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| Lùthien |
"Il portale è chiuso..." La voce di Llireal arrivò a Lùthien mentre era presa a spedire un altro demone nel vortice spaziale sopra di lei e per poco non la fece cadere a terra, non sarebbe stato un bel cadere...due demoni erano lì in attesa che lei abbassasse la guardia e cominciavano a circondarla, uno si librò nell'aria e nel momento in cui lei riceveva il messaggiò sferrò un colpo artigliandola al fianco, subito M'Yrrin si abbassò incenerendo il secondo demone e Lùthien con una torsione veloce, nonostante il dolore, si abbassò afferrando il demone alla cintura con una mano, mentre con l'altra lo teneva fuori dalla sua portata. Il demone urlò di dolore e di rabbia, con la fronte ustionata si divincolò ferocemente e riuscì con un altro colpo verso Lùthien a divincolari e a fuggire anche lui rapidamente verso il bosco...non avrebbe dimenticato la mano di Lùthien era impressa sulla sua fronte come un marchio. M'Yrrin si levò subito in alto per dare tempo a Lùthien di riprendersi, aveva una brutta ferita al fianco ed una alla spalla "tutto bene Mia Dama?" "Sì, non preoccuparti, ci metteranno un pò di giorni a chiudersi le ferite,ma va bene così non preoccuparti...piuttosto...Llireal che ci fai qui?" "Sei ferita?" il piccolo drago era molto agitato "non ti avevo detto di tornare, c'è ancora da combattere non vedi?" "Sì ma la Prima Signora dei Draghi sta molto male, non riesce a riprendersi" "Oh NO!Chi c'è con lei?""il suo consorte e l'uomo che per primo è uscito dal portale" Lùthien si sentì sollevata la Prima Signora era in buone mani e comunque lei era lì se ci sarebbe stato bisogno.
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| Ivan |
Per i Nove Inferni quanto correvano quei Demoni!!!Feci in tempo solamente a beccarne uno dei due che erano fuggiti nel bosco...Lo feci fuori in breve tempo, senza neanche usare la spada...però mi rodeva il fatto di essermene lasciato scappare uno......cominciavo oltretutto a sudare freddo: segno che entro la mattina successiva sarei andato incontro da una delle mie crisi di astinenza...poco ma sicuro...Tornai quindi sui miei passi per riunirmi con tutto il gruppo ora che la battaglia stava per terminare.Ero pensieroso...
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| Sybil Vane |
Era tardi e dalla piccola finestrella della Torre potevo scorgere la Luna già alta nel cielo...avevo sonno,molto sonno.Le altre creature alate che stavano con me nella stanza dormivano sulle loro piccole brande...Ollat era tornato,quel pomeriggio,dandoci l'annuncio che l'Arcimago Ipnos Eledil era tornato a Rhea ma che ci avrebbe fatto visita il giorno seguente!Non ricordo se fu un sogno oppure proprio la realta':fatto sta' che udii un canto,la voce di un uomo che intonava una canto monotono,quasi una cantilena,che conciliava assai il sonno.Udii anche degli zoccoli circumnavigare la Torre,girare decine di volte senza mostrare stanchezza.Spinta dalla curiosità mi affacciai e...una figura dai vestiti scuri e il cappellaccio nero,si confondeva nell'oscurità ;accanto a lui uno splendido Unicorno dal manto candido scuoteva il muso come rassegnato!Come era dolce quella voce..."Mylord!"gridai,affascinata da quella presenza misterioso...sembrava uno stregone che avesse gettato,con quella melodia,su tutti noi,un oscuro incantesimo."è tardi,dolce Fata!Dormite!"rispose sollevando verso di me il volto,pallido,quasi argentato."Ma...il vostro nome..."sussurrai cercando a stento di tener aperti gli occhi:"Felagund.."Forse fu solo un sogno...dopo non ricordo cosa avvenne.
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| Jugger |
Mentre gli altri finivano i pochi Demoni rimasti mi chinai accanto alla donna che riconobbi subito...ero felice che fosse ancora viva, un grande peso dal cuore durato vent'anni finalmente me lo ero levato. Cominciai a chiamarla ma non si destava, poi notai che cominciava a balbettare qualcosa ma senza riuscire a scandire le parole, capii di cosa si trattava.Avevo interrotto la sua evocazione e questo aveva causato il blocco della sua anima nel limbo dove le anime dei Druidi morti incontravano chi li evocava. Dovevo agire in fretta....posi il pollice e l'indice della mano destra sulla sua fronte a un centimetro di distanza l'uno dall'altro e dalle sopracciglia, avvicinai la mia bocca al suo orecchio sinistro e cominciai a chiamarla...mentre facevo questo gli infondevo energia per saldare la sua anima al corpo e disegnavo velocemente alcune rune sulla fronte per proteggerla in modo che la sua anima non si lasciasse corrompere e cercavo di raggiungerla telepaticamente nel luogo in cui si trovava.Ogni tanto mi fermavo con i richiami e le mandavo altra energia che l'avrebbe aiutata a non mollare e a non farsi ammaliare dalle anime morte che adesso stavano aproffittando della sua situazione per portarla via con loro.Adesso toccava a lei fare il resto....
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| Oberon |
Continuavo a fissare il Cielo cme invasato, pervaso sal quel tremendo e fatale piacere che ogni volta mi riempiva...anche con il più piccolo degli incantesimi...All'improvviso mi accorsi cme di essere solo...come se Laestel si fosse allontanata, come se la sua energia si stesse allontanando!Abbassai immediatamente le braccia lasciando andare il Tornado che aveva oramai assolto al suo compito e immediatamente buttai il mio sguardo verso mia Moglie: il tizio uscito dal Portale stava effettuando su di lei un incantesimo per riportarla tra di noi dal mondo delle anime...Rimasi fermo,sapevo che non dovevo interromperlo...ma era colpa sua se Laestel aveva interrotto la sua evocazione...ancora non riuscivo a vederlo in viso poiché era chinato...ma se avesse fallito il suo compito e mia Moglie non sarebbe tornata...l'avrei ammazzato io con le mie mani.
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| Laestel |
una voce forte e limpida mi giunse al cuore, sentii energie nuove fluire in me, e mi aggrappai a quella voce con tutte le mie forze rimaste, mi concentravo sul suo richiamo, sul viso che portavo alla mente, solo sul suo. Chiunque altro, sarebbe stato usato contro di me dagli spiriti. tossii forte...tossi...percepivo degli spasmi sul mio corpo, ma non potevo fermarli. le voci strillavano acute..stavano perdendo la loro preda, cercavo la sua voce...mi sforzai di respirare, dovevo respirare coscentemente, la voce era forte tranquilla, mi sembrò mi prendesse per mano, e anche il dolore alle tempie, iniziò a placarsi, sentivo qualcosa che mi premeva sulla fronte...sentivo il mio respiro. Ancora uno sforzo, voglio aprire le palpebre..la tempia mipulsava fortissimo, cercai di muovere le palpebre, ma uno due tre tentativi andarono a vuoto, ero come paralizzata..."coraggio" mi dissi.feci ricorso all'energia che mi comunicava il mio vecchio amico ...alla sua voce, e d'un tratto..la palpebra si mosse.
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| Voce narrante (Ilfirin) |
Un sole debole sorprese le ultime stelle del cielo, e come ogni giorno a Meriel gli uomini si affrettavano nelle loro mille faccende pratiche. Una tromba annunciò il ritorno del sovrintendente Cordell dalla vicina foresta degli elfi, e parecchi guardiani si voltarono a guardarlo mentre attraversava il villaggio a cavallo con i suoi uomini. Entrato nella sua reggia si chiuse nelle sue stanze, chiedendo di non essere disturbato per qualche ora. Era ancora turbato dalla discussione con il capo elfico del clan della sera prima…voci di cambiamento portate dai venti, anche se ancora distanti e remote, scuotevano il suo animo e i raminghi di passaggio non contribuivano certo a smentirle. C’era stato parecchio movimento a Culhaven dicevano, una delle città più controllate di tutte, e dietro a misteriose sparizioni ed incredibili testimonianze s’ intravedeva un’ombra di magia. In più non giungevano più notizie dal regno delle fate che, per quanto tentasse di isolarsi, aveva sempre intrattenuto rapporti, per lo più commerciali, con il regno degli umani di Meriel. La voce di una guardia lo risvegliò dai suoi pensieri: c’erano problemi nella torre della retroguardia. Attraversò i corridoi di pietra di corsa, fino a giungere alla torre: entrando nella stanza vide due uomini che tenevano ferma per le braccia una donna, il viso coperto dai lunghi capelli corvini e il corpo scosso da singhiozzi. ‘Alianora…cosa…?’ Una delle guardie cercò di spiegare:’Abbiamo sentito delle urla e siamo accorsi…l’abbiamo trovata a terra priva di sensi, ma quando abbiamo cercato di aiutarla ci ha aggrediti…” e così dicendo mostrò un graffio su viso e parecchi sfregi sulle braccia ‘…continuava ad indicare le lenzuola, ma non vi abbiamo trovato nulla a parte qualche penna sporca.’Cordell si avvicinò alle lenzuola spiegazzate e prese in mano una penna bruna per osservarla da vicino; qualcosa nella sua memoria sembrò risvegliarsi per un breve attimo, ma subito dopo la pratica ebbe la meglio sul trasporto dei suoi sensi. Guardò la moglie, che ora si era accasciata contro il muro, e la trovò simile ad una bambina: la pelle candida e ancora stranamente giovane, gli occhi chiari e sbiaditi, sempre presi ad osservare un punto indefinito sopra la sua spalla…vederla così lo faceva sentire colpevole, soprattutto perché sapeva che con quegli oggetti stava tentando di trasmettergli un messaggio. Cordell, tornato nelle sue stanze, fece avvicinare la sua guardia più fidata:’ Com’è la nostra situazione militare Arden? La nostra città sarebbe in grado di sopportare un attacco di una certa portata?’ La guardia sembrò spaventata, ma dopo un attimo rispose:’No signore, il nostro esercito è preparato sommariamente…anche ai ragazzi più giovani sono stati impartite solo delle tecniche di base. Fu suo ordine, se ben ricordo, trascurare la forza militare per dedicarsi maggiormente alla città, signore.’ Certo che lo ricordava, e anche ora gli sembrava stupido impiegare denaro e sforzi per quelle che potevano rivelarsi solo dicerie di nomadi, ad ogni modo diede ordine di formare un gruppo sostanzioso di soldati esperti che avrebbero potuto, in futuro, formare dei validi guerrieri in poco tempo, se necessario. Si alzò per uscire sulla terrazza: il vento fresco del mattino gli scompigliava i capelli, annunciandogli l’arrivo di qualcosa di nuovo ed inaspettato.
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| Voce Narrante (Ivan) |
Nell'Enorme biblioteca della Torre Centrale di Reha, il Sommo Custode dei Tomi, il venerabile Behdeth era immerso nello studio di un anichissimo tomo, sul quale ormai aveva già passato 3 lunghi anni, cercando di scoprire quali antichi e potenti incantesimi vi fossero celati...quali fossero le conoscenze offerte da quella sorta di reliquia...Durante quei tre anni non aveva permesso che nessun minimo evento lo distraesse dalle sue ricerche se non il tempo necessario ogni volta per mangiare e dormire. Il Potente Arcimago Ipnos aveva infatti dato il permesso al Sommo Bibliotecario di rinchiudersi, "esiliandosi" da solo da tutto il resto di reah per proseguire le ricerche sul quell'antico libro...ma oggi quell lunghe ore di studio, minuto per minuto, ora per ora e anno per anno...sarebbero state interrotte fino a nuovo ordine...All'improvviso il vecchio alzò lo sguardo verso l'enorme vetrata...gli occhi socchiusi, la fronte increspata...come a dire: "No...non può essere, possibile che..."Senza dire nulla lasciò il tomo aperto e tutti i suoi libri sullo scrittoio, camminando con passo veloce e deciso fuori dalla bilbioteca.Spinse come se fosse un birillo un povero adepto, come se avesse avuto una gran forza donatagli dalla fretta...non degnò di uno sguardo nessuno...nemmeno chi meravigliato chiedesse lui perché aveva lasciato il Tomo così...Cacciò via un gruppo di guardie persino.Tutto ciò nel giro di pochissimo tempo, giusto quello che gli serviva per arrivare alla Sala del Conclave. Con un gesto della mano destra proiettò le due guardie contro i muri laterali, per aprirsi varco verso la Sala...nessuno osò opporsi alla sua magia.Solo quando giunse nel centro della sala, davanti ad un porta spada vuoto, aprì bocca. Si voltò e verso le guardie che giacevano a terra stordite ben 15 metri dietro di lui disse con voce estremamente seria: £Avvisate il Val'Istar che LA SPADA é tornata a farsi sentire, comunicategli che é urgnete che io parli con lui, che mi scuso della mia impertinenza, lui capirà..."Le guardie corsero.Behdeth si avvicinò al portaspada vuoto e mormorò tra sé e sé: "20 anni fa quell'apprendista ti rubò...o magari fosti tu a VOLERE CHE LUI TI PRENDESSE...siete ancora insieme...lui protegge te senza saperlo e senza sapere di essere a sua volta protetto da te..."Si voltò verso Est.
