Autore Storia
. NEVERENDING STORY 2

Sybil Vane Quel giorno mi ritirai presto dalla Locanda...ero stanca!Riposta l'Arpa nella sacca,percorsi il viale principale di Rhea ma prima di imboccare il sentierino che si addentrava nella fitta boscaglia,volsi lo sguardo verso la Torre alta del Palazzo Reale:mi affascinava quel luogo e fantasticavo su come poteva essere il Principe di Rhea...molti lo avevano visto spesso ma io mai..Improvvisamente percepii qualcosa;un trambusto,un agitato movimento,forse una marcia!C'era tensione e rabbia...Probabilmente stava per cominciare una battaglia.Cercando di ignorare quei presentimenti,scrollai le ali e mi alzai in aria per raggiungere la Vecchia Quercia.Tra i rami intricati degli alberi vicini c'era fermento:"Che succede a Palazzo?"vocine stridule di folletti raggiunsero me:"Io...cosa volete che ne sappia?In Locanda non è trapelata notizia alcuna!Che sarà mai...qualche popolo ribelle da tenere a bada forse!"Da un angolo buio,seduto su una radice secca e marcia,un vecchio,forse un mago,col volto nascosto dal cappuccio e una Pipa tra i denti sussurrò:"Ah no...qualcosa di più!L'ira dell'Arcimago è stata svegliata...e...credo che il suo obiettivo sia la Foresta incantata delle Fate!Già"i minuscoli folletti si radunarono attorno a lui:"E tu,Myrdin,come lo sai?".Lo conoscevano eppure non lo avevo mai visto prima a Rhea.Egli,sbuffando,rispose:"Bè...presentimenti,mostriciattoli!...E poi,anche chi non è un mago può percepirla la sua Potenza!L'ira di Ipnos e la sua Forza sono una nube nera attorno alla Torre!"

Ilfirin Un uccello volò sull’albero dove mi stavo riposando, costringendomi a un brutto risveglio: mi presi un attimo il viso tra le mani e mi scrollai i capelli con le mani, per poi fischiare a Faroth, già sveglio e in caccia da parecchio tempo. Era ancora piuttosto buio, ma decisi di partire immediatamente: riempii la borraccia ad un torrente poco lontano, mangiai qualcosa e poi salii sul mio cavallo. Dovevo cercare gli altri.. chissà se anche loro si erano fermati per la notte o meno…Non sapevo come si viaggiasse su di un drago, ma l’esperienza con il grifone, di per sé, non ammetteva repliche. Alzai gli occhi al cielo in cerca della compagnia, respirando l’aria fredda e tagliente del mattino giovane.

Oberon Mentre baciavo sulla schiena Laestel lentamente cominciai a spogliarla, continuando a sfiorarle la pelle con le mie labbra.Le accarezzai le spalle e piano piano scesi...L'amavo tantissimo.

Dàin il Nano ... a furia di cercare insieme ad Ivan, riuscimmo a mettere insieme una decente fascina di Legna. "Animo, Amico" gli dissi "per questa sera, ci siamo garantiti una notte lontana dall'umidità". Ci appressammo alla radura, e dopo aver disposto la Legna, accesi il fuoco ricorrendo al mio acciarino. Mi accorsi, distrattamente, che Oberon e Laestel si erano allontanati per appartarsi, e quindi non mi parve il caso di andare a disturbarli. "se vorranno scaldarsi anche loro, alla fiamma" pensai "ovviamente saranno più che benvenuti". Aiutato da Ivan, preparai alcuni sedili, accanto al grande Fuoco, per le altre persone che viaggiavano con noi: Dama As'Ling, la Dama Misteriosa ed il suo giovane figlio. Poi mi accorsi che avevo di nuovo fame. Estrassi dalla Bisaccia quanto rimaneva del formaggio, e la Fiasca di Vino. "Temo che ci attenda una Cena un po' magra qs sera, Amico Mio" dissi, guardando Ivan...

Voce Narrante Nel Regno delle Fate sembrava che il tempo non passasse e che solo la magia,l'incanto,la bellezza e la serenità vi regnassero mentre nel resto del Mondo,quello reale,la vita bisognava tenersela stretta e proteggerla combattendo!La regina Lhorien era intenta a leggere,seduta sul petalo di una Ninfea mentre le sue ancelle le stavano attorno,chi pettinandole i capelli,chi suonando,chi cantando..."Maestà!Maestà!!"gridò prima lontano poi sempre più vicino un ragazzo,Willem,giovane con ali da Libellula:"Dovete immediatamente tornare a Palazzo e chiudevici dentro!Ormai stanno arrivando..sono vicini!!"Willem ansimava spaventato e il volto arrossato era rovente..Lhorien,aggrottando le sopracciglia come segno di disappunto,rispose:"Ma ti sembra questo il modo di rivolgervi a me?Mettere in allerta il Popolo senza spiegarne chiaramente i motivi?!O sparisci immediatamente o ti calmi e mi racconti!!"Il ragazzo abbassò in segno di scusa il capo,quindi rirpese:"Una specie di esercito si sta avvicinando ai nostri confini!Ma..non sono una razza ben distinta...sono...Maghi,temo!Ho già dato ordini all'esercito affinchè si schieri ma...sono così potenti!"La Regina,ingenua e un poco ignorante,rispose:"Bè...ci penseranno le guardie,allora!Era proprio necessario disturbare me?"Willem scosse il capo e,senza perdere altro tempo,si allontanò tornando al suo posto di Vedetta...Lhorien era una Fata davvero bellissima,figlia di ricchissima famiglia...per questo era stata scelta come Sovrana,ma ogni giorno di più Willem si rendeva conto delle sue carenze e,soprattutto,di quanto fosse capricciosa..il Regno era in pericolo!

Laestel la notte corse lesta, nei miei baci, lieve nelle sue braccia...e al mattino, ci ritrovammo stretti come bambini, era giutno però il momento di partire..."Oberon dormiglione..sveglia"

Laestel un sorriso...raggiunti i nostri compagni ad un piccolo fuoco, estraggo dalla sacca del pane e della marmellata che facevamo a casa...Oberon generosamente estrae dalla sue le erbe per quella tisana che al mattino è una sveglia perfetta, e chiedo:"allora colazione che pi si parte, e non faremo un pasto rilassante per molto".

Dàin il Nano Mi svegliai, stirando le braccia. La notte era trascorsa velocemente, per una volta tanto senza sogni. Mi levai dal mio giaciglio, sbadigliando. Guardavo il Sole, già aranciato, nel cielo che si preannunciava terso. Per un momento mi persi nei miei pensieri, come se fosse stato un qualunque giorno della mia Vita. Mi sarebbe fare una passeggiata corroborante, e poi una sostanziosa colazione. Fui richiamato alla realtà da dei rumori. Dama Laestel ed Oberon, erano ora lì anche loro, presso al fuoco. Lei preparava dei piccoli panini con la Marmellata, lui una Tisana di erbe. Anche gli altri si stavano svegliando. Laestel prese ad offrire i panini che aveva appena preparato. Ne porse uno anche a Me, vidi che ne aveva scelto uno bello grande, da darmi. La ringraziai, e presi a mangiare, infarinandomi la barba. Oberon, iniziò a versare la Tisana nelle Tazze. Sembrava aromatica, e corroborante. Masticavo lentamente, a tratti sorseggiando la calda bevanda, lasciandomene pervadere. Ad un tratto, ebbi l'impressione di udire uno scalpitare di zoccoli equini, anche se ancora molto attutito... ma poteva anche essere una mia fantasia.

Ivan Grazie al cielo ero riuscito a recuperare una coperta bella pesante nei giorni prima alla partenza di questo gruppo, altrimenti chi l'avrebbe passata quella notte?Ringraziai il mio spirito di adattamento e l'abitudine di dormire nei posti peggiori e sistemai le mie poche cose stando bene attendo a nascondere i due mefdaglioni e la spada.Poi anche io mi avvicinai al fuoco. La Dama mezzelfa mi porse dei panini con la marmellata e io sorridendo ne presi uno ben volentieri!Subito dopo passò suo marito porgendomi una tisana...Il primo istinto fu quello di afferrare e bere la bevanda calda per risvegliare i miei sensi, ma l'abitudine di dover stare attento ad eventuali veleni bloccò il mio braccio pocchi istanti prima di stringere la tazza.Quel "coso" mi fissava con i suoi occhi a specchio...dal mio canto, con il mio unico occhio buono, a mia volta lo guardavo negli occhi.

Oberon Svegliandomi mi unì a mia moglie offrendo ai nostri compagni la colazione, com'é usanza presso il popolo Shanti sono i Sacerdoti e gli Stregoni a risvegliare gli animi dei loro compagni al mattino e così io e Laestl facemmo.Prima passava lei con il cibo, poi passavo io con la tisana.Arrivai davanti al nuovo arrivato: l'umano di nome Ivan...Gli sorrisi. Lui sembrò voler afferrare la tazza di buon grado, ma all'improvviso si bloccò.Lo guardai interrogativo...devo ammettere che costui ancora mi dava da pensare...Di tutta risposta anche lui cominciò a guardarmi.In stallo ci fermammo uno inannzi all'altro.

Ipnos Eledil L'esercito aveva varcato i portali che si trovavano a Reha ed era stato trasportato nelle Pianure. Lento incedeva con l'ordine di marcia. I Guardiani dell'Aria, uomini della Prima Scuola di Reha, avanzavano per primi. I Guardiani dell'Acqua, uomini della Seconda Scuola di Reha, avanzavano per secondi. Li seguivano a breve distanza ed affiancati, i Guardiani del Fuoco e della Terra, uomini della Terza e Quarta Scuola. Io camminavo in sella al grifone in testa all'esercito e quattro grifoni più piccoli stavano avanti ad ogni Scuola portando i comandanti. Le trombe suonavanoa guerra ed annunciavano l'avanzare dell'esercito, un nucleo piccolo ma compatto, ben armato sia nella lama, di cui ogni uomo era dotato ma caratterizzato da forma diversa, sia nella magia, di cui Reha non era seconda a nessuno. I Guardiani dell'Acqua e dell'Araia vanzavano con le lunghe lancie. I Guardiani del Fuoco e della Terra portavano invece ognuno una spada nel fodero. Nessuno possedeva uno scudo e le armature erano tutte di maglia, mai piastre o armature pesanti. Reha era un regno grande e forse l'unico a reggersi ancora su un sistema rigido che però gli aveva consentito di incamerare nelle proprie biblioteche il sapere sufficiente perchè in passato potesse arricchirsi nelal conoscenza della magia. La caduta dei Druidi, o per meglio dire la loro defilazione dagli avvenimenti, aveva fatto si che Reahj potesse diventare il centro di magia più grande. Un tempo "votata al male", edificata da Druidi che tradirono l'Ordine, ora Reha aveva assunto una connotazione prettamente neutrale e muoveva i fili della politica dell'Est secondo i desideri temporanei dei membri del Conclave. Eppur v'era continuità e quindi forza. Giunti dinnanzi al territorio del Regno delle Fate l'esercito si fermò e fu silenzio. Io fermai il grifone e sorrisi. Sybil Vane mi era stata portata via e non sapevo ella fosse ancora nel territorio di Reha, la credevo portata lontana... Dopotutto creare un portale a Reha non era difficile se trovavi i maghi disposti a farlo, certo non era legale fare una cosa simile, ogni portale doveva essere autorizzato dal Conclave e ogni irregolarità era punita severamente se non v'era motivazione sufficiente.

Guardie di Reha (Ipnos) Le Guardie di Reha recepirono presto gli ordini e, poichè non appartenenti all'ordine magico dei Guardiani, dovetterò occuparsi del lavoro scomodo all'interno della Magicrazia. Ovunque nel regno tutti gli appartenenti al popolo alato veniva arrestato e condotto presso una delle torri minori. Le Guardie perlustrarono la città in lungo ed in largo e giunsero anche alla Locanda. Entrarono e non ci misero molto a trovare Sybil. "Per Ordine delle Loro Eminenze i Signori di Reha, viene ordinato che tutti gli appartenenti al popolo delle fate o chi con loro legato, amico o nemico che sia della Magicrazia, sia portato alle torri minori. La condizione è quella d'arresto ma non vi sarà detenzione se non nei casi in cui si sarà verificata ostilità nei confronti del Regno o di chi lo rappresente. Vi prego Milady seguiteci, i Braccatori sono alla ricerca come noi. Se vi troveranno loro non saranno gentili. Vi chiediamo di rispettare il volere degli Arcimaghi." Quindi attesero guardando Sybil e ele altre persoen presenti nella Locanda stessa.

