tempo, continuò a studiare il gruppetto.
[Modificato il 6-10-2009 da Alaska]
I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.
L'Oscurità ti cambia. Sei subito corrotto dal lei e non hai più nulla. Sei freddo, non provi emozioni ma solo guduria, nel vedere morire e
nell'uccidere.
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Kyal Lizaril
Abitante    
Data di arrivo 17-4-2009 Città di provenienza: Estremo Nord Attualmente assente Umore: scattante
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| inviato il 6-10-2009 alle 22:41 |
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Kyal prese la rosa fra le dita affusolate,sorridendo debolmente...poi posò lo sguardo sulla piccola pantera,accarezzandola debolmente e
rapidamente,riprestinando presto le distanze...fece schioccare silenziosamente i denti,e la cucciola la guardò incuriosita miagolando brevemente...la
ragazza le fece l'occhiolino,tornando poi a osservare Akratan; "avete detto bene"disse,con aria furba,passandosi delicatamente un indice sulla
guancia,dove comparvero,o meglio tornarono visibili,tre segni serpeggianti cerulei,simili al manto tigresco: "non preoccupatevi...non accennerò
minimamente alla sua presenza...e penso forse che il "tu" sarebbe più appropriato" disse,sorridendo vagamente. Un urlo cupo riecheggiò in
lontananza,e Kyal trasalì,irrigidendosi...quel balordo non aveva desistito...non aveva la benchè minima voglia di intavolare combattimenti con i nuovi
arrivati,anche se era cera che Akratan avesse intuito che fosse una ladra...Lo superò,appuntandosi la rosa al mantello,con attenzione...
Trovava strana la sua confidenza...lei che ne meritava così poca...se non altro,se avesse stretto un qualche legame con le nuove conoscenze si sarebbe
fatta scrupoli sul fatto di ingannare lui più degli altri...assunse un'espressione sarcastica,tornando da Eilmorel,seguita dal ragazzo.
O magari no. Magari questa volta la curiosità e l'interesse le avrebbero reso difficile andarsene e dimenticare i nuovi incontri...magari
avrebbe trovato persone diverse. Si fermò a scrutare il punto in cui sentiva un'altra aurea farsi strad,celata in quella zona paludosa...
"spero che la proposta non vi crei troppo disagio,ma forse sarebbe meglio continuare la conversazione in un luogo più protetto di questo spiazzo
aperto.." disse,rivolgendosi ad entrambi,con aria neutra,seppur celase una certa tensione...
[Modificato il 6-10-2009 da Kyal Lizaril]
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 6-10-2009 alle 23:03 |
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Akratan si ritrasformò e la seguì senza parlare.
La osservò a lungo. E se fosse stato costretto a tradirla? Si meritava davvero la fiducia della giovane? Esitò rimettendo a posto la pantera nella
borsa che si infilò con delicatezza osservando la tigre.
Notò che la gatta aveva assistito alla sua mutazione e si passò fulmineamente un indice davanti alla bocca intimandole il silenzio, sorridendo
affabile. Anche se il gesto era stato velocissimo, un essere dalla vista sì acuta certamente lo aveva ben interpretato.
Ritornò a concentrarsi sulla tigre. Si vedeva chiaramente che era una ladra, come d'altronde lo era stato lui a lungo, prima di riuscire a
ritornare a una vita dignitosa... forse era quello il motivo per cui la giovane attirava in tal modo la sua attenzione? O forse la serie di
coincidenze che li avevano portati a incontrarsi? Qualunque fosse la risposta, se Akratan era solo di passaggio, adesso invece voleva scoprire cosa lo
legava a quei fortuiti incontri...
[Modificato il 6-10-2009 da Akrathan]
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Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 7-10-2009 alle 19:17 |
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La giovane vampira era sgusciata oltre il basso fogliame degli arbusti secchi imbiancato dai deboli raggi lunari,appena una frazione di secondo dopo
che le due presenze estranee si fossero un'attimo ritirate per parlare,anche se avrebbe potuto giurare che non si conoscessero da più tempo
quanto lei e l'elfa incontrata al villaggio..aveva sensi molto sviluppati riguardo ciò che provavano le persone e da quali tipi di rapporti
erano legate,tuttavia,entrando in quel piccolo spiazzo polveroso e pieno di buche e fanghiglia,avvertì chiaramente che tutte le figure che
percepiva,la sua,quella di Eilmorel,quella femminile proveniente dal nord,quella maschile che sembrava avere molto da nascondere e una di cui non si
poteva dire estremamente certa,visto che le era sembrato di avvetirla più in lontananza,distaccata da loro,proprio mentre era assorta in quel momento
di sorda immaginazione,sembravano essere ciascune completamente all'ignaro delle altre,come se nessuna di esse avesse avuto l'esatta
intenzione di trovarsi lì,nello stesso posto,allo stesso momento..era come se per la prima volta delle galassie lontane e completamente differenti nel
loro ruolo nel cosmo,appartenenti ad universi separati,si incontrassero in uno spazio vuoto e pieno di tensione..e tuttavia questo non le provocò
alcun senso di disagio,ma di piacevole scoperta,come se sapesse gia fin dall'inizio dentro di se come ricomporre i pezzi sparpagliati di un
complicatissimo puzzle,anche se non poteva ancora vederne la trama da seguire..
Raggiunse la sua compagna di viaggio alle spalle,richiamò silenziosamente la sua attenzione con un cenno fluido della mano,buttando continue occhiate
con la coda dell'occhio al punto in cui i due si erano isolati..le porse con sguardo impenetrabile la sella con l'arma ancora appesa ad
essa,sentendosi 1 po' sciocca per aver pensato subito al peggio ed aver utlizzato tutta quella cautela nel raggiungerli,ma d'altronde in
quegli anni si aveva poca scelta sul come agire,perchè certe misure di sicurezza erano divenute sacre e necessarie,se si voleva sopravvivere..
Al ritorno delle due creature,gli occhi di Fredda lampeggiarono dei loro riflessi ambrati,osservando la snella figura di una ragazza dai capelli
corti,scuri e covini ed occhi particolarmente chiari che celavano uno sguardo furbo ed attento..e il ragazzo che le stava di fianco,che non potè certo
scambiare altri per un mezzo-drow,il che la sorprese,non tanto per il fatto che si trattasse di un sangue misto,visto che quel continente era irrorato
di razze imparentate con altre,creando numerose minoranze con caratteri derivanti da svariati ceppi fisioniomici...era piuttosto la parte di drow
conservata in quell'estraneo che suscitò dentro di lei un moto di curiosità e dubbio..il popolo dei drow e il suo erano accomunati solo dal
fatto che si trattasse di razze da sempre perseguitate ed allontanate,per via delle lor usanze inquietanti e della vita notturna che
conducevano..iniziò a chiedersi se anche lui,come lei,aveva rinunciato al branco,o ancora più similmente al suo passato era stato allontanato come
rinnegato..era quasi impensabile vedere uno dei figli dele tenebre viaggiare senza nemmeno un suo simile.
La vampira chiese ad Eilmorel con voce morbida e sottile:" cos'hai scoperto di loro?Possiamo fidarci?",ma non fece nemmeno in tempo ad udire
la risposta,perchè dall'oscurità riemersero i due viandanti,che si limitò a guardare con un mezzo sorriso enigmatico che le incurvava appena le
labbra sottili,su quel volto pallido e silvano che sembrava muoversi e respirare in perfetta sintonia con la natura,mantenendo un silenzio cortese che
le permise di ingadare di più sul loro aspetto con occhi di rapace,impossibili da ingannare,coperti però da una perenne sfumatura ingenua e piena di
dolcezza..un'amore spropositato verso la natura e tutto ciò che ne fa parte.
Alla richiesta della ragazza del Nord,che aveva intuito,forse dalle sue movenze scattanti e dai riflessi che ispiravano qualcosa di vagamente
felino,fosse abile nell'arte del furto quanto lei in quelle alchemiche,continuò a fissarli con curiosa ostinazione con quegli occhi
luminosi,parlando gentilmente con voce melodica "Il mio nome è Fredda..venite pure".
Sembrava l'apparizione di uno spettro dalla corporatura minuta e incredibilmente sottile,e l'intensità struggente del suo sguardo contava
molto più di milioni di frasi.
Si voltò camminando in maniera insolitamente spensierata e calma,conducendoli come un'ombra conduttrice,verso la salita sdrucciolevole che
portava alle caverne sull'altura.
[Modificato il 7-10-2009 da Fredda Blackwood]
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Archangel 06
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2007 Città di provenienza: Erelgrad Attualmente assente Umore:
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| inviato il 7-10-2009 alle 21:40 |
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Non sapevo cosa fare, poi venne fredda a cavarmi d'impaccio.
"Cos'hai scoperto su di loro? possiamo fidarci?" disse allungandomi la sella con la spada ancora attaccata. "perchè tutta la sella?"
domandai di rimando, facendo cadere tutta la fascina. "comunque non sono riuscita a sapere molto, anzi direi che non ho saputo proprio niente... a
parte il nome del ragazzo, che dice di chiamarsi Akratan." presi la sella con la destra, con un unico movimento fluido della sinistra sguainai la
spada e contemporaneamente mi issai in spalla la sella.