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| Jugger |
Laestel finalmente stava per riaprire gli occhi....prima che lo facesse mi allontanai leggermente da lei e guardai Oberon che ancora non mi aveva riconosciuto. Avevo capito fin dal primo momento che ero tornato tra loro che in questi vent'anni era nato qualcosa di più di una semplice amicizia. Era giusto quindi che anche l'animo del mio amico si quietasse sapendo che la sua amata stava bene, gli feci cenno che era tutto a posto e lo invitai ad avvicinarsi a lei.....poi mi allontanai ancora un po da loro e cominciai ad osservare tutti i presenti per vedere se riconoscevo qualche altra vecchia conoscenza...
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| Oberon |
L'uomo uscito dal portale mifece cenni di avvicinarmi a Laestele che ora era tutto a posto...La magia che aveva fatto sua mia Moglie per slavarla era magia druidica, ne ero sicuro.Ma ancora non riuscivo a capire chi fosse costui...sapevo benissimo di conoscerlo, ma non sò perchè, ma i miei occhi non potevano metterlo a fuoco! Era come se l'energia del portale sul suo copro mi impedisse di focaizzare il suo viso in maniera decente...come se un'ombra costante fosse sul suo volto.Edera per questo che non mi fidavo ancora...non potevo riconoscerlo bene, gli occhi Shanti fanno imediatamente vedere i cambiamenti intorno a noi: perfino quelli di qualche secondo di tempo.Ma se porti addosso energia demonica in gran quantità...allora diventa qualcosa che uno Shanti difficilmente sopporta...
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| Asling |
I Demoni, maledetti, tutti facevamo del nostro meglio per annientarli...poi uno di loro fece qualcosa di imprevisto, un gesto di gentilezza verso Laestel, uno sguardo d'amiciza e comprensione verso Oberon...i miei occhi frugarono in lui mentre la Canzone si agitava dentro di me e mille immagini si susseguivano nella mia mente.Un soffio di Vento mi attraversò i capelli, un Vento antico ed amico, che da tanto e tanto tempo non sentivo più...poi un'immagine, un viandante nel mio bosco, un mago, no un druido...dilaniato dalla consapevolezza di essere per metà uomo e per metà...no...non un druido...l'averla...Janet, la sentii chiaramente nella mia mente agitarsi e battere le ali...no non era un druido, e nemmeno un demone....per un attimo il mondo parve fermarsi intorno a noi e una lacrima d'oro solcò il mio viso...Quello era IL druido, una creatura tanto infelice quanto speciale...e poi la Canzone si liberò in un grido che aveva la potenza di una tempesta...e una sola parola...un solo nome......Jugger...
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| Laestel |
la testa mi doleva ancora moltissimo...ma cercavo di aprire gli occhi, cercavo la mano di mio marito, sete..acqua pensai. le labbre le sentivo secche...doloranti, cercavo di aprire emglio gli occhi, ma vedevo molto sfocato..che mi succede, acqua.pensavo. acqua
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| Sybil Vane |
Mi svegliai molto presto...non appena il Sole risorse da quel buco nero nel quale si era calato qualche ora prima.Una signora grassoccella con una cuffia gialla in testa ci portò dei calici di metallo con Idromele e dei biscotti caldi,appena fatti."Mi scusi!"esclamai,avvicinandomi stanca alla donna:"Quando finirà finalmente questa attesa snervante?!Perchè ognuno di noi ha una sua vita da portare avanti!";lei annuì pensierosa quindi rispose:"il Principe di Rhea è tornato ieri,sul tardi.Ha molti problemi per le mani da risolvere,è impegnato molto in questi giorni ma ci ha fatto sapere che non appena potrà verra qui alla Torre a trovare chi sta cercando..la fata Sybil Vane..."Non ce la facevo più...ero turbata dall'incontro della notte,da quello che aveva detto Ollatt,dal pensiero di Ipnos Eledil e di quello che ci avrebbe potuto dire...ero però felice che quella donna riuscisse a vedermi come la Fata Lhorelay e che non avesse anche lei quegli assurdi dubbi sul se fossi io la Fata che si stava cercando!Bè...avevamo lo stesso nome io e lei...però questo non significava nulla.La donna uscì dalla stanza,lasciandoci mangiare...ma non avevo fame...avrei voluto cambiare quel nome,pur di non destare quei sospetti che mi facevano così confondere..."Chi è questa Sybil Vane?"dissi.La bimba dai capelli rossi mi tirò un angolo della veste,chiedendo la mia attenzione:"Lei..è la Principessa...lei e Ipnos si amano ma lui non riesce più a trovarla!La mamma dice che pensano sia tu Sybil Vane!già!Se sei tu...dillo così vado a casa!"Diedi una carezza alla bambina e,in un orecchio,le sussurrai:"è vero!Io sono Sybil Vane..ma non quella che cercano!"Tornai a fissare i Giardini sottostanti,in attesa di qualcosa..
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| Oberon |
Vedevo la bocca di Laestel socchiudersi in continuazione, aveva le labbra secche e sembrava che cercasse di pronunciare la parola acqua.Senza pensarci due volte unii i palmi delle mie mani e sussurrando versi incomprensibili comincia a sfregarle tra di loro piano piano...Nel giro di una decina di secondi cominciò a cadere dai palmi sfregati dell'acqua fresca che io feci cadere lentamente in bocca a mia Moglie.
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| Laestel |
sentii la sua presenza la forza della sua magia, sentii scorrere il suo amore..nelle gocce d'acqua fresca che bagnavano le mie labbra secche, sentivo il dolore alla tempie...forse il peggio era passato, ora che sentivo di nuovo la presenza di mio marito, del compagno della mia vita accanto a me,potevo di nuovo pensare con lucidità, con dolore si...ma lucida, libera finalmente da quelle orribili urla, da quei volti spettrali e affamati della linfa della mia vita. l'acqua scorreva fresca lenta a ridarmi vita, così socchiusi gli occhi e lo vidi inginocchiato accanto a me, nella luce del mattino che arrivava..
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| Ivan |
Così piano piano tornai sui miei passi, pulendo la lama della spada e cercando di non pensare alla crisi di astinenza che aveva cominciato a farsi sentire...Così li vidi laggiù, tutti raggruppati...in che strana compagnia ero capitato...e oltretutto senza neanche volerlo...ma di sicuro la cosa per me avrebbe fruttato e per lo meno non era gente con la quale si stava male, anzi!Li vedevo un po' tutti stanchi...evidentemente non erano abituati a menare coì spesso le mani...a parte il nano ovviamente: Dàin sembrava ancora fresco come una rosa, pèrprio come me.Così esclamai per tirare sù il morale e svegliarli un po': "Ohi gentaccia, allora? Che si fa? E' stata fatta questa grande magia che doveva essere castata?!"Sorrisone a ventiseimila denti.
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| Laestel |
bevendo dalle mani di Oberon piano piano ripresi la conoscenza, i miei occhi prima socchiusi si aprirono, e la sua immagine chino su di me mi riempì di gioia,gli sorrisi e gli dissi:"grazie, sto bene", mi prese la testa tra mani ancora per tirarmi a se e stringermi come se fossi stata via troppo tempo, tra le braccia in quel calore, mi sentii rinascere e le forze mi tornarono un poco.ci scostammo e potei vedere attorno a noi a debita distanza tutti i nostri amici...vecchi e nuovi..e Jugger in piedi, si era lui in carne e ossa!!! l'emozione mi soffocava le mille domande, sapevo che lui ci avrebbe spiegato. lo guardai in attesa delle sue prime parole.
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| DRACO VENTIS |
Uno sbuffo turbinoso spalancò le vetrate della mia stanza...era il tramonto...un Vento antico...quel Vento amico...amico di mille passioni...di mille battaglie...Ero disteso sul mio giaciglio e ricordi antichi turbinavano nella mia mente...Ricordavo vecchi amici...i Fratelli della Compagnia, come amavamo chiamarci...quei Fratelli con i quali lottai fino alla fine...in quella sanguinosa battaglia di Arborlon...per la libertà degli Uomini...per la Libertà e la Giustizia...Che dolore averli lasciati anni fà...convinto di ritrovarli dopo poco tempo...e invece...Erano passati alcuni anni...e ora...proprio questa sera che penso ancora a loro e in modo struggente...questo Vento ricco di profumi di allora...ricordo tutti i loro profumi ed odori...gli unguenti di Oberon...la piccola Sybil...le essenze di Laestel e Farangis...il soave aroma di A'sling...la barba unta di Jugger...e i miei fratelli...tutti coloro morti perchè noi vivessimo..."Padre Altissimo...accogli le loro anime...conservali tra noi..."...una lacrima mi solcò il viso...Ero tornato alle mie terre, su al nord, nelle Terre Alte...avevo incontrato Saminanthar...mezza-elfa adorabile e testarda come un troll di caverna...ma dolce...affascinante...Zephir aveva ritrovato il suo branco ed era tornato a correre libero...Ogni tanto tornavamo insieme a caccia...Saminanthar ed io attendavamo ora l'arrivo di un piccolissimo ed attesisssimo "erede"...I rapporti con il Principe mio fartello Palettinor erano deteriorati...non aveva condiviso totalmente le mie scelte guerriere e mi considerava responsabile della morte di ns. fratello...sua moglie si era dedicata ad arti oscure creando dicerie e paure sulle nostre terre...Questi ultimi anni erano stati di apparente felicità...e ricostruzione...Le Terre erano state devastate dalle molteplici incursioni di orchi e troll ed al mio ritorno gli antichi splendori delle Terre Alte appartenevano ormai al passato...Quel Vento turbinoso mi riportò alla mente tutti i Fratelli della Compagnia...i nostri sogni comuni...le nostre sofferenze...che nostalgia...che desiderio di rivederli...chissà dove erano e cosa stavano facendo...chissà se si ricordavano ancora del vecchio Draco e del suo Zephir...Quel Vento morbido ma ricco di mille odori pungenti fece crescere in me una stana ansia e preoccupazione...il pensiero di loro tanto amati diventò sempre più forte...Una sensazione antica mi pervase...Era forse un messaggero quel Vento che mi accarezzava il corpo con insistenza...?Entrò in quel momento Saminanthar...mi scrutò..."Cosa succede?" mi chiese..."Perchè quell'espressione?" Socchiusi gli occhi appoggiato al vano della finestra della torre ed annusai con insistenza il Vento..."Il Vento, vero?" mi chiese...annuii..."Qualcuno...forse loro...i miei Fratelli...mi sta cercando o mi vuole comunicare qualcosa...lo sento..."..."Pensi di andare a cercarli?" uno sguardo triste mi trafisse il cuore..."Non vorrei restare vedova prima che arrivi Lorendrakk...lo sai che avremo un bimbo tra poco..."..."Nn ti preoccupare...Questo Vento mi ha riportato alla mente tante cose...ricordi...è un Vento strano...come nn ne sentivo da tempo..."Piegò alcuni indumenti e si avviò verso la porta..."Noi abbiamo bisogno di te, qui con noi...LUI ha bisogno di te..." disse accarezzandosi il vistoso pancino...e uscì...Restai lì alla finestra pensando e ricordando i miei Fratelli della Compagnia..."Vento caldo, Vento dolce, Vento infinito...a Te affido questa sera questo mio messaggio...portalo a Loro...dì Loro che li porto sempre in cuore e che sono sempre con Loro...Dimmi, o Vento, al tuo ritorno se sono in pericolo...se hanno bisogno di aiuto...Va, Vento, va dai miei Fratelli, porta Loro il profumo della mia Anima..."
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| Jugger |
Dopo aver lasciato Laestel nelle forti mani di Oberon mi avvicinai al resto della compagnia e cominciai ad osservarne i membri; Molti di loro non li avevo mai visti, ma alcuni invece avevano volti familiari. Continuavo a tenere il cappuccio alzato per mettere alla prova tutti quanti e per vedere fino a che punto si fidassero di uno sconosciuto che aveva aiutato la loro amica Laestel.La Dama del bosco mi aveva riconosciuto, la sua canzone...che bello riascoltarla dopo venti lunghi anni. Le accennai un piccolo inchino. Più in la Farangis con un ragazzo, sicuramente suo figlio per alcune somiglianze, ma figlio anche di qualcuno che conoscevo bene...lo sentivo dalla sua aurea. Più in la una dama in compagnia di due draghi, uno grandissimo e uno piccolissimo...che strani abiti, sicuramente non è parte di questa compagnia e non penso che sia anche il suo tempo questo, la sua comparsa è segno che qualcosa di grande coprirà quest'epoca. Una ragazza, un nano ed un uomo alto e robusto completavano il gruppo...di loro riuscivo solo a vederne la grande forza e i potenti poteri magici di lei ancora latenti, ma per il resto non li conoscevo. Porsi a tutti un cenno di saluto e chiamai con un fischio la mia Averla Janet che subito mi si avvicinò e si lasciò accarezzare il becco. Attesi che qualcuno mi facesse delle domande mentre nel frattempo scrutavo l'aria alla ricerca di altri miei vecchi amici....il vento mi portò una bella notizia....colui che combattè con me sotto l'ala del Grande Drago era ancora vivo....
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| Farangis |
Era uscito. Lo avvertivo.Bene la missione era compiuta ed il Portale chiuso. Non dissi nulla. Nulla era da dire. Feci un cenno del capo vero Regis e voltandomi me ne andai. Le mie terre del Nord attendevano il mio ritorno ed era tempo che io tornassi a riprendere il posto che mi era stato assegnato da tempo immemore e che volutamente avevo ignorato, un pò per i miei doveri di Madre un pò per testardaggine. Era giunto il tempo e questo nessuno oltre me poteva capire. Non salutai nessuno, mi voltai e basta incamminandomi silente, seguita da Regis in direzione opposta a tutti e sparii all'orrizzonte. Presto nuovi eventi avrebbero richiesto la magia, ma non ora.