Sybil Vane Non riuscivo a credere a quello che dicevano!!Per quale motivo gli Arcimaghi avevano ordinato una tale cosa?Cosa aveva il Principe di Rhea contro il Popolo Fatato?La mia Arpa cadde a terra pesantemente."Non lascerò che mi portiate via senza prima avermi spiegato il motivo di questo ordine assurdo!"gridai mentre tremavo dalla rabbia e dal timore:"Cosa hanno gli Arcimaghi contro di noi?Cosa il Principe di Rhea?Mi piacerebbe tanto guardarlo in faccia e..."non ebbi il coraggio di continuare perchè mi resi conto che stavo aggravando le cose!Una Guardia si avvicinò e,cercando di non farmi troppo male,mi bloccò portandomi fuori dalla Locanda.Il mio pubblico,la gente di Rhea,guardava stupita la scena mentre il padrone della Locanda si avvicinò al palco e recuperò l'Arpa.Inutilmente cercai di strattonarli ma la loro stretta era forte e così,in poco tempo,fui al di là del muro che circondava il Palazzo e la Torre imponente,che fino a quel giorno avevo visto solo da lontano,faceva ombra su di noi."Cominciate a dirmi il vostro nome e il vostro ruolo qui a Rhea.."chiese uno di loro.Ce la misi tutta per non gridare e trattenere la diffidenza cupa che cresceva in me.Sussurrai:"Il mio nome...è...è...Lhorelay e sono una Maga,una veggente!"mentii.Un lieve sorriso comparve sul suo volto:"chissà quindi se potete già capire quello che accadrà..quello che noi ignoriamo!".La frase non era tanto rivolta a me,quanto a sè stesso..

Laestel Le nostre usanze ospitali, resero tutti di buon umore quel mattino, ne ero motlo felice, proprio perchè sapevo quello che ci aspettava, appena tutti ebbero finito di mangiare, e metre terminavamo di assaporare la tisana, dissi:"ora non ci fermeremo più fino all'arrivo al perno dell'Ade"il mio viso si rivolse al cielo, "appena terminata la colazione, recuperioamo tutte le nostre cose e i nostri posti sulle cavalcature", dopo in disparte sussurrai a Oberon, portami con te sul Tappeto, Stele ha un'altra missione, qualcosa è successo, i sogni me lo han detto..." il mio sguardo non lasciava presagire nulla di buono

Voce Narrante Si avvertiva nell'aria l'incedere rapido dei Maghi di Rhea e,in confronto alla loro straordinaria potenza,i soldati Alati erano mosche insignificanti..."Willem!"un grido raggiunse il giovane schierato davanti alla porta di accesso alla Foresta Fatata.Era il golem,Gale,che sul dorso di Droll(mezzo drago,mezzo troll)sembrava solo di passaggio..."Gael"infuriò il ragazzo"Cosa diavolo è successo a Rhea?Cosa ha combinato Sybil Vane?Che cos'hanno lei e il suo regale Principe contro di noi??"il golem si fermò un istante:"è successo quello che io,la Regina delle fate e Myrdin avevamo deciso di fare!Sybil Vane non è più Sybil Vane...è...una persona nuova come dire!il Regno ora è al sicuro nelle mani di Lhorien!"la maschera gelida sembrava sorridere:"Perchè ti stupisci tanto?Era tutto già deciso da anni!Ora...dimostrate la vostra forza e sconfiggete l'Arcimago e i suoi!Non comportatevi da lepri vigliacche!"Willem spalancò gli occhi sbalordito:"Ma...come fai a dire una cosa del genere??Sono il triplo di noi e...sono Maghi!Che tu,Lhorien e Myrdin siate dannati!Per colpa vostra la Foresta verrà distrutta!!"era disperato..Gael,indiffirente,riprese la sua marcia verso chissà quale meta,abbandonando il popolo alato all'ira di Ipnos.

Ipnos Eledil L'esercito si fermò poco distante dal confine del bosco e Gwair, il grande grifone che mi portava, si fermò abbassando il muso. Parlai a gran voce verso il Bosco delle Fate: "Popolo Alato, il mio nome è Ipnos Eledil, Sommo Arcimago della Magicrazia di Reha. Maestro del Conclave Arcano e Custode delle Chiavi Elementali" Pronunciai quei banali titoli con fiera mostranza, benchè non ricorressi mai a certe formalità, l'occasioen richiedeva l'obolo dovuto. "Vi offrò prima che si sorga a battaglia una mano di pace. Il Vostro regno ha fatto un torto a me personale ed indirettamente al popolo di Reha. Voi o chi per voi ha toccato l'unica persona che è a me cara ed io vi impongo di restituirmela. Vi offrò due possibilità ed in entrambe io sarà vittorioso. Ma solo in una voi sopravvierete. IL Bosco delle Fate si arrenderà a Reha e diventerà protettorato della Magicrazia, i miei maghi si adopereranno per creare una solida collaborazione di pace e prosperità con voi perchè tutti e due i popoli possano trovarne giovamento, il vostro regno dovrà consegnarmi i membri della vostra Corte in primis la regina che il Consiglio dei Popoli Liberi non ha ritenuto legittima al trono, tale Lhorien dovrà arrendersi incondizionatamente e partirà con la sua Corte in esilio sull'Isola dei Draghi, ove sarà sua premura sopravvivere come pegno per l'offesa arrecata! L'esilio durerà in ogni caso un massimo di cinque anni! Questa è la mia profferta di pace." Sorrisi e mi fermai, quindi visto il muto silenzio proseguii. "Qualora rifiutaste allora accettereste che io prenda il Bosco con la forza e spezzi il vostro popolo che mi ha recato offesa! Moriranno i vostri maschi e le vostre donne saranno abbandonate a se stesse, i vostri bambini e fanciulli portati a Reha perchè siano educati presso le Torri ed i più irrequieti di voi portati a Suhalla, nelle Lande Desolate!! Reha in passato si è mostrata amica del Bosco, non rompete con la vostra follia questa condizione pacifica!" La voce era impostata e forte, molto più di quanto non lo fosse normalmente. "Consegnatemi quello che vi chiedo, in primis Sybil Vane che mi è stata portata via." Feci cenno all'esercito di attendere. Bastava una risposta sbagliata da parte di quel popolo ed avrei abbassato la mano. Poi sarebbe stato lo sterminio.

Voce Narrante Tutti gli sguardi e le attenzioni erano rivolti verso l'Arcimago e fu sconcertante il silenzio che piombò tra loro...nessuno aveva il coraggio di spezzare il terrore di quel momento.Il giovane Willem,dietro alla Terza fila,come un fulmine si diresse verso la residenza di Lhorien per spiegarle tutto e portarla al di là dell'ingresso della Foresta.Fu la Regina a rompere il ghiaccio:"Voi!"gridò l'orgogliosa Fata,facendosi strada tra i soldati:"Come vi permettete di minacciarci e di pretendere la nostra umiliante sottomissione?Come osate stimarci così poco?"i pugni serrati pendevano inermi lungo i fianchi:"Tutto,poi,per...per una ragazza!Io non so cosa le sia capitato nè mi interessa!Lasciò questo regno molto tempo fà!Non illudetevi Ipnos di poter allargare il vostro dominio sulla Mia Foresta!!"Willem scosse il capo,impallidendo...la Regina non si rendeva conto del pericolo tremendo nel quale stava gettando le vite di tutti."Noi combatteremo!"esclamò"e vinceremo!"detto questo agitò i luminosi capelli dorati al vento,facendo un lieve sorriso ammicante all'Arcimago,non si sapeva se per incantarlo o sfidarlo."Posso chiedervi..."esitante Willem avanzò cercando di salvare il salvabile.Lhorien lo fulminò con lo sguardo ma non riuscì a imporsi."Questa mattina ho incontrato Gael!"continuò il giovane"Penso sappiate chi sia perchè è uno dei responsabili del torto che avete subito!"la voce tremava:"Conosco i poteri del golem e non credo che si potrà riparare a ciò che ha fatto...però un lato positivo c'è!Credo che Sybil Vane sia ancora a Rhea,o se non in città,nei dintorni!Non è mai tornata qui!"si avvicinò ulteriormente ad Ipnos:"Vi prego!"disse,inginocchiandosi:"Risparmiate le nostre vite ed ignorate la sfacciataggine di Lhorien...è giovane e inesperta!"

Ipnos Eledil "E folle!" Urlai verso il secondo che parlò. Quindi mi voltai verso i comandanti. "Hanno rifiutato, Gael lo prenderemo. Ma la regina è in combutta. Attaccate e uccidete tutti coloro che estrarranno arma o che faranno uso della magia. Anche solo di magie di cura su un compagno che si è frapposto tra voi. Portatemi la regina viva! Voglio che soffrà quanto soffro io." I Comandanti sorrisero tutti quanti e fecero per dare l'ordine ad ogni soldato di levare i Sigilli dei Custodi. Mi voltai e alzai la mano facendo segno di attendere. "Non utilizzate i Csutodi, Mystick meritava un trattamento così onorevole. Quella sciocca fata non merita nulla. Non toccate gli innocenti e chi si arrenderà." I Comandanti annuirono e poi diedero la carica, io rimasi invece immobile per un momento, osservando la scena dei guerrieri maghi in corsa verso il Bosco. I Guardiani dell'Acqua si disposero in tre lunghe file da trentatrè uomini e alzarono le lancie, iniziarono a muovere le mani e poi diedero un forte pugno a terra, un rivolo d'acqua uscì dalal terra ognuno ove il pugno era caduto e di radunò difronte a tutti i Guardiani alzandosi come uno scudo magico. Rapidi i Guardiani penetrarono nel bosco caricando chiunque avesse alzato la spada o magia e semplicemente passando oltre a coloro che si sarebbero ritirati o lasciati arrendere. I Comandanti gridavano gli ordini ed ecco che i Guardiani dell'Aria, che con quelli dell'Acqua si erano tenuti fuori dal bosco, iniziarono una lenta nenia che liberarono avanti a se come un onda di forte vento che accompagnasse i Guardiani del Fuoco e della Terra che caricavano meglio armati. Ogni abitante del bosco avrebbe dovuto decidere, opporsi o combattere. Ogni perdita a Reha era rimpiazzabili, i corpi ricostruibili, metà dei Guardiani erano già parzialmente costrutti magici... Proprio come lo ero io, loro avevano la fortuna di esserlo parzialmente.

Voce Narrante La maggior parte degli abitanti del Bosco Fatato si arrese e accettò il volere dell'Arcimago,eppure molti cercarono disperatamente di difendersi sfruttando soprattutto il vantaggio di poter volare!Ma non bastava!Così caddero dopo non molto tempo mentre l'area che avevano cercato di difendere,veniva distrutta completamente!Willem era rimasto accanto ad Ipnos...poco distante da loro sorgeva il piccolo colle sul quale compariva la lapide e su di essa il nome di FELAGUND inciso."Avremmo dovuto scegliere meglio la nostra Regina...per colpa sua ora..."sussurrò,rivolto all'Arcimago:"Comprendo la vostra ira per il torto che avete subito..ma..noi non siamo i responsabili!No!Sono Gael,Lhorien e Myrdin,un vecchio mago!"Il ragazzo non aveva il coraggio di fissare negli occhi l'Arcimago così continuò a stare immobile,seduto sul prato.La Regina Lhorien,intanto,ers,grazie ai suoi poteri,riuscita a diventare una minuscola Farfalla e,adesso,stava volando fuori dai confini del Bosco,alla ricerca di Gael e di un modo per sistemare le cose:"Maledetto golem!"gridò la sua vocetta stridula:"Dove sei?Dobbiamo fermarli!E vendicarci!"

Sybil Vane Stanca,mi lasciai trasportare senza fatica verso le Torri Secondarie.Giunti in cima,le due Guardie spalancarono la pesante porta di legno e mi fecero entrare in quella che doveva essere non una prigione,ma una semplice stanza dalle pareti lisce di pietra,illuminata da 4 finestrelle."Ben venuta Lhorelay!"disse uno:"Nelle Torri Secondarie del Palazzo del Principe Ipnos!"sorridendo poi i due uomini uscirono,dopo aver segnato su di un registro il mio falso nome.Tremavo ancora e,come prima cosa,mi avvicinai alla finestra,appositamente chiusa da sbarre altrimenti,grazie alle mie Ali,non ci avremmo messo tanto a fuggire...già...perchè on me c'erano altre 5 creature alate,tra le quali una bambina dai capelli rossi,due donne,una Fata abbastanza anziana ed un uomo."Devo sapere cosa accadrà...devo interrogarle!"dissi,rivolta anche a tutti gli altri che,interrogativi,mi fissavano.Cercai le mie Quattro Pietre degli Elementi e le trovai in un sacchetto d'Argento..."E questo?"chiesi,fissando il piccolo involucro nella mia mano:"Non lo ricordavo!"una strana sensazione...che non riuscii a comprendere...Scossi il capo quindi gettai le Quattro Pietre davanti a me,studiandone la posizione.."Nulla!!!"gridai"Questo posto è protetto!è come se i poteri venissero neutralizzati!"Riposi le Pietre nell'involucro quindi mi sedetti a terra,appoggiando il capo ai pugni chiusi.

