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| Voce Narrante[Gael] |
Era da parecchio tempo che attendeva nei Giardini e il piede di pietra gelida batteva impaziente sul selciato del sentiero.Esso si bloccò immediatamente nell'istante in cui intravide la sagoma della Fata.Finalmente poteva mettere in atto ciò che fin da quando era giunto a Rhea aveva avuto in mente di fare!Lui era l'unico che avrebbe potuto risolvere il problema con facilità!"Sybil Vane,Mylady,mi devo scusare con voi per il mio atteggiamento di poco fa!...purtroppo non conoscendovi e,conoscendo molto bene la Regina delle Fate,era mio dovere proteggere la sua posizione!"la voce metallica fece voltare la Fata che,ancora appoggiata alla staccionata,rivolse a Gael uno sguardo stanco e disinteressato:"Mi avete umiliata di fronte a tutti!Ma..vi perdono...anche perchè la causa non mi sta poi così tanto a cuore!C'è ben altro ora!"la sa voce tremava leggermente ma non vi era paura solo rabbia e tristezza."Perchè non venite con me a fare quattro passi...e mi spiegate quale sia il vero problema?!"il tono falsamente cortese del golem riuscì quasi ad ingannare Sybil Vane la quale aggrottò leggermente le sopracciglia ma fece un lieve cenno del capo e,abbandonando la staccionata si avvicinò a Gael:"Vi potri mostrare Rhea,raccontarvi la strana sensazione che provo e che non riesco a spiegare quindi pregarvi di allontanarvi e non tornare mai più!"Mai aveva risposto in un tal modo a qualcuno."Ne sarei più che onorato!"esclamò la voce melliflua del golem il quale,con un sospiro,si tradì,mostrando il suo rancore verso quella frase tagliente.
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| Ivan |
"Bene, ora sappiamo a cosa andiamo incontro. Quando si partirebbe?"Il Perno dell'Ade: era l'unico posto delle Quattro Terre che non avevo ancora visitato...mi avrebbe fatto guadagnare fama...e cmq mi avrebbe fatto stare vicino a delle "persone interessanti".
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| As'ling |
Tutti si affaccendavano nelle loro menti per decidere il da farsi, andare o meno al Perno dell'Ade... l'idea non mi andava tanto a genio, lo dico sinceramente, la Canzone si agitava dentro me, perchè quella parte di Magia Nera che tanti anni prima avevo rinnegato, si risvegliava e il perno dell'ade la tentava e la chiamava...Sybil se ne era andata di corsa, quando percepii un pericolo...un brivido gelido lungo la schiena...e mi rivolsi a Laestel con la voce della mente...."Amica mia lo senti anche tu?"
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| Laestel |
stavo per voltarmi verso l'uscita della sala, quando un brividi gelido giunse a percorrere le mie viscere, e quasi contemporanea la voce allarmata e stranamenete spaventata della Dama...lei non aveva paure...percepii anche confusamente l'ansia di Sybil, prima di partire dovevamo parlare noi 3, in ogni caso Cardaran ci avrebbe messo alcune ore a raggiungerci se non di +,quindi avevamo del tempo..non molto, ma c'era. Oberon al mio fianco non parve sentire lo stesso brivido, ma lui era un elfo puro..io umana a metà...
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| Oberon |
Non sò perché, ma mi sembrò che la stretta della mano di Laestel si facesse più rigida.Ero talmente preso da mille pensieri che neanche un Drago che sputava fuoco mi avrebbe distratto...ma il cambiamento nella stretta di mia Moglie mi svegliò.La guardai e con dolcezza estrema le domandai: "AMore stai bene? Hai bisgono di qualcosa?"