"Posso proporre di entrare tutti nella grotta e di non stare tutti qui fuori? non è troppo salutare per noi farci vedere qui fuori, tutti assieme, e
poi se permettete l'aria sta diventando davvero fastidiosa." misi volutamente una nota autoritaria nella voce. "dentro c'è la
possibilità di accendere un bel fuoco senza essere visti." con la spada indicai la direzione dove già si era incamminata fredda.
"Offro anche un po' di cibo, se volete..." dissi con un sorriso, sapendo che non si sarebbero lasciati scappare l'occasione di mangiare.
Rinfoderai la spada sempre tenendo la sella in spalla, e con l'altra mano raccolsi le sterpaglie, seguendo poi fredda con passo rapido.
"Quanta gente, e meno male che mi avevate detto che qui non sarebbe venuto nessuno" dissi con un sorriso.
"Non sono esattamente sicura che possiamo fidarci di loro... ma, perchè mi avete portato tutta la sella e non solo la spada??" domandai.
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Alaska
Abitante    
Data di arrivo 30-3-2009 Città di provenienza: Botticino Attualmente presenteUmore: misticamente oscura
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| inviato il 7-10-2009 alle 22:03 |
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La felina continuò ad osservarli, sentiva voci,emozioni, toni. Lievi sfumature ed evidenti indizi, entrambi decifrabili. Sentì ogni singola parola e
capì che il gruppo si stava avvicinando.
Agì subito per non essere vista, anche se sapeva che probabilmente il mezzo-drow l'avrebbe osservata, sgusciò fuori dal suo nascondiglio, veloce
e leggera come uno sprazzo di brezza marina, tenendo il ventra appiattito contro la roccia, i rumori dei passi attutiti dal soffice pelo e dai
cuscinetti cutanei, si avvicinò agile alla sporgenza sul retro, dove, con un balzo scattante raggiunse il terreno morbido, che ahe assorbì le
vibrazioni e con esse l'impatto alle sue zampe. Velocemente, la mannara scivolò di fianco all'entrata, distante, perfettamente nascosta
dalle sterpaglie fangose. I suoi occhi scintillarono gialli, come due piccoli soli nell'oscurità quasi totale, am non si preoccupò che potessero
vederli, voleva solo sapere. Tuttavia si spostò, per nascondersi meglio, dove il riflesso non era più visibile.
Una lieve brezza gelida le scompigliò il pelo, appiattendo leggermente l'erba tutt'intorno e creando suoni suggestivi che eccheggiarono
tra gli alberi, come spettri di voci, urla disperata, suppliche, che una volta erano esplose in tutta la foresta allora rigogliosa. Lei era lì, per la
prima volta, ed aveva visto la devastazione che gruppi di mercenari avevano portato a quel villaggio, un tempo sereno e prosperoso, immune alle
malattie... in una terra sana, forte e genuina che nutriva con fervore i raccolti e la gente, gli animali, le piante.
Aveva viaggiato molto d'allora; aveva visto altri popoli come quelli cadere in rovina, marcire, consumati dalle guerre e dalle devastazioni,
malattie, carestie, oppressioni. Nessuno era riuscito a fuggire,a sopravvivere, molte culture erano state perse, molte vite gettate al vento...ma ora
ogni traccia era sparita: quella, come altre, ora era solo una sorca palude, misera e pericolosa.
Però per lei tuto era passato, non aveva fatto niente per impedirlo, ma nemmeno se ne era mia pentita, anche potendo. Avrebbe guardato con occhi
spietati la gente che soffriva, i suoi fratelli che perivano sottto l'oppressione di tutto ciò che stava accadendo intorno a loro. Avrebbe
prolungato ed acuminato le sofferenze, le atrocità, e avrebbe riso, vedendoli così impotenti e soggiocati dal suo potere. Perchè lei era malvagia,
ormai appartenava all'oscurità. E non avrebbe mai potuto tornare indietro.
[Modificato il 7-10-2009 da Alaska]
I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.
L'Oscurità ti cambia. Sei subito corrotto dal lei e non hai più nulla. Sei freddo, non provi emozioni ma solo guduria, nel vedere morire e
nell'uccidere.
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Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 7-10-2009 alle 23:51 |
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“..perché mi avete portato tutta la sella?”
Comparve un sorriso leggero e scarlatto sul volto ovale di Fredda quando Eilmorel le fece la domanda che si aspettava, incrociò il suo sguardo
interrogativo con il proprio,denso ed invalicabile come metallo fuso,mentre camminavano frettolosamente in direzione del riparo sotto le
caverne,seguite da una nuova compagnia altrettanto insolita come lo era la loro.. “Ah..devi scusarmi, non ti ho spiegato il perché..Avevo visto la tua
spada,ed avevo intenzione di portarti solo quella,pensavo ti sarebbe servita come arma,ma credevo vi fosse imposto sopra un sigillo o una fattura
protettiva,e per non rischiare ho deciso di portarti tutta la sella,così non avrei toccato con le mie mani l’arma e non mi avrebbe riconosciuta al
tatto come estranea..in effetti ora che ci penso potevo avvolgerla intorno ad un panno,ma a volte certi incantesimi sono così sensibili che anche
attraverso i tessuti sono capaci di reagire…”
Si scostò una ciocca di capelli serpentini e bluastri dalla fronte con una mano sottilissima e delicata,che sembrava potesse spezzarsi come un debole
filo d’erba sotto una presa appena più ferrea.. “ Sono abituata a pensare a certe eventualità,sono le prime cose che mi insegnarono come
scassinatrice…e soprattutto faccio attenzione dopo una volta memorabile in cui tentai di rubare un pugnale di magnetite all’alchimista a cui ero stata
venduta,e ci ricavai,non appena lo presi sulle mani,delle piaghe dolorosissime sulla pelle che guarirono solo dopo diversi mesi quando lui si decise a
rivolgermi la parola” aggiunse amaramente,ricordando con disprezzo,ma in qualche modo anche con devozione,i crudeli e sadici insegnamenti del suo
vecchio maestro e carceriere..
Sentiva dietro di loro i passi dei due viandanti seguirle regolari e determinati,rimuginando intanto sul perché proprio quella notte,quella zona arida
e completamente ignorata da ogni abitante dei villaggi circostanti,si era riempita di nuove e singolari presenze..diverse da quelle irose e meschine
,a volte soltanto disperate e capricciose, dei villici che stentavano a sopravvivere nelle loro catapecchie pericolanti…poteva percepire senza ombra
di dubbio che i 3 nuovi ospiti conosciuti in quell’ora tarda e sfavorevole sembrava fossero tutti in cerca di qualcosa,ma allo stesso tempo smarriti
in un viaggio che li aveva portati senza che loro lo volessero consapevolmente a trovarsi..
Si maledisse per aver ancora pensato alla remota possibilità che la leggenda delle fattucchiere fosse si fosse in qualche modo materializzata e
concretizzata in quegli eventi bizzarri..dentro di sé avvertiva una sconosciuta di positiva eccitazione e un continuo senso di sorpresa e piacevole
stupore che le avvolgevano il ventre in un caldo e concitato abbraccio..forse perché era da molto che non passava il tempo in compagnia di
qualcuno.
Ma sapeva anche che non poteva concedersi di provare quelle sensazioni..non poteva permettersi di pensare che le speranze fossero ancora attive e
guizzanti,come non voleva illudersi che finalmente le cose sarebbero iniziate a cambiare..
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 8-10-2009 alle 07:18 |
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Akratan osservò a lungo il paesaggio circostante. Si stava alzando una sottile nebbia da cui emerse una giovane, che identificò subito come una
vampira... Osservò la grazia fluida con cui si muoveva, ma soprattutto notò una cosa. Era sola. Per una creatura della notte, quali drow e vampiri,
era insolito... dunque doveva essere stata allontanata o essersi separata dal suo clan di origine... anche questo non comune...
La osservò meglio... possibile che...?
Mantenne lo sguardo freddo, osservandola con sguardo indagatore, ricordandosi le parole di sua zia...
"Voi... voi siete Fredda del Clan Blackwood... della Corte degli Scontenti...?" esitò "Voi... la mappa...?" chiese lasciando la frase incompiuta.
Se la ragazza avesse capito, certamente si sarebbe trattato della persona di cui aveva sentito parlare, altrimenti, pazienza... Scrollò le spalle e la
guardò facendole capire che era del tutto indifferente alla risposta, e che chiedeva per pura curiosità e non per un secondo fine o perchè gli
interessasse conoscere il significato della mappa... sua zia gli aveva detto solamente dell'esistenza di questa mappa impressa sulla schiena di
una giovane molto simile a Fredda, a sentire la descrizione, e che quella mappa portava a un qualcosa di indefinito in grado di concedere la vita
eterna...
Akratan abbassò la testa. Se c'era una cosa che odiava, era l'immortalità. Non aveva mai capito come mai tutti gli uomini tentassero di
raggiungerla... una vita senza fine sarebbe assurda, terribile... una condanna, una maledizione, non qualcosa da ricercare...