Ipnos Eledil "Willem, così mi par di capire che ti chiami." Alzai una mano ed i corni suonarono tre volte, l'ordine fu dato e ogni Guardiano fermò la sua avanzata e ritornò lentamente sui suoi passi. Ogni due Guardiani che camminavano verso i confini, un'altro guardava loro le spalle. Il Popolo del Bosco perse solo pochi uomini tra coloro che ebbero il coraggio di sfidarmi, altri furono tratti prigionieri e portati fuori dal bosco. "Willem, osserva il tuo popolo, che ha avuto la follia di mettersi contro i Guardiani di Reha. Non esiste popolo oltre il vostro che abbia una magia grande al punto di fermarmi. Eppure ecco dove sono le potenti fate ed i loro alati consorti. Prigionieri di un Principe dell'Est. Era questo che sperava la vostra regina per voi?" Scesi dal grifone e camminai lentamente verso coloro che erano stati presi prigionieri. "Folli, questo è l'aggettivo che vi starebbe a pennello. Ma anche coraggiosi. Non temete, io mantengo le mie parole e anche se dovrei eliminarvi subito per avermi sfidato, lascerò che anche voi, come chi non mi ha sfidato possa vivere nuovamente nel Bosco." Feci gesto ai Guardiani di lasciarli andare. "Willem, avvicinati." Lo chiamai e parlai nuovamente solo quando si era avvicinato. "Da questo momento perdi ogni funzione che possedevi prima, sei nominato Reggente del Bosco per conto della Regina Legittima Sybil Vane e del Principe Consorte Ipnos Eledil. A te faranno riferimento gli uomini che lascerò qui al Bosco che, bada bene, forse non saranno sufficienti per far funzionare bene le cose senza l'aiuto del vostro popolo, ma saranno sufficienti per eliminarlo se non ubbidisse. Non intendo schiavizzarvi ne rendervi servi. Siete liberi ma allo stesso tempo legati a Reha, consideratevi tutti debitori della vostra vita nei nostri confronti." Sorrisi e chiamai un Comandante dei Guardiani, più precisamente Eluhatar Maestro della Fiamma, e gli rivolsi qualche parole lasciando che poi si allontanasse e radunasse gli uomini. "Willem, avete scelto male la vostra regina è vero. Il Vostro Popolo si è indebolito, vent'anni fa forse ognuno di voi sarebbe stato alla pari di un mio Guardiano; liberare la Quattro Terre da Mystick forse è stato un errore imperdonabile. Se il Popolo delle Fate si è ridotto tale, non voglio imamginare quello degli Elfi. Gli uomini, abbiamo visto la loro arroganza. Voi dite di non sapere dove sia Sybil, dunque forse ho sbagliato ed ella è ancora a Reha... In tal caso si troverà in una delle torri. Questo scontro è durato un solo giorno Willem, come vedi non necessito di grandi tempi per i miei scopi, mi basta molto poco; spero che sotto la tua reggenza non prendiate la sprovveduta decisione di prolungare tutto questo." Lo guardai severo negli occhi, ove lui temeva di guardarmi. "Non sono malvagio, ma chi mi sfida paga. Dove si trova Gael?" Suonava decisamente come un'interrogativa perentoria.

Voce Narrante (Ipnos) Le Guardie aprirono nuovamente le porte della sala dove era tenuta Sybil e gli altri come lei. Si avvicinò un uomo grassoccio con il volto sorridente accompagnato da una donna alta e magra con anchella un sorriso. "Buongiorno" Disse l'uomo cancellando il sorriso e mostrando un viso più serio ma non troppo preoccupante. "Benvenuti alla Torre della Luce, Accademia di Magia per gli apprendisti del Principio Primo della Luce; una delle scuole secondarie di Reha" Pronunciò queste parole con un evidente disappunto tanto che la donna gli sgomito contro e gli disse. "Non è questo il momento delle rivendicazioni di importanza Ollat" L'uomo tossi due colpetti e proseguì: "Siete stati portati in questa torre perchè ritenuti non pericolosi alla sicurezza di Reha, di questo noi ce ne compiaciamo e siamo lieti di potervi ospitare. Purtroppo non potrete muovervi all'esterno di questo corridoio, non vorremmo che qualche studente troppo vanaglorioso vi creasse dei problemi, sono molti coloro che hanno preso fin troppo a cuore gli ordini della Torre Principale. Lungo il corridoio troverete la Sala della Musica, una piccola biblioteca di testi non magici e alcune stanze che abbiamo predisposto per voi." Quindi pavoneggiò la sua efficienza. "Abbiamo rintracciato le vostre precedenti dimore e fatto arrivare qui i vostri beni personali. Ci siamo trovati in difficoltà con l'ultima di voi arrivata, Lady Lhorelay, non abbiamo trovato la vostra precedente abitazione." L'uomo cercò con lo sguardo nella sala e quindi vide Sybil. "Lady Lhorelay, se ci vorrete fornire le inform..." L'uomo si paralizzò improvvisamente e fece gesto alla donna di guardare anchella, che reagì allo stesso modo. "Lady Sybil!" Riconoscendola subito... "Sono Ollat! Ero attendente della Legione della Luna nella Battagli di Arborlon! Sono l'Arcimago della Quinta Torre ora! Sua Eccellenza Eledil sarà entusiasta di sapere che siete qui! Pensate che è partito per cercarvi assieme ai Guardiani!" L'uomo sorridente guardava Sybil.

Voce Narrante[Willem] Era rimasto immobile,col volto rivolto verso la folta erba verde,ma i suoi occhi avevano fissato quelli dell'Arcimago non appena avevano sentito la parola"Reggente"."Io...io ho capito ogni parola e comprendo la vostra e nostra situazione!Obbedirò e cercherò di fare il mio meglio!"sorrise"In attesa che voi ritroviate Sybil Vane!"Ma quel sorriso scomparve nell'istante in cui Ipnos gli rivolse la domanda."Principe di Rhea!Io posso giurarvi di non sapere assolutamente dove possa essere quel maledetto di un golem,ma so di certo che è in compagnia di Lhorien!"prima di alzarsi,però,gli venne un'illuminazione:"Eppure...forse...c'è un posto,un piccolo varco magico,situato in una vasta area boscosa frequentata spesso dagli Elfi Oscuri!"alzò gli occhi sul volto di Ipnos per comprenderne i pensieri:"Si dice sia un passaggio fatato dal nostro Mondo ad un altro..già!"annuii:"Quello dal quale proviene Sybil Vane"si interruppe,senza sapere se l'Arcimago era al corrente delle origini della sua principessa:"Una notte avevo udito Gael parlare con la Regina sussurrando che,in caso di pericolo,lei sarebbe dovuta andare in quel mondo per...non ricordo a quale scopo!"Si massaggiò il mento,pensieroso..

Sybil Vane La presenza di quel tale,un certo Ollat,e della ragazza,mi tranquillizzarono.Soprattutto la faccia paffuta del primo e il suo sorriso bonario!C'era una Sala della Musica in quella Torre!Ci sarei andata subito!Ma impallidii non appena Ollat si rivolse a me riconoscendomi e raccontandomi un fatto assurdo,di una certa Legione della Luna...e ancor di più quando mi disse che il Principe di Rhea mi stava cercando!"Mi dispiace,messere...ma non sono Sybil Vane!Non capisco assolutamente quello che state dicendo..e...poi...non ho mai visto il Principe di Rhea!"non riuscivo a capire cosa stesse succedendo!Diedi le spalle all'uomo,affacciandomi alla finestrella:"Io sono Lhorelay e sono una Maga ed una Musicista!E la mia dimora.."aggiunsi,voltandomi nuovamente:"è ai margini di Rhea,in una vecchia Quercia incavata!Non sarà difficile entrare perchè la porta,questa mattina,è caduta a terra e non sono riuscita a ripararla!"sorrisi,cercando di riportare le cose com'erano."Forse...io e Sybil Vane ci somigliamo moltissimo!"sorrisi ancora,scuotendo il capo.Ollat sembrava pensieroso e mi scrutava attento.Con la mano dietro la schiena,stringevo il sacchetto argentato...quanto avrei voluto poter conoscere il futuro che ci si prospettava!

Farangis sentivo il tranquillo vociare dei miei compagni di viaggio, quella mattina, ma ero ancora immersa nel mio stato di trance meditativa, che noi elfi usiamo come riposo... stentavo a uscirne, poichè diverse emozioni, sensazioni, visioni, giungevano a me, lontane ed indistinte. Forse qualche scampolo dal fututo che cercavo di interpretare, ma con scarsi risultati.. sol l'immagine di un esplosione mi fece aprire gli occhi ed alazrmi di scatto in piedi ed incosciamente portare la mano alla spada, legata al fianco.

Oberon Immobile davanti ad Ivan lo fissavo per cercare di sondarlo per bene, quando mia moglie mi chiamò facendo in modo che il mio sguardo si distogliesse da quello del guercio.La guardai negli occhi e accarezzandole la testa le mormorai: "Il mio tappeto é il tuo tappeto Amore mio, lo sai. Verrai con me, sarò il tuo scudo ancora una volta..."Non riuscìi a finire la mia frase che una vibrazione nella trama magica mi scoinvolse i sensi!Istintivamente strinsi Laestel a me con una mano, mentre con l'altra feciscaturire dal mio palmo del fuoco azzurro, pronto all'azione...no...non era nulla di vicino...Il mio sguardo si spostò verso le terre di reha...verso il Bosco delle Fate...Stringendo ancora mia Moglie a me esclamai a tutto il gruppo: "Se dobbiamo raggiungere il Perno dell'Ade facciamolo IN FRETTA! Stà succedendo qualcosa dalle parti di Reha, dalle parti del Bosco delle fate anche...e a Ovest ci sono le nostre terre...NON VOGLIO CHE IL PERICOLO RAGGIUNGA IL MIO POPOLO!"Laestel immediatamente tradusse dallo Shanti al Comune per tutti quanti e velocemente cominciammo a sistemare i bagagli.

As'Ling Volavamo ormai da qualche ora, i più erano impazianti, in me solo grande inquietudine...poi d'improvviso si aprì davanti a noi quella vallata...le pietre acuminate come rasoi, nere come la notte, quell'acqua calma, scura, densa come la pece...nessun essere vivente vi si avvicinava, ne' insetti, n' i piccoli roditori della brughiera...Non si odono suoni se non quello del proprio cuore che batta all'impazzata...e l'inquietudine sale, la magia si agita dentro di me...questo luogo non è amato dal popolo degli elfi, questo luogo di dolore, e morte...."Laestel - un soffio nel vento- a quanto pare siamo arrivati al Perno dell'Ade....ora mi rimetto a te amica mia, sappi che qui i miei poteri possono ben poco, non potrò aiutarti, ma solo sorreggerti con la grande fede che ho in te...solo i poteri dei druidi qui sono ben accetti, ma lo sai meglio di me...piuttosto forse è meglio preparare gli altri a cosa potrà accadere...."Attesi la risposta della mia amica...poi saremmo dovuti atterrare e avremmo affrontato una dura prova...

