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Autore: Oggetto: La fiera degli immortali
Fredda Blackwood
Abitante






Data di arrivo 15-9-2009
Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti
Attualmente assente

Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 24-9-2009 alle 17:33 Reply With Quote
La fiera degli immortali

Introduzione

Ci sono molti mondi..ed intorno ad ognuno di essi gravita una leggenda,la stessa leggenda ..conosciuta in ogni casa esattamente come era stata raccontata fin d’allora,la prima volta..
A quell'epoca,ormai da un tempo indecifrabile,la gente conosceva il mondo come qualcosa di ostile,infinitamente arido,brullo ed aspro; spinoso e desertico;acquitrinoso ,fangoso,una trappola paludosa;un universo freddo,scaglioso e duro.
C’era poco o nulla da vedere lungo la linea dell’orizzonte..sempre l’insolita infinta sterpaglia giallina e malata,diradata come deboli e sbiaditi capelli sul cranio sterile di un vecchio,sullo sfondo di un cielo vagamente incolore,saturato e soffocato da pesanti nubi che sembravano non aprirsi mai,tranne in rarissimi momenti,quando si vedeva il profilo circolare del sole albeggiare nell’aria mattutina,più simile alla vecchia ruota di un carro che emerge tra i fumi di una fabbrica in rovina.
Persino la più miserabile delle catapecchie,al centro di quei paesaggi desolati,appariva come la più confortevole delle regge..anche se si trattava di uno dei tanti rifugi costruiti di fretta e con poco legname,sicuramente era in grado ,almeno in piccola quantità,di riparare dal vento tagliente e quel clima impietoso che regnavano fuori..anche se ben poco avrebbe potuto resistere,sotto attacchi di nemici ed a quel tempo ogni estraneo poteva considerarsi pericoloso.
Sotto la finestrella irregolare e senza vetri della capanna se ne stava accucciata una figura molto silenziosa e capace di mantenere un’ incredibile immobilità,quasi statuaria..una ragazza,di evidente razza vampirica ,che nascondeva come meglio poteva le sue fattezze minute, delicate e sottili,la pelle fin troppo bianca e levigata, sotto una lunga tunica lanosa,piuttosto scura,e di almeno 2 taglie più grande di lei.
Una lunghissima e ondosa chioma di capelli bluastri,tenuti accuratamente sotto l’ampio cappuccio,dal quale emergeva solo un volto gentile, e dall’espressione ingenua ed innocente,tradita solo dalla sfumatura dorata piena di determinazione,dolcezza e calore di quegli occhi da cerbiatto.
L’interno dell’abitazione era sudicio,trascurato..ed odorava vagamente di legno marcio,,ma aveva un aria ristretta ed intima,illuminato da polverose lampade a nafta,e all’interno di esso c’era una coppia di umani,non particolarmente avanti con gli anni,ma le fatiche ed il dolore avevano segnato in abbondanza i loro visi,lasciandoli induriti e contratti..
“Non è sempre stato così il nostro villaggio,così come l’intero continente..prima c’erano tantissimi boschi..sorgenti d’acqua,e cibo in abbondanza..c’erano i colori della terra e del cielo,gli odori del mercato e dell’orto,lo sciabordare dei fiumi,il camminare delle montagne,il ruggito delle cascate e tante altre cose meravigliose..la gente era più buona e più affezionata al poco che aveva,è per questo che si viveva bene allora..non c’erano cose terribili come la fame,il freddo per tutto l’anno,i venditori di schiavi e L’albero della vita..”
La donna stava raccontando al suo bambino quella storia ben conosciuta in ogni popolo,standosene seduta su un cumulo di vecchie pelli;aveva capelli lunghi e rossicci,annodati in centinaia di treccioline secondo la tradizione dei Naviganti,una popolazione di mercanti e abili marinai,nonché temuti pirati che era nata nell’antichità sulla scogliera,e per sempre aveva vissuto sulle acqua,scendendo raramente a terra per qualche scambio di merci..evidentemente questa doveva essere una di quelle famiglie che era fuggita dai mari,ormai tutti sotto il controllo di truppe spietate di ricchi ambiziosi,e costretti a rifugiarsi lontano dal loro ambiente..
“mamma..cos’è l’albero della vita?”
“ è la ragione di tutte le disgrazie che vedi intorno a te figliolo..prima che l’uomo conoscesse la vita eterna,gli bastavano gli anni che gli sono concessi di vivere,finchè qualcuno non parlò di questo albero che si trova nel Mondo Sotterraneo, dei suoi frutti miracolosi che assicurano salute e potere per una vita che dura per sempre e dell’unica mappa esistente al mondo che possa condurre ad esso..”
Il bambino spalancò gli occhi sorpreso”sempree? Vuol dire che non muori mai??”
“esatto” confermò la donna incrociando le braccia sul petto “ma questa non è una cosa buona..vedi,anche il più felice degli uomini,se trovasse il modo di diventare immortale per l’eternità,ne rimarrebbe soltanto deluso..vedrebbe i suoi cari morire,il suo mondo cambiare..e sarebbe destinato ad un infinita solitudine..
La vita è preziosa proprio perché ad essa è stato posto un limite..ma ovviamente molta gente ,sentendo questa notizia,ne fu talmente affascinata e stupefatta,che da allora,nessuno pensava più ad altro che ad arrivare a quel miracoloso albero e mangiarne i frutti.
Ognuno voleva quel tesoro tutto per sé.,perciò si sciolsero tutte le alleanze,ci furono un infinità di battaglie tra popoli che prima erano amici ,si ruppe ogni legame tra le terre e le città,ed ovunque si cercasse di fuggire c’era sempre chi tramava piani ambiziosi per raggiungere l’albero leggendario.
I più potenti arruolarono eserciti poderosi ed incredibilmente vasti..sottomisero gli abitanti dei luoghi che conquistavano e si scontravano fra loro,sterminando,distruggendo,bruciando,annientando…cercando una sola cosa: la mappa che conduce alle porte del Mondo Sotterraneo,fino all’albero”
Il ragazzino ascoltava come se quelle parole fossero sacre,seduto sul pavimento..
“ e l’hanno trovata?”
“No…” disse la donna sbucciando una piccola mela con un coltellino rozzamente affilato,dividendola in spicchi e poi porgendola al figlio ,continuando a raccontare.. “ non l’hanno mai trovata..anche se io sono sicura che ci dev’essere da qualche parte..e ci sono solo un gruppo di persone che potrebbero porre fine a tutto questo..secondo la profezia delle Streghe di Hokkam c’è solo una persona ed una soltanto in grado di saper leggere correttamente la mappa..lo chiamano il Traduttore..sarà l’unico che potrà scrutare la strada da seguire senza che essa si sottragga ai suoi occhi o lo inganni; …si dice che si tratti di qualcuno che non desideri affatto vivere in eterno,che desiderasse solo di giungere all’albero della vita,e non di usarlo per sé..ma per guarire qualcuno che ne abbia un tormentato bisogno..
Poi c’è il Distruttore..sarà colui o colei che porrà fine a questa inutile crudele guerra, fermando vita di quell’albero meraviglioso,ma così pericoloso in un universo avido e caparbio..una persona dal carattere forte e determinato,che abbia a cuore il destino delle terre in cui vive..diventerà una figura importante dopo la sua missione,e regnerà con giustizia e lealtà su questo mondo per un lunghissimo tempo,e verrà ricordato come uno dei grandi re .
Le streghe parlarono anche di un Difensore:ora,questa figura dipende strettamente dall’esistenza di alcune creature,che da molto tempo ormai hanno invaso ogni angolo del continente e lo hanno come fatto ammalare gravemente ..come se stesse lentamente morendo,facendone sparire il verde e provocando l’estinzione o contaminando milioni di razze..”
“i Nezmoth !” Urlò con voce stridula il piccolo,picchiando un pugno sul legno umido con dei pezzetti di mela in bocca.
“Proprio così..sono creature che si dice siano state costruite,,,ma chi ne fosse l’arteficie rimane completamente ignoto..si narra fossero stati gli abitanti del Mondo Sotterraneo,prima che scomparissero dalla Corte degli Scontenti,ormai ridotta ad un cumulo di rovine,a creare queste belve,fatte né di carne né di metallo,per mandarle ad impedire che nessuno dei cercatori dell’albero sopravvivesse lungo il viaggio…i loro artigli contengono un veleno incurabile con nessun tipo di antidoto presente in alchimia o medicina..
L’unico in grando di sopravvivere agli attacchi di queste creature,fronteggiarle e sconfiggerle,è il Difensore: egli possiede l’unica arma al mondo in grado di poter combattere contro simili mostri..dovrà proteggere gli altri personaggi coinvolti nell’impresa per fare in modo che la loro missione abbia successo..
Vi sono altre due figure: il Guaritore e l’Indovino o Veggente..il primo,sarà una persona talmente piena di speranza ed altruismo da poter riuscire a guarire le ferite dei suoi compagni causate dai mortali tagli inferti dai lunghi artigli dei Nezmoth..non si servirà di antidoti né di nessun rimedio medicinale conosciuto in natura, avrà solo l’enorme potere del suo animo così sereno e positivo a disposizione..,mentre il secondo,il Veggente,vedrà ciò che dovrà accadere in base alle loro scelte,e saprà illuminare la strada quando essa non sarà più comprensibile o ci saranno decisioni troppo difficili da prendere; sarà un lume quando sopraggiungeranno difficoltà e potrà anticipare le mosse di molti nemici grazie alla sua vista interiore ed i suoi sensi ampiamente sviluppati..
Infine vi è un ultimo di questi personaggi,la cui esistenza non è certa nè la sua descrizione è ben definita come è stato per gli altri che vennero nominati dai mistici oracoli..,forse il più complicato e il più difficile da individuare,ma capace di scegliere il proprio destino quando errà messo di fronte ad una prova essenziale. è riconosciuto con il nome di "Cacciatore";egli sarà colui che,non si sa dire con esattezza per quale motivo,per molto tempo cercherà di impedire che si compiano le missioni che intraprenderanno gli altri,sarà un grandissimo ostacolo,spesso rallenterà il loro cammino e con la sua potenza tenterà di annientarli uno ad uno..,ma le sue azioni,compiute con intenti negativi,avranno alla fine un esito favorevole per i suoi avversari,poichè sarà lui a decidere,ascoltando se stessoed i propri sentimenti,di seguirli ed infine schierarsi o no dalla loro parte.
Molto di ciò che dovrà succedere sarà legato al sentiero che deciderà di percorrere.
Le fattucchiere dissero anche che queste persone possono essere indipendentemente maschi oppure femmine , e sono destinate ad incontrarsi in un unico cammino,ma nessuna di loro è a conoscenza del proprio ruolo nella vicenda,starà solo a loro comprenderlo con il tempo e scegliere quale decisione prendere...non dovrebbe comunque mancar molto ormai..perchè i tempi sono maturi perché essi vengano a prevenire la totale distruzione di questi mondi.”
Fredda sentì dei passi pesanti sulla terra scura..si appiattì maggiormente sotto le travi della dimora..era il padre che tornava da una poco fruttuosa caccia..stava rimproverando la moglie con voce più stanca che dura..
“ Quante volte ti ho detto di farla finita di raccontargli queste favole Rala..non è più un ragazzino,deve lasciar perdere certe fantasie,e darsi da fare per assicurarsi il pane..”
“ non sono fantasie…lo sai bene anche tu.sono speranze concrete...mia madre diceva sempre di aver sentito le streghe in persona dire queste..”
“ tua madre si inventava un sacco di cose Rala..non c’è più tempo per questo tipo di speranze,nemmeno per i bambini.”
Le tavole scricchiolarono sopra la vampira,comprese che l’uomo aveva tirato via il ragazzino e si stava facendo aiutare per accendere il fuoco su cui arrostire qualche magro boccone di carne..
Scivolò via da quel luogo pieno di malinconia,ma a suo modo confortante e prezioso come un nido..lei non avrebbe mai potuto condurre una vita tranquilla come quella di quei Naviganti..conosceva anche lei quella storia,forse molto meglio di coloro che la raccontavano la sera ai propri cari per confortarli prima di andare a dormire..aveva un motivo preciso per cambiare sempre il suo giaciglio notturno,andare sempre avanti,mai fermarsi o temporeggiare,nemmeno per un riposo decente..ma sempre scappare …fuggire da tutti quelli che volevano leggere ed interpretare quel misterioso e complicato disegno che aveva impresso sulla pelle bianca della sua schiena ..una traccia…un sentiero..una mappa.