La vita è bella proprio perchè prima o poi dovrebbe finire, e non per divenire priva di qualunque anche banale e scontato significato...
Possibile che fosse l'unico a pensarla così?
Certo, ne aveva parlato con suo fratello Darkness, che aveva concluso il tutto con una risata. E anche con il suo fratellastro completamente drow, ma,
come ben si sa, i drow non amano discutere di questioni sì futili... e in genere, non amano discutere...
Notò che la ragazza aveva portato la spada all'avariel...
Certo, cosa credeva? Si era illuso che esistesse qualcuno che non intendesse attaccarlo? Fra l'altro, certamente quella ragazza alata aveva
avvertito il sangue di drago nero e di certo disprezzava, come molti, quello drow. Era probabile che al primo passo falso non avrebbe esitato a
tentare di ucciderlo, doveva essere in guardia... come sempre...
Osservò un addensamento insolito di nebbia alle sue spalle... "Fratellino, ti avevo detto di non seguirmi" pensò sorridendo glaciale "Deve volermi
bene, si preoccupa così tanto per me..." pensò intristendosi.
[Modificato il 8-10-2009 da Akrathan]
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Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 8-10-2009 alle 19:10 |
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Fredda s'irrigidì come se il sangue proveniente da altri corpi che scorreva lento e senza calore nelle sue vene,avesse raggiunto lo zero
assoluto e l'avesse cristallizzata in una immobile statua di ghiaccio.
Le parole del mezzo-drow,che a quanto pare doveva chiamarsi Akrathan ,come le aveva riferito poco prima Eilmorel,le avevano spezzato il respiro ed
annullato quel poco che rimaneva del suo battito cardiaco..impossibile..nessuno poteva essere a conoscenza della vera natura della Mappa..era stata
fino ad allora fermamente convinta che,a parte il maestro alchimista che aveva contrattato con i fratelli del suo clan per lo
scambio,nessun'altro al mondo sapesse che la traccia fosse in realtà un tatuaggio,o comunque una variazione alquanto bizzarra di melanina sulla
pelle,simile ad una voglia particolarmente precisa e rifinita,gradevole alla vista per le sue linee sottili ed intrecciate,incomprensibili alla vista
di tutti all'infuori di quello che era conosciuto come "il traduttore" o "l'interprete"..
Non era spaventata dal fatto che conoscesse le sue origini,sapeva bene che i suoi tratti vampireschi erano fedeli alla tipologia fisica esclusiva del
clan dei Blackwood..i vampiri con capelli molto mossi e bluastri ,piccole lentiggini sulla pelle marmorea e gli occhi gialli non erano
comuni,tantomeno quelli con fattezze così delicate e fragili,poiché maggior parte della popolazione dei vampiri possedeva una fisionomia
nerboruta,corpulenta,quasi massiccia,dai tratti accentuati e molto spigolosi,i colori predominanti delle cui chiome erano il nero ed il rosso..la
corporatura resistente come quella di un vichingo,nata per sopportare le condizioni più sfavorevoli,il cui punto essenziale era la forza fisica,la
resistenza e la prontezza di riflessi..nel suo caso invece,contavano l’abilità,l’elasticità mentale e l’agilità inimitabile e disorientante nel
combattimento,nonché una forte essenza attrattiva,capace di rapire e stordire l’avversario.
Era stata la parola “mappa” a trapassarla,come se a parlare fosse stata una lama affilata..nessuno avrebbe dovuto pronunciare quel nome riferendosi a
lei,nessuno avrebbe potuto rivelare il suo scopo o esserne solamente consapevole..La tradì con piccolo sussulto,un movimento impercettibile che le
scosse le spalle e fece spalancare lievemente i suoi occhi grandi ed ambrati,la cui natura selvaggia li faceva apparire colti alla sprovvista e
feriti,ricordando l’espressione di una volpe dallo spirito libero ed indipendente accerchiata durante una battuta di caccia da un bracco…sfavillarono
di stupore misto ad ira con maggiore intensità di quel colore ambrato,anche se cercò con tutta la determinazione di cui era capace di mantenersi
impassibile,come se non avesse capito il senso di quelle parole,come se nemmeno una di quelle lettere pronunciate le appartenesse o la riguardasse.
“Non…non so cosa volete dire…” disse con voce assottigliata e debole,lievemente alterata,macchiandola di indifferenza e leggerezza,mentre si stringeva
nella tunica e riprendeva a camminare verso l’entrata buia della caverna,nascondendo il più possibile il volto nella penombra.
“Mi spiace,ma temo mi abbiate scambiata per qualcun altro".
[Modificato il 8-10-2009 da Fredda Blackwood]
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Archangel 06
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2007 Città di provenienza: Erelgrad Attualmente assente Umore:
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| inviato il 8-10-2009 alle 20:42 |
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Ridacchiai alla spiegazione di Fredda. "No, nessun sigillo. Non è un'arma che abbia un qualche valore particolare, a parte un enorme valore
affettivo per me... è stata la spada del mio maestro, ma a parte questo... comunque, una saggia precauzione. Dovrò seriamente pensare a metterci su un
incantesimo del genere, grazie del consiglio" le dissi scherzosamente.
quando il mezzo drow domandò a fredda se lei fosse proprio Fredda del Clan dei Blackwood girai la testa osservandolo incuriosita. Fredda si era
raggelata, e si era affrettata a rispondere che si stava sbagliando. Mi incuriosì l'accenno a una mappa: mi parve che più che il fatto che lo
straniero di nome akratan conoscesse il suo nome fosse stato proprio l'accenno a questa mappa a farla trasalire. Così mossa dalla curiosità
vinsi la paura che provavo nei confronti del mezzo drow, e mi affiancai a lui tentando di essere cortese. "posso sapere di che mappa parlate? avete
destato la mia curiosità... oddio, non che mi interessi, non sono mai stata brava con le mappe... " chiesi con un sorriso. Era vero: era più facile
che mi perdessi con una cartina che non senza, e quante volte Dereor mi aveva presa in giro! mi intristii immediatamente al pensiero di Dereor...
all'epoca ero troppo debole per salvarlo. beh, ormai erano passati più di settant' anni, in ogni caso sarebbe morto comunque. Oh,
accidenti, la fasciatura del manico si era disfatta, rivelando il grosso rubino del pomolo. Ops. pregai che la mia testa riuscisse a nasconderlo,
perchè un rubino come quello valeva una fortuna, soprattutto per la particolarità di non essere un rubino, ma un rarissimo pezzo di vetro degli
Avariel, comunemente noto come Vetro Temprato o Vetracciaio. Lo avevo lavorato personalmente, e il suo colore rosso non era dato da un pigmento
naturale qualsiasi. Quello era sangue. Il mio sangue, per la precisione, che avevo messo nella spada per legarla simbolicamente a me, dopo essere
stata del mio maestro. Quel mezzo drow pareva dotato di capacità sensoriali assolutamente al di sopra della norma: che fosse ancora possibile
percepire l'odore di sangue provenire dalla gemma di vetro? sperai di no, anche perchè avevo fatto in modo che la parte più esterna restasse
depigmentata.
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 10-10-2009 alle 07:41 |
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Akratan guardò negli occhi Fredda, poi sorrise: "Sapevo foste voi... non che mi interessi..." si voltò di spalle, addentrandosi di poco nella
nebbia. Poi fece un cenno con la mano: "Ok, qui non ci vedono... esci pure"
La nebbia scura iniziò a condensarsi in un punto attorno al quale prese a ruotare lentamente. La nebbia prese infine l'aspetto di un giovane,
più o meno coetaneo di Akratan, biondo dagli occhi azzurri e dai lineamenti molto più delicati del mezzo drow, per non parlare della pelle più
chiara.
Akratan sorrise: "Ciao Darkness..."
Dark rispose con un saluto svogliato e si avvicinò per abbracciarlo. Ak gli sorrise: "Ti avevo detto di non seguirmi..."
"Dovevo"
"Non sei costretto a proteggermi solo perchè sei il mio gemello..."
"Non è quello..." Akratan lo guardò sorpreso "E cosa?"
"Beh... lo sai che odio quando ti cacci nei guai"
"Io non mi caccio nei guai, e non mi sono ancora messo nei pasticci..."
"Oh, certo... l'accenno alla mappa, hai un'avariel armata davanti a te, e poi... credi non abbia notato come guardavi la
'tigre'?"
Akratan abbassò la testa: "Taci. La guardavo e basta. Non farti strane idee... Ora andiamo"
Lo prese per mano e lo condusse dagli altri: "Perdonate l'assenza... lui è mio fratello gemello... Darkness Ziver..."
Il giovane si piegò in un elegante inchino, la scelta del quale probabilmente aveva fatto intuire il suo essere drago.
Akratan lo guardò: "E' un ibrido fra un drago del sole e un drago della nebbia, con una piccola percentuale di sangue di drago nero..." guardò
gli astanti "Tanto per evitare eventuali domande indiscrete..."