Ilfirin Continuavo a scrutare il cielo in cerca di qualcosa di familiare…dove erano finiti? Possibile che non si fossero fermati e che avessero proseguito per il Perno?…Mentre cavalcavo osservavo la natura accanto a me cambiare, tutto sembrava coperto da una patina grigia, ma qua e là spuntavano fiori dai colori stranamente lucenti e brillanti, come stelle isolate dall’aspetto stregato. Gli alberi si contorcevano su se stessi, bellissimi e intricati, e il sentiero si perdeva sotto il loro scuro fogliame e la nebbia spessa. Era un posto bellissimo, almeno per gli amanti del genere…Davanti ai miei occhi nascevano piante di cui non conoscevo il nome, ora nere e spinose, ora rigogliose e splendenti, senza una logica precisa; sulla mia schiena e sul mio cavallo si rincorrevano le ombre di tutto ciò che ci superava volando e che, a causa della nebbia, non potevamo vedere. Fu un’ombra particolarmente grande a farmi alzare gli occhi e delle voci femminili mi lasciarono intuire che si trattasse della compagnia. Tirai le briglie del mio cavallo e le cavalcai appresso fino a che non la vidi planare, forse per fermarsi in uno spiazzo spoglio lì vicino.“Bado, avo awartho beriadir…”, dissi accarezzando il cavallo una volta scesa dal suo dorso, e lo osservai cavalcare e perdersi nella nebbia; rimasi là sotto ad attenderli, salutai Ivan e Dain con la mano, e presi a guardarmi intorno:”Così…- pensai – …questo è il famoso Perno dell’Ade…”

Ivan Il Perno dell'Ade...Che posto assurdo...era proprio come lo descrivevano le storie che mi raccontavano quando da piccolo andavo a Reha a scuola di magia...le stesse storie che poi Baffo Bianco mi raccontava drante le notti della Grande Guerra per non farmi piangere...Ero immerso nei miei pensieri quando il sopraggiungere di Ilfirin mi distolse.Sorrisi alla ragazzaa e salutandola le urlai: "Allora ti piaccio eh Tesoro?"

Dàin il Nano ... eravamo finalmente giunti al Perno dell' Ade. Trafelata, a cavallo, visi che finalmente stava giungendo anche Ilfirin. Ci fece un Saluto con la mano, che ricambiai. Ero però molto preoccupato per il suono di esplosione che avevamo udito, quando ancora ci trovavamo nella Radura. Soprattutto, mi davano da pensare le parole che aveva pronunciato Oberon. Fremevo, perchè volevo domandare a qualcuno dei miei compagni maggiori informazioni. "Vedremo", mi dissi, accodandomi al Gruppo.

Voce Narrante (Tali parole e tali fatti sono riportati dai libri e diari presenti al monastero della città sovrana di confine di Nevrasimin. Città delle nevi eterne. Cità natale dell'unica rappresentate nelle Terre sempre in lotta.)-dai sacri testi-giungerà un giorno un tempo, in cui l'oscuro riporterà la mano su ciò che ha perso... tornerà... lotterà... sol le ceneri dietro rimarranno---------------------------------------------------------------------------------dai diari del Gran Maestro-Colei che ci rappresenta, ora Madre e fedele discepola, è lontana da troppo tempo.. sento che le Nere forze si stanno facendo sentire... colui che brama il potere distruggerà il più debole... è tempo ch'ella torni..

Laestel Accarezzai dolcemente Stele prima di salire sul Tappeto di Oberon, lui ocmprese dalla mia mente dove andare...da chi e come noi aveva sentito, la crepa nella Magia...il viagio sino al Perno mi fece tornare alla mente 20 anni prima e prima ancora. I miei pensieri volarono lontano..tornare...Lei. As'ling...e gli altri si aspettavano da me qualcosa, ma io sapevo guidarli li? così parlai prima di varcar le rocce parlai:"Questa è la valle d'Argilla la soglia della Cripta dei Re e dimora degli spiriti di tutte le epoche. Il suo nome deriva dai frammenti di argilla scintillanti e affilati come rasoi che ne ricoprono la superficie, come potete vedere...fate attenzione a dove camminate, a non cadere.. La roccia scivolosa rende insidioso il cammino. soltanto la roccia nera frantumata che sembra allo stesso tempo riflettere e assorbire tutta la luce, troverete qui. Il silenzio opprimente ci circonda...e non ci lascerà fino a che resteremo qui. Dobbiamo attendere la notte...soltanto di notte possiamo arrivare al Perno dell'Ade." sospirai...."Nel centro preciso della valle si trova il Perno dell' Ade. è Ampio e opaco, non è realmente un lago nel senso tradizionale che voi intedete. Le sue acque pulsano di una profonda luce verde interna, come se l'intero lago fosse vivo. e forse lo è...lo è...Se risvegliate, le acque mormorano e pulsano di voci che però non arrivano mai a essere comprensibili. ed è ciò che mi appresto afare, nessuno di voi, nemmeno tu Oberon potrai in quei momenti aiutarmi, e vi chiedo di non intervenire qualunque cosa mi accada, restate indietro restate lontani dalle acque verdi...tutti.le acque sono mortalmente velenose"...."il Perno dell' Ade è l'unico luogo in cui gli spiriti dei morti possono essere evocati per comunicare con i vivi. Almeno questo è ciò che è arrivato a noi, ciò che noi sappiamo" le mie parole erano ora più ferme, più parlavo più sapevo che la strada era segnata, era solo da percorrere. Eppure la sensazione di ghiacchio che arrivava dal Perno si faceva già sentire in me, l'aria immota mi circondava...e tutto prendeva forma diversa, nebulosa...opaca. Appena notte arriveremo al Perno dell'Ade, solo di notte è possibile evocare, solo di notte è possibile avvicinarsi...anche se qui, la luce ha un suo riflesso proprio sempre.

Oberon Rimasi zitto per tutto il tempo in cui Laestel parlò.Voltato dalla parte opposta rispetto a tutto il gruppo.Io sapevo che invece ero una delle rare persone che poteva usare magia al Perno...la magia Shanti é completamente naturale...Ma sapevo bene che comunque non avrei usato magia, per non deconcentrare mia Moglie.Avrei usato la forza fisica.Avrei aiutato lo stesso Laestel, anche se Lei stessa me lo stava vietando.Laestel lo sapeva che avrei rischiato ogni cosa non appena avrebbe dato segni di cedimento.Ancora voltato allungai una mano all'indietro per raggiungere la sua.

Laestel Il tocco della mano di Oberon mi scaldò il cuore, in mezzo alla landa desolata in cui ci trovavamo. Il richiamo dal lago stava iniziando, sentivo un'energia senza pari arrivare da li..comese un richiamo antico e incontrollabile mi chiamasse, era sera, tra poco ci saremmo inoltrati, qualcuno forse aveva delel domande chissà cosa provavano gli altri, chissà cosa mi avrebbe detto Lui, si era lui di certo...

Voce Narrante Qualcosa attirò la sua attenzione.....finalmente erano arrivati.Un piccolo sorriso parve comparire dalle sue labbra ma forse era una piccola smorfia dovuta allo sforzo di tenere aperto il varco per comunicare.Adesso poteva lasciare che si chiudesse e aspettare che colei che aspettava compisse il suo dovere. Prima di lasciare che il varco si chiudesse lanciò verso di esso un ultimo sibilo telepatico che solo lei avrebbe compreso cosa significasse, voleva dirle di non evocare i morti ma che lei chiedesse di entrare nel loro mondo....solo così avrebbe aperto il portale per far passare un corpo fisico e solo allora lui avrebbe usato la sua magia collegandosi a lei...ma doveva fare presto, ormai i demoni erano li.Lasciò quindi che il portale si chiudesse e finalmente potè massaggiarsi le braccia e le gambe.Non appena cominciò a rilassarsi un po e aspettare che lei compisse il rito di evocazione per aiutarlo, da un varco tra le rocce alla sua destra comparirono i primi Demoni che erano alla sue calcagna....era passato troppo tempo, adesso la cosa era più ardua di quel che pensava.

Voce narrante (Lùthien) Lùthien stava seduta un pò in disparte,in quella che sembrava una taverna, in attesa di chi l'aveva convocata. Non sapeva chi fosse ma aveva obbedito:La Dama e Maga delle Terre del Drago non poteva ignorare il richiamo fatto in nome del "PATTO della LUCE e del VENTO". M'Yrrin e Llireal erano fuori in quel Bosco senza età.Una figura ammantata di bianco, con il capo coperto entrò, Lùthien sentì un'onda di energia e capìche il suo inerlocutore era arrivato. Si vedevano solo gli occhi, luminosi e senza tempo."Mae Govannen" l'antica formula risuonò in quel luogo dove gente di tutti i tipi, vestita nei modi più strani e diversi beveva e scherzava ognuno a suo modo. Lo sconosciuto iniziò a parlare velocemente...era una donna "Ledüss Amyan?" chiese Lùthien "non cercare di capire chi sono, in questo luogo non ha nessunaimportanza. Ti ho chiamata perché la tua missione comincia adesso...e tu devi essere preparata a degli eventi che prima ti sono stati nascosti. Vedrai una creatura di cui non esiste memoria nel tuo tempo...osservala attentamente e cerca di capire e di sapere il più possibile su di lei. Avrai anche una rivelazione sconvolgente..abbandonati completamente alle sensazioni che sentirai." La sconosciuta si alzò e nell'andarsene le fece una carezza mormorando..."questa è la Taverna del Tempo e dello Spazio tutti gli eroi di tutte le ere e di tute le dimensioni si incontrano qui per ricaricarsi con l'Energia Cosmica Universale, della tua razza sei la prima Benvenuta possa il tuo cammino essere verde e dorato" Lùthien non fece in tempo a replicare che la figura era sparita, si sentì smarrita, si guardò intorno e in fondo alla stanza uno strano guerriero alzò il suo boccale per un brindisi sorridendole."Andiamo Dama Anima mia" le voci di M'Yrrin e Llireal la chiamarono " è tempo"Volgendo lo sguardo al guerriero Lùthien uscì e con i suoi Draghi lasciò la Taverna...sarebbe tornata più presto di quanto lei pensasse

Lùthien Eccoli! I Progenitori Coloro che si opposero al Male! Un pò in disparte Lùthien li osservava: avanzavano sicuri ed al tempo stesso ignari di quanto le loro azioni sarebbero state decisive per il futuro. Avanzavano Elfi, Mezzelfi...mancava la Fata e i Maghi ma sarebbero giunti..ecco la creatura sconosciuta..."Cosa dirò loro, come mi accoglieranno?" Domande, domande...poi all'improviso quel suono meraviglioso,sconvolgente tanta era l'intensità..."abbandonati alle sensazioni" aveva detto la Creatura nella Taverna e lei si abbandonò alla Canzone riconoscendo la Dama del Bosco. Si abbandonò completamente facendo fluire energia, danzando e come nelle Aule di Mandos intonò il suo canto sublime ed eterno avvampando di energia pura riconoscendosi in tutte le creature. Risplendevano anche i suoi Draghi illminando per un istante quel posto così tetro: non si sentivano più stranieri e Lùthien avanzò felice verso il gruppo in sosta "Mae Govannen" improvvisamente Llireal si alzò velocemente in verticale e cominciò a girare in cerchi sempre più stretti sulla testa della creatura sconosciuta. Lùthien cercò lo sguardo di M'Yrrin ma lei fissava intensamente e dolcemente la dolce Chierica allungò abbassandolo il suo muso dorato in segno di rispetto "M'Yrrinè Lei vero la Prima Grande Dama dei Draghi?" "Sì Anima mia" intanto il piccolo Drago rosso era tutto concentrato alla ricerca di qualcosa, poi il suo colore divenne anora più brillante e ritornò sulla spalla di Lùthien "Fatto...avanti mia Dama!"

Voce Narrante (Ipnos) Ollat osservò a lungo Sybil senza dire uan parola pensando alle parole dette da lei. Sorrise una volta e poi tornò serio, poi gli scappo una risatina tra i denti e si voltà verso la donna con lui. "Sono certo che sia lei, non esistono due fate uguali tra loro e Sybil tra queste è ancor più speciale. Sono certo sia lei, l'ho vista a Reha con e senza l'Arcimago Ipnos. Sono certo che non mi sbaglio. Mentire non è concesso nelle sette torri quindi per forza non ricorda. Potrebbe essere la nostra occasione!" Ma la donna rispose a tono basso. "Non dire sciocchezze Ollat. Se l'Eledil lo scoprisse sarebbe definitivamente la fine della nostra Scuola. Lo sai bene." L'uomo si fece pensieroso e guardò ancora Sybil, poi si avvicinò. "Questa è la Torre della Luce, la mente e l'anima sono le specialità di questa scuola coem di quella delle Tenebre. Non canalizziamo al magia attraverso gli elementi ma attraverso lo spirito delle persone. Potrei prendere il tuo spirito e scoprire verso quale fronte si piega ed in entrambi i casi usare quest'informazione per me. Ma andrei contro le leggi di Reha mi fa notare la mia buona amica. Io so che tu sei Sybil, e so che sei anche Evelin e che questo è stato il legame che ti ha unito subito a Ipnos... Puoi aver dimenticato di essere Sybil, ma in fondo al tuo cuore tu hai ricevuto lo spirito di Evelin, la prima moglie di Ipnos. Pensaci su ragazza." Sorrise gentile e poi fece per uscire insieme alla maga alta e magra.