[Modificato il 6-10-2009 da Fredda Blackwood]





Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.

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Archangel 06
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inviato il 24-9-2009 alle 18:43 Reply With Quote
"Allegro, Theinos! le tue fatiche stanno per terminare... oggi potrai goderti una stalla, con tanto buon fieno!" in risposta il grande cavallo da guerra sbuffò rumorosamente e scosse la testa. io mi ravvivai i capelli, che ero sicura fossero ridotti a un assoluto disastro: i miei vestiti, originariamente neri, erano diventati praticamente grigi a causa della polvere, e con poca convinzione mi spolverai una manica con la mano sinistra guantata di pelle scura. battei una mano su una delle bisacce, asicurandomi che i pezzi della mia cotta di maglia fossero li. un lievissimo tintinnio mi rassicurò, ma non del tutto: sulla destra della sella tenevo il mio arco, il mio fidato ed enorme arco, pronto all'uso. dall'altra parte c'era una spada lunga dall'elsa crociata semplice, il cui unico ornamento era un grosso pezzo di rubino finemente lavorato, color del sangue. per evitare gli occhi indiscreti dei ladri, avevo fasciato con cura il manico. per il resto il fodero era di pelle nera graffiata e consunta, che non dava nessun indizio della preziosità dell'arma. spronai il cavallo, che si avviò contento verso il paese.
"Bene. ora, dove trovo una locanda?" mi domandai, guardandomi intorno.
avviai il cavallo lungo il villaggio, tenendolo al passo: non doveva essere gente amichevole, perchè chiunque mi vedesse si scansava a precipizio. in effetti di quei tempi era raro vedere un cavallo come il mio, ed era ancora più raro vederci un avventuriero sopra. soprattutto donna. mi sistemai il mantello sulle spalle, in modo che non scivolasse a scoprire la mia schiena. arrivai davanti a una casa, e siccome Theinos sbuffava impaziente, scesi e mi decisi a bussare.

Off role: fredda, non ho capito se sei dentro o fuori dalla casaXD

[Modificato il 24-9-2009 da Archangel 06]

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Fredda Blackwood
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Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 24-9-2009 alle 21:48 Reply With Quote
La giovane si era di poco allontanata dalla casa malmessa,rimanendo celata alla vista degli abitanti burberi e diffidenti del villaggio,dietro un gruppetto rado di abeti che sembravano soffrire particolarmente l'aria carica di fumi provenienti dai forni utlizzati per fondere i metalli...Si accertò che nemmeno un lembo di pelle fosse accidentalmente esposto ai raggi solari come carne sul fuoco,anche se grazie a quel quello strano clima che avvolgeva i dintorni l'aria era particolarmente densa e scura..e la presenza del sole sembrava meno potente di un ombra lontana.
Attraverso le cortecce ruvide,nodose degli alberi, foderate di muschio dello stesso colore pallido dell'erba,su cui brulicavano gruppi di insettini rossi, riuscì ad intravedere uno strano fermento ribbollire lungo le stradine limacciose che precedevano la casa isolata della famiglia di Naviganti...la gente sembrava essersi fatta più scontrosa ed irrequieta del solito,come facevano ogni volta che giungeva una qualche novità a corrompere la loro agonia quotidiana..
Si sporse leggermente per poter vedere meglio,affondando le dita pallide e magre nelle tane di quei piccoli parassiti,tenendo gli occhi ambrati fissi sulla via principale.
La gente reagiva in maniera ostile al passaggio di una giovane donna che passava in groppa ad un destriero..notò come la gente fissava avidamente la bestia,forse gia tramando un qualche modo per progettare un furto notturno...un animale prezioso come un cavallo di quei tempi era una ghiotta rarità.
A guardarla sembrava umana,ma non appariva smarrita e senza risorse come tutti i viandanti sprovveduti che passavano per quelle vie..sembrava una persona abituata al resistere al peggio.





Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.

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Umore:

inviato il 26-9-2009 alle 14:04 Reply With Quote
tutto ad un tratto sentii che qualcuno mi stava osservando. non era un villico che osservava con avidità Theinos: era qualcuno che stava rivolgendo la sua attenzione a me. sorpassai la casa isolata, e notai una figura semi nascosta da un albero nodoso: era proprio quella figura che mi osservava. non bussai, e, lasciate le redini di theinos, che non si sarebbe certo lasciato rubare, presi la spada e con cautela mi mossi verso la figura, allacciando la spada in vita e mostrando le mani per far capire che non avevo intenzioni ostili. se mi avesse attaccato, peggio per lui o lei: c'era un coltello nascosto nella mia manica, pronto all'uso.
"Buona giornata" esordii, spostando un ciuffo di capelli dietro l'orecchio sinistro e mettendo in vista un orecchino d'ambra, come se fossi totalmente rilassata "sono una povera viandante in cerca di un luogo asciutto dove riposare e di una stalla dove far riposare il mo cavallo... posso chiedere a voi? certo, un simile servizio non rimarrebbe senza ricompensa..." non pareva essere uno qualunque dei villici di quel povero villaggio.