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| Sybil Vane |
Lasciai la dimora del Principe di Rhea alle mie spalle e,camminando fianco a fianco con Gael,mi diressi verso la strada principale della città.Non c'era freno che mi impedisse di parlare liberamente col golem,forse perchè quel suo aspetto così inanimato mi dava l'impressione che davvero egli lo fosse!Il vociare della gente,stupita nello scorgere la donna di Ipnos in compagnia di un così bizzarro individuo,mi portò a sollevare gli occhi da terra ed accorgermi che Gael si era improvvisamente fermato e,tenendo stretto un lembo del mio mantello mi conduceva verso quei sentieri secondari che costeggiavano le case rustiche dei più modesti cittadini."Sybil Vane,ho ben capito ciò che provate ma non saprei spiegarvene con certezza il motivo.Forse...questo non è il posto per voi,questa non è la gente con cui volete vivere,questa non è la vita che vorreste vivere!"Mi fermai nel mezzo di quello stretto sentiero cercando di fissare la sua maschera grigia che,di notte,appariva solo se illuminata dalla debole luce Lunare:"Già,potrebbe essere!Oppure il problema non c'è affatto,o semplicemente non devo chiedere a voi la soluzione ma raccontare tutto a qualcuno come Laestel e As'Ling!"La mano nodosa di Gael mi indicò la Torre che,da dove ero,svettava tra i tetti delle case:"Voi non andrete al Perno dell'Ade Mylady,vero?Sentite!Forse potrei avere la soluzione per voi...domani mattina vi aspetto nel Giardino del Palazzo,dove ci siamo incontrati e...fidatevi di me poichè ho seppelito io Felagund!"detto ciò si allontanò lasciandomi sola per le vie di Rhea.Sarei andata all'appuntamento.Avevo bisogno di diventare più forte,necessario per stare al fianco di Ipnos e dei miei compagni!Sorrisi e,coprendomi il capo col cappuccio,tornai indietro.
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| Farangis |
Avevo seguito tutti rimanendo in disparte e completamente in silenzio. Anche il mio piccolo Regis, ebbe il mio stesso comportamento.Tutte le discussioni riguardanti gli uomini ed i loro stupidi comportamenti, mi passarono accanto come una mosca fastidiosa: per me era una razza del tutto insignificante, buona solo a venir utile nel momento del bisogno e poi abbandonarla a se stessa.Appena il tutto venne portato sul Perno Dell'Ade, il mio cuore mancò un battito ed una scintilla passò attraverso il mio sguardo. Lui era lì che attendeva ed io volevo almeno vedere com'era il loco in cui era stato rilegato per tutti quegli anni di solitudine. Si solitudine e meditazione sulla vendetta da portare al mondo della luce in cui camminavamo io e Regis in questi anni, ma smossi subito questi pensieri ritenendoli futili.La mia decisione era presa e voltando il capo alla mia destra, in direzione di Regis, capii che anche lui era con me, come sempre. Mi scostai dalle ombre e mi palesai agli altri dopo tutto quel tempo e con voce ferma dissi: >>Io e Regis andremmo con chi andrà al Perno!<<Detto questo, mi voltai e me ne tornai nel mio angolino in ombra, anche se ero sicura che si sarebbe levato in vespaio infinito di discussioni su ciò che avevo detto
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| LAESTEL |
sorridendo a mio marito, solida spalla accanto a me...mi giro verso la porta e mi dirigo silenziosa verso la balaustra che da sul giardino di Reha, dalle mie labbra escono note incantate...mentre il mio cuore gioisce, canto e tutto attorno a me si sveglia, tutto resta attonito e gioiso mentre note simili a parole escono dalle mie labbra, per l'antico richiamo del mio più caro amico.così le paure si placano e il cuore torna limpido e forte.Terminato il canto, chiudo gli occhi..e nella mia mente richiamo l'immagine di ali squamate di rosso fuoco, di occhi roventi e artigli potenti...un cuore di Drago simbolo di antico onore, lealtà e potenza...evoco, dalle labbra ora, parole di magia antica...del mio solo ruolo e rango, passatomi dal Dio in persona...durante l'ancestrale rituale...Apro gli occhi un pò affaticata..accanto a me lui come sempre, come potrò mai ringraziare per questo dono? il mio uomo...lo guardo sorrido,è tutto.