Ipnos Eledil Riaddolcii lo sguardo verso Willem quando questo mi disse quelle parole. "Un varco magico dunque? E Sybil proviene da quel mondo? Capisco. Molto bene, non mi interessa che si versi altro sangue quindi..." Chiamai uno degli Caomandanti, precisamente quello della Terra, e gli dissi quello che avrebbe dovuto fare. "Come voi sapete Willem, probabilmente negli anni Sybil ve lo ha raccontato, non vi è magia che io non abbia studiato e sulla base della quale io non abbia fatto addestrare in questi ultimi venti lunghi anni i miei Guardiani. Mastro Rothen è a comando dei miei Guardiani della Terra e gli ho appena dato l'ordine di sigillare quel portale. Certo non posso distruggerlo, non padroneggio così bene uan magia non mia, ma posso imporvici un sigillo intorno perchè tutto quello che esca non possa fare che qualche passo o muovere arma o incantesimo oltre quel sigillo. Voglio che teniate sotto controllo il portale e mi avvisiate non appena qualcosa ne uscirà e rimarrà intrappolato dal sigillo. Sono stato sufficentemente chiaro?" Sorrisi e mi voltai con il grifone, poi alzai il braccio e feci gesto ai Guardiani di ritirarsi. Forse Willem si sarebbe accorto dopo qualche ora che nel bosco non lasciai nessuno dei Guardiani come a dire: Vi ho sconfitti una volta. Posso farlo un'altra. Sorrisi mentre i Guardiani si incamminavano lentamente verso i portali che avrebbero riportato l'esercito a Reha, ed io con esso. Gli interventi rapidi, che potevano durare anche solo uno o due giorni come questo sul Bosco erano ormai la strategia migliore di Reha che però poteva sfruttare unicamente poche unità. Trasportare le due intere legioni sarebbe stato impossibile quindi Ipnos preferiva muovere poche unità scelte, quali i Guardiani, per svolgere in brevissimo tempo gli incarichi più spinosi. Pensaia questo e poi pensai a quel gruppo che si era incamminato verso il Perno. Sorrisi al pensiero di quel luogo che non avrei mai potuto vedere. "Muoviamoci" urlai con forza, lasciando dietro di me il Bosco delle Fate.

Oberon Istintivamente e all'improvviso afferrai Laestel per il braccio, tirandomela dietro di me e facendole scudo con il mio corpo.Ciò che stava accadendo mi stava davvero innervosendo, troppo...erano venti lunghi anni che non mi innervosivo così tanto e così repentinamente...Con occhi di ghiaccio fissavo innanzi a me stringendo le mascelle, mormorando sommessamente e velocemnte nella mia lingua parole magiche, pronto a scaricare tutta la mia magia in un solo istante.

Dàin il Nano ... avanzavamo in fila, ed io ero immerso nei miei pensieri. Sapevo di non dover toccare le acque del lago, per nessuna ragione, perchè erano letalmente velenose.Volevo solo osservare ciò che sarebbe accaduto. All' improvviso, ai nostri sguardi si offrì un' immagine che mi parve inconsueta, almeno per quanto io sapevo di quel luogo. Una Dama, Elfica per le fattezze, apparve danzando, e si fece appresso a noi salutando con gentilezza. Notai che era accompagnata da due Draghi. In altri tempi, mi sarei allarmato alla presenza di anche una sola di queste creature. Ma ormai, stavo imparando cose del tutto nuove su di loro, e non solo non li temevo più, ma stavo iniziando a comprendere quale fosse la loro vera Natura. Dei due Draghi che accompagnavano la Dama, uno era molto piccolo, e le stava accoccolato su una spalla. Era persino grazioso. All' improvviso, la creaturina spiccò un balzo, e finì per mettersi ripetutamente a volteggiare sulla mia testa. Non sembrava affatto ostile, solo mi domandavo che cosa significasse tutto questo. Così come aveva spiccato il volo, il piccolo Drago altrettanto repentinamente ritornò ad accoccolarsi sulla spalla di Colei che pensai fosse la sua Padrona, e mi parve sussurrarle qualcosa all' orecchio...

Sybil Vane Evelin...la prima moglie di Ipnos?!Ma che cosa stava succedendo?Guardai perplessa i due quindi,senza dire una parola,mi sedetti a terra,stringendo la testa tra le mani.Nulla...nulla...nulla!!Non mi ricordava nulla quel nome!Mi sentivo soffocare in quella stanza!Il pensiero,poi,che il Principe di Rhea sarebbe potuto venire nella Torre,alla notizia che una fata somigliava molto a quella che stava cercando,mi spaventava!non avevo mai parlato ad un Principe...poi temevo i Maghi!"Mi scusi Messere!"chiesi improvvisamente all'uomo,prima che se ne andasse:"Quindi posso recarmi nella Sala della Musica,vero?"lo guardai implorante,tenendo stretta a me l'Arpa che le Guardie,gentili,non avevano tentato di sottrarmi.L'uomo,massaggiandosi il mento,annui.Lentamente,mi inoltrai nel corridoio e,senza fatica,trovai la Sala.

[Voce Narrante](Sybil) Tutto taceva nel Bosco delle Fate.Gli abitanti si guardavano in faccia perplessi perchè tutto era accaduto molto in fretta e anche finito in fretta.Qualcuno sbraitava ancora,nonostante si fosse arreso:"Che umiliazione!Che razza di vigliacchi siamo?!"Wille,il provvisorio Reggente,si avvicinò:"Dovreste ringraziare,mille volte!Perchè sapete che nessuna Regina si è mai preoccupata di educarci alla Guerra!Le Fate sono troppo convinte di essere intoccabili e protette dalla Natura!No...non siete creature realistiche!Solo ingenue!"il suo volto era rosso d'ira:"Ringraziate Ipnos,di Rhea...e l'affetto che lo lega a Sybil Vane!".Intanto,nell'area boscosa vicina al varco,Gael e Lhorien conversavano animatamente,turbando la quiete notturna:G:"Lhorien sei un'incapace!Adesso il Bosco Fatato è comunque sotto il controllo di Rhea!!L'unica cosa fatta bene è stata fatta da me e Myrdin,ovviamente!!"La Fata scosse rabbiosamente la testa,scrollando le aliL:"Come ti permetti di rivolgerti così???Pezzo di pietra che non sei altro...inutile sasso parlante!"sbuffòGael scoppiò in una fragorosa risata per poi tornare serio e glacialeG:"Adesso tu apri le tue belle ali e esci da questa terra!Torna di là e cerca aiuti!...col pretesto che...che...Sybil Vane è stata portata via dalla sua terra!Già!"L:"E...perchè io?!"G:"Stupida!Perchè si spaventerebbero vedendomi!Comunque non temere,lei non verrà a sapere nulla!Ormai la sua memoria è cambiata..."fece una pausa:"L'unica cosa è che...potrebbe tornare a conoscere Ipnos e tornare ad amarlo!E poi...quei loro odiosi compagni!"L:"Ma adesso sono al Perno,giusto?Spero marciscano lì!"G:"Zitta!E...non perdere tempo!"La Fata partì,sbuffando.Gale,invece,si allontanò:"Spero solo che Laestel e la sua amica,la Dama del Bosco,non percepiscano nulla!"

Laestel Oberon dolcemente ma con forza mi strinse a se, non avrei potuto desiderare altro dalla vita, il mio compagno era il dono più grande che potessi chiedere alla vita, lui e i nostri figli, una casa…tutto mi passò dinanzi come un fulmine. Tornai alla realtà eppure in quel drago d’Oro qualcosa non quadrava…c’era qualcosa di strano, ma cosa??? Guardai Cardaran…interrogativa. Ma un immagine gunse nella mia mente con forza, compresi subito, dentro di me scoppiai dalla gioia…sarebbe stato faticoso, ma la forza del mio amore e i duri anni di studio e meditazione mi avrebbe supportata e ci sarei riuscita…ormai era notte, era giunto il momento di andare alla riva del Lago e cos’ mi incamminai dicendo:” per me è giunto il momento…tutti mi seguirono”

Ivan Lo strano elfo sembrava perplesso e diffidente di tutta la situazione...Io capivo sempre meno, così mi limitai a sfoderare la spada e apiazzarmi in coda al gruppo per guardare le retrovie e proteggere i compagni più avanti...comincia a maledire di essermi speso tutti i soldi guadgnati dall'ultimo lavoro in cretinate...avrei potuto comprarmi un'armatura...ma ormai era tardi per piangersi addosso.Così strinsi meglio l'elsa della spada e seguìi gli altri, voltandomi di volta in volta per guardare le spalle al gruppo.

Oberon "No."Guardai negli occhi Laestel."Non conosciamo questa nuova Dama che é arrivata accompagnata dai Draghi...siamo al Perno dell'Ade ricordatelo e ciò che vediamo può benissimo non essere ciò che sembra..."Continuai a parlarle, tanto nessuno a parte noi conosceva lo Shanti."Tu da sola non te ne vai da nessuna parte. Dove andrai Tu verrò anche io...sai benissimo che non sono disposto a lasciarti sola."Lo dissi in tono dolce, ma si vedeva bene che ero serio.

Sybil Vane La porta fece un lieve cigolio...non appena varcai la soglia,fui investita dagli impalpabili raggi luminosi che filtravano dalle alte finestre,ricoperte da un lieve strato di polvere.Quella Sala era immensa e i miei occhi brillarono non appena riuscirono a scorgere,su ordinati scaffali,file di strumenti musicali di ogni tipo,tenuti con cura sia nell'aspetto che nella parte tecnica...infatti sembravano accordati e si notava che venivano usati spesso.Presi posto accanto alla parete laterale e,sedendomi,cominciai a suonare..."Re Lear dalla scogliera li osservava.."sussurrai quel canto,per non disturbare:"Candidi come la schiuma dell'oceano,brillavano come diamanti,undici cigni dal cuore di uomo"...mi sentivo comunque inquieta e,temevo,che il Principe di Rhea fosse davvero stato chiamato e potesse apparire da quella porta da un istante all'altro:"La pelle grinzosa come le rocce Irlandesi,il respiro ormai stanco...la Strega comparve nello splendore dell'Alba,afferrando con gli artigli il mantello del Re...il canto di un'Arpa ti racconterà ciò che avvenne..."

Lùthien "Tutta questa diffidenza...non capisco M'Yrrin forse ho sbagliato qualcosa eppure mi sembrava di essermi presentata nel modo giusto!""Pazienza mia Dama, sto cercando di comunicare con Cardaran ma sembra essere difficile, è un Drago antico molto antico anche x me""Siamo molto diversi da loro...ecco che cosa percepiscono: la differenza, la stranezza...hai ragione M'Yrrin dobbiamo avere pazienza.Llireal dove vai?" il piccolo Drago si era nuovamente levato in volo, si fermò a mezz'aria "Devo verificare una cosa mia Dama" e si allontanò "Stai attento...ma come mai ontinuate a chiamarmi mia Dama?""Perché la sei e perché anche loro devono percepire SAPERE chi sei e che aiuto potrai dare""Uff...va bene ma quando sarà tutto chiaro smettetela tutti e due" M'Yrrin ghignò divertita "Fidati Mia DAMA""Intanto che ti diverti teniamoci pronti, fra poco si scatenerà l'Inferno e dobbiamo essere lucidi e determinati...Llireal TORNA qui!" Lùthien aveva ritrovato il suo sangue freddo,la sua aura cominciò a brillare era la Dama e Maga delle Terre del Drago e non se lo sarebbe scordato più.

Laestel no, non mi piaceva per niente, comunque non c'era tempo per discutere con la nuova arrivata, dovevo evocare lo spirito, il momento era giunto e non c'era tempo da perdere. "Cardaran..gli sussurai chiama i tuoi fratelli, qualcosa mi dice che ne avremo bisogno" il vecchio e possente drago :"annuì..."non piaceva nemmeno a lui. "Oberon..."dissi poi "sai che non è possibile" , per favore, resta a una distanza sensata. Sorrisi e ripresi il cammino verso il lago immobile eterno...aria ferma, morta. Un brivido attraversò il mio corpo.