Osservò nuovamente Fredda e sorrise: "Dimenticavo, non temete, non mi interessa la mappa... anzi..."
Notò poi il 'rubino' di Eilmorel... Avvertì il sangue all'interno, individuandolo subito. Sgranando gli occhi lo confrontò con
quello del sangue dell'avariel, intuendo che fosse suo. E non potè trattenere una piccolissima risata "Un avariel con sangue di drago, il
colmo" pensò divertito.
Poi osservò Dark: "Sergente, non dovresti usare quel'incantesimo a lungo..."
"Ma io voglio camminare..."
"Pensa a non sprecare energie" rispose Ak sciogliendo l'incantesimo prendendolo in braccio e posandolo sulla sedia a rotelle appena
apparsa.
Si affiancò dunque a Fredda: "Perdonatemi se sono indiscreto, ma avete appena confermato i miei dubbi. Non è necessario che anche gli altri lo
sappiano ma so cosa avete... sulla schiena... e siete stata voi a dirmelo. Se non foste stata voi la mappa, non avreste sussultato... e non avreste
negato in quel modo, dato che conoscendo Stramonio, vado a intuizione, dovreste necessariamente conoscere la leggenda. Invece voi siete la mappa. O la
mappa siete voi, non so come esprimermi. Avete negato perchè conoscete la mappa, lo siete e sapete quanto è pericoloso che qualcun altro ne sia a
conoscenza. Io sono una tomba, non temete, e non mi interessa molto di questa storia. Semplicemente mia zia, Elizabeth Loveblood Eris, mi ha
raccontato questa particolare storia... sono certo che un sacco di persone desidera la vita eterna... non so come la pensate, ma per me è una
maledizione... nessuno dovrebbe averla..." fece ascoltare i pensieri precedenti riguardanti la mappa "E poi, per me una cosa del genere andrebbe
distrutta... anche se spesso mi sento l'unico a pensarla così" disse scrollando le spalle.
[Modificato il 10-10-2009 da Akrathan]
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Kyal Lizaril
Abitante    
Data di arrivo 17-4-2009 Città di provenienza: Estremo Nord Attualmente assente Umore: scattante
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| inviato il 11-10-2009 alle 21:57 |
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Kyal ascoltò con attenzione la conversazione,rimanendo freddamente in disparte,accovacciata contro al muro,osservano con occhi scintillanti la
tensione ed i gesti di Fredda ed Akratan...la parola "mappa" aveva innescato nella sua mente una serie di collegamenti fulminei,dettagliati,di
ricordi,dolorosi ed insoliti....e scatenato dentro di lei qualcosa di impetuoso;il cuore aveva preso a batterle fbbrilmente,e un moto d'odio le
si era riversato nella mente....mappa. Lei era legata ad una mappa. La sua stessa vita e quella altrui ne dipendevano,ne avevano sempre
dipeso...proprio lei fra tanti era nata con il fardello di dover difendere quelli che poteva da creature orribili,ripugnanti...che del resto facevano
solo il loro dovere...protettori dell'Albero della vita...
La ragazza portava la mappa. E questo,istantaneamente,la fece rendere contro che con ogni probabilità possibile,si trovava nella situazione che per
anni aveva cercato di evitare...lei era il Difensore,la "paladina della giustizia",aveva riso amaramente tante volte,pronunciandolo a bassa
voce...proprio lei,una ladra...sapeva che se le cose stavano così c'era un senso,ma dopotutto quella sorte aveva già preso troppe decisioni per
lei...lasciare la sua famiglia,vivere per gli altri...e se ora aveva davvero trovato la compagnia dei prescelti alla ricerca dell'Albero della
Vita,non aveva più scelta,non avrebbe potuto fuggire da quello che aveva eternamente rinnegato,dal destino. Fece guizzare gli occhi chiari come
diamanti sul nuovo arrivato...fratello di Akratan,a quanto pareva,studiandolo con indifferenza,alzandosi il cappuccio sul volto...il ricordo ancora
giovane dell'ultimo incontro con Phelixe,no di pochi al mondo a sapere del ruolo della ragazza,che le aveva insegnato come utilizzare il suo
potere,e a quale scopo...come eliminare quelle infami creature che soffocavano la vita e la rendevano ardua e pericolosa più di uanto non fosse.
Era un uomo giovane,o almeno così diceva il suo aspetto...dai capelli corti,castani,e gli occhi di un singolare dorato scuro...ed uno sguardo
penetrante,addolcito da un'espressione falsamente affidabile...lo aveva visto l'ultima volta meno di ventiquattr'ore prima,alle mura
interne della città,mentre se ne stava elegantemente appoggiato al carro di un mercante,il cappuccio calato sul volto; "Kyal,se non ti dispiace
sarebbe coerente se la tua fama di ladra non finisse inesorabilmente in quella del tuo "lavoro"...sei un elemento prezioso"
Kyal lo aveva osservato con noncuranza,rigirandosi fra le dita un piccolo pugnale intarsiato..."Kyal,sai bene cosa accadrebbe se la gente sapesse chi
sei...e cosa puoi fare...diverresti un'arma,che tutti si contenderebbero..."
"e suppongo che ora mi dirai che devo ritenermi fortunata,perchè il mio "lavoro" dipenda da te Phelix..."
E lui aveva sorriso,con noncuranza,amabilmente,osservando il mercato più in là,mentre Kyal si allontanava.
"certamente".
Kyal osservò con attenzione i due,alzandosi,e rimanendo appoggiata al muro,a braccia incrociate,pensierosa..." avete detto mappa...è così?è...la
verità?" Osservò entrambi con decisione,avendo ascoltato la conversazione senza sforzo,grazie all'udito animale,attentendo,con espressione
niente affatto scortese,ma puramente interessata..."è curioso come noi ne conosciamo l'esistenza...e vi crediamo così fermamente..."
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Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 12-10-2009 alle 17:40 |
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Fredda rimase in silenzio tutto il tempo,mentre le parole di Akrathan le rinnovavano ciò che precedentemente aveva affermato..l'intuizione che
il mezzo-drow aveva avuto era stata acuta e fin troppo veloce per i suoi gusti,ed inoltre aveva contato per anni di essere totalmente al coperto nelle
sue vesti di vampira solitaria,nulla o poco tenente,eternamente vagante,portandosi con se il fulcro pulsante di un segreto a cui aspiravano tutti..o
quasi.
Guardò con occhi dubbiosi il fratello del suo interlocutore..anche era a conoscenza di tutto questo?
Mentre il giovane le menzionava sua zia e quel demonio pidocchioso di Stramonio,che evidentemente doveva aver spifferato la verità sulla natura di
quella che era stata un tempo la sua "cavia",sua prigioniera e sua allieva più ribelle ed allo stesso tempo insuperabile e dotata nelle arti
alchemiche, sentiva il sangue ribollire concitato di rabbia provocandole un leggero rossore quasi impercettibile sulle sue gote candide e punteggiate
di minuscole lentiggini..con i denti affilati si stava mordendo le labbra senza accorgersene..avrebbe voluto con tutta la convinzione e la decisione
di cui era capace strillare che non era lei la traccia,che non portava nessun segno sulla pelle che potesse somigliare a qualcosa di diverso da
piccoli pigmenti chiari di melanina,che non sapeva nulla a proposito di quella assurda ed ingiusta storia e negare fino allo sfinimento,rinnegando
tutto.
Ma qualcosa dentro di lei le sussurrava che non poteva farlo,soprattutto adesso che qualcuno così bene informato la stava smascherando in maniera
improvvisa,quasi brutale,e che per di più conosceva quel degenerato di un alchimista che l’aveva per tempo indecifrabile perseguitata,inseguita,e che
tutt’ora continuava a farlo,senza diminuire la sua insistenza e la sua formidabile ed irritante capacità di saper comparire da un momento all’altro o
di inviare fino ai suoi nascondigli più remoti i suoi inquietanti seguaci..
Non poteva più sottrarsi a nessuna rete ormai,se Akrathan fosse stato un alleato di Stramonio,cosa forse decisamente probabile,o almeno lei la pensava
così,visto che il potente alchimista sembrava possedere alleanze ovunque lei si recasse,spie di suo ordine dislocate in ogni città del continente e
cacciatori di taglie di professione e alcuni semplici contadini poco esperti ma agguerriti in cerca di fortuna in quei tempi magri assunti dalla sua
generosa mano in cambio di un grasso e abbondante compenso.
Serrò la bocca,impendendo a se stessa di difendersi da quelle pungenti affermazioni,semplicemente cercando di guardare altrove per paura che quello
straniero fosse capace di leggere ancora di più ciò che volevano dire i suoi occhi contrariati e presi alla sprovvista…
La faccenda della mappa la mandava fuori di testa,ogni volta che sentiva qualcuno raccontarne la storia o solamente nominarne l’incerta esistenza..si
sentiva come una creatura braccata,un oggetto ambito,una specie di trofeo capace di portare un semplice mortale ad ottenere una vittoria ancora più
grande.