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Fredda Blackwood
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Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 3-10-2009 alle 19:09 Reply With Quote
Fredda guardò con sospetto ma anche con vaga curiosità ,la donna che le si era avvicinata cautamente e le aveva fatto quella strana richiesta..l'aveva forse scambiata per una degli abitanti? Stentava a crederlo..grazie alle sue insolite sembianze persino un misero agricoltore si sarebbe accorto che proveniva da terre lontane e sconosciute,note solo a chi fu talmente fortunato da poter leggere gli antichi documenti in pergamena risalenti a quasi un'era prima....decise comunque di cercare di rendersi utile per dare una risposta che fosse d'aiuto per quella presenza inaspettata.
Il vero problema consisteva nel fatto che se le avesse indicato o meno una locanda o un luogo di ristoro,sicuramente non più tardi delle luci prossime all'alba,si sarebbe ritrovata derubata di ogni oggetto di valore che possedesse..ed a quei tempi significava: calzari o scarpe;ogni tipo di mantello o cappotto da viaggio,soprattutto se era efficace a proteggere dalle gelide raffiche di vento tipiche di quel continente; mappe,documenti; armi di ogni genere;mezzi di trasporto,dai destrieri a ogni tipo di cavalcatura ,ed altri animali utili come i cani da caccia,falchi da avvistamento,piccioni viaggiatori,o gatti premonitori..
Certamente la straniera non era tipa da farsi incantare..sembrava abituata a fiutare i raggiri,del resto ogni persona che viaggiasse da sola doveva imparare a non farsi ingannare e tenersi costantemente all'erta su eventuali tipi di pericoli,ma non le andava comunque di consigliarle un posto dove sicuramente avrebbe trovato solo ostilità edo gni sorta di ostinata lotta per tenersi stretta il suo cavallo..
La fissò a lungo ,mantenendo gli occhi dello stesso colore caldo e ambrato dell'orecchino della donna di fronte a se ben aperti,ma come se vagassero altrove,in cerca di una possibile soluzione..
Certo era strano,vedere in giro un tipo di gingillo così particolare,,si diceva che la resina fossile ,a causa dell'inquinamento delle fabbriche create dai potenti e dai capitani delle operazioni di ripulitura delle zone sottoposte,fosse diventata pressochè introvabile,come se d'un tratto si fosse completamente estinta,avesse smesso di formarsi..quel pezzo d'ambra doveva essere raro e incredibilmente antico..e le ricordava anche una parte della favola a proposito del traduttore..
Le streghe di Hokkam avevano predetto che sarebbe stato giovane,avrebbe indossato un orecchino d'ambra,e che avesse conosciuto così tanti posti e culture durante i suoi viaggi,che in ogni cosa ,ogni fatto agli altri incomprensibile,vi avrebbe visto un chiaro disegno,un messaggio.
Scacciò quei pensieri trepidanti nella testa...in fondo,non sapeva nemmeno se quelle dicerie fossero state un invenzione popolare..non era detto che tutto fosse così semplice,che tutti gli indizi fossero esatti.
Decise che avrebbe compiuto comunque un opera d'altruismo quella sera,,forse perchè inconsciamente desiderava sapere molto di più su quella figura spuntata dal nulla.
Con gesto risoluto abbassò la stoffa scura e consunta del cappuccio della tunica,rivelando per pochi istanti le sfumature intense e bluastre del colore degli abissi oceanici di una chioma ondosa,ribelle e voluminosa,che incorniciava il viso più bianco che si potesse incontrare in quelle lande..tornò a coprirsi immediatamente,impaurita di essere ferita dalla luce seppure debole ed opaca del sole,ed ancora più preoccupata del fatto che i villici potessero vederla in quel momento..
:"non troverete nessun rifugio sicuro qui,a meno che non desideriate perdere tutto ciò che avete in possesso. Questa gente non aspetta altro che il momento propizio per derubarla..inoltre siete appena entrata nelle terre della Contea di Ophasar..il sovrintendente di queste terre perlustra ogni angolo dei suoi possedimenti per arruolare con la forza più soldati possibili,o per perquisire chiunque di insolito o sospetto si aggiri da queste parti..inoltre non vi consiglio nemmeno di proseguire lungo il sentiero,poichè non vi sono villaggi a meno di 3 giorni di cammino,e approfitterebbero per tendervi un inboscata..."
La vampira sussurrò con voce bassissima e melodiosa,tenendosi ancora leggermente nascosta dietro al tronco dell'albero marcio e annerito.
" L'unica soluzione che potrei proporvi è quella di attraversare con me la zona delle paludi,dove non passa nessuno,e in meno di due ore si arriverebbe ad un ingresso di grotte sotterranee..lì prima abitava una popolazione di uomini neri delle montagne,ma si sono trasferiti da secoli..la gente non ci va per superstizione,ma è un posto perfetto per riposare indisturbati..
Credo abbiate capito che nemmeno io sono in vacanza"



[Modificato il 3-10-2009 da Fredda Blackwood]





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Akrathan
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Umore: glaciale^^

inviato il 3-10-2009 alle 19:23 Reply With Quote
Akratan camminò con passo deciso e sinuoso nella foresta.
I suoi passi rimbombavano cupi e gli alberi parevano quasi ritrarsi al suo passaggio, così come gli animali che fuggivano il suo furtivo sguardo.
Col cuore colmo di una inusuale pesantezza, avanzava senza sapere dove lo avrebbe portato il destino... ormai conosceva tanto bene il suo quasi tragico passato, da non stupirsi più delle spiacevoli sorprese che gli riservava l'infausto fato.
Il crepitio di foglie sotto i suoi piedi accompagnava il debole chiarore del sole che pareva congelare alla sola vista della tetra figura, ammantata di nero e dagli occhi svelti e rapidi come quelli di un lupo, attenti come quelli di un felino, intelligenti come quelli di un rapace e nervosi come quelli di un rettile.
Tutto taceva al suo passaggio. Tutto tranne il battito del cuore nel silenzio innaturale di quel freddo pomeriggio. La tua figura scura si stagliava contro il cielo e un guizzo dorato nei tuoi occhi si accese.
Osservò la foresta mentre un vento raffreddato dalla sua presenza gli scompigliava leggermente i capelli argentati, infilandosi sotto il cappuccio, effimera brezza paragonabile a un alito di vita che si spense non appena chiuse gli occhi.
Continuò a camminare senza emettere alcun rumore, se non il fruscio del suo mantello quando sfiorava, gonfiato dal movimento, i tronchi degli alberi.
Notò le due figure e si fermò sul limitare della foresta, non visto, mentre la sua pelle scura si confondeva con gli abiti che indossava.

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Archangel 06
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inviato il 3-10-2009 alle 21:06 Reply With Quote
Ascoltai con attenzione quello che la donna mi stava dicendo. "Ahimè, hanno tentato molte volte di derubarmi. purtroppo Theinos..." non riuscii a finire la frase che un nitrito selvaggio e un rumore agghiacciante delle ossa che si rompono mi interruppero. "come dicevo, Theinos è un cavallo di gran valore, ma non ama che la gente tenti di rubarlo..." mi voltai, e indicai Theinos che osservava fiero e furibondo un semicerchio di persone, con le orecchie appiattite e i denti scoperti in un nitrito furibondo. sotto le sue zampe giaceva lamentandosi a gran voce un povero imbecille che aveva tentato di afferrarlo per le redini. ora costui si era portato la mano sinistra alla spalla destra, dove Theinos aveva colpito con uno dei suoi formidabili zoccoli... i villici lo osservavano, a metà fra lo spaventato e l'avido, perciò pensai bene di metterli in guardia. avanzai fino a Theinos, che nel vedermi si calmò.
"L'ultimo che ha tentato di rubare il mio cavallo ora ha una mano in meno, senza contare le tre costole rotte dal calcio del cavallo. sappiatevi regolare, a me i ladri non piacciono." presi Theinos per le redini, che si lasciò condurre docilmente, e tornai verso la donna con cui avevo parlato prima. "Dicevamo, signorina? ah si, ora ricordo. verrò con voi molto volentieri, l'importante è che sia un posto asciutto e dove si possa accendere un fuoco." con un movimento agile balzai su Theinos, e offrii la mano alla donna. "Salite su, siamo così magre che Theinos non sentirà la differenza..." dissi con un sorriso. intanto pensavo velocemente se fosse il caso di farla salire dietro o davanti. dietro avrebbe sentito subito che qualcosa sulla mia schiena non andava: avrebbe sentito la morbidezza delle mie grandi ali. se l'avessi fatta salire davanti magari si sarebbe sentita a disagio... che fare? in un attimo decisi che era meglio farla salire dietro.