Dàin il Nano continuavo ad osservare, incuriosito, la Dama con i Draghi. Il più piccolo dei due, quello che le stava accoccolato sulla spalla, spiccò nuovamente il volo, e si allontanò volteggiando. "L'lireal" la Dama volle richiamarlo a sè, con autorità ma anche con profondo Amore. Osservavo tutte e Tre le figure, assai affascinato.Da loro mi giungeva una sensazione molto forte e molto profonda. Non era una sensazione negativa, ma mi metteva un poco in apprensione perchè non riuscivo a decifrarla con chiarezza.Mi voltai, per osservare che cosa avrebbero fatto ora Dama Laestel e gli altri miei compagni di Avventura. Ebbi l'impressione che Laestel si preparasse ad una evocazione. La vidi accostarsi a Cardaran, il Grande Drago che ci aveva portati sin lì sul suo dorso. Se osservavo il Lago, provavo una sensazione di allarme. Sentii che qualcosa stava per accadere. Qualcosa che sicuramente sarebbe stato pericoloso. La mia mano, istintivamente, cercò il manico della mia Ascia fedele. Senza farmi capire da nessuno, stringevo la mia Arma. L'Impugnatura liscia, levigata dal tempo, che era familiare alla mia mano come un prolungamento del mio braccio mi diede un minimo di conforto. "Accada quel che deve accadere", pensai. "Io sono qui, e sono pronto". Ma ogni tanto, quasi senza che me ne accorgessi, il mio sguardo tornava a posarsi sulla Dama, e sui Draghi che la accompagnavano.

Ivan Capivo con difficoltà l'arrivo di questa nuova arrivata...accompagnata da Draghi...ciò mi dava da pensare e non poco...Ma una voce femminile, sentita altre volte mi riecchieggiò nella mente, mentre la spada tra le mie mani si riscaldava leggermente: "Ivan non fare domande e stà tranquillo...preparati a combattere ancora una volta mio Protetto..."Sapevo che potevo udirla solo io, così mi affiancai a Dàin, pronto a dare man forte al nano.

Voce narrante I demoni avvistarono colui che consideravano fino a qualche giorno prima il loro Signore e senza preoccuparsi se era ancora in grado di distruggerli si lanciarono all'attacco. Forse il semplice fatto che lui per qualche giorno era sparito consentiva loro di considerarlo un traditore e quindi un nemico.Sapendo della sua forza e nella difficoltà del combattimento decisero di attaccarlo tutti insieme....i primi cinque demoni che erano davanti a tutti caricarono con tutta la forza che avevano e a falci spalancate si scagliarono contro l'uomo-demone che sembrava non essersi accorto di loro.Nel momento esatto in cui fecero un balzo contro di lui, l'uomo-demone scartò di lato e con una potente manata colpì il primo dei cinque mandandolo ad urtare gli altri due che erano dietro di lui...subito dopo si piegò e rotolò ancora per evitare gli altri rimasti e che intanto lo stavano aggirando. L'umo-demone alzò una mano al cielo e subito cadde su di loro un enorme macigno rotolato dal fianco della montagna a ridosso del Perno dell'Ade.I primi cinque demoni erano sistemati...il problema però era che questi primi erano tra i più deboli, infatti comparirono subito dopo una ventina di fiere e altrettanti demoni Straken pericolosi e pari ai Druidi nel mondo reale.La situazione era disperata....gli avversari si guardavano senza effettuare nessuna mossa....ognuno conosceva la potenza dell'altro ma il Signore dei Demoni aveva un vantaggio, non era ancora arrabbiato!!Prima che i Demoni riprendessero l'attacco alzò una mano verso di loro e li guardò ad uno ad uno...i Demoni sapevano cosa significava, voleva dire che dava loro l'ultima possibilità di salvarsi e alcuni si ritirarono...ma purtroppo la maggior parte di loro non arretrò e aspetteva il momento buono per attaccare incitati dagli Straken che consideravano l'occasione d'oro per sbarazzarsi una volta per tutte di lui dopo vent'anni.Nel frattempo il Signore dei Demoni guardava con la coda nell'occhio verso il centro del lago, sperava che l'evocazione avvenisse in fretta poichè non sapeva per quanto tempo sarebbe riuscito a tenerli a bada visto che sentiva che molti altri si stavano avvicinando.....

Voce Narrante (Ipnos) Al Bosco tutto avvenne secondo le disposizioni di Rothan, Comandante dei Guardiani della Terra. Sette Maghi si disposero intorno al portale che gli era stato indicato, si sedettero e posarono le mani al suolo all'altezza dei fianchi. Rothan si sedette come ottavo a comporre un ottagono intorno al portale e mise le mani anchegli al suolo come i suoi sottoposti. La nenia sorse alta e la terra inizio un leggero vibrare che non sconvolgeva il luogo, ma lo turbava lievemente. Dalle mani dei maghi iniziò quindi ad uscire una linfa verde che lentamente si diresse verso il portale e poi indietro a disegnare lati e diagonali della figura secondo cui erano disposti i maghi. Poi quando il disegno fu completato i maghi chiusero i pugni insieme e pronunciarono ad alta voce l'incanto del sigillo e la linfa si solidificò secondo il disegno, lasciando un verde lucchichio chiaro, quasi elettrico. Un sigillo che avrebbe impedito di uscire da quel disegno, e allo stesso modo avrebbe impedito a chi usciva dal portale di rientrarvici. Una prigione tra due mondi quasi. I maghi poi lentamente si diressero verso la piana uscendo dal bosco. Lentamente si riunirono e furono aperti i portali per tornare verso casa. Molti parlottavano tra loro come se niente fosse successo. Altri tenevano un comportamento òpiù marziale. Altri si scambiavano opinioni sull'evento e su quello che sarebbe seguito. Quando tutti passarono fu chiaro a Reha che l'Arcimago era già di ritorno... La notizia si diffuse in fretta e furiam raggiungendo tutte le sei torri...

LAESTEL Era giunto l’ora, l’Alba si avvicnava veloce.Lei era di fronte alle immobili acque del lago…che emanavano il loro potere sconfinato.Nulla esisteva in quel momento al di fuori di lei e delle acque del lago, con uno sforzo di volontà, era riuscita persino ad escludere i suoi figli dalla sua mente, perché…primi sarebbero stati usati contro lei, da chi abitava le acque ferme…del lago.I lunghi anni di studio e meditazione l’avevano preparata bene, ma era un momento cruciale, e ogni gesto doveva essere perfetto, determinato deciso. Puro.Gli occhi socchiusi, le mani nell’atto di sollevarsi verso le acque, i vestiti azzurri sino a toccare la terra mista a roccia sottostante..i piedi a una minima distanza dalle letali acque. Laestel…ecco il mio nome, somma sacerdotessa di Mainor…il rituale era iniziato.Il silenzio era totale. Le parole fluivano dalle labbra della fanciulla in riva al lago, ella sola le comprendeva, perché erano in quell’antica lingua di magia druidica, che pochi adepti conoscevano, o forse ormai..solo lei e…Le acque iniziarono a muoversi, ma lei non se ne accorse, sentiva solo..urla strazianti, altri paurose, volti emergevano e si ribollivano nelle acque, sudava freddo, ma non se accorse.Improvvisi i volti di due fanciulli e una fanciualla alla mia mente, pericolo, pericolo…il cuore prese a battere più veloce, stavo perdendo la mia contrazione, questo non doveva accadere, con unno sforzo che solo gli anni a Paranor potevano aver forgiato, mi constrinsi a concentrarmi sul suo volto, sui nostri ricordi…sul suo amore per me, sulla nostra amicizia profonda e nata in momenti bui e solitari, negli anni della mia infanzia. “Ascoltate Venarati Avi O Spiriti Druidi, sono qui per chiedere di aprire un Varco, il nostro mondo è ancora minacciato di estinzione, un tempo avete combattuto sino alla morte per salvare queste terre, non negatemi questa richesta, ora è mio il compito di proteggerle sin con la vita se necessario, Io sono qui per Volere di Mainor in persona per onorare le nostre Tradizioni”Le acque si agitarono ancora…la mia mente iniziava ad essere stanca, le mie forze iniziavano a vacillare, mi sforzavo di non guardare in viso quelle creature che apparivano dalle acque alla mente, le voci erano divenute stridule, ancora loro…e Oberon…e ..NO, dovevo mantenere io il controllo, mi concentrai ancora sul suo volto…E attesi la risposta.

Voce Narrante[Sybil] La pesante testa metallica del golem era poggiata sui pugni chiusi di roccia e,placida,attendeva in silenzio...fino a che...la sentì...avvertì le grida squillanti della Fata Lhorien.In un istante fu di fronte all'accesso:"Maledizione Gael!Fammi uscire di qui!!!Chi ha avvertito quel dannato Arcimago del nostro piano??"la piccola fata era imprigionata tra i due mondi e non c'era verso di liberarla...Ipnos,o chi per lui,l'avrebbe trovata e si sarebbe vendicato."Sfortuna,Lhorien...solo sfortuna!"sospirò Gael,fingendosi calmo e controllato:"Ma non temere...porterò avanti ciò che abbiamo deciso,in un modo o nell'altro...tu...stai attenta a come ti comporterai..e..credo che un piccolo giovamento lo troveremo anche da questa situazione!Vado a Rhea!"Lhorien scosse la testa infuriata:"Cosa?!?!Cosa diavolo stai farfugliando??Non puoi lasciarmi qui!!!""Guardami,Lhorien...e,tra qualche secondo,capirai!"la maschera del golem scintillò fino a scomparire in una nube di fumo...Quando ricomparve non era più lui ma..."Gael!"la Regina delle fate sorrise soddisfatta"sei...sei più geniale di Myrdin ed Ipnos messi assieme!Sarai la sua maledizione!Quella di Sybil Vane!"Alle porte di Rhea un giovane dal nero mantello bussò alle porte...stringeva tra le mani le briglie che legavano un Cavallo Alato,candido,trovato per caso in quei pressi..."Chi va là?"gridò la guardia."Buon uomo,sono un elfo,il mio nome è Felagund e questo è il mio destriero Stele"quello fu il nome che lesse negli occhi dell'animale,quando con rabbia cercava di liberarsi dalla stretta del giovane:"Sono qui per una sosta da un lungo viaggio..tra due giorni riprenderò il cammino!"un debole fascio di luce illuminò il volto pallido del giovane,dai tratti perfetti e dolci e due occhi di un blu intenso,capaci di incantare.

Oberon Ero nervoso...Ero parecchio nervoso...Ero troppo nervoso...Avevo visto sparire Laestel tra la vegetazione indirezione del Lago...non sapevo quanto era passato...il continuo turbinare dei pensieri nella mia testa mi aveva fatto predere definitivamente la cognizione del tempo.Già...il tempo...e agari erano passati pochi mintui...o addirittura pochi secondi...No, la luce era cambiata, l'alba era giunta tra noi.Comunque sia...era troppo tempo.Guardai alcuni tra i compagni avevamo tutti dormito poco a causa della tensione...Mi alzaidi scatto e senza badare a nessuno di loro, senza dare spiegazioni mi avviai di corsa verso il Lago.Non me ne fregava assolutamente nulla di niente, mi lascia alle spalle persino Caliostro.L'imperativo che rimbombava nella mia mente era di raggiungere Laestel al più prest, mia Moglie rischiava grosso...le avevo permesso di andare innanzi a quell oscure acque da sola...e questo era un errore che non avrei mai dovuto fare.Sapevo di essere uno dei pochi in grado di poter usare magia in quel luogo, ma purtroppo anche a me durante il rito era interdetto fare appello ale arti della Signora...Me ne fregavo anche di questo: a costo di morire avrei utilizzato qualsiasi mia risorsa fino all'ultima energia del mio corpo e del mio spirito.Magia o non magia avrei affiancato Laestel.Correvo...e sentivo il rancore crescere in me a dismisura...mi ripromisi che se avessi incontrato spiriti maligni al fianco di mia Moglie, questi sarebbero sati annientati.Non importava come.Importava che Laestel tornasse viva e tra le mie braccia dal perno.