“E poi, per me una cosa del genere andrebbe distrutta... anche se spesso mi sento l'unico a pensarla così" disse scrollando le spalle.”..forse
queste parole in casi che non fossero talmente fuori dal comune come questo,sarebbe dovuta servire a consolarla,a tranquillizzarla;del resto era una
rivelazione che non poteva essere considerata negativa..non desiderare quella mappa significava anche avere buone intenzioni,o perlomeno migliori di
chiunque altro.
Lei però cosa poteva saperne in realtà?
Chiunque avrebbe potuto inventarsi una frottola del genere pur di mettere le mani sulla mappa,anche se questa teoria nel profondo la convinceva poco o
nulla.
Forse l’idea di finire nelle grinfie di uno dei soliti avidi che desideravano il tesoro della vita sconfinata tutto per sé era più allettante del
dover ascoltare quelle parole tetre e dense di significato,si,perché non era cosa affatto scontata il fatto che qualcuno non solo non fosse
minimamente interessato a leggere quel tracciato per scopi personali,ma che addirittura proponesse di distruggere la fonte dell’immortalità..Era
troppo.
E Fredda sapeva a cosa stava andando incontro..se veramente le parole di quel giovane erano sincere,dette con spontaneità,senza essere troppo
ragionate o pianificate in alcun modo,questo avrebbe significato soltanto che l’unico al mondo in grado di avere la necessaria forza di volontà e la
buona dose di buon senso e di disinteressamento per se stesso e preoccupazione per gli altri (definibile anche come altruismo) era la persona di
fronte a lei. Che davvero quello sconosciuto potesse essere il Distruttore?
La vampira represse un brivido respirando lentamente,sentiva dentro di se la crescente sensazione di un rivolo gelido e marcato di pura apprensione
scorrerle e propagarsi in ogni angolo del corpo..qualcosa le diceva che i fatti sconvenevoli avvenuti quella sera non si sarebbero risolti in un
semplice “guardia e ladri” giocato a favore di chi possiede le gambe più veloci e scattanti o le idee più fantasiose per seminare l’avversario..non
sarebbe finita come spesso le era accaduto in una lunga e spossante fuga attraverso le sterpaglie,o uno scontro con nemici ben armeggiati e preparati
con ogni sorta di espediente suggerito dai loro mandanti per poterla sconfiggere e catturare.
Stavolta forse avrebbe dovuto accettare di condividere con presenze estranee il disegno con cui aveva condiviso la vita ed ogni buona e cattiva
sorte,e questo lo avvertiva come tutt’altro che rincuorante.
Fredda si voltò verso Kyal,con occhi gialli caldi e fiammeggianti che risaltavano sull'ovale bianco del viso,ma non in modo brusco,solo
piuttosto determinato e orgoglioso,come se potessero dare una risposta alla sua domanda.
[Modificato il 13-10-2009 da Fredda Blackwood]
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Archangel 06
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2007 Città di provenienza: Erelgrad Attualmente assente Umore:
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| inviato il 13-10-2009 alle 21:14 |
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"Io non capisco di che diamine di mappa parlate... è la mappa di un tesoro?" chiesi, posando a terra sella e spada. Andai a controllare Theinos, che
stava pigramente sdraiato sulla paglia. gli feci qualche carezza mentre lui sbuffava allegro, poi tornai alla sala dove stavano gli altri, e mi
dedicai ad accendere il fuoco. le sterpaglie erano un po' umide e faticarono ad accendersi, tuttavia ci riuscii insistendo un po', e
usando la paglia come esca. "Chi ha fame?" domandai, cerca che la risposta sarebbe stata unanime e affermativa. frugai per cinque minuti buoni nelle
bisacce, tirando fuori involti anche piuttosto voluminosi che in teoria non avrebbero potuto entrarci, e infine tirai fuori trionfante quattro involti
di stoffa rossa. li portai vicino al fuoco, e li aprii rivelando cibo in abbondanza: frutta secca, formaggio, pane, carne secca, e una lunga barra di
noci, mandorle e noccioline caramellate. "Servitevi, ce n'è per tutti" dissi prendendo una manciata di frutta secca e cacciandomela in bocca,
mentre mi preparavo un comodo giaciglio con la paglia. mi ci buttai sopra, con un sospiro di sollievo: finalmente potevo stare sul morbido! mi
rilassai, distendendo le gambe e stiracchiando le braccia con degli schiocchi sonori.
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 13-10-2009 alle 21:54 |
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Akratan la guardò: "Credo che debba essere la diretta interessata a parlarvi della mappa... se e quando vuole..." disse guardandola freddo. Osservò
il cibo distrattamente, poi si voltò verso l'entrata della caverna "Perdonatemi ma non vedo perchè dovrei restare... per cui... è stato un
piacere incontrarvi, col vostro permesso mi congedo..." sibilò "Peccato per Fredda... mi sarebbe piaciuto discutere con lei della mappa..." pensò
facendo qualche passo verso l'uscita salutando brevemente con un inchino e prendendo in braccio il fratello.
Guardò un'ultima volta la vampira... era come se stesse per trattenerlo, come se stesse per dirgli qualcosa che lo avrebbe convinto a rimanere.
Akratan esitò avvertendo la tensione... poi lanciò un altro sguardo a Kyal e aspettò la reazione degli astanti. Darkness si trasformò in nebbia e
svanì, pronunciando delle parole in drowish. Akratan rispose a bassa voce al saluto.
[Modificato il 13-10-2009 da Akrathan]
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Helene Idillio
Abitante    
Data di arrivo 4-1-2009 Attualmente assente Umore: spensierata
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| inviato il 14-10-2009 alle 14:10 |
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Toccai il punto dove avevo immerso la lama. Sollevai la leggera tunica.. Non era rimasta neppure la cicatrice.. Quella l’avevo nel cuore. Il mio
salvatore ora vagava lontano. In terre troppo distanti per poter essere rintracciato. “ Hel.. L’unico modo che ho per salvarti,” mi sussurrò mentre
ero in un lago di sangue “ è donarti un po’ della mia vita.. da questo momento saremo legati.. Per sempre” Mi baciò piangendo.. Una lacrima rigò il
mio cereo volto. Ne avevo fatte sgorgare troppe da quel doloroso giorno. A distogliermi dai miei pensieri, furono delle voci. Mi affacciai verso
l’esterno della caverna. Venni assalita dalle vertigini. Ah già.. Avevo usato un’altra forma per arrivare fino a lì. Riuscivo appena a scorgere
quattro figure nel folto della foresta, che sembravano accingersi ad entrare nella caverna sottostante. Curiosa mi trasformai in farfalla e scesi
verso di loro. Mi adagiai sulla spalla di una graziosa fanciulla. Il suo volto mi era familiare.. Mm.. Emanava una strana essenza felina.. Rivolsi il
mio sguardo al resto della compagnia. Una vampira, un’ elfa.. E quel ragazzo??? Proprio non riuscivo a comprendere che cos’era. Percepì anche un’altra
presenza nascosta fra gli alberi. Tutte specie differenti.. Che ci facevano riunite in quella fin troppo movimentata notte??? Sospirai. Forse era
arrivato quel momento.
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Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 14-10-2009 alle 15:39 |
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Fredda trattenne il respiro,mantenendo immutabile la sua tipica espressione diffidente e riottosa da creatura selvaggia e solitaria quale fosse...lei
,parlare della mappa a degli sconosciuti che per quanto ne sapeva potevano anche trattarsi di amicizie di Stramonio,oppure cacciatori di quel codice
per il puro interesse privato?Lei rivelare così ,senza alcuna precauzione,la sua reale identità,ed offrirsi a loro come una portata succulenta su di
un vassoio d’argento?
Le circostanze però,si erano presentate completamente fuori dalle sue aspettative; conosceva troppo bene il tempo ed i suoi movimenti per comprendere
che non poteva essere stata solo la casualità ad averli riuniti nelle terre spopolate ed insidiose delle paludi..c’era dell’atro da capire,altro da
comprendere più a fondo,sviscerare..Ora che si trovava li,al cospetto di altri curiosi individui,viandanti ed apparentemente senza compagnia,come
lei,non poteva impedirsi di sentirsi ripetere nella sua testa quel ritornello che conosceva così bene,pervenuto dai racconti che baluginarono una
notte senza stelle,in quel misero villaggio che cresce sul picco di una montagna spaccata,conosciuto anche come la città delle fattucchiere di
Hokkam.
“ indipendentemente maschi oppure femmine ognuno di essi è destinato ad incontrarsi in un unico cammino,ma nessuno sarà a piena conoscenza del
proprio ruolo nella vicenda,starà solo a loro comprenderlo con il tempo e scegliere quale decisione prendere...sapranno riconoscere la propria strada
e il proprio compito quando vi si troveranno di fronte,riuniti in un unico luogo,sotto un unico disegno di astri,in quella che sembrerà una
coincidenza puramente dettata dal caso,o uno scherzo della sorte”.
Se veramente stava accadendo quella notte,allora tutto ciò che riguardava la realizzazione della profezia sarebbe dipeso da quel che si sarebbero
detti,e le scelte che avrebbero compiuto..era forse la situazione più fragile e delicata con cui avesse avuto a che fare,infinitamente più difficile
delle lezioni alchemiche su come cuocere uno spettro ,come ammaliare una Vedova Candida con dello zolfo o come ricavare del liquido luminescente dai
sette stomaci di una medusa nebbiolinica con succhi gastrici antimaterici.