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| Dàin il Nano |
Le Decisioni, mi parve, erano ormai prese. Anche un'altra Dama proclamò che si sarebbe unita al gruppo di chi desiderava recarsi al Perno dell'Ade: sino a quel momento non le avevo prestato quasi attenzione, perchè per tutta la durata dei discorsi, si era sempre mantenuta in disparte ed in Silenzio. Cercai di osservarla, perchè volevo capire qualcosa della sua personalità, ma lo feci con discrezione perchè non desideravo attirare la sua attenzione su di me. Temevo che avrebbe interpretato il mio comportamento come se fosse ostile (anche se non era vero) e magari si sarebbe infuriata. Non riuscii a dedurre molto, però. Notai soprattutto il suo comportamento molto Altero. Non sapevo neppure come si chiamasse. E nemmeno sapevo come si chiamava il Giovane Elfo che le stava costantemente al fianco, con fare protettivo. Ne dedussi che, probabilmente, era suo figlio. "Rimandiamo a dopo le indagini su questa Dama Misteriosa, e sul giovane Elfo che la accompagna", Dissi tra me e me. "Quando si parte ?", domandai ancora a me stesso. Non mi piace molto indugiare, quando ormai la decisione è presa. Inoltre, più tempo avessimo lasciato trascorrere, e più il Male si sarebbe avvicinato. Questa, era una mia profonda Convinzione. Ero molto impaziente di partire. Osservai che Dama Laestel, al fianco del Marito, aveva intonato un Canto Misterioso. "Che sia finalmente il momento di partire?" pensai. E mi disposi a vedere che cosa sarebbe accaduto.
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| Regis |
Mia madre mi stupiva ogni volta. Talvolta riuscivo non so come a capire cosa avesse in mente di fare e la potevo anticipare, dicendole se ero contrario o meno, ma questa volta.... Anche se la mia curiosità era tanta, mi sentivo diviso in due: una parte di me voleva ad ogni costo andarsene, l'altra invece era attratta come un magnete dal quel luogo. Il Perno Dell'Ade. Nome altisonante. Se non fossi stato uno che ha sentito fin da piccolo nominare storie, che sarebbero inverosimili su luogo come quello citato, avrei una paura folle. Chissà se era veramente la cosidetta fucina del male, una distesa arida ove ogni demone presente cacciato da questo mondo ivi risiedeva. La mia parte oscura ribolliva, la sentivo chiaramente e mi ocstava una fatica immane tenerla a bada e non dar a vedere a nessuno la lotta che compivo con me stesso.Poi la mia attenzione fu portata su un nano. Piccolo, rozzo, barbuto. Come ogni essere della sua razza, mi dava ribrezzo. Aveva puntato lo sguardo su mia madre.Non glielo potevo permettere. Lei era inviolabile per uno come lui. Stupore. Ha distolto lo sguardo. Sogghigno solo per mascherare il mio disagio momentaneo.Alzo la mancina e la poso con delicatezza sulla spalla della mamma e le sussurro che vado a prendere una boccata d'aria. Sento che ho la fronte madida di sudore.Con passo stanco mi dirigo fuori, ma non vado dietro alla coppia che mia madre conosce. Cerco una seconda via e proprio in quel mentre vedo tornare la Fata.Esco... l'aria per me lì dentro è irrespirabile...
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| Sybil Vane |
Era di fronte a me l'entrata del Palazzo eppure i miei passi non volevano entrarvi...no...arretrai per poi fermarmi e,in quell'istante,incontrai Regis.Il figlio di Farangis era diventato grande!Era probabilmente uscito da quella stanza per il mio stesso motivo!Faceva ridere e forse irritare il mio atteggiamento:la donna di Ipnos che,anzicchè stare al fianco del Principe e presiedere alle riunioni,fugge senza dare spiegazioni!Eppure avevo davvero voglia di scappare,cambiare qualcosa!"Regis"dissi,avvicinandomi al ragazzo:"Come procedono le cose là dentro?"Feci un cenno col capo verso la Torre per poi riprendere a camminare lentamente insieme a lui.