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Akrathan
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Umore: glaciale^^

inviato il 3-10-2009 alle 21:48 Reply With Quote
Il viaggio cominciò quasi per gioco, per vedere cosa fosse capace di fare. Di una cosa sola era certo: da qualche parte sarebbe arrivato. Avrebbe conosciuto molte persone, visitato luoghi sconosciuti.
Ma soprattutto gli interessavano i luoghi sconosciuti.
I suoi contatti con la civiltà si erano affievoliti col passare degli anni, se mai aveva avuto contatti con altre persone.
In compenso gli piaceva molto osservare. Passava intere giornate appollaiato sul ramo di un albero, come uno scoiattolo, cercando di vedere il paesaggio oltre i tetti della città e oltre le montagne.
Un giorno, pensò di partire. Non aveva niente che lo legasse a quella piccola città, nessun legame con quelle strade polverose in cui gli altri bambini giocavano a palla, nessun legame con i tetti che in inverno si ricoprivano di neve. E nessun legame con quei pochi alberi all’interno delle mura su cui si arrampicavano indistintamente gatti domestici e scoiattoli selvatici. Solo talvolta guardava gli uccellini sbucare da dietro le mura e posarsi nel loro nido, sui rami nodosi e robusti di un vecchio olmo.
Un giorno senza dire niente a nessuno, uscì dalla porta della città e cominciò a camminare.
Non si ricordava da quanto camminava, ma ben presto le giornate si fecero più fredde, il cielo diventò dell’opaco grigio invernale e la neve iniziò a posarsi sul sentiero all’interno del bosco. Ma pareva che lui non sentisse freddo, camminava di notte e di giorno indistintamente, senza mai fermarsi, senza mai dormire, lo sguardo sempre puntato su quelle montagne innevate lì in fondo. Non sapeva se le avrebbe raggiunte o se si sarebbe fermato prima o come mai avesse deciso tutto a un tratto di partire. Voleva solo camminare. Il viaggio lo aveva cambiato molto... sentiva di doversi recare in quel luogo. Osservò le due... che fossero loro ad averlo "richiamato"?

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Fredda Blackwood
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Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 4-10-2009 alle 13:08 Reply With Quote
La scena del destriero che aveva assestato una giusta e severa punizione al ladruncolo che aveva cercato di afferrarlo per le redini la colpì,e in qualche modo le fece comparire un sorriso vagamente divertito sulle labbra sottili e arrossate dagli aliti gelidi di vento.
Certamente era l'animale degno della sua padrona.
Vide con sorpresa che la donna non aveva rifiutato il suo invito, per quanto potesse essere imprudente fidarsi di qualcuno avente un aspetto selvaggio e particolarmente singolare ed inconsueto come il suo.
Si chiese se avesse capito a quale razza appartenesse,perchè sè così fosse stato,sarebbe stato un atto alquanto avventato fidarsi di un vampiro,soprattutto se le sue origini affondavano le proprie radici alla temuta e dimenticata Corte degli Scontenti,e ancor di più se dimostrava le tipiche caratteristiche del clan dei Blackwood,ovvero il colore bluastro dei capelli e gli occhi simili ad oro fuso..nonchè una particolare tendenza ad attirare le proprie vittime con l'inganno.
Ma stavolta non era così..per quello che lei poteva sapere del suo popolo,doveva essere tra gli ultimi pochi(le uniche famiglie rimaste erano come spesso capita tra vampiri,composte di soli maschi;nasceva una donna solo qualche rara volta ogni mille anni),e molti di questi dovevano gia aver perso memoria della loro antico mondo sotterraneo e possedere gia sangue misto nelle loro vene,vivere come nomadi o come rinnegati in qualche nascondiglio senza più alcuna dignità.
In ogni caso,a prescindere da quale fosse la sua proveniena,'ultima cosa che desiderava in quel momento era cibarsi di una straniera per qualche motivo così simile a lei, visto e considerato ,inoltre,che le sue uniche sue vittime consistevano in mercanti di bambini o altri personggi viscidi e senza ritegno che si moltiplicavano in quel mondo depravato..no,lei aveva bisogno di sapere,non sapeva ancora bene cosa,ma sentiva che doveva apprendere di più su quella persona che le stava di fronte e la invitava a salire dietro si lei,su quel cavallo orgoglioso.
Notò per un secondo l'incertezza essersi accesa come una debole fiamma sul volto della giovane..doveva avere avuto un qualche motivo per dubitare di farla salire,anche se non riusciva a spiegarsi quale..
Fredda afferrò con le sue dita gelide,sottili e pallide la mano offerta dalla donna,issandosi con un movimento fluido ed agile sul cavallo,senza pesargli minimamente,visto il suo fisico minuto e decisamente esile,che le dava l'aspetto di una statuina fragile prossima a frantumarsi.
"Certamente è un luogo asciutto.
Quelle caverne sono state scavate sul fianco di un altura aspra,ma all'interno gli uomini neri delle caverne prima di andarsene le avevano foderate di sterpaglia secca e pelli..l'ultima volta vi ho trovato anche qualche pietra focaia abbandonata" disse in maniera tranquilla,tenendo sempre un tono molto basso di voce e sporgendosi in avanti per farsi sentire...quando incontrò con il busto qualcosa di stranamente morbido ed ampio che sembrava spuntare proprio dalla schiena della straniera..




[Modificato il 4-10-2009 da Fredda Blackwood]





Il codice di sopravvivenza nelle Catacombe:
Regola1: ciò che è vivo si può uccidere.
Regola2: ciò che è morto si può mangiare.
Regola 3: spesso la luce in fondo al tunnel è una medusa luminescente moribonda.

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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
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inviato il 4-10-2009 alle 19:47 Reply With Quote
quandò accettò di salire la tirai su con una forza insospettabile in un braccio così esile, soprattutto il sinistro. Theinos non fece una piega, probabilmente non se ne doveva essere neppure accorto. Spronai il mio bestione ad avanzare al passo lungo il sentiero fangoso, mentre la giovane mi parlava all'orecchio a voce bassa, appoggiandosi alla mia schiena. ero certa che avesse percepito le mie ali, tuttavia un luogo aperto non era il massimo per parlarne: il vento porta lontano le parole... mi sentii d'un tratto formicolare il collo, avvertendo la classica sensazione di chi si sente osservato. mi voltai, osservando i cespugli senza vedere niente.
"Qualcuno ci segue... purtroppo non posso mettere Theinos al galoppo per seminarlo. è stanco, e qui rischia di scivolare ogni momento. non gli ho messo nemmeno i ramponi..." mi maledii per non averci pensato. l'unica era sperare che il nostro misterioso compagno di viaggio non avesse cattive intenzioni. Tenni Theinos al passo, mentre chiedevo altre informazioni a quella che ormai mi ero resa conto essere una vampira. Chi altri poteva coprire così la propria pelle, bianca come la neve, e nascondere i propri tratti inquietanti? repressi un brivido. i vampiri a quanto ne sapevo erano oramai sull'orlo dell'estinzione, come gli avariel, se non peggio. i miei fratelli avevano resistito a tutti gli attacchi, arroccati nelle nostre imprendibili fortezze di vetro situate sulle cime dei monti, irraggiungibili da un esercito.
"C'è spazio per un cavallo? non vorrei che Theinos fosse costretto a passare la nottata in un budello troppo stretto... per quanto riguarda il cibo, sono ben fornita. la legna non credo sia un problema.." dissi accennando al gran numero di alberi. finalmente raggiungemmo la palude.
"Ora ditemi voi dove debbo dirigere il cavallo... da sola non riuscirei a uscirne" dissi sorridendo.

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Fredda Blackwood
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Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti
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Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 4-10-2009 alle 20:10 Reply With Quote
Fredda guardò con la coda dell'occhio verso il limitare del boschetto al cofine del villaggio,,in effetti,se come lei un osservatore avesse posseduto l'occhio acuto di un rapace,avrebbe intravisto,seminascosto tra i tronchi ampi e rugosi degli alberi,il profilo di una figura completamente immersa nell'ombra del tardo pomeriggio,ferma ed immobile,che le sguadrava con lo stesso cipiglio incuriosito ed indecifrabile.
Inarcò le sopracciglia esibendo un sorriso enigmatico..quel giorno sembrava pieno di nuovi incontri,anche se non sapeva se sarebbero stati tutti così favorevoli..
"Suppongo sia un pirata delle paludi.,.a volte si appostano al limitare delle zone abitate aspettando che qualcuno si allontani dai centri ..quando è il momento buono approfittano per depredare carri di merci o tutto ciò che può essere utilizzato e rivenduto,per uso personale tengono poco o niente,visto che il loro stile di vita non richiede un grande equipaggiamento nè l'avere particolari possedimenti..converrebbe accellerare,ma se il tuo cavallo è stanco non dobbiamo affaticarlo.
Direi che è meglio avanzare con cautela,,se si avvicina ci battiamo,è anche strano che si tratti di un uomo solo dopotutto..di solito si appostano in branco..."
La vampira si strinse nella tunica scura,percependo sotto le palme delle mani dei sottilissimi aghi allungati,e sentendo il fremere di uno sciame di falene costruite meccanicamente ed alimentate con batteria alchemica,frullare le ali metalliche nervosamente da sotto la sua chioma lunghissima di capelli ribelli..se l'individuo si fosse avvicinato troppo,avrebbe avuto pane per i suoi denti..e lei si sarebbe gustata la sua cena prima della notte tarda.
Alla richiesta della donna,Fredda rispose con voce sicura:" dobbiamo procedere verso quella zona deserta,dove ci sono pochi alberi diradati,dirigi il tuo cavallo lontano dalle acque fangose,segui i sentieri di terriccio rosso,fino a quell'altura che vedì laggiù a Nord..girandoci attorno troveremo le caverne..e non temere per il tuo cavallo..c'è un sentiero poco ripido per salire,e le stanze scavate possiedono un soffitto molto alto e sono tutte collegate fra loro orizzontalmente,ci sono anche dei pagliericci per dormire."