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| Ivan |
Troppe cose tutte insieme avevano a quanto pare distolto l'attenzione del gruppo dalla mia domanda...Quindi, onde evitare brutte figure (che purtroppo per me erano all'ordine del giorno) porsi una ulteriore domanda, magari il nuovo tizio poteva darmi le risposte che nessuno si era degnato di offrirmi...Presi quindi fiato e scandendo bene le parole (cominciavo a sudare per l'astinenza) dissi: "Dunque? Allora? Sentite gente, penso che qualcuno qui debba spiegarmi MOLTE cose...SUBITO E SENZA TRALASCIARE NESSUN PARTICOLARE!"
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| Oberon |
Mentre mi caricavo in braccio mia moglie dagli Spiriti Naturali mi arrivarono una tempesta di messaggi ed emozioni...Mi vennero alla mente quel bastardo di Felagund e l'unico umano che io avessi davvero apprezzato: Draco...Ma non solo...sapevo che il nuovo arrivato dal portale era Jugger...ma gli stessi spiriti mi facevano desistere dal fidarmi immediatamente di lui...Farangis e Regis si incamminarono verso casa....l'avevo subito capito...Con troppe cose alle quali pensare e mia Moglie che aveva appena rischiato la vita, l'ultima cosa che desideravo era lasciarmi andare agli istinti come purtroppo facevo sempre; quindi cominciai a respirare lentamente, mettendo tutti quei pensieri da parte, in un cassetto della mia anima...quel ripostiglio lo avrei riaperto più avanti. Con calma e quando molte delle mie domande avrebbero ricevuto risposta.Ora dovevo occuparmi di Laestel, dovevo mantenere la promessa fatta a Ilfirin, ovvero di insegnarle la Magia Naturale...Sospirai mentre sorreggevo Laestel e feci un passo avanti, giusto per non farmi vedere apertamente diffidente da Jugger e attesi.
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| Oberon |
Solo una cosa mi faceva rilassare un minimo: il pensiero che Caliostro ormai era arrivato nelle Terre Desolate con il teletrasporto e avrebbe così potuto vigilare sui miei figli.
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| Laestel |
Oberon mi sorrise dolcemente e lessi preoccupazione e dolore sul bel viso, poi piano mi sollevò comprendendo la mia debolezza, poggiai subito la testa sulla sua spalla, e il mondo sorrise caldo. Ma…una folata di vento…ci colse, quanti anni erano passati, ma la natura fa il suo corso…e il vento porta sempre notizie a chi sa sentire. Draco, era ancora con noi e all’occorenza sarebbe arrivato, perché salvare le terre così come le conosciamo signicava anche salvare i nostri figli, perderle…sognificava condannarli. Per questo ci eravamo mossi con dolore….ma era l’unica strada per donargli un futuro libero e luminoso. Nella penombra vidi Farangis allontanarsi con regis…un’aura preoccupata e nervosa la circondava, “Farangis….aspetta…vorrei dirti una cosa…”le parole erano fievi..ma speravo sentisse, Guardai Jugger…sentivo l’inquietudine di Oberon,Sapevo…
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| Draco |
Uscii nel Vento...con il solito richiamo cercai Zephir che nn tardò a venire a strusciare il suo musone sulla mia spalla...gli raccontai le mie sensazioni di quella sera...raspò il terreno con lo zoccolo e scrollò il capo...sapevo che mi comprendeva e che anche lui avrebbe desiderato rivedere i vecchi amici umani e draghi...e anche il piccolo Cagliostro...chissà quanto era cresciuto...Gli saltai in groppa e a pelo galloppammo nella notte fino alla Sacra Cascata..."Dolce Daimona...fonte di Vita e Saggezza...aiutami a comprendere...a comprendere cosa sia giusto fare..."...pensavo a Saminthar, al piccolo Lorendrakk in arrivo...sentivo i cuori del miei Fratelli nel Vento....sentivo il sussurro dei loro sentimenti e l'angoscia mi prese...Cosa fare...?! Dove erano...? Cosa stava succedendo? Sentivo il pericolo solleticarmi la nuca...Qualcuno alle mie spalle mi stava osservando dal folto del bosco...Non riuscivo a distogliere il pensiero dai Fratelli...Ero disarmato...ma Zephir era tranquillo anche se ogni tanto annusava l'aria senza perdere di vista un attimo il punto nel fogliame dove doveva essere nascosto l'essere che ci spiava...
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| Sybil Vane |
Poi l'Alba giunse.Mi alzai dalla brandina scomoda,stiracchiai ali,braccia e gambe,mi stropicciai gli occhi quindi mi avvicinai alla finestrella della Torre e guardai giù,verso i Giardini del Palazzo."Voglio andarmene di qui!"gridai perdendo il controllo:"non ce la faccio più!non so cosa vogliano da me!Non sono la Sybil Vane che credono!Non conosco il principe Ipnos Eledil,odio i luoghi chiusi!"le guance mi si arrossarono mentre,disperatamente,prendevo a pugni il muro grigio della stanza.La bimba dai capelli rossi mi guardò spaventata per poi sussurrare:"anche io...anche io voglio andarmene...ma non si può.Vero mamma?"la fata che la teneva in braccio sospirò scuotendo il capo:"se è voi mylady che cercavano"disse rivolta a me:"sarebbe giusto che a noi lasciassero libere!".Mi voltai nuovamente verso i Giardini e...lo rividi:lo straniero stava seduto su una vecchia staccionata,al suo fianco il bellissimo unicorno bianco...non era stato un sogno."Voi!"gridai sporgendomi dalla finestrella:"Per favore...aiutatemi ad uscire di qui!".Il volto del giovane si sollevò,scrutandomi;era..diverso...ma sapevo che era lui:La pelle era scura,le labbra carnose e ambrate mentre gli occhi,di un scintillante verde,sembravano occhi di elfo,allungati sugli angoli e i capelli erano una cascata di ricci neri e lucidi come vetro.Rimasi incantata da quello sguardo e,di colpo,non riuscii ne' a parlare ne' a staccare lo sguardo da quel viso!Cosa succedeva?"Verro' Sybil Vane..non temere,Rosa del Deserto...uscirai di lì!"Un demone,un angelo nero,un semplice elfo...chi era?solo il suo nome sapevo,come se l'avessi sempre saputo:"Felagun,aspettero' allora!"
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| Lùthien |
"Finalmente...il primo passo è compiuto" Lùthien si appoggiò a M'Yrrin, accogliendo sulla spalla Lliereal.La ferita al fianco bruciava ma non aveva tempo x pensarci, doveva...il Vento! Un soffio di vento sussurrò nella sua anima "M'Yrrin?!" "Sì ho sentito!" Llireal intanto si era sporto e guardava la ferita di Lùthien "Mia Dama, posso?" "No Llireal non è ancora tempo di mostrare questo tipo di potere" Lùthien si raccolse evocando immagini di armonia e bellezza, l'aria era piena di tensioni e diffidenza, evocò lo stesso lieve vento tiepido che aveva inviato alla creatura prigioniera nell'altra dimensione, certa che fosse l'alta figura che ora stava fissando tutti, per farsi riconoscere. Bisognava sbloccare la situazione, dar sfogo alle emozioni profonde che il riconoscimento portava con sé...il tempo era troppo rallentato e lei sapeva bene quali pericoli si correvano ad indugiare troppo."Mi sa che le tue vesti sono troppo strane" M'Yrrin le diede un colpo affettuoso "Hai ragione ma ci penseremo più in là" Llireal stava diventando nervoso "non capisco cosa..." il piccolo drago prese il volo "Llireal dove stai andando? M'Yrrin ma che gli prende?""Lascialo fare mia Dama lo sai che è la sua caratteristica percepire anche i minimi dettagli, vedrai tornerà presto"
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| Asling |
Laestel si stava riprendendo e non avevo dubitato nemmeno per un momento, accanto a lei c'era suo marito, il Principe Shanti della civiltà perduta, a volte orgoglioso e caparbio, ma sempre più spesso dulce e premuroso...Jugger, finalmente era tornato tra noi, da un regno che non dovrebbe esistere per quanto crudele ed oscuro...Una lacrima mi solcò il viso perchè la Compagnia che tanto tempo prima aveva lottato per il bene si era finalmente ricomposta, per far fronte al presente dagli oscuri presagi...Eppure quella lacrima era anche per i compagni scomparsi, Faefel, Draco... Mi avvicinai a Jugger come per stringelo e vidi in lui un barlume di speranza. La lotta ormai si era conclusa e con un gesto gentile mi asciugò la lacrima solitaria...Gli anni lo avevano cambiato nell'aspetto indurendolo oltremodo e invecchiandolo sotto il peso della battaglia e delle privazioni, ma nello spirito era sempre lui, il generoso e grande Druido."Dama dei Boschi" pronunciò il nome come se non lo avesse ricordato per secoli pur avendolo sulla punta delle lingua "non essere triste, Zephir è tornato da lui, non senti il Vento?... Senti che bel rumore..."
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| Draco |
Un fruscio...le fronde degli alberi e dei cespugli si aprirono...un'enorme nube nera invase l'aria...Zephir si impennò rampando furioso e mi si mise davanti quasi a proteggermi...Un tuffo al cuore...la mano verso il fianco a cercare Salanghai...mi ricordai di essere disarmato...La paura mi attanagliò...scossi il capo quasi a scacciare le debolezze...rimasi lì in piedi in attesa...La nube divenne più densa...afferrai la criniera di Zephir come per nn perderlo nell'oscurità che stava incombendo...La nube pian piano si materializzò e prese la forma di enormi ali nere che si richiuserò sulla schiena di una figura alta più di due metri...tutta nera...buia...scura...con degli acuti occhi rosso scuro che pulsavano come la brace...Mi guardava con il capo chinato in avanti...Le forme indefinite...come fumo...La sua voce parlò alla mia Anima con suono rimbombante...Riconobbi in lui l'Uomo-Falena...messaggero degli Inferi...portatore di Morte...colui che ti viene a prelevare per l'ultimo viaggio..."Anam...Uomo delle Tenebre Eterne...perchè sei qui...perchè da me...?"...Rombando mi rispose "Anam a Te, Mezzo-Drago...Custode dell'Antico Codice...Protettore del Fuoco del Grande Drago...Sono messaggero...non...accompagnatore..." si percepì quasi un ghigno sul suo volto buio..."Nn ti porterò ancora con me...purtroppo..." si spostò un pò a lato quasi per fare spazio a qualcuno diuetro di lui...Una figura eterea con sembianze umane si fece quasi timidamente avanti..."Xanterion...!!! Fratello mio...perchè così male accompagnato...?Cosa significa...? Ti sapevo nella Grande Sala degli Eroi al cospetto dell'Altissimo...Perchè accompagni l'Uomo delle Tenebre...?!" un senso di stupore e di rabbia mi pervase e mi volsi lo sguardo con risentimento verso l'alta figura nera...Xanterion mi venne incontro abbracciandomi...sentii l'alito del ghiaccio avvolgermi..."Non temere Fratello mio, è solo una cosa passeggera...un piccolo aiuto...sediamoci vicino all'acqua...Zephir...! Dolce Bestione...!" passò la mano sul muso dell'Unicorno che scartò percependo qualcosa di troppo innaturale...di gelido..."Resta dove sei, Anima Nera" disse rivolto all'Uomo-Falena..."...non fuggo..."...Queste parole mi fecero crescere un senso d'ansia..."Dimmi Xanterion...perchè sei qui...con me..."...Lo sciacquio della Sacra Cascata aumentò d'intensità di rumore quasi ringhiando alla presenza di quella anima scura e portatrice di morte...Ci sedemmo sulla riva rocciosa di Daimona ed una leggerissima onda sfiorò i piedi di Xanterion quasi riconoscendolo e salutandolo...Cominciò il suo racconto...Verso la fine della battaglia di Arborlon il mio destino era segnato...morto...e poi resuscitato senza apparente motivo...Nel mio transito nella Dimensione Oscura dove veniva decisa la mia collocazione, forze del Bene e del Male si contesero la mia Anima e solo l'intervento di Xanterion mise fine alla disputa...fece un accordo con loro...offrì la sua Anima all'Oscurità in cambio della mia...perchè "avevo ancora tante cose da fare in vita" disse e non era giusto punire così la mia esistenza votata alla Luce...se non avessi portato a termine la mia missione avrebbe lasciato predare la sua Anima al posto della mia e si sarebbe dissolto nell'Oscurità Eterna al posto mio..."Ma io so che tu ce la farai, Fratello Mio...Dovrai mettere al mondo un piccolo Drago ed insegnargli a combattere il Male perchè ti succeda nella tua eterna lotta, dovrai riportare le tue Terre all'antico splendore...ma tutto questo lo potrai fare solo se ti riunirai ai NOSTRI antichi Fratelli...per cavalcare e combattere nuovamente a loro fianco...ed estirpare il Male...Se fallirai, e LORO, gli Oscuri Signori ne sono convinti, tratterranno me al posto tuo...ma io so...so che sei grande e raggiungerai lo scopo...e comunque sia anche se tu nn riuscissi, sarei comunque felice perchè ti avrei lasciato alle tue persone care...che tanto ti piangerebbero...e m i dissolverei felice di averti aiutato...come tu hai fatto mille volte per me..."Una lacrima mi solcò il viso...quanto amore nelle sue parole e in quello che aveva fatto per me..."Perchè...?!" sussurrai cercando di abbracciare quella vaporosa figura...sapevo che nn si poteva più mutare il corso delle cose...Si alzò e con un sorriso mi abbracciò nuovamente..."Non ti preoccupare...ce la farai...ogni tanto verrò in tuo aiuto...di nascosto...se sanno che ti aiuto è finita..." si allontanò mentre le grandi ali dell'Uomo-Falena si allargavano per accoglierlo...lo avvolse...una nube nera poi più nulla...Zephir mi guadava con le nari dilatate...scrollò la criniera..."Padre Altissimo...Grande Drago...perchè non Pace...pace ancora in questa vita...perchè tanta sofferenza..."le lacrime mi solcavano copiose il viso...appoggiai la fronte sul musone di Zephir...saltai in groppa e nella notte prendemmo la via di casa...lentamente...col cuore colmo di dolore...Una folata di Vento mi carpì le lacrime dalle guance..."Và, Fedele Messaggero...portale a Loro, ai miei Fratelli, porta loro le lacrime della mia Anima...del mio Amore...del mio Cuore antico...Presto ci riabbracceremo..."