Sarebbe bastato il più minimo errore per portarli a dividersi di nuovo e lasciarli ognuno al suo destino così come lo erano stati in precedenza,senza
sapere quale parte avrebbero giocato in quella guerra contro l’avidità delle razze .Una sola cosa non detta,un unico motivo per rinunciare o per
mancare di credibilità e tutto sarebbe andato annegato bell’oblio,come se non fosse mai successo nulla,come se un adunanza del genere fosse
semplicemente un vago ricordo inconsistente e sbiadito nelle loro menti….E con orrore si accorse che stava succedendo proprio in quel momento,mentre
Akrathan li salutava per tornarsene nel proprio universo indipendente ed autonomo,lasciandosi alle spalle quelli che forse per molto tempo ,volenti o
no,sarebbero stati i suoi compagni in un impegnativo e pericoloso compito.
Cosa doveva fare?Era lui il Distruttore?Con l’assenza anche di uno solo dei componenti della leggenda,non ci sarebbero state molte possibilità di
avere un qualche successo,inoltre il suo atteggiamento nel partire le risultò subito titubante,esitante,come se stesse ancora aspettando qualcosa che
lo fermasse..
La ragazza osservò accigliata i presenti,mentre faticava ad accettare quella che sembrava la più improbabile ma istantanea realtà, spostando gli occhi
ambrati e contrariati su ogni volto,scrutandone i tratti,cercando una qualunque ragione per smetterla di credere in quella ridicola ed assurda
favoletta per cui metà del continente continuava a sperare e stringere i denti e per la quale ognuno di loro aveva perso la sua effettiva libertà..il
cuore le martellava con violenza nel petto,minacciandola con i suoi cupi rintocchi,spingendola a dover dire assolutamente qualcosa,qualsiasi cosa,per
indurre tutti quanti a rimanere,per aggiungere forza al momento.
“Non muoverti Akrathan”disse con voce ferma,anche se sottile e melodiosa come sempre,che traspariva innocenza.
“non puoi andartene proprio adesso,e tu lo sai.
Devo raccontare una storia”
[Modificato il 14-10-2009 da Fredda Blackwood]
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 14-10-2009 alle 19:24 |
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Akratan esitò voltandosi nuovamente: "D'accordo, tanto non ho un posto dove andare..." mormorò.
Si avvicinò e si sedette accanto a Kyal, abbassando lo sguardo e osservando Fredda. "Come mai è sì indispensabile che anche io la senta?" chiese
guardandola "Non che sia un problema... mi piacciono le storie..." disse sorridendo. Aprì una mano dove comparve una rosa nera che si rigirò fra le
dita immerso nei suoi ricordi.
Cosa voleva raccontare la vampira? Che riguardasse la Mappa? Certo, quello che sapeva su di essa, erano semplicemente vaghissime voci... che ci fosse
qualcosa di più era ovvio, ma che lo interessasse davvero?
Avrebbe ascoltato, ma più per curiosità che per reale interessamento... lui non aveva niente a che fare con quella storia, sebbene probabilmente
Fredda lo considerasse un allievo di Stramonio...
[Modificato il 14-10-2009 da Akrathan]
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Archangel 06
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2007 Città di provenienza: Erelgrad Attualmente assente Umore:
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| inviato il 14-10-2009 alle 20:47 |
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Mi fregai le mani. "Che bello, una nuova storia! sono anche un bardo, e questa storia si prospetta assai interessante..." alimentai un po' il
fuoco, e allungai le mani verso il fuoco. Ad un certo punto notai una farfalla appoggiata sulla spalla di Kyal, e allungai un dito sperando che ci
salisse sopra. "Una farfalla! è una rarità di questi tempi..." esclamai. con l'altra mano presi un pezzetto di carne e lo masticai
energicamente, osservando uno alla volta i convitati di quello strano banchetto. C'era Fredda, una vampira; un mezzo drow che si faceva chiamare
Akratan, una ragazza che aveva più di qualcosa di felino, e infine io... un'elfa con le ali. E quella storia della mappa... stuzzicava la mia
curiosità innata, quella per cui avevo lasciato il sicuro porto del Nido Delle Aquile delle nevi per andare all'avventura. da quello che avevo
capito, questa mappa portava a qualcosa che era in grado di dare l'immortalità... una cosa da capogiro per gli umani, data la misera durata
delle loro vite. sessant'anni se proprio gli dei erano benevoli, mentre la mia aspettativa di vita superava abbondantemente il mezzo secolo.
"la vita eterna... che maledizione! anche per quelli dalla vita lunga come me... alla fine poi tutti i tuoi cari muoiono e tu rimani solo... bah, che
stupidi gli umani" pensai, aspettando che fredda cominciasse con questa storia. "Se non è troppo lunga magari riesco a raccontarne una delle mie, ne
conosco tante... il problema è decidere quale" pensai. cominciai a sentirmi insonnolita, ma mi fregai gli occhi scacciando il sonno e disponendomi
per sentire la storia di fredda.
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Fredda Blackwood
Abitante    
Data di arrivo 15-9-2009 Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti Attualmente assente Umore: dolce e sanguinaria
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| inviato il 15-10-2009 alle 17:30 |
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Fredda prese posto in un giaciglio di foglie secche e scricchiolanti,accucciandovisi sopra e cercando di tendere al massimo l’orlo sfilacciato delle
maniche della sua tunica consunta per farle arrivare fin sopra le dita affusolate e livide,irrigidite dall’umidità e il clima freddo e
sgarbato..sembrava che quell’unica veste,per quanto fosse lunga,fosse all’apparenza fin troppo leggera per permetterle di resistere al gelo di quei
giorni;al tatto sembrava composta di un tessuto finissimo,un assurdo incrocio fra acqua e seta,capace però di mantenere caldo un corpo come un
cappotto di lana grossa o tessuto con le fibre della Pianta del sole,un vegetale capace di trattenere per mesi interi il calore assorbito dai raggi
solari. Il materiale con cui era stato pazientemente tessuto da arti non umani,erano i fili di seta di un tipo particolare di ragno che il vecchio
alchimista aveva allevato nelle sue collezioni,e con cui si era fabbricato quell’indumento dall’immenso valore e utilità..prima di scappare dal
maniero di quel vecchio pazzo,la vampira gliel’aveva rubato da sotto il naso,mentre dormiva,per poi andarsene lasciando dietro di sé la vasta dimora
del suo maestro completamente avviluppata da fiamme rossastre.
La giovane si scostò i capelli dal volto pallido,creando una sorta di cornice di voluminose onde serpentine di un blu intenso ed abissale,poi appoggiò
il mento sulle ginocchia,circondandole con le braccia,e fissando prima ognuno dei presenti con uno scintillio rovente e penetrante degli
occhi,tornando poi a fissare le fiamme deboli ed allungate di quel tiepido fuoco attorno al quale stavano riuniti,si schiarì la voce,ed increspò le
labbra sottili ed arrossate per parlare..
“è una leggenda,che molti di voi forse già conoscono fin dal loro primo istante di vita..non so raccontarla bene come farebbero molti narratori, bardi
,cantastorie,rimatori o poeti,quindi ve la narrerò esattamente come mi venne raccontata la prima volta..” Fredda si interruppe un solo istante,per
riportare alla luce il ricordo pieno di ambiguità che le suggeriva malinconia e disgusto allo stesso modo,del suo maligno,sadico,ed,ironia della
sorte,unico mentore e suo incontrastato nemico e negriero,che le parlava di ciò che lei era e di quanto avrebbe largamente guadagnato dopo averle
sottratto la sua inestimabile pelle,di chi avrebbe cercato di ostacolarlo nel suo progetto abominevole e come avrebbe cercato di annientarli,uno ad
uno..era stata la prima volta che Stramonio le aveva raccontato una delle sue crudeli favole.
“Anche se si tratta di una situazione che dura ormai da secoli,tutti sono a conoscenza del fatto che questo mondo non è stato sempre così ostile e
pieno di guerre…certo la pace assoluta non è mai esistita in ogni luogo che io conosca,ma molta gente del mio popolo,e non solo,ha un chiaro ricordo
di come era prima ..la vita era senza dubbio migliore .In un brevissimo arco di tempo però,inspiegabilmente,hanno dovuto assistere alla nascita di
numerosissimi eserciti,guidati da gente avida ed assetata di potere,che hanno reso terre amichevoli e pacifiche ora insidiose e pericolose,hanno
accresciuto la paura e la diffidenza della gente,e la tendenza dell’uomo ad essere ingannevole ed egoista… per alimentare costantemente queste
continue guerre comparse così,senza motivo, sono state create zone di produzioni di armi di ogni sorta,vere e proprie fabbriche,il cui lavoro
macchinoso ed instancabile ha provocato un cambiamento spaventoso non solo nei territori,ma anche nella nostra aria,e nel cielo. Hanno danneggiato la
natura in modo quasi irreparabile..