Voce Narrante L'evocazione era cominciata, il Signore dei Demoni si girò di scatto a guardare verso il centro del lago perchè sentì l'enorme flusso di energia che si stava creando....i defunti Druidi stavano accontentando la richiesta dell'evocatrice di aprire un varco.Senza neanche badare a quello che i demoni stavano facendo, l'uomo si avviò verso la riva del lago e cominciò anche lui a recitare velocemente strane formule che crearono nel centro del lago un altro portale ma più grande di quello creato in precedenza. I demoni che fino a quel momento erano rimasti stupiti di quello che succedeva, si ripresero e cominciarono a lanciarsi contro l'uomo che secondo loro aveva firmato la sua condanna a morte.Al primo assalto andarono a sbattere contro una barriera invisibile che lo circondava e si arrestarono,cominciarono così a girargli intorno mentre gli Straken lanciavano magie contro di esso per superare o infrangere la barriera.Il Signore dei demoni, per nulla turbato da quello che gli accadeva intorno, cercava velocemente di connettersi al portale che si stava creando tra il regno dei morti e la realtà al di fuori del Divieto...i suoi sforzi erano sovrumani, cercava di deviare il portale verso quello che lui aveva creato, dal suo viso cominciò a colare sudore per lo sforzo e l'energia che stava usando per connettersi a quel portale....dopo nemmeno due minuti riuscì a deviare il portale verso il Divieto e vide dall'altra parte la donna che stava ritta anche lei sul lago con le braccia alzate per evocare i Defunti Druidi.Purtroppo per lo sforzo enorme che aveva fatto per deviare la magia e rimandare i defunti druidi nel regno sotterraneo i suoi poteri si esaurirono temporaneamente e con essi anche la sua barriera protettiva, infatti fu colpito ad un braccio da una Furia che gli lacerò la manica e la pelle.Non pensò a difendersi, il portale si sarebbe richiuso nel giro di pochi secondi e per questo si lanciò verso di esso con tutta la forza che aveva...i Demoni che non capivano quello che stava succedendo si lanciarono anche loro attraverso il portale al suo inseguimento.Fu così che il Signore dei Demoni riuscì ad uscire dal Divieto, dopo aver oltrepassato il portale si lanciò verso la donna che stava ancora li stupita ad osservare e la gettò di lato...se non l'avesse fatto i Demoni che stavano anche loro oltrepassando il portale l'avrebbero sicuramente travolta e uccisa.La situazione adesso era disperata....il portale non si chiudeva ancora e decine di Demoni stavano invadendo il Perno dell'Ade....

Lùthien "Mia Dama è avvenuto...presto perché i demoni stanno uscendo anche loro" Llireal era sbucato dal nulla, brillante come non mai e con un'aura infuocata tutt'intorno a lui. M'Yrrin si preparò,anche lei risplendente, al fianco di Lùthien "Quando vuoi Mia Dama...dobbiamo avvisare anche gli altri?" "No" c'era una nota dolente nella voce di Lùthien, ma non potevano interferire più di tanto; nella "Cronache del Tempo prima della Grande Alba" vi erano solo accenni alla presenza di una misteriosa Dama, che ogni tanto scompariva e che aveva aiutato i Progenitori, nulla di più e quindi dovevano muoversi con cautela, non potevano rischiare di stravolgere il corso degli eventi...e negli istanti che sarebbero succeduti doveva verificarsi ancora una cosa...

Dàin il Nano ... "lo sapevo che qualcosa sarebbe accaduto, me lo sentivo." Udii grida, come emesse da Mostri o Demoni. Provenivano dal Portale magico. Vidi comparire da Esso, un personaggio che non avevo mai visto prima. Si gettò al di fuori del Portale, con il fare di chi è inseguito da un Pericolo Mortale. Nella sua corsa, il personaggio ebbe la prontezza di scostare di lato Laestel, ancora impegnata nella sua evocazione, evitandole di essere travolta dall' Orrore che subito dopo emerse dal Portale. Vidi Oberon irrigidirsi, come per prepararsi a lottare, ma chiaramente non avrebbe mai potuto farcela da solo, per quanto valoroso, contro tutti quei mostri spaventosi. Ivan ed Ilfirin erano accanto a me, e ormai non era più possibile indugiare. Le mie Mani, istintivamente già aveva preparato l'Ascia da combattimento. levai un rapido sguardo verso la Dama accompagnata dai Draghi, come ad accertarmi che non corresse un pericolo immediato. Ma già le mie gambe stavano muovendosi in direzione del gruppo di mostri che stavano dirigendosi verso di noi. Prima ancora che pensassi di farlo, le mie braccia, si erano spostate di lato caricando il colpo con tutta la Forza di cui disponessi. Attesi con calma quasi glaciale che il Demone che guidava la Fila giungesse a tiro, e poi il colpo partì. Il Primo colpo...

Oberon Corsi verso di Laestel giusto in tempo per vedere un essere uscire da un portale e buttarla di lato.Mi ifuriai...non sapevo chi era, ma non me ne importava, perché dopo di lui uscirono molti Demoni.Istintivamente mi diressi verso il primo che era uscito e gli appioppai un pungo in faccia, per poi afferrare Laestel, tirarla su e correre indietro verso il gruppo con tutta la forza che avevo nelle gambe e nelle braccia per portare via mia Moglie da quel posto.

Ivan Successe tutto con una velocità impressionante!Sò solo che mi stavo lentamente abbioccando per la noia, quand'ecco che l'elfo brutto, o Oberon, come diavolo si chiamava, corse verso il lago con un'espressione di violenza nel volto mai vista!Dàin aveva già l'ascia in mano e il solo percepire tutta quella tensione mi portò a sfoderare la spada dal foderoUna voce femminile che sentivo ogni volta che impugnavo la mia rma invase la mia testa: "Attento mio protetto...Ivan, ricordati che tu mi hai portata via da Reha e tu mi dovrai custodire...io ti aiuterò...ti dirò dove colpire."Strinsi i denti e mi preparai a ricevere la carica di alcuni Demoni venuti fuori da un grosso portale al centro del lago...Dàin fu il primo a colpire e subito dopo io: schivai abilmente una manata di un grosso demone nero con le corna da ariete, portandomi sul suo lato destro e mentre gli tiravo una forte ginocchiata sull'anca per farlo piegare, la mia spada andava a recidergli lagola.Del sangue nero mi schizzò addosso cominciando asfrigolare...me ne fregai altamente, ero abituato a peggio; un mio gomito colpì un altro essere infernale che voleva attaccarmi da dietro e con una rotazion del busto sollevai la spada che andò a mozzargli di netto il collo.Venti anni di tecniche di guerra i vedevano...ed erano molto utili.Lanciai il mio grido di guerra: "Per il drago e la tigre!"E mi fiondai nel fitto della mischia.

Lùthien "Adesso" l'aria intorno a Lùthien avvampò, i suoi capelli divennero rame profondo e salendo su M'Yrrin iniziò, a braccia tese in alto a formare una cupola e le mani ad artiglio,l'invocazione:"A me Forze del Tempo e dello Spazio Profondo, aprite i vortici di passaggio, a me Salamandre Signore del Fuoco..." un globo luminoso si formò fra le sue mani e lei lo scagliò sul demone più vicino intrappolandolo nella bolla e lanciandolo verso il vortice apertosi sulla sua testa "lo spazio ti accolga e ti frantumi" M'Yrrin intanto volteggiava lanciando fiamme sui demoni, Llireal, protetto dal suo scudo, sfrecciava lanciando raggi di luce bianchissima contro i demoni e li intrappolava legandoli e mandandoli anche lui nel vortice aperto da Lùthien "sono tanti mia Dama..." "lo vedo, Llireal controlla se il portale è sempre aperto e torna qui...sai come" "ma Mia Dama..." "Non discutere...VAI" erano veramente tanti Lùthien vedeva l'umano(Ivan sì Ivan e la Creatura...Daìn finalmente era riuscita a captare i nomi) battersi furiosamente con coraggio ed intelligenza...ma erano davvero troppi..."faremo la nostra parte ugualmente"

Jugger Non feci neanche in tempo a capire se la donna che avevo trascinato via con me dal portale stava bene che quando mi rialzai qualcosa mi colpì in pieno volto.Caddi violentemente con le spalle per terra, l'urto mi fece dolere la ferita al braccio oltre a farmi uscire qualche lacrima per il dolore al naso.Mentre cercavo di capire che cosa mi avesse investito un Demone mi afferrò alla caviglia e cominciò a farmi vorticare velocemente con l'intenzione poi di scagliarmi contro qualche roccia.Il demone lasciò la presa per lanciarmi, chiusi gli occhi per non vedere dove sarei andato a sbattere.Fortunatamente però urtai qualcosa di morbido e quando ebbi riaperto gli occhi notai che avevo colpito alle spalle un tizio tutto nudo che probabilmente stava portando via la donna che mi aveva aiutato ad aprire il portale, infatti anche se era caduto per terra la teneva ancora stretta tra le sue braccia proteggendola....in quel momento un dubbio venne alla mia mente...e se fosse stato lui a colpirmi??Pensai che avrei risolto l'enigma più tardi...diedi un calcione al tizio che ancora stava per terra e gli dissi di darsi una mossa se non voleva che i demoni facessero della sua pelle una comoda pelliccia per proteggersi dal freddo.La ferita mi doleva forte e non potevo usare un braccio, comunque almeno l'altro l'avrei usato per chiudere il portale se qualcuno si fosse degnato di proteggermi. Fu così che urlai a squarciagola ad un nano che stava da un lato e sempre a quel tizio tutto nudo di farmi da scudo mentre cercavo di richiudere quel portale sforna demoni....

Ilfirin Non ebbi il tempo di capire cosa stava succedendo, so solo che quando quell’uomo, o quel che era, uscì dal portale inseguito da decine di demoni, non me l’aspettavo davvero. Piantai un calcio nello stomaco al demone più vicino, che probabilmente non mi aveva notato dietro a Ivan, e lanciai il mio pugnale nella gola di un altro. L’arco era troppo lontano da me, così sfoderai la spada e, come se non avessi mai desiderato di meglio, iniziai a combattere.

Sybil Vane "Il Principe di Rhea,Ipnos Eledil è tornato!"una corda della mia Arpa,quella che stavo ancora facendo risuonare,si ruppe in un istante,schizzando lontana,chissà dove.Ero agitata...avvertivo qualcosa di inspiegabile,un presentimento...dovevo trovare il modo di fuggire di lì!Raccolsi l'Arpa riponendola nella sacca e,senza pensare,mi precipitai fuori dalla Sala della Musica.Cominciai a correre,scantonando qualsiasi essere mi si parasse davanti..ma alla fine del corridoio lunghissimo,due guardie,il doppio di me,mi bloccarono:"Ci dispiace,Mylady,ma senza il permesso dell'Arcimago non potete uscire!".Cercai di divincolarmi ma fu inutile e fui riportata nella stanza,insieme alle altre creature fatate.

Oberon Un uomo sbucato da non si sa dove (o magari era proprio il tipo che avevo colpito, ma non avevo il tempo di chiedeglielo) attirò la mia attenzione tirandomi un calcio per poi ordinarmi di fargli da scudo...Diceva che era in grado di chiudere il portale...se ne era uscito vivo...beh, allora poteva richiuderlo davvero...Adagiai Laestel dai cespugli e mi piazzai innanzi al tizio.Adesso l'evocazione era finita...adesso i Demoni avrebbero assaggiato la magia Shanti...Mi eressi stendendo i muscoli e le membra al massimo e fissando l'infinito di fronte a me cominciai a salmodiare: "Kalih Jalil'Haran...Kalih Jalil'Haran..."Attorno a me, al tizio e a Laestel si formò un vortice d'aria che cominciò a sofiare via via sempre più forte, spazzando via qualsiasi cosa tentasse di attraversarlo.I miei occhi a specchio rilucevano: segno che avrei resistito parecchio.

Lùthien "Llireal, il portale?" La voce di Lùthien risuonò nella testa del piccolo dragoche si era materializzato lì vicino "è ancora aperto Mia Dama dei nostri compagni uno è ferito la Prima Dama dei Draghi è svenuta ed il suo consorte la sta proteggendo...Mia Dama devo.." "Resta lì e aiutali tutti, il portale deve chiudersi in fretta altrimenti sarà tutto inutile...fatti vedere, fai capire che vuoi aiutare" "Sì Mia Dama..vedo un vortice magico che inizia a formarsi, vado da loro.."

Dàin il Nano ...riuscii ad abbattere il Primo Demone, con un solo colpo della mia Ascia. Nel fragore, nel furore della battaglia già in corso, riuscivo a malapena di aver più volte urlato a squarciagola il Grido di Guerra della nostra Razza. I mostri continuavano ad arrivare a schiere, e poco dopo ingaggiai una furiosa lotta con un secondo avversario. Dovevo lottare per sopravvivere, e quasi non avevo il tempo di rendermi conto di quanto accadeva ai miei compagni. Tuttavia le loro grida, il cozzare metallico delle loro armi mi suggeriva che a fianco, dietro di me stavano combattendo anche loro. Una rapidissima occhiata verso l'altro mi mostrò anche la Dama sconosciuta ed i suoi Draghi, impegnati nella lotta contro i Demoni. Ad un tratto udii delle grida roche provenienti dal basso. Con la coda dell'Occhio, mi resi conto che il personaggio misterioso, lo Stregone appena uscito dal Magico Portale, mi faceva dei segni di richiamo. Notai che gli doleva uno degli arti, sicuramente non era in grado di combattere. Con un colpo deciso riuscii a liberarmi anche del mio Secondo avversario, e con tutta la velocità consentitami dalle mie gambe, cercai di accorrere in aiuto dello Stregone. Mi voltai velocemente verso Ivan ed Ilfirin: "Restiamo uniti o periremo!!!" Sperando che mi seguissero. Intanto vidi che anche Oberon dopo essersi rialzato, stava per praticare una Magia...