[Modificato il 4-10-2009 da Fredda Blackwood]





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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
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inviato il 4-10-2009 alle 21:39 Reply With Quote
"un pirata delle paludi? meno male che vi ho trovata, altrimenti non sarei sopravvissuta..." commentai. diressi il cavallo con mano sicura dove mi aveva detto la donna.
"A proposito, non mi sono ancora presentata. Sono Eilmorel Telemmaite, molto piacere." un pallido raggio di sole spuntò dalle nubi, e noi ci passammo proprio in mezzo: quando mi colpì la faccia mise in forte evidenza le mie fattezze da elfo. oltrepassammo quel raggio, mentre Theinos camminava sulla terra rossa del sentiero. giungemmo dopo un bel po' all'altura di cui aveva parlato la mia compagna di viaggio: lasciai che Theinos prendesse fiato, poi aggirai l'altura, e trovai il sentiero poco ripido di cui aveva parlato. lo imboccai, finchè non giungemmo a uno spiazzo dove si apriva un'apertura grande e buia.
Theinos si innervosì un poco, tanto che preferii scendere, aiutando anche la mia compagna di viaggio. "Non gli piace molto come posto... e se devo essere sincera, nemmeno a me."

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Fredda Blackwood
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Data di arrivo 15-9-2009
Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti
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Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 4-10-2009 alle 22:02 Reply With Quote
Fredda annunì seria vedendo il cavallo in quello stato agitato,ma pensò che presto si sarebbero abituati a quel posto,lui e la sua padrona,visto che effettivamente era l'unico luogo abbastanza vicino ad essere chiamato "sicuro"..
" mi chiamano Fredda,,sono una vampira un tempo appartenente al clan dei Blackwood,nella Corte degli Scontenti.." disse con voce amara e sottile la giovane,ancora scrutando nei dintorni per vedere se l'oscura presenza che le aveva prima osservate si fosse apprestata a seguirle..ma si era come volatilizzata,nell'aria velata e opaca della sera.
"lo so,non è accogliente ma questo posto è l'unica chance che avete di passare la notte indisturbati senza la minaccia di ladri,truffatori o mercanti di schiavi in cerca di nuovo materiale..al massimo avrete il fastidio di qualche insetto notturno,nulla di più. In più mi pare vi fossero state delle lampade ad olio sotto qualche pagliericcio,sono costruite rozzamente,ma illuminano abbastanza...anche se converrà tenerle accese per poco,in modo che da lontano nessuno si insospettisca vedendo dei lumi.."
Fredda si fece avanti,bagnandosi dell'oscurità densa che impregnava la concavità pronunciata nella roccia sfaldata..si sentì un frugare disconnesso e uno scricchiolio di erba secca,poi un tintinnare di vetro e ferro,ed infine un tenue bagliore giallastro e malaticcio illuminò la prima stanza delle caverne degli uomini neri..
Scostandosi i capelli serpentini dal viso,indicò la parete incurvata scavata nel maeriale duro,rivestita di pelli calde e impolverate,e il pavimento stracolmo di paglia avvizzita.
"mettiti pure comoda,penso che potrai far riposare il tuo cavallo nella stanza comunicante con questa,cercheremo un lume anche per lui "..


[Modificato il 5-10-2009 da Fredda Blackwood]





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Alaska
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Data di arrivo 30-3-2009
Città di provenienza: Botticino
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Umore: misticamente oscura

inviato il 4-10-2009 alle 22:27 Reply With Quote
Una macchia macchia color paglia stava perfettamente nascosta tra la steppa secca, perfettamente mimetizzata e non notata. Aveva talmente ridotto la sua aura da essere individuabile quanto una formica moribonda. Ormai si era abituata a certe misure di difesa, anche se passiva, poichè in quei tempi difficili non si era mai troppo prudenti.
L'essere agitò la coda con impazienza. Da molti anni si era stabilito lì, tra la decadente foresta e la palude, luoghi più confortanti e sicuri dei sudici villaggi, anche se più solitari. Non disprezzava la compagnia dei suoi simili, ma non poteva rischiare di farsi notare: molti mercanti e zozzi avrebbero accolto con malvagia avidità quella ricca opportunità di arricchirsi, ma per ora, tutto era andato liscio.
Si leccò silenziosamente le labbra, non mangiava da molti giorni, ma gl'individui che stava seguendo di certo non potevano definirsi prede. I suoi occhi d'ambra incrociarono quelli del magnifico cavalo grigio pomellato, ma lei non li vide, era cieca. Dall'odore le due sonosciute sembravano un vapiro e un'avariel, per quanto riguardava la terza figura invece, doveva essere un'ibrido tra molte razze differenti, Non se ne preoccupò più di tanto.
La felina era pelle ed ossa, in parte a causa della carestia in parte della costituzioe, molto agile e slanciata, con una coda molto lunga e un pelo folto color paglia scura, che s'intonava perfettamente con la polvere e la sterpaglia, ed era lievemente maculato, creando un effetto ottico che imitava delle ombre, più utili per celarsi alla vista. Silenziosa, col ventre a rasoterra, strisciò più in avaniti, seguendo inosservata quelle strane presenze.
Dai molti secoli che aveva vissuto, di tutte el ere che aveva visto, quell'era era la più disastrosa. Ma non per lei: era totalmente indifferente ai cambiamenti climatici, quanto alla devastazione che opprimeva la gran maggioranza delle razze di tutto il mondo conosciuto, per lei tutto ciò era una semplice e piacevole distrazione, un cambiamento, un rinnovo. Seguiva gli sconosciuti per semplice ostilità, venata da un rivolo di curiosità; voleva accertarsi ch non stessero cercando proprio lei e, anche se da quel che udiva nessuno lo avrebbe mai sospettato, come ho detto, non si è mai troppo prudenti.
Lentamente, s'immerse nel fango del palude e, una volta riemersa, il suo pelo era più liscio ma fangoso, confondendosi csì con la melma, anche gli occhi avevano cambiato colore, ora erano di un castano sporc, vagamente verde marcio. Aggirò con passo felpato l'altura dalla parte opposta ove si dirigevano le sconosciute, sporcandosi ulteriormente il manto con la polvere ma in quel modo rinnovando il suo mimetismo all'ambiente che la cricondava. Si arrampicò agile sopra l'entrata della grotta, passando da dietro, la percorse silenziosa e si sistemò in un buco nella roccia, cominciando a pulirsi il pelo, in attesa.





I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.

L'Oscurità ti cambia. Sei subito corrotto dal lei e non hai più nulla. Sei freddo, non provi emozioni ma solo guduria, nel vedere morire e nell'uccidere.

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Helene Idillio
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Data di arrivo 4-1-2009
Attualmente assente

Umore: spensierata

inviato il 5-10-2009 alle 15:04 Reply With Quote
Con sguardo assente, osservavo la splendida danza delle foglie giallastre , mentre rapite dal vento si andavano ad adagiare sul freddo terreno. In modo parallelo tutta la gente di quel piccolo paesino che mi aveva visto nascere, era caduta. Tutto era impresso nella mia memoria. I corpi, ammassati l’uno sull’altro, ormai in avanzato stato di decomposizione, emanavano un fetido odore che si espandeva lungo tutta la valle. Spesso l’uomo tende a sopravvalutarsi, a peccare di superbia. Alla fine non è altro che una fragile ampolla contenente un piccolo pezzo di infinito. Quando il contenitore viene distrutto, l’infinito va a ricongiungersi semplicemente con il vento, tornando al suo stato iniziale e abbandonando così il suo involucro danneggiato, per sempre. Un piccolo bimbo dai riccioli biondi, giaceva con gli occhi chiusi a poca distanza dal mucchio. Stringeva accanto a se un brandello di stoffa appartenente presumibilmente al semplice vestito della madre. Il suo visetto dai tratti delicati era deformato da un’espressione di dolore. Il suo ventre era stato squarciato.Il sangue che era coagulato abbondantemente, ricopriva tutto il terreno circostante. Ora le mosche potevano favorire avidamente di quel suntuoso pasto. Con tutte le sue forze lottò contro la Morte.. Ma più si opponeva, più veniva trascinato verso il nero baratro che lo chiamava con preghiere persuasive, verso la Fine. Accanto al bimbo giaceva inginocchiata una ragazza. Stringeva forte a se la mano del piccolo piangendo. Iniziò a piovere. E con la prima goccia d’acqua si allontanò per sempre suo fratello. Si lasciò andare e cadde nel terreno. I lunghi capelli rossicci andavano a mescolarsi con il fango e il sangue. Lacrime di disperazione solcavano il suo viso dai tratti così particolari. Avrebbe voluto essere cancellata dalla pioggia. Avrebbe voluto smettere di sentire le grida straziate dei morti, che chiedevano tacitamente vendetta. Avrebbe voluto esser in grado di salvare il fratello.. Ma nulla di tutto questo le era stato possibile. Si alzò improvvisamente in piedi, sorridendo. Si, un’idea bellissima si era formata nella sua testa. Si avvicinò ad una lancia conficcata nel terreno e con forza la estrasse. Quante volte si era divertita nella bottega di suo zio a combattere improbabili duelli.. ma questo, lei lo sapeva, sarebbe stato quello finale. Con una calma innaturale iniziò a soppesare l’arma. Non era fatta con la miglior lega di metalli ma per il suo scopo tutto sarebbe potuto andare bene. La strinse fra le sue bianche mani indicando con la lama il suo petto. Alzò per un’ultima volta lo sguardo al cielo come commiato a quel mondo. Si inginocchiò e si getto decisa contro la lancia. Venne trapassata completamente. Sangue a fiotti uscì dalla sua schiena e dal suo petto. Ancora un sorriso era impresso sul suo volto. Quella ragazza, ero io.
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Kyal Lizaril
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Data di arrivo 17-4-2009
Città di provenienza: Estremo Nord
Attualmente assente