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| Regis |
Guardai la Fata. Alla sua domanda scossi il capo in senso di diniego e risposi solamente <<Stanno ancora decidendo... per me è una questione troppo lontana...>>In effetti non è che ci capivo poi molto, anche se in tutti questi anni mia madre mi aveva raccontato fino alla nausea, ciò che era successo, ma non capivo ancora il loro accanimento nel prendere o meno una decione importante. Poi chiesi, appena mi si avvicinò <<V'è un luogo senza mura, in questa città? Sono troppo abituato all'aria aperta e le mura mi danno un senso di soffocamento>>. Sorrisi timidamente alla mia affermazione, ma era vero. Non sopportavo i luoghi chiusi, specialmente se erano affollati come la stanza in cui discutevano.Inconsciamente mi passai la mancina sulla fronte a togliermi le gocce di sudore che l'avevano imperlata. Mi sentivo così stanco ed avevo bisogno di sfogarmi. Volevo gridare a quella mia voce maligna di lasciarmi in pace, anche solo per un'ora di tempo.... ero frustrato nel sentire la sua insistenza.Immerso nei miei pensieri, non m'accorsi d'aver iniziato a passeggiare al fianco della Fata e quando ciò successe, inciampai su i miei stessi piedi finendo a carponi sul selciato. Mi sentivo piccolo come lo dimostrava la mia statura ed un intenso rossore, lo sentivo, stava colorando la mia faccia.
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| Sybil Vane |
Rimasi di stucco quando mi fece quella domanda perchè mi accorsi che ciò che egli sentiva,quella voglia di aria,di libertà era presente anche in me in quel preciso istante!Poi Regis cadde a terra,schiacciato forse da quella pesantezza opprimente che sentiva.Mi piegai aiutandolo ad alzarsi quindi,riprendendo a camminare di fianco a lui,risposi:"Ti ci porto subito,Regis...proprio fuori dalle mura di Rhea vi è un'immensa distesa di soli prati e qualche isolata staccionata,abbandonata come un vecchio ammasso di bastoni!Anzi...se vuoi...possiamo andarci volando!"sorrisi:"è da troppo tempo che non uso queste mie Ali!Che dici?"Il rossore sulle guance del ragazzo era svanito.Senza attendere risposta lo presi per mano e,battendo forte le ali,mi alzai in volo,oltrepassando i giardini del palazzo,la città e,in fine,le mura rossastre di Rhea.
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| Voce narrante |
Il Signore del Divieto cominciava a disperare, forse aveva sbagliato...forse nessuno aveva captato il suo messaggio.Tutta una illusione si era creata intorno a lui.....le sue forze cominciavano a venirgli meno...cercare di mantenere aperto il portale adesso richiedeva più concentrazione e dispendio di energia.Non sapeva cosa fare.....restare in attesa con il portale aperto e sperare che qualcuno arrivasse o lasciar perdere le sue ultime speranze e finire i suoi giorni in quel mondo desolato e ostile?Nonostante fosse diventato il Signore di quelle terre, correva sempre il rischio di essre ucciso.....i demoni non amavano avere un capo e soprattutto non amavano che fosse il loro nemico numero uno a comandarli. Si erano sottomessi a lui solo perchè in quel momento era il più forte, ma avrebbero colto la minima debolezza per distruggerlo e vendicarsi della loro sottomissinone senza nessuna pietà.....e lui questo lo sapeva!!Guardò ancora speranzoso attraverso quel vortice..... i suoi occhi sbatterono le palpebre leggermente, con una sottile voce disse:" Dove siete....??".