Farangis senza che me ne accorgessi il combattimento al Perno era iniziato... ero troppo immersa nei miei pensieri per notare l'ultimo tratto di viaggio e le sensazioni ricevute con le mie visioni, non m'avevano lasciata tranquilla per nulla...brandìì il mio arco, con la manca e con la dritta estrassi velocemente una freccia che incoccai.... il lasso di tempo di un respiro, un battito del cuore e la mia freccia lasciò il budello e si diresse insidiosa verso un Demone... con la codsa dell'occhio vidi Oberon che iniziava a castare e gli urlai contro..>>Shanti...usa la magia al massimo... io userò il mio potere per creare una barriera di protezione<<. Detto ciò lasciai cadere l'arco al suolo, indifferente a tutto ciò che accadeva attorno e alzai le mani al cielo, con i palmi in alto. Portai al massimo la mia concentrazione... sentivo l'aria attorno alle mani crepitare....attendete o dolci spiriti, attendete...iniziai a salmoidiare a voce sommessa, iniziando a creare attorno ai componenti del gruppo una sorta di bariera d'energia psi, per cercare di proteggerli dall'impeto dell'incanto di Oberon

Ilfirin Dain gridò, mi voltai per vedere dove si dirigeva e in quel momento sentii una lama ferirmi il braccio: con un fendente rabbioso uccisi il demone che mi stava di fronte, attesi che Ivan finisse quello con cui stava duellando e poi lo strattonai :”Muoviti, dietro a Dain…”Iniziai a correre dietro il nano, coprendogli le spalle e continuando a menare colpi, ora a caso, ora con criterio…erano tantissimi…Mi facevano pensare ad un alveare di vespe, che ora si scagliavano sui loro disturbatori, e avrei voluto usare la magia, ma sentivo che non era luogo… Mentre seguivo Dain guardai verso la foresta poco lontano e vidi che alcuni nemici stavano sfuggendo al nostro attacco, rifugiandosi nell’oscurità degli alberi :”Dain, Ivan, stanno…MALEDIZIONE!”. Un colpo particolarmente pericoloso stava per farmi pagare cara la mia distrazione, mi ero chinata appena in tempo, ricevendo solo un'altra ferita alla spalla.

Jugger L'omone a cui avevo dato il calcione si era deciso di aiutarmi, non appena si alzò in piedi riconobbi chi era...inconfondibile...ero felice che fosse ancora vivo!Cercai di non distrarmi, ad un tratto un piccolo draghetto si mise tra me ed Oberon e sembrava che volesse aiutarci....a dire il vero notai anche che era stato mandato verso di noi da una dama rimasta in disparte, chissà chi era....anche il nano seguito da una ragazza e da un altro umano si diresse verso di noi....finalmente avevano capito che l'unico modo per fermare quell'orda di demoni era di unirsi.Alzai il braccio rimastomi ancora sano e lo puntai verso il portale, mentre facevo questo alcuni demoni stavano fuggendo verso la boscaglia...non badai a loro promettendomi che poi sarei andato a cercarli, cominciai così a salmodiare una cantilena magica per cercare di chiuderlo e di porre fine all'invasione...mi ricordai però di una cosa...emisi anche un piccolo sibilo verso il portale, non appena passarono qualche secondo una enorme figura nera sbucò da esso e sparì tra la folta vegetazione molto velocemente, poi ripresi il mio tentativo di chiuderlo....

Regis Il Perno dell'Ade. Che magnifica sensazione sentivo provenire da esso. Era come se tutto il mio essere non bramasse altro che essere lì. Combattevano. Non listavo aiutando. Il mio sguardo era fisso sul quel Portale, che continuava a rigurcitare Demoni. Uno di loro si avventò su di me, ma con una calma a me non comune, lo fermai con la sola mano asservendolo al mio potere latente... con la coda dell'occhio vidi altri Demoni fuggire e rifugiarsi tra i scheletrici alberi. Come se dentro me ci fosse un'altra persona assistevoimpassibile. Il mio braccio dx si alzò, parallelo al terreno ed attorno alla mia mano l'aria iniziò a condensarsi in una sfera di magia. Io non sapevo castare incantesimo. Ero affascinato. La sfera partì in cerca del suo bersaglio e dopo non me ne curai più... con la manca accarezzai, quasi fosse un cucciolo, il Demone a me asservito, poi iniziai a dirigermi verso il Portale. Dannazione. Lo stavano chiudendo. Mi dovevo sbrigare o la mia unica possibilità di avere quel poter che mi chiamava, mi sarebbe sfuggita dalle mani per sempre. Inizia a correre verso il Portale con il Demone al mio seguito

Voce Narrante[Sybil Vane] La Guardia scese dalla torretta e controllò che il Viandante non avesse armi con sè."Bene,Messere,ora potete entrare..e badate a come vi comporterete,per il bene di tutti!"Il giovane,tenendo strette le briglie,varcò la soglia della Città quindi,dopo aver lasciato il cavallo alato in una stalla pubblica,si diresse verso la Locanda.Come un'ondata di sabbia,lo investirono profumi,fumi,sorrisi di donne affascinate dallo straniero,voci di uomini e dell'oste:"Già,il Principe di Rhea è tornato!Speriamo che questa faccenda del Popolo Alato si concluda in fretta!Ho bisogno di musica nella Locanda...spero Sybil Vane torni presto!"Poggiando il cappello nero sul tavolo,si diresse al bancone:"Oste,un boccale di birra scura ed una focaccia calda!";l'uomo grassottello aggrottò le sopracciglia quindi,in fretta,si diresse verso i rubinetti di birra."Avete scelto un brutto momento per venir qui a Rhea,Straniero"borbottò:"c'è grande scompiglio e poca voglia di tollerare altre novità!"Il ragazzo sorrise:"Oh,ma sono sicuro che presto tutto si concluderà per il meglio!"sollevòà il pesante boccale e cominciò a bere.

Voce Narrante[Sybil Vane] L'Oste,visibilmente irritato,risposte:"E,di Grazia gentile signore,come potete conoscere voi il futuro degli eventi se nemmeno conoscete i fatti accaduti,essendo che siete qui a Rhea da poco più di dieci minuti?"l'elfo mantenne la calma e sorrise beffardo:"Oh,bè...conosco Ipnos Eledil,conosco il resto della compagnia,partito per il perno dell'Ade,conosco Sybil Vane...so molto più di quello che voi stesso sapete...non sono uno straniero,il mio nome è Felagund!"un silenzio di tomba calò sulla sala.Infatti tutti conoscevano ciò che avvenne 20 anni prima grazie a racconti di Canta-storie,poeti e Locandieri;la gente sapeva molto più di quello che si pensasse sapessero e spesso,alcuni fatti erano stati inevitabilmente distorti dal tempo.L'Oste scosse il capo:"No...non è possibile!"Il giovane si alzò e,lasciandoil boccale sul tavolo,gettò sul bancone una manciata di monetine d'Argento:"Bè,è stato un piacere conversare con voi!"quindi scomparve dal luogo.

Ivan Stavo finendo di menare di brutto l'ultimo dei miei avversari, quando Ilfirin urlando attirò la mia attenzioen verso un gruppo di Demoni che si dava alla macchia...Sorrisi malizioso e urlai alla ragazza: "Ci penso io Tesoro, tempo 5 minutini e sarano già morti!"In quell'istante un Demone sbucato dalle spalle della giovane la ferì leggermente...ero distante ma dovevo fare qualcosa: strinsi l'elsa della spada e facendo appello agli anni in cui rimasi ospite degli Elfi Alti, rispolverai la tecnica della Spada Danzante.Concentrandomi strinsi i denti e roteando il colpo spinsi la spada in avanti, lanciandola con tutta la mia forza.L'arma volò per circa 10 metri, sfiorando il viso di Ilfirin all'altezza dell'orecchio e andando a conficcarsi nella gola del mostro che con un sordo rantolo crollò a terra.Corsi verso il cadavere per recuperare la Sapada, mentre nella mia testa risuonava di nuovo una voce di donna: "Bravo Ivan, mio protetto...forse é vero che le uniche cose che sai fare sono combattere e rubare, ma le sai fare bene..."Compiaciuto ancora una volta da quella presenza sconisciuta recuperai dal collo del Demone la mia spada e mi lanciai all'inseguimento dei Demoni nel folto del bosco.

Oberon Prima che il tornado attorno a noi si alzasse a dismisura crescendo definitivamente in potenza e grandezza un piccolo Drago avanzò nell'occhio del ciclone tra me e lo straniero, cominciando a volare in piccoli cerchi concetrici...Io non potevo parlare: l'unica che avrebbe potuto farmi da traduttrice era Laestel, ma era ancora svenuta dietro di me e quindi non potevo dire nulla al Drago.Intanto molti Demoni avevano già provato ad attraversare il ciclone, venendo tirati su nella tromba d'aria e poi scagliati con violenza e velocità assurde in alto, fuori, ovunque...Con la coda dell'occhio intravidi un'esile figura dirigersi a passo veloce verso il portale: Regis!!!! Il figlio di Farangis!Cosa stava facendo? Era forse vittima di un sortilegio?Non potendo comunicare né con l'uomo né con il Draghetto, cacciai un urlo verso lo straniero uscito dal portale e visto che non potevo muovere le braccia feci cenno con la testa verso Regis, sperando che l'uomo si accorgesse del giovane.

Laestel ci stavo riuscendo...il Portale era aperto, quando una sagoma apparve in quella strana luce che mostrava il portale..poi un colpo terribile, che succede..mi sento buttata a terra letteralmete, il dolore alla testa...la stanchezza dell'evocazione, tutto si fa scuro..."Oberon..Oberon..dove sei" flebile la mia voce, odo strani rumori attorno a me, urla, lame...vento che turbina, che succede...dove sono? Io Portale...vorrei aprire gli occhi,ma sono così stanca.."Oberon.." Poi la sagoma degli ultimi istanti, un dolore alla testa, possibiel fosse lui, si deve...mi sforzo di aprire gli occhi, ma tutto è sfocato: "dove siete?" rumori asordanti, ma che succede...

Jugger Ero quasi riuscito a chiudere quel benedetto portale quando un urlo di una mia vecchia conoscenza mi avvisa di un fuori programma....un ragazzo esile si stava lanciando a velocità sostenuta contro il portale, sembrava volesse infilarvici dentro e per di più seguito da un demone!Come sempre avevo imparato a mie spese, avrei dovuto rimandare ancora per un po i festeggiamenti per essere ritornato a casa.L'unico modo adesso per fermare quel ragazzo folle era la mia ultima arma.....lanciai un fischio assordante verso la foresta dove si era rifugiata la strana figura uscita dal portale in precedenza.Subito comparve una nera figura che si lanciò in volo verso quel ragazzo e lo afferrò al volo giusto in tempo per evitare che entrasse....poi si allontanò per un centinaio di metri lontano dalla battaglia e lo posò per terra....nel frattempo ero riuscito finalmente a chiudere il portale.Non appena lo ebbi chiuso mi girai verso gli altri che erano dietro di me e verso il draghetto e dissi loro:"bene io ho finito, adesso tocca a voi completare l'opera!"Detto questo mi spostai dando via libera e mi avvicinai verso la donna che aveva contribuito a farmi uscire dal portale....

Laestel Il dolore alla testa è sempre più assordante e insopportabile, e poi vedo ancora loro, loro le loro sagome mi girano attorno e ridono, non riesco ad aprire gli occhi..nemmeno + a dire poche parole, la gola è secca, l'evocazione!! è stata interrotta, il rutuale non compiuto..essi sono ancora attorno a me, vedo i loro volti distorti scheletrici, fredda l'aria che mi giunge, il respiro, non riesco a respirare...dove sono in che mondo stogiungendo??? mi sento osservata, sentoc he vogliono entrare nei pnsieri nella mia anima, nel mio cuore...faccio resistenza, e il dolore aumenta...aumenta, ecco cosa mi fa star male..sempre di più, la mia ressistenza alle loro prove mentali...e sono debole, "Oberon..chi può aiutarmi, Jugger..tu lo sai, tu hai provato...tutte le mie forze sono tese a cercare sostegno, a resistere..no poso cedere, il dolore alla testa aumenta...sento sudore freddo colarmi dalle tempie o è sangue...tutto urla attorno a me


(Continua...)