Umore: scattante

inviato il 5-10-2009 alle 17:28 Reply With Quote
Correva. Uno,due,uno,due,uno,due,uno,due...
un ritmo continuo e sostenuto,reso leggiadro,quasi danzante dall'adrenalina che percorreva i muscoli nei più sottili filamenti come guizzanti scariche elettriche...il respiro,regolare e profondo,cadenziato,le riempiva il petto e richiamava la sua concentrazione,mentre sulle labbra un sorriso malizioso persisteva,delicato,accompagnato dallo sguardo deciso e pazzo di energia di quei furbi occhi chiarissimi. Un'espressione colma di vitalità,quasi quella di un bambino che sa di averla giocata all'adulto distratto...correva leggera sul sottobosco,di tanto in tanto guizzando agilmente per saltare radici nodose e rovi. A meno di un centinaio di metri di distanza,un urlo furente squarciò il silenzio,vagamente attutito dalla lontananza,e la fece accelerare nuovamente,con una brusca deviazione che la portò,suo malgrado,ad inoltrarsi in una zona paludosa. Com'è che l'aveva definita quel rozzo? Ah si, "piccola putrida sanguisuga",rise brevemente fra sè e sè...se non altro adesso erano nel "suo habitat" no?...
Ormai era talmente abituata a commenti del genere che le scivolavano addosso come i discorsi delle vecchie anziane al mercato,i battibecchi furiosi fra i balordi brilli nei vicoli a notte fonda...anzi,per lei erano divenute quei 5 secondi di tempo prezioso,che le permettevano una migliore fuga dopo il furto,perchè questo era. Una ladra. Ladruncola forse sarebbe stato il termine più appropriato,per il suo fisico minuto e slanciato,e quell'aria felina traboccante di furbizia,quegli occhi scintillanti come pietre preziose,pieni d'aspettativa...
Si fermò di colpo,con un ultimo passo saltato,rimanendo perfettamente in equilibrio sulla punta dei piedi,tenendosi con una mano ad un ramo d'albero,in attesa,silenziosa. Il verso di una civetta poco distante le fece piegare la testa di lato,osservandola,ad orecchio teso...odore di muschio ed erba bagnata...accompagnata da quell'aria fresca e pungente,che portava il profumo della roccia e delle foglie appena cadute al suolo,sotto i timidi raggi dell'ultimo sole...era sola. Le xci volle poco per rendersene conto,ed il suo debole sorriso carico di tensione svanì lentamente,e nei suoi occhi un velo di tristezza accompagnava lo sguardo fisso nel vuoto,più in là,dove si poteva intravedere un'apertura fra le rocce.
Espirò profondamente,accarezzando con la mano la corteccia ruvida e umida del tronco,portando una mano alla piccola bisaccia di cuoio che teneva a tracolla,chiusa frettolosamente con una corda strappata: prese un piccolo pezzo di pane...fin troppo insignificante e lo trangugiò rapidamente,richiudendola poi. Quasi due giorni. Erano passati quasi due giorni dall'ultimo pasto "decente" che avesse potuto procurarsi,ma del resto,lo sapeva anche lei,non poteva concedersi sprechi,men che meno ora che si trovava nella foresta,lontana da qualsiarsi losco ubriacone che avesse con sè qualche pagnotta,o un mercante distratto a cui scroccare una mela,o poco più. "ma è quello che sono,del resto...una ignobile ladruncola..." si disse,senza rancore,sistemando il nodo alla borsa. Il ricordo del fratello le tornò alla mente,vivido...quanto tempo era passato dall'ultima volta che lo aveva visto...
Si ridestò dai suoi pensieri,percependo altre presenze attorno a lei...che fosse ladra,non vi erano dubbi,ma qualcos altro la contraddistingueva dalla maggior parte degli umani di città...poteri particolari,una singolare forza scorreva nelle sue vene,doti che non erano proprie di una semplice giovane donna...Si mise una fascia di tela attorno ai capelli corvini,legandola dietro alla nuca,e avanzò fra gli alberi,silente,tenendo bene in vista il punto da cui parevano provenire le presenze estranee...li sentiva lì fuori,vicino a sè...ed anche dentro,oltre la roccia...presenze troppo singolari e diverse da quella del suo inseguitore,del povero malcapitato a cui aveva sottratto qualche misero vivero e un gingillo assai allettante...si avvicinò con cautela all'entrata della grotta,fermandosi vicino ad un salice piangente,scrutando la zona attraverso i rami cadenti e sottili,gli occhi scintillanti protetti dalla penombra....

[Modificato il 6-10-2009 da Kyal Lizaril]

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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
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inviato il 5-10-2009 alle 18:14 Reply With Quote
"Vado a prendere della legna" dissi a Fredda "Non è il caso di accendere un fuoco di paglia, potrebbe uscire dal nostro controllo... intanto potreste per favore togliere la paglia dal pavimento in modo da lasciare una zona scoperta? così non rischiamo di appiccare incendi indesiderati" chiesi cortesemente. non ci avrei messo molto. uscii dalla caverna, e guardandomi intorno con circospezione per assicurarmi che nessuno mi osservasse slacciai il mio pesante mantello, facendolo cadere. aprii le mie ali con immenso piacere, e presa la rincorsa saltai giù dallo spiazzo che stava di fronte alla caverna, planando verso la piana antistante la palude, che era ricca di sterpaglia. atterrai leggera, e in fretta cominciai a fare provvista di tuttu quello che poteva essere bruciato, sempre controllando che non spuntasse nessuno. ogni tanto una lepre solitaria sbucava fuori dalla sua tana, facendomi prendere un colpo ogni volta.non mi ci vollero più di venti minuti, e quando ebbi le braccia piene con un colpo d'ali mi risollevai in aria, ritornando in fretta all'entrata della grotta. atterrai piano, con grazia, e... mi bloccai. una figura stava occultata dietro o rami sottili di un salice piangente. riuscivo a indovinarne i contorni attraverso la fitta tenda di rami. mi maledissi per non aver osservato meglio prima di aprire le mie ali, e di volare: forse questa persona era un cacciatore di trofei, o qualcosa del genere. le mie ali erano valutate una fortuna... dannazione, non avevo nemmeno la mia spada, e quanto avrei pagato per avere l'arco! lanciare un incantesimo era fuori discussione, avevo le mani occupate dalla legna... l'unica era sperare in bene e di essere più veloce del misterioso osservatore.
"Salve" dissi sentendomi oltremodo stupida. "Posso sapere perchè state nascosto, o nascosta, dietro a quel salice?" tesi ogni muscolo, pronta a incendiare con un incantesimo le sterpaglie che tenevo in mano e a lanciarle addosso al misterioso osservatore nascosto. "Che giornata" pensai "non ho mai incontrato tanta gente in così poco tempo..."