La cosa più intelligente da chiedersi di fronte a tutto questo è il motivo che li ha spinti a compiere tutti questi scempi..la causa di tutta questa
crudeltà e sofferenza. Questa causa è l’esistenza di una mappa..profetizzata non molto tempo fa da un convento di fattucchiere che vivono ad
Hokkam..erano in stretto contatto con il mio maestro da tempo.. un giorno sparirono tutte,senza lasciare alcuna traccia di esse in quel piccolo e
squallido villaggio sulle montagne..finché, non meno di una dozzina di anni dopo,un contadino rivide una di loro,la regina del loro clan,Nevrina
Eliotrophe,tornare come da un viaggio lunghissimo,dolorosissimo ed estenuante..la portò morente nella propria capanna,e sotto gli occhi dei poco
numerosi abitanti del lido,ella con le sue ultime forze parlò di un fantomatico Albero della vita,conosciuto anche come la Sorgente Verde
dell’immortalità..disse che esso produceva pochi frutti dal sapore disgustoso,capaci però di donare vita eterna a chiunque se ne cibasse..e parlò di
questa misteriosa mappa,la quale,secondo forse una sua reale esperienza,o forse soltanto una forte visione mistica,avrebbe dovuto condurre in un
luogo,chiamato Grande Ignoto,ben conosciuto anche come l’antica e dimenticata Corte degli Scontenti ,nel Mondo Sotterraneo,dove cresce questo immenso
albero pieno di linfa vitale potentissima ed inesauribile,irraggiungibile per anche il più potente dei veggenti ed esperto dei viaggiatori e questa
città sotterranea è ormai completamente spopolata dei suoi precedenti abitanti,i quali,ignari del tesoro che si nascondeva nelle profondità
inesplorate delle catacombe sotto le loro dimore,una volta lasciata la loro dimora,non possederono più alcun ricordo che li possa riportare a
ritrovarne la strada per l’entrata.
L’unico modo per raggiungere quell’albero,era infatti quella mappa..ma la strega non seppe dire dove e come la si potesse trovare,che aspetto avesse o
come si potesse leggere..disse che solo una persona in tutto il globo aveva la capacità innata di saperla interpretare,e questa persona,sarebbe essere
potuta un maschio o una femmina,indifferentemente,chiamata il “Traduttore” o “Interprete” e sarebbe stata riconoscibile per un oggetto in suo
possesso..”
Come calamitati da qualcosa,gli occhi dorati della vampira si spostarono con un movimento fulmineo sul viso di Eilmorel,pensierosi..
“si tratta di un orecchino di ambra pura,nel quale vi è rimasto intrappolato l’ultimo esemplare di insetto della specie delle Api delle
ombre,riconoscibili per una peluria grigiastra che ricopre il loro ventre,le ali strette e divise in 4 raggi e un paio di piccole pinze allungate che
fuoriescono dall’apparato digerente”
Era sicura di aver visto all’elfa un orecchino simile,all’alba del loro frettoloso incontro.
Comunque,non sarebbe potuta bastare una misteriosa ed introvabile Mappa con il suo Interprete per poter avere una minima possibilità di raggiungere
quel posto inesplorato e protetto da moltissime creature maligne,tranelli,sigilli e maledizioni di ogni sorta..la strega parlò di altre 5 figure
presenti nella leggenda che determineranno l’esito positivo o negativo delle loro azioni.. poiché ognuna di esse nasce possedendo uno scopo preciso
che non può essere sostituito da nessun’altro , ognuno di loro sarà indispensabile per contribuire a fermare le catastrofi che sarebbero avvenute in
seguito alla diffusione della leggenda riguardo il potente Albero della Vita.
Una di queste era il Distruttore.. colui o colei che avrebbe messo fine a questa inutile crudele guerra, fermando vita di quell’albero
meraviglioso,ma così pericoloso o in un universo avido e caparbio..una persona dal carattere forte e determinato,che abbia a cuore il destino delle
terre in cui vive..diventerà una figura importante dopo la sua missione,e regnerà con giustizia e lealtà su questo mondo per un lunghissimo tempo,e
verrà ricordato come uno dei grandi re .”
Fredda prese fiato,esitando per un momento ,lanciandosi occhiate furtive intorno,incrociando lo sguardo del mezzo-drow,cercando di cogliere una sua
qualche reazione,anche minima o impercettibile,poi riprese a raccontare,stringendo le nocche delle mani intorno a qualcosa di lucido e nero che teneva
nascosto in una ripiegatura della tunica dal colore autunnale,ricoperta di piccolissime goccioline di umidità gelida condensata.
La capo clan di Hokkam, parlò anche di un Difensore:ora,questa figura dipende strettamente dall’esistenza di alcune creature,che da molto tempo ormai
hanno invaso ogni angolo del continente e lo hanno come fatto ammalare gravemente ..come se stesse lentamente morendo,facendone sparire il verde e
provocando l’estinzione o contaminando milioni di razze…può darsi che qualcuno di voi possa averle già incontrate precedentemente,piuttosto però per
errore o per esservi trovati in una situazione sfavorevole o accidentalmente sfortunata,perché i Nezmoth aggrediscono tutto ciò che ostacola il loro
cammino,ma spesso sono indifferenti agli umani,danno la caccia spietata solo a coloro che sono in cerca di questa mappa..riconoscono dall’odore
nell’aria chi si sta dirigendo verso la fonte d’immortalità che essi proteggono,ed in più cercano con ossessione la mappa stessa,con il costante
obiettivo di distruggerla e non permettere più ad alcuno di leggerla..
Ovviamente danno la caccia a tutti gli altri personaggi che sono indispensabili per la missione,anche se possono individuarli,inseguirli e cercarli
solo quando essi si saranno resi conto del proprio ruolo e del proprio scopo nella vicenda,solo ad allora i Nezmoth sentiranno con chiarezza il loro
odore ed inizieranno la parte più importante della loro ricerca..
.Si dice si presentino come grandi mammiferi,molto simili a dei mammiferi fatti né di carne né di metallo,per mandarle ad impedire che nessuno dei
cercatori dell’albero sopravvivesse lungo il viaggio…i loro artigli contengono un veleno incurabile con nessun tipo di antidoto presente in alchimia o
medicina e nemmeno attraverso la comune magia curativa,per quanto essa sia complicata ed efficace.
Sono creature che si dice siano state costruite tramite un arte completamente sconosciuta,,,ma chi ne fosse l’artefice rimane completamente ignoto..si
narra fossero stati dei misteriosi guardiani posti a sorvegliare l’albero,che sono parte di esso e con esso vivono e possono morire.
L’unico in grado di sopravvivere agli attacchi di queste creature,fronteggiarle e sconfiggerle,è il Difensore: egli possiede l’unica arma al mondo in
grado di poter combattere contro simili mostri..dovrà proteggere gli altri personaggi coinvolti nell’impresa per fare in modo che la loro missione
abbia successo..ha un potere devastante su queste belve,riesce a controllarle psichicamente e dominarle oltre che saperle sconfiggere in duello,ne
percepisce la presenza prima degli altri e sa individuare chiaramente i loro occhi invisibili nell’oscurità .
Venne nominata anche la preziosa figura del Guaritore,sarà una persona talmente piena di speranza ed altruismo da poter riuscire a guarire le ferite
dei suoi compagni causate dai mortali tagli inferti dai lunghi artigli dei Nezmoth..non si servirà di antidoti né di nessun rimedio medicinale
conosciuto in natura, avrà solo l’enorme potere del suo animo così sereno e positivo a disposizione..nella vicenda è riconoscibile perché la sua
grande energia benefica è capace di rasserenare le persone a cui sta accanto,donare loro fiducia..avrà anche il grande compito di tenere unito il
gruppo e cercare di mantenere un’atmosfera di pace ed intesa all’interno di esso; si individua grazie alla straordinaria abilità che ha nell’attirare
a se gli animali ed entrare in profondo contatto con essi.”
Mentre raccontava,la giovane notò il fremere delle ali sottili del piccolo insetto che Arch aveva raccolto sulle dita..veramente insolito trovare una
farfalla,in ora notturna tra l’altro,svolazzarsene in quelle lande dove c’era sempre pochissima luce ed un clima che quasi sicuramente avrebbe potuto
sterminarne a migliaia..decise che ci avrebbe comunque pensato dopo,e strofinandosi gli occhi appannati riprese a parlare con voce leggermente
stanca,ma molto lucida e incuriosita..
“L’Indovino o il Veggente, invece,vedrà ciò che dovrà accadere in base alle loro scelte,e saprà illuminare la strada quando essa non sarà più
comprensibile o ci saranno decisioni troppo difficili da prendere; sarà un lume quando sopraggiungeranno difficoltà e potrà anticipare le mosse di
molti nemici grazie alla sua vista interiore ed i suoi sensi ampiamente sviluppati.. si tratta di una figura molto particolare,capace di vedere dei
segni e delle previsioni in cose comuni,trovare significati in ciò che per molte persone è scontato,banale,non degno di attenzione,è un abile
osservatore ed analista,ed è importante che in esso vada riposta grande fiducia.