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| Laestel |
il vento portava notizie Notizie dolci e buone…portava la certezza che un vecchio amico stava bene ci avrebbe raggiunto! Che gioia anche se sapevo che ogni cosa aveva il suo prezzo, per noi e per lui. I tempi erano duri…era tempo di decidere. Dissi al mio compagno di mettermi giù che sarei riuscita a stare in piedi..poggiandomi alla sua spalla. Guardai tutti negli occhi: mi fermai su Jugger…:”amico mio, fratello di cuore, …”poi le parole mi morirono dentro per l’emozione, quante domande mi affolavano la mente…”Dobbiamo andare via di qui adesso!” dissi poi con tutto il fiato e le forze rimaste, il Perno dell’Ade non è certo posto dove fare discorsi, nessun tipo di discorsi, Usciamo ddi Qui e poi parleremo tutti….”il mio pensiero andò anche a Farangis..
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| Ilfirin |
Anche se travolta dagli eventi mi sentivo assonnata, come se una coltre di nebbia magica mi fosse scesa sulle palpebre; guardando i miei compagni riconobbi nel loro sguardo e nell’incertezza delle loro azioni la mia stessa condizione. Probabilmente era uno dei tanti effetti prodotti da quel luogo misterioso: il Perno dell’Ade assopisce alcuni sensi perché altri siano più vigili, forse. Ad ogni modo colsi al volo la proposta di Laestel, fischiai, e dal bosco la sagoma nera del mio cavallo iniziò ad avvicinarsi. “Via di qui, allora; il tempo e gli eventi ci rincorrono, mentre noi attendiamo, e non è questo il tempo di spiegazioni, non credete?” Parlai guardando in particolare l’uomo, l’ultimo venuto fuoriuscito dal portale, che aveva l’aria di conoscere la compagnia da molto più tempo di me. Mi incuriosiva anche l’arrivo di un’altra dama, accompagnata da due draghi, ma i miei occhi erano troppo appannati perché riuscissi a distinguerla pienamente…Montai sul cavallo e chiesi al maestro se voleva che portassi Laestel, ancora stremata, pur sapendo che nessuno dei due, per motivi diversi, avrebbe accettato.
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| Ipnos Eledil |
Ipnos entrò furioso nelle proprie stanze e iniziò a camminare avanti e indietro nell'anticamera, qualche assistente si fece vicino per aiutarlo a svestirsi sicchè potesse togliersi i vestiti da viaggio ed indossare l'accogliente veste da sala. Battè i pugni sul tavolo una volta in un gesto d'ira, come poteva essere stato così stupido da non pensare che Sybil non era probabilmente dall'altra parte del mondo... La rabbia, e l'amore con essa, l'avevano accecato. Fece per uscire dalla stanza quando entrarono di gran carriera due gruppi di guardie seguite da i due Arcimaghi della Torre della Luce. "Eccellenza", "Maestro", dissero coprendosi le voci a vicenda i due arcimaghi e il sergente delel guardie. Ipnos alzò lo sguardo e fece gesto al sergente di parlare. "Eccellenza, la Spada... Il Sommo Custode dei Tomi desidera parlare con voi." Ipnos si accigliò, per Spada in Reha si conoscevano solamente tre spade gemelle, di cui una fu rubata e di cui due erano ormai parte vivente del suo stesso bastone ferrato, la Staffa del Destino. Fece gesto ai maghi di parlare. "Maestro, l'abbiamo trovata. Abbiamo trovato una mezzafata, è prova di ricordi ma certamente è Evelin, potrei riconoscerla tra mille, parola di Ollat." Ipnos fissò l'uomo grassoccio. "Non metto in dubbio che tu non possa ricordare Evelin Ollat, sei figlio di tuo padre ma ricorda che lui ora è polvere nella Sala del Conclave e che a tutti voi è proibito nominare il Suo nome..." Ipnos guardò iroso l'uomo e poi fece gesto al sergente di seguirlo per discutere poi della questione. Il drappello si mosse rapido verso giù per le scale, fino al salone centrale, qui Ollat fece un gesto con la mano e il portale per la torre della Luce fu aperto. Il drappello passò a ritmo veloce, tra di essi ncora alcuni degli intendenti che ritenevano potersi render utili. Ipnos respirò l'aria della sala ove erano giunti, lei era li, sentiva Evelin così coem sempre l'aveva sentita... Ma prima di tutto bramava rivedere il viso gentile di Sybil, voleva rivedere lei... "Ollat, voi due" indicando lui e la sua collega "andrete a riprendere Sybil. I miei intendenti" che al sentirsi nominare si ergerono fieri dei loro, pur umili, ruoli. "saranno con voi ed aiuteranno Sybil per qualsiasi cosa le serva... Voi sergente, dite al Sommo Custode che se vuole venirmia parlare di vecchi artefatti venga di persona. La terza spada non mi appartiene, quello che ha scoperto può interessarmi ben poco ma immagino che se è così allarmato un motivo dev'esserci, convocatelo." Sorrise ed attese osservando un grande specchio che rifletteva i suoi capelli scuri, il taglio corto a cui non era più abituato, i tratti giovanili che erano stati suoi un tempo... Riflesso dietro di lui Ipnos vedeva un essere pari ad un demonio, ottenere potere comportava dei sacrifici, essere crudele, sosteneva il Val'Istar era uno di questi, perchè dunque doveva sentirsi tormentato?
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| DRACO |
Tornavo a casa...il cuore colmo di "euforica malinconia"...Xanterion...il caro fraterno Xanterion...La mia famiglia mi aspettava...Saminanthar vicino al fuoco del camino mi accolse con lo sguardo dolce di chi aveva capito dal mio incedere...Le raccontai cosa era successo..."Devi andare..." disse accarezzandomi dolcemente il viso..."Va anche per tuo figlio...il tempo stringe...se non farai in tempo...non esisterà più tempo neanche per lui...Noi ti aspetteremo...Sono fiera di te...e ti amo tanto Anima mia...Sempre ti attenderò..."...queste parole distrussero il mio cuore...passammo la notte abbracciati vicino al fuoco...a parlare... a raccontarci cose mai dette...nell'infinita dolcezza del nostro Amore...La luce dell'alba ci sorprese abbracciati...Pur non avendo dormito non ero stanco...troppa adrenalina...troppi pensieri e sentimenti contrastanti...Uscii per andare a parlare con il Principe...mio fratelli Drakpalettor...cercando di rimanere calmo di fronte alle sue provocazioni...Dovevo strappargli il consenso a portare con me un manipolo di uomini in gamba per affrontare la...nuova avventura...
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| Sybil Vane |
Seduta sulla mia brandina,tenevo la testa appoggiata alla fresca parete di pietra e gli occhi chiusi,ben chiusi,cercando di immaginarmi in un posto diverso,qualsiasi altro posto,purchè non lì!...ma furono dei passi a riportarmi alla realtà.Finalmente qualcosa si stava muovendo in quella giornata statica...dei passi pesanti...aprii gli occhi giusto in tempo per veder Ollatt e la donna del giorno prima,entrare nella stanza e cercarmi con lo sguardo.Mi alzai,stiracchiando le Ali indolenzite e aggrottando leggermente le sopracciglia,mentre le altre creature fatate facevano lo stesso,anche se più insonnolite che incuriosite da quelle nuove presenze."Che...che cosa succede?è stato chiarito tutto?Possiamo andarcene?"chiesi quasi in un sussurro,fissando speranzosa il bonario ometto robusto.La testa mi faceva male,mille pensieri rimbombavano nella mia mente come il suono troppo vicino di una campana.Appoggiandomi al davanzale della piccola finestra,attesi impaziente...
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| [Voce Narrante] |
Era mattina a Rhea,una mattina di Sole,come del resto quasi tutte le mattine in quella Terra di Maghi e Magie.La gente di Rhea era freneticamente indaffarata nelle faccende quotidiane che portavano avanti da anni ormai,eppure sempre in attesa di qualche cosa di nuovo che sconvolgesse e muovesse le loro vite,per altro assai più interessanti di altri popoli di quel mondo fantastico.D'improvviso,come mossi dalla stessa mano,i loro volti si spostarono stupiti verso un punto poco lontano...ciò che videro fu qualcosa di inspiegabile e meraviglioso:una Pantera dal manto blu lucente affilava le unghie sulla corteccia rugosa di un albero,mentre i suoi occhi di smeraldo erano quasi socchiusi...poi...d'improvviso la Pantera scomparve dietro a quel tronco stanco e,da esso,ne uscì un ragazzo.La figura poco slanciata,forte,dalla carnagione scura e la chioma folta,scura e lucida come il pelo di una Pantera,si fece strada tra la gente,dirigendosi verso la prima Locanda che incontrò...le labbra carnose,ambrate,sorridevano,quasi divertite,mentre lo sguardo di quegli occhi attirava come una calamita l'attenzione degli abitanti di Rhea.Aprì la pesante porta di legno,come fosse stata una leggera foglia secca:"Posso legarlo qui fuori il mio destriero,vero?"esclamò la giovane voce dall'accento straniero.Stele,il bianco cavallo alato,scalciava nervoso mentre le grosse mani lisce del ragazzo intrecciavano le redini attorno ad un anello di pietra.Entrò,prese posto ad un tavolo e stette in silenzio...le dita strinsero un pennino e scrissero,rapide,su una pergamena ingiallita:"Ipnos Eledil"...il sorriso sinistro ricomparve.Poi accartocciò la pergamena e la lanciò alle sue spalle scoppiando a ridere..."finalmente sono arrivato!".L'oste,preoccupato scrutò lo sconosciuto,si avvicinò cauto e raccolse la pergamena."Portatela al Palazzo!"sussurrò consegnando il foglio ad un suo servo:"Un brutto vento sta soffiando!è giusto che il Principe Eledil sappia!"
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| Oberon |
Mi distaccai legermente dal gruppo.Vedevo Ilfirin boccheggiare cme stordita e sapevo che presto anche gli altri si sarebbero ritrovati nella sua stessa situazione di confusione.Io dal mio canto, forte della naturale immunita´ degli Shanti alle frze magiche che cntrollano la mente e a quelle asate sugli sguardi, mi occupai di mettere mia Moglie sul cavallo dela ragazza.Sapevo che la sua gelosia era forte, ma Lei era la prima che doveva allontanare dal Perno.Una volta aiutata Laestel quindi a montare, mi voltai, allontanandomi assieme a loro.
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| Ivan |
Cominciavo a sudare molto, anzi troppo!Cominciavo DAVVERO ad essere in astinenza, ma per fortuna vidi lo Shanti, sua Moglie ed Ilfirin allontanarsi in velocitá dalle vicinanze del Lago: per non dare troppo nell´occhio mi accodai velocemente a loro, confidando nel fatto che il gruppo si sarebbe nuovamente fermato ad accamparsi per riposare...e speravo che accadesse al piu´ presto...
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| Voce Narrante (Behdeth) |
Quanto tempo era trascroso!!! Troppo....il vecchio e saggio Behdeth si era rinchiuso nuovamente nella Grande Biblioteca centrale chino ancora una volta sul grosso Tomo che studiava da tre anni. Il tutto per cercare di occupare la mente fino a quando il Val´Istar non lo avesse fatto chiamare per parlare della SPADA....Talmente era la sua concentrazione in quel che faceva che perse la cognizione del tempo, isolandosi nuovamente dal resto del mondo...All´improvviso si aprí l´enorme porta di bronzo che dava l´accesso alla sala e un piccolo drappello di guardie fece il suo ingresso, capitanate da un giovane tenente.Questi avanzó di due passi rispetto al gruppo e disse: ¨Venerabile e Saggio Custode Behdeth, Sua Maestá Magica, Ipnos Eledil, la chiama a sé ufficialmente tramite la mia voce per discutere della faccenda personalmente...se posso consiglio di muovervi presso di Lui al piú presto.¨Behdeth socchiuse gli occhi, pensando che da quando la Regina si era allontanata perdendo la memoria, lo stesso Ipnos sembrava aver perso una grossa parte di sé stesso...doveva muoversi con calma, perché entrambi gli argomenti (ora Sybil ora la Spada) avevo grande importanza...Si alzó sistemandosi le vesti e si fece scortare dall guardie sino alla sala della Luce dove si trovava Ipnos.La Spada sarebbe presto tornata forse, con essa, la grande magia e l´entitá che vi viveva dentro...