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Fredda Blackwood
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Data di arrivo 15-9-2009
Città di provenienza: la corrotta Corte degli scontenti
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Umore: dolce e sanguinaria

inviato il 5-10-2009 alle 19:51 Reply With Quote
Quando Eilmorel si allontanò da lei per andare a cercare della legna,possibilmente non intrisa d’umidità come spesso succedeva quando si era in cerca di rami secchi e si finiva per trovare solo pesanti ciocchi di legno naviganti in pozze d’acqua che si limitavano in maniera quasi derisoria a emanare solo un fumo appestante e scuro quando venivano trattati con la fiamma.. guardò con gli occhi guizzanti e aurei nella loro sfumatura gialla e brillante da volpe la lunga ombra di lei che si assottigliava e si distendeva lungo la parete corrosa del costone del picco domandandosi seriamente se non fosse stato un caso,incontrare qualcuno che possedesse,esattamente come nella leggenda,un oggetto così distintivo e particolare ..non poteva,nonostante spesso avesse furiosamente e vanamente tentato,togliersi dalla testa ogni singola parola di quella favola,nota a tutti come una semplice ed infantile diceria..
Forse non accettava di rifiutare il fatto che non vi fossero speranze in qualche mutamento di quel continente vuoto e senza più ordine o logica..e forse ancora di più per il motivo preciso che non le era stata concessa quella scelta che permette alle persone di rifiutarsi o meno di credere in qualcosa..perchè fin da quando era nata,poteva dirlo con tutta la sicurezza che aveva nel cuore,anche se non ne possedeva le prove e non avrebbe saputo spiegare come o perché,possedeva il marchio di qualcosa di antico e di vero che molti avevano ghiottamente cercato,credendo scioccamente si trattasse di una traccia immobile,fissa su una pergamena o su di una qualsiasi stele,trafugando i luoghi più selvaggi ed inesplorati del globo,alla ricerca di un tesoro che invece si trovava esattamente sulla sua schiena,disegnato li come un garbuglio apparentemente impossibile da districare e privo di ogni significato..una mappa mobile,nomade,che fuggiva di anno in anno,di giorno in giorno,sottraendosi ai bramosi sguardi dei propri conquistatori.
Era forse destino che fosse andata così,che lei avesse dovuto da sempre conservare per se il segreto di quel che portava nei suoi interminabili ed estenuanti esodi..la consapevolezza che le dicerie delle Streghe non fossero tutte delle fandonie o delle invenzioni popolari,,c’era del vero nelle parole pronunciate dagli oracoli di Hokkam,e questo era dimostrato anche dal fatto che molto tempo prima,quando ancora viveva alla Corte degli Scontenti,tra i suoi fratelli che possedevano un’insensibilità ed un senso dell'ingiustizia pari al loro impareggiabile fiuto per gli affari,era stata venduta ad un vecchio alchimista,il quale le aveva direttamente rivelato la ragione dello scambio.
La sua pelle.
Era nientemeno che la sua pelle segnata da un sentiero che tutti ambivano di interpretare in fretta e prima degli altri.
Quando alla vampira sembrò di veder sparire definitivamente tra le esalazioni umide e dagli odori limacciosi e mortuari delle paludi la figura del’elfa ,avanzò di pochi passi verso lo spazio esterno della caverna,affacciandosi su quel curioso ed ampio balcone di roccia nuda e scagliosa,lanciando i suo intensi e preparati raggi visivi oltre l’oscurità dei resti cadaverici del tramonto ed oltre la foschia fastidiosa che si raggrumava densa ed impenetrabile lungo i pendii del rilievo su cui erano salite..lasciò che i suoi occhi vagassero come sentinelle silenziose e capaci finchè non fu sicura ,o almeno così ebbe motivo di credere, di non essere osservata..Si tolse di dosso la pesante e ruvida tunica scura,rimanendo con una veste di pelle del colore dell’autunno,più pulita e indurita dagli anni e da quante doveva averle passate..
Si stiracchiò e rivolse le spalle al deserto pantanoso,accucciandosi e frugando nella sua piccola sacca di cuoio,estraendone con la velocità sorprendente delle sue dita sottili e biancastre varie erbe mediche ed altre velenose,essiccate e sparse fra loro,una pietra liscia di ossidiana nera con degli strani solchi sulla superficie,diverse cianfrusaglie simili agli attrezzi da lavoro di un chirurgo sommati a quelli di un chimico e di un pittore..ed infine qualche brandello di carne secca,unico rimedio possibile alla fame,anche se non le sarebbe bastato,se la mattina seguente non fosse andata a caccia di sangue fresco e nutriente.
Si scostò i capelli dal viso per vedere meglio ed esaminare alcune boccette contenenti liquidi dai colori più disparati,scostandosi i capelli ribelli e voluminosi dal viso,annodandoli in una treccia provvisoria e sformata ,una mossa imprudente,anche in quell’oscurità celatrice…la veste lasciava scoperto l’arco della schiena,e su di esso,si stagliarono contro i primi raggi lunari i simboli intrecciati e labirintici della mappa,recante la centro uno spazio rotondo e vuoto,riempito solo dal disegno di un punto interrogativo,conosciuto anche come Il Grande Ignoto,ovvero il luogo dove si diceva dimorasse l’albero della vita.

[Modificato il 5-10-2009 da Fredda Blackwood]





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Akrathan
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Umore: glaciale^^

inviato il 5-10-2009 alle 23:10 Reply With Quote
Akratan guardò le due figure allontanarsi e intuì il loro percorso... il vento gli sussurrò parole tranquillizzanti menter le pallide ombre della sera iniziavano a calare oscurando il sole da poco tramontato.
A suo agio, nel periodo della giornata preferito, la creatura della notte si mosse con movimenti fluidi nella foresta, sentendosi a casa, protetto... tuttavia non invincibile, per quanto sicuro di sè. Non era il suo territorio, quello, eppure... annusò l'aria... era come se quel luogo lo stesse aspettando. Destino? Non era neanche sicuro esistesse... preferiva intenderla come una circostanza fortuita...
Era assorto in quei pensieri quando per poco non inciampò. Cadde sulle ginocchia e alzando lo sguardò si accorse, con un brivido che gli risalì la spina dorsale, che non era solo. Davanti a lui notò dei piedi, dal passo elegante... alzò lo sguardo e ai suoi occhi si presentò una giovane ragazza, dallo sguardo felino e i lineamenti delicati... rimase rapito dal suo sguardo ipnotico, poi ricordandosi quel poco di buona educazione che aveva imparato da quando si era allontanato dalla sua natìa città di drow e si alzò impacciato inchinandosi profondamente: "Perdonatemi, ero sovrappensiero... credo di essere inciampato" disse con sguardo e voce freddi, glaciali, che nascondevano quasi il sibilo del vento, il suono dello scorrere dell'acqua nei ruscelli, l'ululato dei lupi nelle notti di luna piena...
Sentì una mano guantata tremare piano, avvertendo un qualche possibile legame con un felino... che si trattasse della ragazza?
La guardò a lungo... nonostante l'aria lievemente scomposta, questa non aveva indebolito il suo fascino glaciale, che al contrario lo travolse, sebbene cercò di non darlo a vedere, nascondendosi dietro la tipica maschera dell'indifferenza. "Mi presenterei ma non sono neanch'io sicuro su chi sono davvero... ma chiamatemi pure Akratan..." disse sorridendo vagamente, guardandola intensamente negli occhi.
Abbassò la testa con aria malinconica, attendendo una qualsiasi risposta della ragazza. Ma perchè mai avrebbe dovuto pensare a lui? Era un mezzosangue, no? E mezzodrow per di più... di certo le sarebbe bastato guardarlo per capirlo e avrebbe trovato una qualsiasi scusa per allontanarsi... se poi avesse percepito il sangue di drago nero... sangue nobile di drago nero per di più... per non parlare del sangue di demone, e della sua trasformazione in pantera nera.
Alzò la testa guardando fra le fronde scure degli alberi, osservando il sorgere nostalgico della luna, che proiettava la sua luce sinistra, come aveva sempre fatto, sulla sua mera vita, a cui si era ormai abbandonato in preda ai suoi meschini e incommiserati retaggi, anelante luce... ma lo era davvero? Ultimamente si sentiva così confuso, in cerca di un'identità, in cui, alla fine, si sarebbe poi ritrovato?

[Modificato il 5-10-2009 da Akrathan]

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Kyal Lizaril
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Data di arrivo 17-4-2009
Città di provenienza: Estremo Nord
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Umore: scattante