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| Voce Narrante[Gael] |
Sembrava davvero soddisfatto della piega che stavano prendendo gli eventi e,soprattutto,del fatto che nella grande Sala del Palazzo,dal momento della sua scomparsa,nessuno aveva più pensato a lui,dimenticando sia il ghigno folle sulla maschera che lo scompiglio che le sue parole avevano portato lì dentro...così credeva!Seduto sulla vecchia panca di legno di una Locanda,fissava l'anziano uomo di fronte a lui,respirando affannosamente:"Quindi ti dico di fidarti di me!Ormai è fatta!"iò vecchio uomo aggrottò la fronte mettendo in evidenza ancor di più le ruvide cicatrici:"Già...ma hai tenuto in conto la Chierica,l'elfa e soprattutto Ipnos,l'Arcimago?Stai attento Gael!".La pipa che l'uomo stringeva tra i denti emetteva sbuffi di fumo circolare che andarono a infrangersi sulla maschera del golem:"Si...starò attento!Ma non credo abbiamo capito nulla!Hanno ben altro a cui pensare!Pensa,Myrdin"aggiunse sorridendo malignamente:"Che disastro se Felagund non fosse morto e...bè...ma non pensiamoci!"Alzarono entrambi i calici e,dopo aver brindato,stettero in silenzio,in attesa del domani.
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| Oberon |
Cominciavo davvero a perdere la pazienza(cosa davvero facile per me), sentivo il bisogno di uscire da Reha, quello strano richiamo così vibrante...la magia che urlava.All'improvviso alzai la voce: "ALLORA??? QUANDO DIAMINE AARTIAMO???"Mi voltai trascinandomi dietro mia Moglie e Ilfirin, questa volta non mi sarei più fermato.Né tantomeno voltato indietro.Noi Shanti raramente lo facciamo.
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| Regis |
"Hey...." mi sentii sollevare letteralmente di peso e subito poco dopo, i miei piedi non poggiavano più sul selciato. Stavo volando, nel vero senso della parola. Mai avrei creduto che la Fata avesse così tanta forza. In pochi attimi le mura della città erano sotto di me, poi dietro di me.... in pochi minuti di volo fummo fuori dalle mura, in volo sopra un immenso prato, proprio come lo aveva descritto la Fata. Atterrammo, ed i miei piedi calpestarono l'erba fresca. Subito gli odori della natura mi invasero e mi diedero un senso di pace ed un poco la voce dentro di me si quietò."Lady Vane... questo posto è proprio bello.... Vi ringrazio... ma perchè così tanta premura per me... Noi non... ci conosciamo bene, cioè io per Voi sono un estraneo... non vorrei mai che questo causasse degli attriti con qualcuno che per Voi è molto importante" . Guardai la Fata con uno sguardo tra il felice ed il grato, solo per avermi condotto lì, ma anche con un pò d'apprensione, dato che non le volevo causare dei guai...
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| Ilfirin |
Il maestro Shanti prese me e la moglie per il braccio e ci trascinò fuori dalla stanza; per correttezza non potevo ne saltargli al collo per ringraziarlo ne cacciare un urlo liberatorio, ma ero davvero tentata…Sorrisi pensando che il primo insegnamento avrebbe dovuto attendere per essere messo in pratica…ma c’era.
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| Sybil Vane |
Sorrisi al ragazzo e sedendomi sul prato sospirai profondamente:"Innanzitutto non mi interessa quello che gli altri possano pensare poi,vedi,tu non sei affatto un estraneo per me,Regis"continuai"Farangis,dopo vent'anni di silenzio,si è presentata a noi portando te al suo fianco non spiegandoci chi tu fossi,quale fosse la tua storia,solo presentandoti come suo figlio!Ma...penso di aver capito chi sei e se,quello che penso è vero,tu ti avvicini così tanto a Felagund,padre di quel bambino che sarebbe dovuto nascere ma che non nacque mai,elfo oscuro da me amato e ucciso per non si sa quale motivo!"tornai seria,fissando il cielo:"mi ricordi così tanto del mio passato,di coloro che amai...non ti considero un estraneo anche perchè,nonostante ebbi molti problemi con tua madre,credo sia stata una delle poche ad aver capito pienamente ciò che provavo per quell'Elfo Oscuro.Già..."Era proprio vero:gli unici nei quali ero riuscita a ritrovare parte di quella stessa anima erano Regis ed Ipnos.Sperai di non aver confuso il ragazzo e mi sentii,parlando con lui,come finalmente riconciliata con Farangis..