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| Sybil Vane |
Ollatt mi fece segno di attendere ma,dal suo bonario sorriso,compresi che il momento di incontrarmi col Principe Eledil era assai vicino..ed io non ero pronta!La testa mi girava.Mi sedetti,stringendo la testa tra le mani poi sollevai lo sguardo verso Ollatt:il suo docile viso tondo e paffuto riuscì a tranquillizzarmi un pò...in me sentivo crescere una strana avversione verso il Principe Ipnos,eppure un'altra parte di me era assai curiosa di incontrarlo,attratta dal mistero della sua presenza,delle sue fattezze."Puoi decidere di essere come vuoi.."questa frase mi tornò alla memoria da chissà quale angolo nascosto!Mi alzai,affacciandomi per istinto alla piccola finestrella ma non vi era nulla degno di attenzione là fuori.Squadrai la stanza tonda ma nessuna risposta giunse alla mia domanda...poi ancora:"Tu ascolta,memorizza e giudica..non preoccuparti d'altro!"Smisi di farmi domande e accettai quei consigli."Dunque!è ora?"chiesi sorridendo ad Ollatt.L'uomo rispose:"Oh...non ancora,Ipnos Eledil è impegnato...ma,seguitemi,vi farò attendere in un altro luogo,non qui!"Così uscii da quella stanzetta tonda e,raccogliendomi i capelli con le mani,lo seguii.
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| Ipnos Eledil |
"Molto bene. Per la terza volta ho perso la mia amta ed ora desidero incontrarla di nuovo. Conducete qui Sybil, poichè possa giudicare se sia lei realmente." Solitamente Ipnos sarebbe rimasto seduto sullo scranno, dietro quella scrivania coperta di carte, mappe ed oggetti magici dalle più svariate capacità. Attendeva ora invece in piedi, che quel mago da quattro soldi che controlalva una delle torri, Ollat, portasse qui la fata. Ipnos non disprezzava Ollat, ma sapeva dell'opposizione di quattro membri del consiglio al nuovo Conclave. Questi erano signori delle due torri della Luce e delel Tenebre, che ormai non erano quasi più finanziate dalle casse centralie dovevano sopravvivere così come potevano, vendeno la magia o lavorando a pagamento per altre persone. Ipnos non odiava quelle torri, infatti continuava cmq a mandare denaro epr chè fossero funzionanti, ma certo all'interno di quelle si sarebbe potuto trovare meno materiale recente che nelle altre quattro, non aveva ancora visto, l'Arcimago, una fedeltà sufficiente. Ma il peso del governo romai lo stava spezzando, egli era un uomo creato per combattere, non per governare, ma non poteva lasciare che il suo regno collassasse nelle lotte intestine così come era da molto tempo.Nel frattempo attendeva, attendeva...
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| Sybil Vane |
"Ora si può entrare!"esclamò Ollatt prendendomi un braccio e conducendomi verso la Sala dove stava il Principe di Rhea.Aprironon la porta,Ollatt lasciò il mio braccio e corse avanti,raggiungendo quella figura scura e slanciata che stava in controluce..io a passi lenti mi diressi verso il suo stesso punto e,socchiudendo gli occhi finalmente lo vidi...vidi Ipnos Eledil,immobile e imperturbabile nei tratti e nei gesti,di un'eleganza incantevole,un fascino oscuro quasi inquietante.Senza rendermene conto,non capii perchè,sorrisi sentendo una gioia inspiegata...ma poi gli occhi scuri e accesi del Principe mi fecero sentire a disagio.Era evidente che per lui non ero affatto un viso sconosciuto...ma...io...era la prima volta che lo vedevo..e se da un lato il mio istinto mi portava tra le sue braccia,dall'altro la mia mente mi trascinava lontano da lui,sconosciuto ai miei occhi."Principe Ipnos..."sussurrai,facendo un piccolo inchino.Non mi sarei fatta intimorire...lo avrei osservato attentamente e poi avrei deciso come agire...questo era il consiglio che mi venne sussurrato e che avrei seguito.Ollatt mi fece cenno di avvicinarmi,sorridendo bonario.Esitante mi mossi di qualche passo verso la scrivania,poi,senza guardare negli occhi il Principe,esclamai:"Spero che adesso le altre creature alate vengano liberate...in quanto a me...perchè mi avete mandata a chiamare Principe?Io...non capisco..."sollevai lo sguardo cercando di sostenere il suo ma ogni volta che lo osservavo in viso un'agitazione incontrollata tornava a scuotermi.Chi era quel giovane?Non era un semplice uomo,nè un semplice mago..
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| Ipnos Eledil |
L'Arcimago osservò Sybil entrare, dapprima cerò di rimanere serio e imperturbabile nelle movenze e nei pensieri ma non ci volle molto perché sul suo volto si delineasse una linea di sorriso; quando se ne accorse si ricompose quasi immediatamente. "Sybil o Evelin o, come mi è stato detto che ti fai chiamare ora, non me ne ricordo; per tre volte mi sei sfuggita dalle mani, non sei chi sei, non sai di esserlo o non vuoi sapere di esserlo, ho amato solo due donne nella mia vita e quelle due donne non sono che la stessa persona. Non sono che te." L'Arcimago scostò una tenda lasciando che la luce del sole penetrasse nella stanza, quindi aprì le due porte vetrate e uscì sul balcone adornato di fiori di tonalità scure. "Guarda Sybil" Non badando assolutamente all'amnesia di lei "quello che vi è sotto di noi è il mio regno, è la città stato che governo insieme al Conclave. Sei torri si innalzano fino al cielo accanto a questa, più grande e possente tra tutte. In ognuna di queste vi sono due Maestri che giocano al potere con o contro qualcun'altro. Anche tra loro due combattono, ognuno per il predominio. Questa è Reha, una città ricca di tradimenti, sotterfugi e quant'altro, eppure nessuno tra tutti oserebbe alzare un dito contro di me o tra di loro a rischio di danneggiare la sicurezza della città." L'Arcimago si scostò per lasciar passare Sybil, perché potesse guardare anchella dal balcone. "La mia città offre protezione e magia agli alleati ed ai protettorati. In cambio riceve merce di contraccambio e la fedeltà di questi luoghi. Ecco, io abbandonerei tutto questo per poter andarmene lontano a vivere con la mia dolce Sybil, lo farei perché il mio potere ormai trascende la capacità della stessa città, non potrei vivere avventure, poiché il mio potere porterebbe danno ai miei compagni... Mi ritirerei semplicemente, osservando il fluire del tempo sul mondo, attendendo al fine di tutto, mentre quanto ho creato si annichilisce su se stesso." Osservò il mago la fata e poi rientrò e con passi lunghi si allontanò fino alla porta, spalancandola. Un attimo prima di uscire disse: "Eppur nulla di tutto questo mi è concesso, poiché Sybil non è accanto a me, ma accanto a qualcun'altro. Poichè le trame del passato non hanno legato le nostre vite più di qualche passaggio di filo. Non mi è concesso piangere, non so cosa siano le lacrime, eppure vorrei. Nel frattempo io resterò l'Arcimago Ipnos Eledil, il Val'Istar di Reha, il Signore delle Due Spade, il Maestro dei Quattro Elementi, un costrutto a cui è stato dato un cuore ed una mente, ma a cui è stato sottratta la possibilità di vivere in pace." Quindi uscì dalla sala, per recarsi alle proprie stanze, disse ad un attendente: "Lasciate andare tutte le fate, lasciate andare chiunque non desideri essere prigioniero di queste mura. Fuggi anche tu se lo desideri..." Proseguì nel camminare...
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| Sybil Vane |
Lo ascoltai,ascoltai attentamente le sue parole,osservai la Città dall'alto,le sei Torri,poi il suo viso dai tratti segnati e quegli splendidi occhi scuri che riuscivano ad attirare su di sè l'atenzione di ogni cratura.Non c'erano dubbi..qualcosa di grave doveva essere successo,forse davvero io non ero io!Non riuscii a dire una parola fino a che il Principe di Rhea nn fu uscito dalla stanza...fissai sconvolta la sua figura allontanarsi e mi commossi,fino a singhiozzare,quando mi resi conto di come,il suo cuore implacabile,dovesse gridare dentro non potendo sfogare la tristezza che dal suo volto non poteva trasparire.Ma c'era di più...una gran rabbia e desolazione mi salì in viso quando realizzai che il motivo principale ero io,o meglio quella che dovevo esser stata prima e che per colpa di qualcuno non ero più...Strinsi forte i pugni,correndo fuori dalla Sala e raggiungendo Ipnos Eledil.Mi fermai di fronte a lui,bloccando il suo incedere:"Principe di Rhea!"raccolsi tutto il coraggio possibile:"...se quello che dite è vero,se davvero mi avete amata e io ho amato voi,non potete arrendervi in questo modo!Dovreste combattere per riottenere ciò che era vostro...io...cercherò di ricordare,ricordare quella vita passata...vi credo...ora credo di essere stata un'altra...ma chi ha potuto farci una cosa del genere?E per quale motivo?"finalmente ripresi fiato,puntando lo sguardo sul suo viso.Ero sconvolta perchè avrei voluto far qualcosa ma non sapevo cosa avrei dovuto fare...e la figura di Ipnos Eledil mi aveva trasmesso una lontana nostalgia..Restai immobile di fronte a lui,coi pugni serrati e gli occhi socchiusi lucidi.
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| Ipnos Eledil |
L'Arcimago si voltò lentamente ad osservare Sybil, ascoltà le sue parole e lentamente riprese a camminare in avanti lentamente, parlando però: "Io non sono stato creato per amare o per pacificare la mia anima, ho creduto questo in un gesto di estrema follia quando incontrai Evelin, ho creduto questo quando ella morì e quando ti ho incontrata, ora nuovamente tu non ricordi chi sono e cosa siamo stati noi due. La vita di un essere vivente non può essere così, io sono un costrutto, sono una cosa a cui è stata data un'anima. Il mio compito è proteggere Reha, distruggere i suoi nemici, sono stato un Braccatore di Reha, ora sono io il braccato dai bisogni della Guerra. I membri del vecchio gruppo non sono ancora tornati dal loro viaggio, non abbiamo informazioni da parte loro. Attenderò ancora qualche giorno e poi agirò come avrei dovuto fare in passato. Gli uomini devono imparare cosa sia sfidare gli altri popoli." La voce non dava a incomprensioni. Presto l'Arcimago avrebbe mosso guerra contro gli altri paesi per mettere una parola fine a quella che era ormai una storia infinita...
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| Oberon |
Stavamo camminando lentamente...TROPPO LENTAMENTE!!!All'improvviso senza pensare e lasciandomi andare completamente all'istinto mi bloccai.Li guardai tutti, uno ad uno....e dissi con voce ferma: "Me ne torno a casa. I miei figli hanno bisogno di me."I loro sguardi si fermarono interrogativi sulla mia persona....evitai volutamente quello di mia Moglie."Vado..." ribadìi al gruppo "Se Laestel lo vuole può rimanere con voi...in quanto mia Moglie la rispetto e come sempre le lascerò agire come meglio crede. Io non mi sento tranquillo. Noi qui...per una ragione che ancora non sappiamo...non sò se preoccuparmi davvero per chi ho lasciato a casa...e a me i dubbi spaventano molto più delle certezze.""Mi dispiace per coloro ai quali ho fatto delle promesse....ma non le posso mantenere ora come ora...un richiamo grande come il disegno della Dea Natura mi spinge a tornare nelle Lande Desolate...sono lontano dalla mia terra da troppo....e mi viene da dire che lo sono per nessun motivo...almeno a me non ne sono stati più dati da quando abbiamo lasciato la locanda."guardai Laestel."Ti Amo, lo sai. Ma come amo te amo i nostri figli e non li lascerò laggiù ulteriormente."Di nuovo mi rivolsi al gruppo."Per chi mi conosce sa che io ci sarò sempre; se non con il corpo almeno con la mente di sicuro. Per chi non mi conosce invece.....beh...non prendetevela, ma non conoscendoci non mi sento obbligato a dirvi più niente."Sorrisi stancamente mentre Laestel traduceva loro ciò che avevo detto senza troppa convinzione.Preparai i pochi averi che portavo sempre con me e spiegai a terra il tappeto volante.Mi sedetti a gambe incrociate e sussurrai la parola magica per comandarlo.Mi voltai un'ultima volta solo per dire a tutti "Mi dispiace."Piccole lacrime stavano per solcare il mio viso ma le trattenni come avevo imparato a fare venti anni prima.Un ultimo sguardo a Laestel, mia Moglie e donna che amavo più di me stesso....cosa avrebbe fatto? Sarebbe rimasta con loro o tornata con me?Attesi la sua reazione promettendomi che qualunque cosa ella avesse deciso, me ne sarei tornato nel deserto.