inviato il 6-10-2009 alle 15:14 Reply With Quote
Kyal si irrigidì,portando in un gesto automatico le mani lungo i fianchi,facendo scendere,all'interno delle maniche,due singolari punte affilate,dietro ad dito medio di entrambe le mani,tenute ad essi tramite un anello d'argento...non visibili per le lunghe maniche del mantello...Rivolse lo sguardo in basso,osservando con non poco stupore un...ragazzo?
Si abbassò con uno scatto rimanendo accovacciata ed osservandolo in volto,con espressione indecifrabile,tenendo la punta di una delle lame puntata verso la sua gola...era...familiare. Così tanto tempo che non sentiva un'aurea così particolare,un misto incoerente di potere e confusione...in quegli occhi così profondi...
Sentiva l'impulso di andarsene,di mantenersi tesa,allerta...ma qualcosa di superiore a questo le diceva che in un modo o nell'altro le sue intenzioni non sarebbero state malvage...qualcosa che perfino lei riteneva illogico,dato che,per quanto la sua percezione delle emozioni estranee fosse abbastanza accurata,nella confusione di quell'aurea non avrebbe potuto dar nulla per certo...
Ritirò la mano,portandola a terra,e la linea sottile delle labbra si allargò in un tiepido sorriso,mentre lo decifrava con lo sguardo curioso,ascoltandolo. Era una ladra,ma questo non le toglieva le centinaia di sfumature presenti nel carattere di una giovane...
"Akratan"
Scandì il nome,con tono deciso; "curioso che voi siate inciampato..." disse,con tono furbesco,alludendo probabilmente ancora alla sua aurea...qualcosa di molto singolare,avrebbe giurato che quel ragazzo possedesse sensi quasi animali...
"fate attenzione,ciò potrebbe non portarvi esattmente verso persone troppo...affidabili" disse,ridacchiando,con un sorriso gentile tradito dagli occhi scaltri...
Ma le sue intenzioni non erano certo quelle di preavvisarsi...non lo avrebbe ingannato,ed aveva seri dubbi sul fatto che ciò,su di lui,avrebbe avuto un minimo di riuscita...Sentì qualcosa avvicinarsi,a meno di venti metri,e si drizzò bruscamente,arretrando di un passo e attendendo dietro i rami del salice...una figura avanzava decisa...Kyal trasalì di stupore quando vide le immense ali dietro di lei...rimase immobile:
"Posso sapere perchè state nascosto,o nascosta,dietro a quel salice?"
La voce era femminile...Kyal sorrise nuovamente,con un velo di sarcasmo nello sguardo;conosceva perfettamente ormai l'allerta degli avversari,o di un losco che la vedesse avvicinarsi al suo bagaglio...forzata cortesia,tensione muscolare...e mentale, prontezza di riflessi...
Incrociò le braccia sul petto ed avanzò di un passo,guardando per un secondo il giovane,con la coda dell'occhio,per poi rimanere ad osservare quella che avrebbe definito Avariel...da ciò che molti anni addietro aveva appreso su quelle creature,con occhi felini ed accesi; "Per lo stesso motivo per cui voi siete pronta ad attaccarmi se mi mostrerò offensiva miladi...penso che qui fuori pochi avanzerebbero senza timore allo scoperto...e diciamo ognuno per i propri motivi..." Le tornò alla mente l'uomo che aveva seminato meno di un'ora addietro...per quel che ne sapeva,poteva essersene andato come pronto ad uscire allo scoperto,ma non lo avrebbe fatto...non senza una baraonda infernale per il coinvolgimento di quei pochi presenti...
"E' una situazione alquanto bizzarra...sembra che questo spiazzo spopoli di presenze celate..."disse con aria astuta,mandando lo sguardo intorno a sè...tre allo scoperto...e percepiva qualcun altro nascosto,o protetto,nelle vicinanze...
Si abbassò cautamente ed appoggiò a tera le due lame che teneva dietro le mani,facendole scivolare dalle dita; non aveva cattive intenzioni...tutt'altro...per quanto potessero risultare curiosi i nuovi incontri,aveva ben pochi interessi ora a parte riprendere un minimo di forza...doveva saperep più cose su quel ragazzo,e di quell'Avariel...e se fosse riuscita a procurarsi fortuitamente( e civilmente) un giaciglio dove passare la notte,si sarebbe ritenuta fortunata.

[Modificato il 6-10-2009 da Kyal Lizaril]

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
Attualmente assente

Umore: glaciale^^

inviato il 6-10-2009 alle 17:23 Reply With Quote
Akratan osservò incuriosito il comportamento della giovane. Poi slacciò la cintura con le due spade gemelle e appoggiò a terra le lame. Perfetto, ora se qualcuno non si era accorto del suo sangue drow, vedendo le armi lo avrebbe capito di certo.
Guardò nuovamente la ragazza, ripensando al suo commento sulla caduta. Sorrise lievemente divertito: "Già curioso... ancora più curioso però mi pare il modo in cui voi vi muovete" disse facendo un vago gesto con la mano alludendo alla fluidità dei suoi gesti, che avevano anch'essi un chè di animale.
Tanto per chiarire e confermare i sospetti della ragazza, accennò con la testa alla luna, con un gesto visibile solo a lei, mentre sul volto gli compariva un ghigno da lupo.
Non si trovava a suo agio nel parlare con le persone, il suo regno era la solitudine. Tuttavia quella ragazza... aveva da subito conquistato il suo interesse...
"E' solo curiosità, nient'altro..." si disse fra sè e sè, come cercando di convincersi di una cosa che non aveva mai accettato... I lupi solitari se si chiamano così... deve esserci un motivo, o no?
Piegò la testa di lato. "Perdonatemi milady, posso conoscere il vostro nome...?" chiese educatamente ma con voce tanto fredda che le piante più vicine vennero coperte da un sottile strato di brina.

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Archangel 06
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Data di arrivo 29-5-2007
Città di provenienza: Erelgrad
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Umore:

inviato il 6-10-2009 alle 19:15 Reply With Quote
"E che diamine.... oggi è la giornata degli incontri strani, eh?" esclamai. mi dedicai a osservare la ragazza che era sbucata fuori: aveva degli stupendi occhi verdi (niente a che vedere con i miei, che si divertivano a cambiare colore quando gli comodava), e si muoveva con una grazia innata, quasi felina. il ragazzo invece non mi piaceva proprio: si portava addosso un lieve odore di sangue, misto a qualcos'altro, che proprio non mi piaceva. socchiusi gli occhi mentre lo osservavo, e mi allontanai istintivamente di un passo. Mi maledissi cento volte per aver lasciato la spada appesa alla sella, perchè ora ero totalmente disarmata... poi i due deposero le armi, e mi sentii più calma.
"Io sono Eilmorel... Eilmorel Telemmaite." dissi, con circospezione. "Posso sapere i vostri nomi?" domandai.
chiusi le ali dietro la schiena, sentendomi comunque stupida nello stare davanti a due potenziali avversari con una fascina di sterpaglie in mano... "Dereor, di sicuro non avresti mai immaginato che mi sarei trovata in una situazione simile, vero?" pensai, lievemente stizzita.

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
Attualmente assente

Umore: glaciale^^

inviato il 6-10-2009 alle 19:20 Reply With Quote
Akratan osservò con ostilità l'avariel. Riconosceva il disprezzo nello sguardo delle persone ed era quello che leggeva negli occhi della ragazza. Tuttavia, muovendosi fluidamente seppur con aria fredda, si inchinò, guardandola negli occhi: "Potete chiamarmi Akratan..." disse lasciando sospesa la frase, facendo intuire che non si trattava del suo vero nome. Poi osservò la ladra in cui si era imbattuto precedentemente, con la coda dell'occhio, senza riuscire a staccare lo sguardo dalla giovane, che ormai era colei che attirava di più la sua attenzione, almeno per il momento.
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Alaska
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Data di arrivo 30-3-2009
Città di provenienza: Botticino
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Umore: misticamente oscura

inviato il 6-10-2009 alle 19:56 Reply With Quote
La gatta interruppe la sua toletta. Aveva sentito dei rumori, sì attutiti e a una distanza reltivamente sicura, ma pur sempre individuabili: dele voci.
Alzò il capo, lentamente; un minuscolo frammento di roccia si staccò dalla piatta lastra scoscesa e cadde appena fuori dall'entrata della grotta. Si era sistemata in una posizione ottimale per lo spionaggio: quella rozza e frastagliata sporgenza offriva un'assoluto riparo a un qualsiasi raggio di luce, oscurando completamente il piccolo spazio all'interno,levigato dall'acqua. Quell'ansa era poco profonda, am sufficente per nascondere ancora meglio la felina, che, da quella prospettiva, avrebbe potuto benissimo vedere qualsiasi cosa che non fosse mascherata dalla decrepita vegetazione. Ma, dato che la vista le mancava, si esponeva in quel modo per utilizzare appieno tutti gli altri sensi, senza lo schermo della pietra, quindi si sporse un poco di più, silenziosa, mentre il suo mantello diventava di un cupo blu notte, fondendosi con le ombre.
Sì, lì vicino erano comparse due figure, a lei ancora del tutto ignote, che sembravano essersi appena incontrate a loro volta, annusò a fondo. Percepiva tensione e circospetto, ma anche la traccia delle loro razze..avevano un che di animalesco..il primo sembrava un ibrido con sangue ampiamente mischiato..mentre la seconda figura sembrava più.. felina..in qualche modo.
Incuriosita, si sistemò meglio sulla lastra di pietra grigiastra, accomodata s'un lieve strato di soffice muschio, velato di ispidi licheni. Continuò ad ascoltare, a captare e a fiutare, cercando di ricavare più informazioni su quelle presenze inaspettate...

[Modificato il 6-10-2009 da Alaska]





I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.

L'Oscurità ti cambia. Sei subito corrotto dal lei e non hai più nulla. Sei freddo, non provi emozioni ma solo guduria, nel vedere morire e nell'uccidere.

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Akrathan
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Data di arrivo 29-5-2009
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Umore: glaciale^^

inviato il 6-10-2009 alle 20:03 Reply With Quote
Akratan osservò, in silenzio, la gatta e fece un rapido e quasi impercettibile cenno col capo in segno di saluto. All'improvviso si accorse che la sua borsa si stava muovendo e impallidendo vi poggiò sopra una mano, finchè non tornò ferma. Trattenne un sospiro di sollievo e si voltò invece verso la prima persona che aveva incontrato: "Milady, potete seguirmi un attimo, devo dirvi una cosa... non ho cattive intenzioni, non temete" disse guardandola quasi implorante, sapendo che era l'unica ad aver visto il movimento della borsa.
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