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| Ivan |
Quel "coso" Shanti si voltò di scatto avanzando verso la porta portandosi via la Moglie e Ilfirin...Di stare a Reha non se ne parlava proprio, non finché avevo con me la Spada che venti anni prima avevo rubato...Perciò l'unica era seguire costoro al Perno dell'Ade e vedere finalmente se poteva rivelarsi una fonte di guadagno o meno."Ehi, aspettate, vengo anche io!"E mi lanciai dietro a costoro.Nella mia mente la Voce diceva: "Vai Ivan, vai...ti guiderò io..."
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| Regis |
Mi sedetti a pochi passi dalla Fata. la osservavo mentre parlava e quando mi fece parte dei suoi discorsi, posi il mio sguardo con fare indagatore su di lei. Attesi pazientemente che finisse di parlare e poi dissi: "Mia madre m'ha detto solo che sono nato nel deserto durante uno dei suoi viaggi. Qualche volta, mi guarda con occhi tristi e la sento mormorare che assomiglio a mio padre. Una volta provai a chiedere dove fosse, ma lei non rispose, rimase in silenzio e da allora non feci più domande. So che mia madre mi ama, ma so anche che soffre nel guardarmi. Io non so chi sia Felagund, ma un giorno mi piacerebbe poter sentire la sua storia, ma ora vorrei chiederVi se mi sapreste dire qualcosa di mio Padre..." feci una breve pausa, come di riflessione, poi un sospiro e tornai a guardare la Fata. Non so come ma il mio sguardo s'era abbassato e non me ne ero accorto. "... So che a mia madre, tempo fa, è successo qualcosa, qualcosa che non mi vuole raccontare o che non vuole ricordare.... io percepisco perfettamente che in quei silenzi così innaturali per lei, c'è qualcosa che mi riguarda, che riguarda il mio concepimento e che ha portato alla mia nascita... Vi prego Lady Vane, se sapete ditemelo... " A questo punto dovevo rischiare, perchè se fossi andato a chiedere a mia madre le stesse cose, avrei ricevuto solo silenzi e per me era giunto il tempo di sapere.Poi come un richiamo, la Voce dentro di me si fece sentire, come a ordinarmi di tornare al fianco di mia madre e cercai con tutto me stesso di ignorarla, mentre attendevo con aria di supplica che la Fata parlasse.
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| Farangis |
L'impazienza di Oberon era tangibile per me come per chiunque e quando si mosse per uscire accompagnato da Laestel e Ilfirin, mi scostai dal muro e mi misi in una zona di luce, dicendogli dietro a voce alta: "Fermati Shanti... non è il momento di avere dei colpi di testa! Non puoi decidere tu per tutti... Attendiamo anche le decisioni degli altri...."Sapevo che Regis era uscito ma ci metteva troppo a ritornare ed iniziavo a preoccuparmi... Anche io sentivo il richiamo provenire dal Perno ed usavo tutta la mia forza di volontà solo per non precipitarmi lì...