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| Voce Narrante (Behdeth) |
Il Venrabile Behdeth attendeva fuori dalla sala dove si trovava il Val'Istar impaziente.All'improvviso la porta si aprì a innanzi ai suoi anziani occhi vide il principe Ipnos discueter appassionatamente con una fata....Il vecchio voleva farsi vanati ma temeva...Non osò parlare fino a quando un piccolo sussulto nella persona del Principe di reha non gli fece capire che forse era giunto il momento di parlare anche per lui.
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| Sybil Vane |
A quel punto mi fermai...non c'era nulla che potessi dire ormai!Nulla ricordavo,solo sensazioni tornavano alla mia mente,forti come le grida di una tempesta..e prima fra tutte,quella che mi sorpresi a provare,osservando l'incantevole viso oscuro del Principe Ipnos.Si aprì una porta e ne uscì un uomo:per un istante spostai il mio sguardo sul suo volto,cercando disperatamente una risposta al vuoto che vorticava nella mia mente!Forse egli era lì per ciò che il Principe si accingeva a fare:muovere guerra agli altri popoli..ma quali?Strinsi i pugni...e decisi cosa avrei fatto.Avevo bisogno di andarmene da quel palazzo,per il tempo necessario a ritrovare il mio passato e colui che me l'aveva sottratto,per ritrovare quella passione dimenticata,quegli affetti passati,la mia vita celata malamente da ricordi che ora realizzavo finti!Tornai a fissare Ipnos Eledil negli occhi,sorridendo appena:"Già...è ora che tutto questo finisca...ma prima che ciò accada è giusto che io ritrovi il mio posto nel mondo..."abbassai lo sguardo tenendo i pugni ben stretti:"La pagherà chi ci ha fatto questo,Principe!"sussurrai:"Lo giuro!Buona fortuna per la vostra lotta e...forse un giorno vi raggiungerò..se il destino lo vorrà!"Superando il senso di soggezione e diffidenza verso il potente principe di Rhea,abbracciai Ipnos Eledil,sfiorando la mia guancia con la sua...e in quell'istante emozioni antiche e dimenticate tornarono,per un breve lasso di tempo nella mia mente..poi mi distaccai e mi misi da parte,continuando a fissare la sua figura slanciata.
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| Ipnos Eledil |
Ipnos si fermò per un attimo, vicino al vecchio saggio che lo attendeva, si volto lento verso Sybil e disse: "Sybil, Sybil... Tu fatichi a ricordare chi sei, come puoi comprendere chi punire? Io ho segnato il mio destino, che sarà eterno... Tu invece sei ancora giovane e desiderosa di vivere avventure... Nel tuo cuore non v'è posto per una cosa vecchia, altrimenti non mi avresti dimenticato." Quindi alzò la mano e fece gesto al vecchio di seguirlo, entrò in una piccola saletta piena di libri, richiuse la porta dietro di se e disse: "Ebbene? Parla... Cos'hai trovato?"
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| Sybil Vane |
Mi voltai e cercai l'uscita di quel complicatissimo Palazzo...il Principe Eledil aveva ragione...dovevo andarmene e ritrovare un senso a tutto,ritrovare il mio passato e quindi il motivo per tornare a Rhea.Ci misi parecchio tempo ma alla fine riuscii a trovare il maestoso ingresso.Presi il candido sentierino che si faceva strada tra i Giardini Reali quindi proseguii fino ad incontrare sul mio cammino un resto tarlato di staccionata ed ebbi un flash:mi rividi per un istante appoggiata a quelle travi,conversare pallida con una figura imponente,gelida,dalle fattezze bizzare,non umane...ma poi tornai alla realtà e allora cominciai a credere con certezza di essere stata un'altra persona.Stiracchiando le Ali nervosamente mi immersi nelle stradine di Rhea fino a che non incontrai quel ragazzo,lo stesso che avevo visto la notte prima dalla piccola finestrella della Torre.Il viso meticcio di lui,i suoi occhi verdi mi scrutarono,si assottigliarono per poi sorridermi in modo sinistro e ambiguo..tra le mani stringeva le redini di uno splendido cavallo alato bianco che,con un gesto improvviso,strattonò le redini,tendendo il muso verso di me,come se mi conoscesse da sempre..."Stele!"gridò il giovane,aggrottando la fronte in segno di collera.STELE..STELE...ripetei quel nome così poco nuovo alla mia mente...STELE..
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| Laestel |
Oberon...davvero vuoi andare? non riuscii a trattenere la domanda anche se dentron me conoscevo bene la risposta, ma io...io potevo abbandonare adesso?proprio per gli stessi motivi per cui lui andava io dovevo restare, ma come sola??? Erano così tanti anni che dividevamo tutto, noi. L'idea di trovarmi sola lontana da lui mi faceva male, mi faceva paura. Sentivo già il freddo...Guardai Jug...e gli altri e lui sul suo tappeto, "devo restare, devo restare non solo per i nostri figli, devo restare anche per...un canto di cavallo" dentro me sentivo un grido di aiuto lancinante, devo trovarlo salvarlo.non posso lasciare che soffra così ingiustamente, è parte di me come la mia famiglia."io resto...chi vuole venire con me, la direzione a questo punto è Rhea..."
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| Oberon |
Guardai le mie gambe incrociate sul tappeto...guardai Lastel...tutto attorno a nio n c'era più.C'eravamo solo io e Lei.Mi rialzai le andai incontro, la abbracciai e la baciai in fronte."Vai. Io ti raggiungerò a Rhea...ma solo dopo che mi sarò assicurato che i nostri figli stanno bene e che nn manca loro nulla."Le sorrisi per darle sicurezza e mi tagliai un dreadlock dalla testa mettendoglielo in mano."Ogni volta che qualcosa di brutto cercherà di perseguitarti stringi il mio ciuffo: scaccerà la paura...non ti preoccupare mia Regina, staremo lontani non più di una settimana."Mentre la abracciavo sentivo le lacrime spingere da sotto le palpebre per uscire, ma dovevo dimostrami forte di fronte a mia Moglie."Mi conosci: finché non avrò la sicurezza totale che i nostri figli sono a posto io non mi darò pace."Mi voltai, feci qualche passo, poi tornai indietro di scatto la strinsi a me e la baciai."Ti Amo" le sussurrai, dopodiché saltai sul tappeto pronunciando la parola magica, questi ssi sollevò e subito partimmo verso le Lande Desolate.Il Vento mi graffiava la faccia, facendo rapidamente scivolare le lacrime sul mio viso e lasciano piccole righe salate e appiccicose sui miei zigomi.Dovevo sbrigarmi, dovevo stringere il sangue del mio sangue e tornare dalla donna che amavo, da Laestel, per nn lascialra sola troppo a lungo.
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| Laestel |
le parole di rassicurazione di Oberon mi avevano rasseranata, e il suo abbraccio fece il resto, quando poggio ancora le sue labbra sulle mie sentii quelle labbra morbide e forti trasmettermi tutto il loro amore come se il suo respiro fosse mio, come se fosse alito di vita...strinsi il suo ciuffo e lo vidi partire, ci saremmo rivisti presto e lui mi avrebbe raccontato dei nostri figli, una lacrima scesa sul mio viso al vento...mi voltai poi verso gli altri e dissi:"per voi va bene dirigerci a Reha....qui abbiamo compiuto il nostro cammino..."sorrisi a Jugger
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| Jugger |
"Per me va bene, andiamo a Rhea. Anche se penso di non essere il benvenuto li. Sento la potenza di Ipnos venire da quella direzione e presumo che sia ancora vivo, non è che siamo stati molto amici noi due. Nel frattempo vi chiedo di raccontarmi tutto quello che è successo in questo tempo e io farò con voi nel mio possibile".Detto questo emise un fischio e la sua Averla gigante ritornò a posarsi tra loro. Saltò su di lei e disse:" Qui c'è abbastanza posto, chi vuole farmi compagnia durante il viaggio?".
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| Ipnos Eledil |
L'Arcimago aspettò per un po che il vecchio parlasse, quindi entrò nella stanza una giovane recluta con la quale aveva parlato tempo prima perchè convocasse i suoi ufficiali. Fermò il vecchio che stava per parlare e quindi si mosse verso il balcone che dava dalla torre maggiore sopra il grande piazzale che la circondava, l'esercito si stava radunanzo, ed i generali si apprestavano a salire le scale che di li a poco li avrebbe condotti alla presenza dell'Arcimago. Quando giunsero l'Arcimago parlò a loro con tono calmo. "Signori, è venuto il momento che si insegni agli esseri umani dei regni vicini, a quei boriosi e tronfi vanagloriosi, che Reha è terra che non accetta la presenza di simili e grette creature. Ci muoviamo alla volta di Paranor. I vostri antichi progenitori si spostarono da li per la volta di Reha, quando furono tacciati di aver utilizzato a loro vantaggio il potere dei Druidi. Abbiamo combattuto per quella rocca, abbiamo combattuto per Arborlon e nessuno ha chiesto nulla in cambio. Ora ci disprezzano, odiano noi ed i nostri illuminati alleati. Si credono vittoriosi, si credono potenti. Le loro bandiere orneranno le nostre sale." Detto questo i generali si mossero per uscire dalal torre. Nessuno sapeva che sarebbe stata l'ultima volta che vi avrebbero messo piede... Nessuno sapeva quello che sarebbe accaduto presto a Reha...
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| Laestel |
Cara vecchia Janet! Quando morbidamente atterò a fianco di Jugger...mi avvicinai per grattarle il grosso muso, che lei inclinò come ai vecchi tempi.UN istante speciale. "E si ne è passato di tempo! Penso che salirò con te e manderemo il nostro amico Cardaran...in perlustrazione" Guardai il mio caro amico Druido e pensai, così potremo anche parlare un po noi due...chi si unisce sul dorso di Janet?"
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| Voce Narrante (Behdeth) |
Dopo essersi visto passare avanti un po' di persone il vecchio Behdeth si decise finalmente ad avanzare e a pronunciare quelle poche, ma decisive parole che si era preparato: "LA SPADA, mio Signore....é come ritornata a farmi percepire le sue vibrazioni....pare...pare che si stia dirigendo di nuovo qui a Rhea....cosa devo fare? Sapete bene quanto potente , e sopratutto CHI é l'Entità che vi é racchiusa...il portatore nn sembra ancora consapevole..."Si vedeva bene che nel viso dello Studioso stava l'emozione più grande, ma le sue parole facevano altresì comprendere ce il suo voleva essere un tono molto serio e deciso.
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| As'ling |
"Immagino che l'invito sia esteso anche ad una vecchia amica non è vero Jugger? Mi va di fare quattro chiacchiere con te e Laestel mentre arriviamo a Reha e magari la Canzone potrà offrire una buona copertura a tutti, di questi tempi mio buon amico la magia non è ben vista, le cose sono molto cambiate dall'ultima volta che ci siamo visti..."Una carezza a Janet e poi si partì alla volta di Reha dove molte cose erano rimaste in sospeso e molti amici aspettavano...
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| Voce Narrante[SenzaNome] |
Il ragazzo diede un violento strattone alle redini,facendo dolorosamente piegare il collo al Cavallo Alato e riducendolo al silenzio...poi i suoi occhi sottili si rivolsero nuovamente verso la Fata,simulandoun cordiale sorriso rassicurante:"Si chiama Stele...è un pò inquieto questa sera...sai...con gli eventi che stanno per abbatersi su Rhea...la dichiarazione di guerra del Principe Ipnos Eledil!"La giovane Fata arricciò il naso non capendo,quindi si avvicinò a Stele accarezzando il lucido muso candido:"Chi vi da il diritto di darmi del tu?Chi siete?Mi sono accorta che mi spiavate dai Giardini del Palazzo...come diavolo avete fatto a entrare?!Non pensate di ingannarmi...sono una veggente...e una Fata...riesco a scrutare in voi!".lo straniero esplose in una sonora risata per poi tornare serio e mantenere quella calma e cordiale gentilezza apparentemente rassicuranti..."Perdonatemi!Avete ragione!Non posso svelare il mio nome...ma...non c'è alcun mistero oscuro alle mie spalle!"sussurrò sorridendo:"solo piccoli fastidi politici in un paese vicino!Sono ricercato...ma...come ogni ladro ditrebbe,non è colpa mia,solo della Legge!".La ragazza inarcò le sopracciglia non sapendo se fidarsi o passare oltre,ignorando quel bizzarro personaggio.Si allontanò dal cavallo alato,chinando il capo di lato e guardando meglio lo straniero."Se proprio ci tenete Mylady"aggiunse il ragazzo con gentilezza:"Potete chiamarmi SenzaNome!"sorrise accostando il volto ambrato alla criniera candida del destriero:"Ora scusatemi ma devo andare...ci incontreremo ancora spero!".Voltò le spalle alla Fata inebetita quasi nell'osservarlo,trasformando il dolce sorriso in un ghigno,quindi scomparve per le vie della città dei Maghi.
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| Sybil Vane |
Senza Nome...scossi il capo sconcertata...quella città era troppo strana,la gente che ci viveva,le voci che correvano!Cosa ci facevo io lì?Non ricordavo da quanto vivevo a Rhea,non ricordavo perchè,nè se ero sempre stata sola o se avevo voluto bene a qualcuno!Aevevo avuto amici?E se si ora dov'erano?Era vera quella storia della memoria?E poi il principe Ipnos...Mi girava la testa!Non capivo nulla!Sentivo un enorme bisogno di capire,di sfogarmi!!Di sapere!Improvvisamente tutto attorno a me si fece scuro e caddi...sentii un forte dolore alla schiena e il contatto della fredda strada contro la mia guancia sinistra.Non riuscii a muovermi,a rialzarmi,a svegliarmi...restai stesa sulla strada principale di Rhea,in un angolo,vicina al muro frontale di una casa.