Infine vi è un ultimo di questi personaggi,la cui esistenza non è certa né la sua descrizione è ben definita come è stato per gli altri che vennero
nominati dai mistici oracoli..,forse il più complicato e il più difficile da individuare,ma capace di scegliere il proprio destino quando verrà messo
di fronte ad una prova essenziale. è riconosciuto con il nome di "Cacciatore";egli sarà colui che,non si sa dire con esattezza per quale motivo,per
molto tempo cercherà di impedire che si compiano le missioni che intraprenderanno gli altri,sarà un grandissimo ostacolo,spesso rallenterà il loro
cammino e con la sua potenza tenterà di annientarli uno ad uno..,ma le sue azioni,compiute con intenti negativi,avranno alla fine un esito favorevole
per i suoi avversari,poiché sarà lui a decidere,ascoltando se stesso ed i propri sentimenti,di seguirli ed infine schierarsi o no dalla loro parte. Le
sue decisioni saranno chiavi preziose per giungere al finale obiettivo.
Eliotrophe disse anche che queste persone sarebbero potute essere indipendentemente maschi oppure femmine , destinate ad incontrarsi in un unico
cammino,ma nessuna di loro sarebbe stata a conoscenza del proprio ruolo effettivo nella vicenda,starà solo a loro arrivare a comprenderlo con il tempo
e scegliere la propria via.
Qualora essi avrebbero posato i loro occhi sulla mappa,si dice avrebbero avvertito dentro di loro come una sensazione di chiarimento,di riscoperta del
proprio animo,e una specie di risveglio delle loro potenzialità”
La ragazza rimase immobile nella posizione rannicchiata che aveva mantenuto durante tutto il racconto..il suo viso rimase impassibile con i suoi
tratti selvatici e graziosi marcati dal contrasto che faceva la luce aranciata del fuocherello con la macchia di oscurità che li avvolgeva in un denso
alone nero nella caverna..nei suoi occhi gialli ardevano riflesse le stesse fiamme del fuoco acceso,accentuando il suo cipiglio determinato e
leggermente scontroso..
“Poco prima di esalare l’ultimo respiro,Nevrina Eliotrophe scoprì un involto di stracci lisi e polverosi che aveva conservato ben nascosto sotto il
suo mantello da viaggio..lo dispiegò con estrema cura e rivelò ciò che vi era custodito: un oggetto indefinibile,avente l’aspetto di una pietra
nera,liscia e lucida,apparentemente un ossidiana delle Terre Ladre,famose per i loro enormi giacimenti di minerali e gemme dalle proprietà
particolari, solcata da un reticolo di linee profonde,perfettamente rette ed ordinate,che componevano uno strano disegno simile a quello di una
ragnatela..non rivelò a nessuno quale fosse l’esatta funzione di quella pietra,ma la affidò con estrema cautela al pastore che l’aveva
salvata,facendogli giurare e spergiurare che non l’avrebbe mai mostrata a nessuno,e soprattutto,cosa della massima importanza,non doveva essere
trovata dal suo vecchio collega di studi,Stramonio.
Infine si raccomandò al mondo con una frase: per quanto possa essere allettante la prospettiva di una vita eterna,altrettanto terrificanti possono
essere le conseguenze determinate dalle mille guerre e disgrazie che si verificheranno se mai questa storia dovesse venire raccontata e diffusa …vi
prego umilmente di non cercare quella pianta,né di farne parola con nessuno,nemmeno i vostri cari..un segreto del genere va mantenuto al sicuro,per
poi essere distrutto,per il bene di tutti.
...Naturalmente non fu così che andò..gli abitanti di Hokkam,persone semplici e felici di sentir parlare di affari,ingenuamente,o forse è più esatto
dire egoisticamente e stupidamente iniziarono,ognuno nella propria segretezza ed individualità,senza rivelarlo agli altri,a preparare provviste ed
armi per il lungo viaggio che li avrebbe attesi per ritrovare quella misteriosa mappa ed utilizzarla per giungere ad una simile ricchezza…nessuno di
loro ripensò agli ammonimenti della strega,né rifletté sul fatto che solo una persona al mondo era destinata a saper interpretare quella traccia,o sui
pericoli che li avrebbero attesi e che non sarebbero stati in grado di fronteggiare,sulla sconsideratezza del gesto che stavano compiendo..la voce di
diffuse a macchia d’olio,prima fino ai confini delle Terre Rocciose,poi scese nelle valli e dilagò fino alle più importanti capitali del
continente,giungendo alle orecchie avide di molti sovrani,mercanti,gente d’affari,mercenari,ladri,principi ambiziosi,ed ancora stregoni,potenti
negromanti, celebri alchimisti,maestri dell’esoterismo e collezionisti,e tutti quanti ,chi direttamente,chi per mezzo dei propri eserciti,servitori o
sottoposti,iniziarono quell’esasperata ricerca ,completamente alla cieca,pieni di boriosità e presunzione,azzuffandosi ,uccidendosi,mordendosi tra di
loro come bestie senza ritegno,portando ovunque distruzione e morte.
Iniziarono ad esserci gli avvistamenti dei Nezmoth,che attaccavano eserciti in branco,oppure viandanti solitari,con il preciso intento di eliminare
ogni uomo su questa terra che avesse in mente l’idea fissa di quel tesoro..nessun posto al mondo divenne sicuro,il pericolo si estendeva ovunque
sottoforma di uomini,bestie,gente di ogni razza,pronta a passare su cumuli di cadaveri pur di avvicinarsi a quel trofeo che li richiamava come un
magnete..
Pochi mesi dopo il pastore di Hokkam che aveva accudito la morente Nevrina negli ultimi istanti di vita,e che aveva conservato il minerale misterioso
come gli era stato raccomandato,morì improvvisamente in un giorno qualsiasi,mentre si dedicava alle semplici ed oneste attività della sua vita,ucciso
per mano diretta di uno spietato assassino e perverso alchimista, nientemeno che lo spietato Stramonio,venuto a conoscenza della mirabile leggenda,e
forse anche di qualche informazione aggiuntiva grazie alle sue efficienti spie..frugò in ogni angolo della capanna dove aveva vissuto il
contadino,distruggendola brutalmente,come se già sapesse cosa aspettarsi di trovare. I vicini del defunto affermarono che la casa era stata divorata
da un incantesimo di consunzione,e che nulla era stato trafugato.
Quando Stramoniò tornò da uno dei suoi soliti lunghi viaggi,quando ero ancora una ragazzina e mi avevano da poco venduta a quel maledetto,mi mostrò
una cosa che disse di aver preso in prestito da una sua carissima amica..”
Fredda estrasse da sotto la sua tunica di fili di seta di ragno con un movimento fluido lo stesso minerale di cui aveva raccontato poco prima..grande
come una noce,liscio e dai solchi lineari,lavorato finemente da quella che sembrava un’arte costruttiva e artigianale piuttosto simile a quella con
cui sembravano essere stati realizzati i lupi Nezmoth..
“non ho idea di cosa possa significare,o a cosa possa servire..ma so che gli era caro quanto la sua vita e quanto la mia pelle..così glielo rubai la
stessa notte che scappai dal suo maniero”
Tirò un sospiro di sollievo,decidendosi a guardare tutti negli occhi..con un misto di timidezza e di riluttanza dipinto sul viso..la tensione
enigmatica racchiusa nei suoi occhi si sprigionava come un’ondata lieve di vento, facilmente captabile da tutti i presenti..
“ non so chi siate,ne da dove venite,ma una cosa è certa,ho smesso di credere alle coincidenze da quando ho capito quanto questa storia possa essere
reale,e non una semplice favoletta che ha destato il capriccio di molte persone..non so nemmeno se qualcuno di voi è in cerca di quel tesoro per una
soddisfazione personale,ma ho deciso di rischiare stanotte,perché credo che ci sia un perché particolare per degli incontri così straordinari ed
improbabili..
So soltanto che io ho visto quella mappa.
So dove si trova,e a causa di questo sto fuggendo da una vita intera"
[Modificato il 18-10-2009 da Fredda Blackwood]
Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.
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Helene Idillio
Abitante    
Data di arrivo 4-1-2009 Attualmente assente Umore: spensierata
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| inviato il 15-10-2009 alle 18:14 |
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Guardai con viva curiosità l'elfa che sembrava l'unica ad essersi accorta della mia presenza. Mm.. era un essere molto attento ai
particolari.. aveva allungato un dito verso di me.. possibile che non avesse percepito la mia vera essenza?? bah.. comunque decisi che mi stava
simpatica e mi andai ad adagiare sulla sua mano. Poi la giovane vampira iniziò a parlare. Ma la storia che lei stava narrando mi era nota fin dal
giorno della mia rinascita. Allora... poteva ancora essere tutto un caso..???
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Akrathan
Abitante    
Data di arrivo 29-5-2009 Attualmente assente Umore: glaciale^^
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| inviato il 15-10-2009 alle 21:23 |
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off topic: forse conviene scriverla tutto insieme, poi non so...
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