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| Sybil Vane |
Quando mi supplicò di raccontargli qualcosa di suo padre restai indecisa per qualche secondo:temevo che in seguito Farangis mi avrebbe potuto rimproverare se non odiare per ciò che avevo detto...così decisi che si,avrei raccontato a Regis qualcosa riguardo a quell'uomo,senza però addentrarmi nei particolari."Dunque,tuo padre si chiamava Mystick e la sua natura era assai incerta,aveva molto in sè degli Elfi Oscuri!Solo una volta riuscii a vederlo e non posso negare che uno strano fascino attirava necessariamente su di lui qualsiasi sguardo.Non ricordo esattamente i tratti del suo volto,i colori dei suoi capelli,occhi e carnagione,ricordo però l'espressione del suo viso:sicura,forte,spesso inquietante e leggermente malinconica.Una fiamma bruciava in quello sguardo e,grazie a quella,nessuno,o quasi nessuno,osava sfidarlo!"mi fermai poi,scrutando il ragazzo il quale,in effetti,somigliava molto a suo padre:"Non so come tua madre lo incontrò e visse insieme a lui perchè scomparve dal nostro gruppo per molto tempo"mentii"ma so di certo che ciò che portò loro due a concepirti fu un amore talmente forte che,credo,non svanì e...stupii tutti coloro che credevano che Mystick mai avrebbe potuto amare qualcuno se non sè stesso!Egli poì scomparve...non credo sia morto,no,ma penso che viva in un luogo assai differente da questo,nascosto,quasi in un'altra dimensione..."esitai:"e forse,Regis,è bene che tua madre ti racconti il resto perchè sono sicura che capirà un giorno il tuo diritto di conoscere chi sei!"sorrisi al ragazzo con una gran voglia di poter dirgli di più,ma sapevo di non poter rischiare.
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| Regis |
Sopirai e mi sedetti, cingendomi le gambe con le braccia, posando poi il mento sulle ginocchia, poi dissi... "Dunque si chiamava Mystick.." Rimasi pensoso per un pò di tempo poi alzai lo sguardo al cielo e dissi nuovamente "Credo che mi stia cercando... dovremmo tornare in dietro Lady Vane. Per me è stato un toccasana esser stato qui con Voi e aver parlato. So anche che rispettate mia madre e che per lei non mi avete detto tutto, ma se devo esser franco è stato meglio così" sorrisi tranquillo, poi porsi la mano alla Fata per invitarla ad alzarsi assieme a me e a tornar in dietro verso Reha, mentre con l'altra posata sulle ginocchia mi alzavo a mia volta.
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| Oberon |
Senza fermarmi né voltarmi risposi scandendo bene le parole: "Non mi permetterei mai di decidere per tutti...lo sai benissimo Farangis."Mi fermai, ormai ero sulla soglia."Continuando a fissare innanzi a me finì il mio breve discorso: "Chi vuole mi segua. Non obbligo nessuno."Detto questo aprìi la porta per uscire definitivamente.Laestel, il mio Amore, nella mano destra e l'umana Ilfirin nella sinistra.
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| Farangis |
Oberon a modo suo aveva ragione. Star lì e continuare a rimurginare era totalmente inutile. Il richiamo diveniva debole, come se si perdesse nel Vento. Scrollai le spallee cominciai a seguirlo. Appena uscii dalla sala con davanti Oberon, Laestel e Ilfirin, cominciai a guardarmi attorno alla ricerca di Regis. Non che mi preoccupassi eccessivamente. Era abbastanza grande per badare a se stesso, ma questa sua assenza prolungata, cominciava a darmi pensiero.
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| Sybil Vane |
Presi la mano di Regis e mi rialzai...avevo fatto bene a non svelare tutto ed ero contenta che il ragazzo avesse capito!In poco tempo tornammo a librarci nel cielo e,contrastando le fredde correnti d'aria,giungemmo esattamente all'entrata del Palazzo.Incrociammo in quell'istante Oberon,Laestel,Ilfirin e Farangis.Sorrisi quindi,guardando Regis,sussurrai:"Ora ti tocca decidere se andare anche tu o no...comunque buona fortuna!"Salutando gli altri con un cenno del capo,tornai nella grande Sala per raggiungere Ipnos.Cercai di apparire tranquilla ma il pensiero del mattino seguente mi incuriosiva ed agitava allo stesso tempo.