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| Sybil Vane |
Poi lentamente riaprii gli occhi,mettendo a fuoco ciò che c'era attorno a me...ero stesa su un piccolo divano paffuto di velluto rosso,la stanza era una piccola stanzetta modesta,probabilmente di qualche Locanda di Rhea,nella camera un piccolo letto singolo sormontato da una sottile trapunta gialla,nel cenro del pavimento una trave era lievemente alzata,creando uno scomodo scalino inutile."Ma ti fa così effetto incontrare un uomo dalla pelle scura?!"una voce,Quella voce gioviale mi raggiunse facendomi alzare sui gomiti:"Ma no...deve essere un calo di zuccheri.Sei una Fatina troppo esile!Devi nutrirti meglio!Tieni...bevi!Non è veleno!"una sonora risata accompagnò la mano ambrata che mi porse una ciotola di legno contenente una zuppa di...cos'erano?Carote?Patate?Cipolle?...bevvi comunque...avevo fame!"Grazie!...ma...come mi avete trovata?"chiesi tra un deglutire e l'altro.Il ragazzo si sistemò accanto al divano,sedendosi su di uno sgabello:"Oh...si è formato un piccolo gruppo di gente che si chiedeva cosa diavolo ci facesse una Fata accasciata al suolo ma certo non una vagabonda,viste le vesti!...Così ti ho caricata su Stele e ti ho portata qui!"un lieve sorriso concluse il discorso.SenzaNome era un personaggio bizzarro,ma la mia diffidenza cominciava a svanire!sorrisi asciugandomi le labbra con un fazzoletto,poi spostai lo sguardo su di una strana ampolla appesa al suo collo:era piccola,tonda,probabilmente di Cristallo e conteneva una strana sostanza,forse fumo,dei colori dell'Iride."E quello cos'è?"SenzaNome diventò improvvisamente serio,spostando l'attenzione sul letto all'angolo opposto della stanza,quindi tornò a guardarmi tornando a sorridere:"Hem...ma...nulla!Sai,quei doni che i padri ti lasciano prima che tu parta,accompagnati da mille raccomandazioni!Un semplice ricordo di famiglia!...Ascolta...io non conosco i motivi per cui tu sia qua ma sento che potremmo aiutarci a vicenda!Vuoi diventare mia compagna di viaggio?Ci proteggeremo le spalle l'un l'altro...che ne pensi?"mi tese la mano destra che,notai,tra pollice e indice presentava un piccolo tatuaggio di una minuscola Stella Cadente.Posai la ciotola quindi,dopo un lieve pensarci su,tesi la mia mano sottile e il nero e il bianco si unirono in un patto di reciproco aiuto.
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| Laestel |
Una fitta al petto mi costrinse ad un gemito e a piegarmi su me stessa non appena As’ling montò Janet…i miei amici mi guardarono allarmati, sostenendomi con dolcezza, spalancai gli occhi “Stele….dobbiamo fare presto,presto” un ansia e un dolore mi presero subito, dovevo salvarlo..cento volte gli dovevo tutto…li vidi annuire, senza capire bene…”è in pericolo dissi loro…”Jugger iniziai, come stai? Che domanda…eppure era necessario comprendessimo , era necessario! Janet si era vibrata in volo…eravamo diretti li a Reha!Cosa sarebbe accaduto!!!?
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| Oberon |
Il tragitto non durò troppo a lungo: grazie al fatto di utilizzare un mezzo di trasporto magico e oltretutto molto veloce riduceva qualsiasi distanza a poche ore di volo, al massimo un paio di giorni.Non mi curai minimamente del paesaggio, cosa che invece facevo abitualmente ogni volta che mi spostavo; avevo troppa fretta di arrivare a casa, di vedere i miei figli, Caliostro e di salutare i membri della mia tribù.La voglia di riuscire a vedere che i miei figli stavano bene, unita al bisogno di tronare a proteggere Laestel mi spingeva a non pensare ad altro e questo faceva in modo che io portassi il tappeto alla velocità massima. La mia pelle era tutta intirizzita dal vento freddo che sferzava il mio corpo e che faceva in modo che le piccole lacrime dovute ai colpi d'aria si seccassero subito lungo il mio volto. Con i capelli al vento e la pelle d'oca continuavo a starmene a gambe incrociate e busto eretto, guidando il tappetto, tenendolo stretto per i lembi frontali e osservando dritto innanzi a me...potevo già scorgere le Lande Desolate...sentivo già il profumo della sabbia del desrto...potevo già sentire gli spiriti della Natura accarezzare la mia Anima...
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| Oberon |
Mentre le terre coltivate, o boschi, le colline e il paesaggio civilizzato delle Quattro terre lasciava posto alle Lande Desolate e al deserto potevo scorgere i primi baobab e i primi villaggi Shanti sotto di me, ben mimetizzati con la sabbia, la giornata aveva dato inizio al tramonto e il cielo terso sembrava volermi dare sicurezza e tranquillità in ciò che stavo facendo.Sotto di me finalmente potei vedere la capitale del regno Shanti, la mia città: Siech-Tabr, una cittadina costruita tra i baobab e le antivche rovine di una civiltà ben più antiche dei demoni che avevamo visto al Perno dell'Ade. Subito sotto di me la popolazione cominciò a radunarsi avendo riconosciuto i disegni del mio tappeto, seguendo la mia rotta verso la mia casa, ai piedi della grande Ziggurat dove si riuniva il consiglio degli anziani.Piano piano le donne e i bambini lasciarono il posto agli uomini adulti e agli anziani, affinché fossero questi a venirmi incontro in nome dell'intera popolazione della mia tribù.Tirai dritto verso casa mia.Planai leggermente sul tetto piatto, formato dall'enorme tronco del baobab che ospita la mia dimora e dolcemente mi posai sul legno.Lasciai il tappeto lì, diseto, senza richiamarlo o piegarlo: aveva anche lui diritto al riposo.Scesi dentro, pronto a rivedere i miei figli.
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| Dain il Nano |
"Dove stiamo andando, ora?" Chiesi ad Ivan. Mi sentivo un po' intontito, e non riuscivo più a capire bene che cosa stesse accadendo intorno a me.Guardai il Guerriero, in attesa di una risposta...
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| Jugger (voce narrata) |
La voce del Druido inizia lentamente ma con decisione a narrare la sua storia, c'era un pò di tempo, ed eravamo riuniti quasi tutti su Janet, si era un buon momento, così anche i nuovi mi avrebbero imparato a conoscere, guardai Laestel e presi fiato: " Voi conoscevate come l'ultimo vero Druido...nel Divieto molto è successo, molto mi ha ferito e reso più forte. All'inizio quando fui intrappolato nel Divieto dovetti lottare duramente, senza tregua. Ma alcuni demoni che mi combatterereno quando entrai vent'anni prima, piano piano si allearono a me riconoscendo la mia supremazia." sospirai...:"Col passare del tempo riuscii a costruire un esercito di demoni e affrontai l'esercito degli Straken due volte superiore al nostro. Eppure grazie alla mia magia e ai demoni alleati riuscii a conquistare il potere e a diventare signore dei demoni...Ma...dovevo restare sempre trasformato in demone per sopravvivere, per mantenere il potere e la speranza di tornare al contempo! Questo naturalmente mi ha influenzato negativamente...Tutto questo lo feci solo per sopravvivere ma non mi diede pace, il mio cuore era lacerato in continuazione, perchè ero intrappolato per sempre... riuscii però a far resuscitare la mia Janet con l'aiuto di alcuni straken e con l'aiuto del regalo fattomi dalla Dama del Bosco la prima volta che la incontrai." mi fermai e per dare una pacca amichevole all'amica di una vita, un sospiro :"Ho subito vari tentativi di assassinio e ne sono sempre uscito illeso." <la voce era triste>:"La fortuna ha voluto vent'anni dopo che voi tutti vi riuniste, la vostra energia sommatasi ha creato un piccolo varco temporale che ho sentito e sfruttato per comunicare in modo telepatico e che mi ha permesso di contattare Laestel.....il resto lo conoscete."
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| Sybil Vane |
E un vecchio campanile ai margini di Rhea rintoccò la Mezzanotte...così SenzaNome ritrasse sorridendo la mano,sistemandosi sul divano e cedendomi il piccolo letto accanto alla finestra.Mi raggomitolai nelle coperte e,gettando un ultimo sguardo al mio bizzarro compagno di viaggio,mi addormentai,affondando il viso nel morbido cuscino....così nei miei sogni si insinuò uno strano tepore ed i colori si fecero meno nitidi,anche i suoni sembravano attutirsi...cosa stava accadendo?!...mi svegliai di soprassalto,scostando nervosamente le coperte e correndo a piedi nudi fino alla porta della camera:quando la spalancai una terribile fiammata mi sfiorò il viso,bruciando i lembi della vestaglia leggera..."SenzaNome...un incendio!!!"gridai lanciandomi verso di lui e scuotendolo per le spalle.Il viso scuro del giovane si contrasse in una smorfia di dolore ma trovò subito il controllo,alzandosi e prendendomi per mano.Io non capivo nulla...le grida disperate della gente,il caldo infernale,il fumo....non riuscivo a respirare!Venivo trascinata con inerzia dal mio compagno che,come un fulmine,scivolò giù al piano terra,senza badar a nessuno,pensando solo alla nsotra salvezza!Nelle stalle i nitriti atterriti sembravano urla umane!"Stele!!"gridai..."Già...vado a prenderlo!Tu resta qui!Capito?"così scomparve all'interno del buio casolare mentre io restavo immobile,terrorizzata a fissare la Locanda crollare distrutta.
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| Voce Narrante[SybilVane] |
Il padrone della Locanda si era messo in salvo...seduto ansante sul marciapiede di fronte assisteva in lacrime alla distruzione dei suoi averi,della sua vita,del suo lavroro....poi,col volto paffuto arrossato per il caldo e le ciglia cariche di grosse lacrime fredde,aggrottò adirato le sopracciglia scrutando l'esile figura della Fata immobile,impietrita di fronte alle stalle,con le vesti corrose dalle fiamme e le braccia inerti,abbandonate sui fianchi."Sybil Vane!è colpa tua!!"gridò precipitandosi verso di lei e facendola voltare strattonandola per il braccio:"Incendio doloso,stanno constatando le Forze di Soccorso....chi diavolo pensi possa essere stato???è solo tua la colpa...tua e delle tue losche faccende col Principe Ipnos eledil!!Già...l'avrai fatto adirare a tal punto!!Che tu sia maledetta....e....non sperare di trovar più lavoro in nessuna Locanda come musicista!".Il viso terrorizzato di Sybil Vane mutò,diventando pallido e rigato di lacrime.Non capiva nulla...i suoi occhi lucidi fissavano il volto del Locandiere senza aver la forza di replicare,attoniti,ammutoliti.Proprio in quel momento SenzaNome si precipitò fuori dalle stalle,tenendo le briglie di Stele,dal manto candido sporco di cenere,imbizzarrito all'eccesso,ferito sui fianchi.Il ragazzo passò le briglie alla Fata,asciugandosi con la mano la fronte ambrata imperlata di sudore...le grosse labbra storte in una smorfia di dolore mentre sul petto la camicia scura era scuarciata ed un profondo taglio partiva dall'ombelico finendo sotto al collo.."Ma...cos'è successo...?Cosa?"."Nulla!Dobbiamo andar via di qui!Subito!"gridò il ragazzo facendo una smorfia di dolore.In quel momento la stalla con fragore crollò e il Locandiere,spingendo a terra Sybil Vane,si precipitò verso quei miseri resti,stringendosi la testa tra le mani.
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| As'ling |
Caro Jugger, il mondo è cambiato tanto in 20 anni, forse più di te, che nonostante la Magia Nera che scorre nel tuo sangue hai potuto conservare nel profondo del tuo cuore la tua parte più pura per i tempi mogliori. Ebbene questi tempi migliori forse non ci saranno... Forse le nostre speranze e i nostri sforzi per un futuro migliore non saranno sufficienti, ma abbiamo bisogno gli uni degli altri, nessuno può essere abbandonato. Ti ricordi la fata Sybil? L'abbiamo lasciata a Reha, ma sento che qualcosa in lei non è più come prima, come se si fosse smarrita...Vent'anni fa ognuno di noi fece la sua parte ed ognuno di noi fu indispensabile. Oggi dobbiamo restare uniti e non c'è spazio per vecchi rancori, ruggini o indifferenza. Cara Laestel...percepisco la tua grande sofferenzaa...decidi tu cosa fare, se vuoi la Canzone ti aiuterà, sempre, come sempre è stato.
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| [Voce Narrante](Sybil) |
SenzaNome incolleritò si lanciò verso il Locandiere e,arrotolando la manica sul braccio destro,sferrò un potentissimo pugno che ferì il labbro dell'uomo grassottello,facendolo riversare su un lato:"Ma come ti permetti?!Come diavolo ti permetti?!Non hai neanche idea di chi siamo e del perchè siamo qui!"gridò avvicinandosi poi alla Fata e aiutandola ad alzarsi.Il viso di Sybil Vane era ancora più smarrito e gli occhi sembravano fissare il vuoto,la mente lontana e estranea alla realtà...poi un'ultima fiammata fece crollare l'ultima parete della Locanda,una scintilla rotolò fin davanti ai piedi della Fata,accendendosi nei suoi occhi e portandoli all'estremo opposto:le sopracciglia si corrugarono mentre i pugni pallidi si stringevano attorno ai lembi bruciati della veste...Il viso si spostò dall'uomo a terra fino al giovane dalla pelle scura e poi alla figura terrorizzata di Stele che non aveva ormai più voce per nitrire...
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| Sybil Vane |
Ma chi era SenzaNome?Cosa sapeva lui che io ignoravo?Per quale maledetto motivo mi voleva portare con sè?!Ero stanca...la testa mi girava ma i pensieri e i ricordi erano confusi,neanche io sapevo quali veri e quali falsi...Come aveva fatto poco fa lui stesso,io mi lanciai verso il ragazzo,tirando i miei pugni contro il suo petto,già ferito...ma poco importava...quella bizzarra ampolla di Cristallo ondeggiava riflettendo nell'oscurità di quella Notte di Fuoco gli splendidi colori dell'Iride che in essa galleggiavano.SenzaNome sollevò le mani ambrate stringendo i miei polsi e frenando i miei pugni:"Perchè hai detto quelle cose,SenzaNome?!Per quale diavolo di motivo hai detto quelle cose?!?!Cosa dobbiamo fare?!Non ho mai chiesto di seguirti...non sono qui a Rhea per alcun motivo!!!E sai una cosa?Sono stanca di incontrare persone che pensano di sapere più cose sulla mia vita di me!Sono stanca di sentir nominare il Principe Ipnos...io sono Sybil Vane...una musicista...una fata dei boschi!Nulla più!"senza neanche accorgermi la rabbia mi fece piangere,singhiozzare...un dolore forte al petto..Il ragazzo sorrise appena,mi accarezzò i capelli intrisi di cenere e lacrime sussurrando:"è il Fuoco..la paura...stai calma...erano parole senza senso...non c'è nulla che ti sia celato...nulla di diverso da ciò che è la realtà!Ora andiamocene!"Mi sollevò caricandomi su Stele,e lì mi addormentai.Il cavallo alato si fermò nella strada vicina alla Porta di Rhea e lì ci fermammo per quella Notte.
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| Ivan |
Il mio vaneggio in cerca dell'autocontrollo venne interrotto dal Mastro nano Dàin....Mi voltai verso di lui asciugandomi la fronte leggermente imperlata di sudore e dissi: "Non ne ho proprio idea Dàin.....però un po' di aria fresca ci farà bene, forza, salta su quella "cosa" volante, io ti raggiungo tra pochi secondi, devo andare un attimo a fare dei bisogni..."Sorrisi nel modo più convincente che avevo e mentre il nano saliva su Janet o come diavolo si chiama quella bestia, io andai a nascondermi dietro ad alcuni alberi più avanti, facendo finta di fare i miei bisogni per fare invece altro.....aprìi velocemente la mia tascapane e ne trassi fuori un sacchettino con dentro delle radici di Gnaghdurn, un albero veenoso del sud che dava assuefazione: la mia tossicodipendenza era peggiorata durante gli ultimi anni, ma non avevo con me gli aghi e gli unguenti di Gnaghdurn da iniettarmi e perciò l'unico modo di almare temporaneamente l'astinena era masticarne le radici..ne avevo solo una...e l'effettodurava poco, appena un paio di giorni...Non appena arrivato a Reha, mi sarei dovuto impegnare nella ricerca di qualche malvivente nei bassi fondi che mi poteva vendere ciò che volevo....Masticai rilassandomi lo Gnaghdurn e tornai verso il gruppo completamente calmo e pronto al viaggio in volo.
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| Dàin il Nano |
"Salta su", Ivan mi rispose cordialmente, invtandomi a salire sulla Creatura Volante... assicurandomi che sarebbe ritornato di lì a poco. "Va bene Amico, farò così" gli risposi. Seguendolo con lo sguardo, mi accorsi che andava ad appartarsi, in un luogo ove essere certo che non lo vedesse nessuno. "Cosa starà facendo?" Mi chiesi, dentro di me. "Sarà meglio tenerlo d' occhio, non vorrei che facesse qualche sciocchezza", pensai, in attesa di partire.
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| Laestel |
il racconto di Jugger colmò buona parte del nostro viaggio, infine ci gurdammo tutti. Ascoltai la voce della Dama..e ascoltai il mio dolore, la mia preoccupazione per Stele. Improvviso però sentii la voce di Oberon, il suo calore ..mi stava cercando con la telepatia, gli altri mi vedero star male, il viso divenne pallido oltre ogni misura...Caliostro, se n'era andato, volato lassù tra le stelle, il suo tempo era passato. Ecco cosa stava capitando a casa, immaginai le lacrime dei miei figli, sentii la sofferenza di Oberon..e la mia solidutine, era un compagno caro di 1000 momenti, era un compagno che mi salvò tante volte, era un batuffolo di pelo che scaldava il cuoresapevo che dovevo lasciarlo andarema un vuoto si impadronì di meun vuoto incolmabile, perchè quel posto non sarebbe mai e mai stato preso da nessuno..."caliostro..."riuscii solo a dire tra le lacrime...mentre in lontananza tra le ombre della sera in arrivoappariva Reha.
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| As'ling |
Con una mano sulla sua spalla cercai di confortare Laestel, infondendole un poco di serenità. Non c'erano parole da spendere, perchè ella sapeva benissimo che la Natura prima o poi avrebbe fatto il suo corso, eppure volevo lenirle un poco il dolore, facendole sentire che le ero vicina con il cuore."Ebbene, quella che si staglia nella nebbia è Reha...finalmente vi facciamo ritorno eppure qualcosa non va...spero che le mie paure sulla fata Sybil non si siano avverate..."...Sybil dove sei....La Canzone scaturì come un sibilo sottile, una nabbia leggera e avvolgente, alla ricerca di chi non sapeva più chi essere o dove andare....
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| Laestel |
la canzone come le dita dolci di As'ling mi avvolsero amorevolmente, sentivo il loro calore e sapevo che anche Caliostro poteva sentirla cantare...piano piano le lacrime calde scesero, poggiai la testa sulla spalla della mia amica e sentii le braccia di Jugger...avvolgerci piano, pochi secondi.un pensiero mi giunse chissà che effetto sugli altri la canzone?Dain...Ivan...e...
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| Sybil Vane |
Mi ridestai presto ma tanto era inutile dormire perchè l'Alba stava sorgendo e faceva capolino dalle alte mura di Rhea.Seduta sul candido dorso di Stele passai la mano sul suo collo di seta:era incantevole quel cavallo alato ma percepivo il suo disagio e la sua sofferenza accanto a SenzaNome...vicino a me sembrava invece tranquillizzarsi,come se mi conoscesse già!Scivolai a terra posando la guancia sul suo muso malinconico ricevendo una umida sleccazzata."E' un demonio quella bestia!"sbottò SenzaNome afferando le briglie e legandole ad un'asse di legno.Infuriata lo fulminai con uno sguardo:"Certo non ha chiesto lui di essere imbrigliato!Perchè non lo lasci libero?!"posai la mano tra la folta criniera di Stele per calmarlo.."No...ci serve per spostarci!"sibilò per poi allontanarsi un poco e dirigersi verso un negozio per comprare del Pane per la colazione.Mi lasciava interdetta quell'uomo:sembrava un viso abitato da due differenti anime.Chi era davvero?Mi venne anche da pensare,fantasticando,che quella splendida ampolla di cristallo appesa al collo contenesse essa stessa le sue due anime...ma poi sorrisi scuotendo il capo...era un semplice dono di famiglia;per quale motivo ne ero così attratta?E in quell'istante giunse alle mie orecchie una Canzone:la voce non mi era nuova e..pronunciava il mio nome!La stavo sognando?O forse era il residuo lasciato da quella Notte insonne e dall'Incendio?Forse era solo il Vento che aveva sempre seguito ogni mio passo e non proprio ora mi lasciava..Restai ad ascoltarla finchè diventò un solo bisbiglio..
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| Oberon |
Non appena entrai subito la sensazione di essere davvero tornato a casa mi riempì il cuore, rinfrancandomi: sentivo il Vento, avevo sentito Laestel nella mia Anima e sapevo cosa era successo...Caliostro aveva lasciato il mondo terreno per correre nel piano del Nirvana dove avrebbe aspettato me, mia Moglie e i miei figli.Il risveglio del Male aveva portato nuovi disagi e nuovi orrori alla mia gente...non potevo tollerare oltre una cosa del genere. Passai accanto al piccol altare costruito nell'ingresso della mia abitazione (secondo noi Shanti é giusto che gli altari dedicati agli Dèi e ai defunti si trovino vicino all'uscita, affinché essi possano entrare ed uscire partecipando alla vita della famiglia per sempre)e mi inchinai leggermente per onorare il mio fratello Lupo.Feci appena in tempo ad alzarmi che subito venni investito dal caldo abbraccio dei mie tre figli...il loro calore, la vita che scorreva nei loro corpi...mi fecero pensare in positivo: Caliostro stava bene, lo sapevo...Madre Natura lo avrebbe accolo nuovamente tra le sue braccia come stelo d'erba.Adesso era ora di riabbracciare il sangue del mio sangue e di riunirmi a loro per sapere...
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| Laestel |
Lacrime calde cadevano ancora..dalle mie guange, Reha era sempre più vicina.Sentii anche la dolce presenza di Oberon cn le sue rassicurazioni sui nostri figli, la nostra vita...ma anche tristezza, era giunto il momento di impugnare le armi. Impugnare nuovamente le armi con forza e determinazione, fino alla fine...fino alla fine,guardai ancora i miei compagni, mentre la Canzone vibrava...attesi che terminasse il suo messaggio, il suo conforto, la sua sfida...tutto e niente."Piano piano Janet...iniziò la sua planata su una radura..."Ora dobbiamo combattere sul serio, purtroppo nessuna pietà fa parte di questa lotta....o noi..o..noi, non possiamo perdere, la parola sconfitta non è contemplata!" mi stupii io stessa della forza delle mie parole e del loro tono caldo ma deciso, sicuro. Attesi...anche per capire che effetto avesse avuto la Canzone sui nostri nuovi compagni
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| Dàin il Nano |
... piano piano, anche al mio Udito, giunse la Canzone di Dama As'ling.Mi accorsi che aveva un effetto prodigioso, perchè quasi come per incanto, le ansie e le paure che albergavano nel mio Cuore si affievolirono, sino a sparire.Era come sorseggiare una delle Magiche Bevande degli Elfi: rincuorante, spingeva a pensare a cose belle, a dava forza.Ripensai alla mia Miniera, ed ai miei Cari tanto lontani, e dentro di me sentii rinascere, forte più di prima, il Desiderio di combattere per loro, di difenderli.
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| Sybil Vane |
SenzaNome tornò carico di pacchi fumanti:allungai sorridendo una mano verso uno di quelli e strappai un morbido pezzo di focaccia calda appena sfornata.Mentre mangiavo soddisfatta distrattamente notai in Stele una strana inquietudine ed agitazione;in realtà lo era molto spesso ma in quell'istante una particolare ansia brillava nei suoi occhi,sembrava quasi positiva e molto attesa!Ero una Fata e le Fate vivevano cercando di comprendere i pensieri di ogni creatura vivente.Afferrai un altro pezzo di focaccia quindi,tenendo saldamente le sue briglie,lasciai che si muovesse dove voleva,che andasse dove sentiva di dover andare..io l'avrei tranquillamente seguito."Sybil...dove stai andando?!"gridò incuriosito SenzaNome,stravaccato su una seggiola abbandonata sul ciglio della strada:"Lo porto a sgranchirsi un pò le ginocchia!A brucare un pò!A bere!Se fosse per te potrebbe a mala pena respirai!"risposi lanciandogli un'occhiata leggermente irritata.Mi voltai proseguendo il nostro cammino mentre l'eco del giovane mi giunse confuso:"Sai...hai ragione!Ti prometto che lo tratterò meglio!".Ambiguo...falso...o sincero?Giungemmo in una radura isolata,nella periferia di Rhea...lo splendido Cavallo Alato cominciò a scrollare agitato le ali candide ed argentate...lo accarezzai posando la guancia sul suo musone liscio:"Che c'è Stele?A me puoi dirlo!Lui ora non c'è!"sorrisi fissando i suoi occhi lucenti..e mi sembrò di avvertire in un sussurro un suo pensiero:"Sono tornati da Noi.."D'istinto lanciai lo sguardo più lontano che potessi e scorsi delle figure piccole e colorate...erano viaggiatori?E cos'era quello strano animale maestoso che stava accovacciato accanto a loro?Erano uomini?Maghi?...
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| Laestel |
oltre la Canzone sentii d'istinto il canto del mio cuore, Stele.Aguzzai il più possibile lo sgurdo e vidi una radura lontana ancora alla periferia di Reha...si era li, ne ero certo, potevo vedere distintamente al sole del mattino l'argento che brillava oltre il bianco del suo manto..."Jugger...di la," urlai...lo vidi girarsi insieme agli altri, verso il punto che indicavo, poi con fare deciso ma suadente come sempre con lei...disse a Janet di dirigersi alla radura che iniziava a prendere forma...il mio cuore batteva
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