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| Dain il Nano |
Finalmente, il tempo dell' Azione era giunto. Oberon si incamminò, seguito dalla Consorte, Ilfirin, ed altri tra i presenti. Anche Ivan si mosse per seguirli, ed io mi affiancai a Lui. Sarebbe stata la prima volta, che un rappresentante della mia Razza avrebbe posto piede in un luogo come il Perno dell'Ade. Non sapevo nulla di questo posto, ovviamente a parte ciò che Laestel ci aveva appena narrato di Esso. Mi domandai quanti, e quali altri luoghi magici e Misteriosi avremmo toccato e visitato, prima di giungere ad un Epilogo di questa Avventura... con certezza sentivo solo questo: che, per mia Volontà, nè ora nè mai mi sarei tirato indietro.
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| Regis |
Atterrai a pié pari davanti alle porta della Sala, proprio nel mentre mia madre usciva con gli altri. In parte ero sereno, perchè avevo saputo una parte del mio passato; dall'altra ero nervoso perchè dovevo affrontare contemporaneamente mia madre ed il viaggio al Perno.Ringraziai la Fata per tutto, solo con un sorriso. Sapevo che bastava, poi con passo sicuro mi intromisi nella fila e mi parai davanti a mia madre, dicendole con voce secca "Or mi dirai tutto di mio padre. Voglio sapere se davvero mio Padre si chiama Mystick e lo voglio sapere ora. Basta con i silenzi e con le bugie madre."Il mio sguardo si posò, per la prima volta in 20 anni, su mia madre, con durezza e freddezza. La voglia di sapere era tanta ed anche se il Perno dell'Ade ci attendeva, or sol quelle informazioni per me avevano la priorità.
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| Laestel |
Oberon aveva perso la pazienza e mi trascinò fuori...ad attendere l'arrivo di Chi avevo chiamato. Un battito d'Ali amico attirò la mia attenzione, giunse la fata con Regis...e dietro in lontananza lo vidi. Salutai Sybil..e le sussurai "dobbiamo parlare prima della parteza." In pochi istanti l'attenzione dei presenti fu calamitata da due d'ali bianche e forti, Stele planò morbidamente accanto a me, e io dolcemente gli strofinai il muso tra le mani accanto al mio viso..Guardai Oberon, "appena giunge cardaran possiamo partire Amore mio, ora devo parlare con Sybil e As'ling", Egli era molto lontano nelle viscere della terra per custodire Vendel..lasciai tutti e rientrai per parlare a Sybil e As'ling subito, le trovai nella sala..."eccomi"
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| Oberon |
se fosse stata un'altra persona a chidermi di attendere ulteriormente mi sarei limitato a riempirla di botte.Ma non Laestel: Lei poteva chiedermi di tutto, conscia del fatto che il mio Amore era forte come lo era stato venti anni prima e sarebbe durato in eterno.Mi limitai a sorriderle e lasciarla rientare con Sybil.Se non altro almeno avrei aspettao fuori all'aperto e non in quell'opprimente sala.Mi voltai verso Ilfirin.Adesso ci trovavamo all'esterno delle sale di Reha e quindi non era presente l'incantesimo di comprensione dei linguaggi di Ipnos.Mi avrebbe capito?Impossibile, nessuno che non fosse Shanti, a parte mia Moglie, capiva la nostra lingua...Ma Laestel era rientrata per parlare...Mi sforzai di rispolverare il mio Comune...l'avevo praticamente dimenticato..."Dunque: tu deve spiegare me perché vuole imparare...ehm...come tu dire Shanti faiska ashirala kiranan?"Ilfirin ovviamente mi guardò spalancando gli occhi.La vedevo corrucciata."Ehm, tu parla lingua Tel'Quessir?"Non mi ricordavo il corrispettivo in comune di Tel'Quessir(dovrebbe essere Elfi Silvani) e speravo che lei capisse, se parlava la lingua degli elfi silvani allora potevamo capirci visto che la conoscevo...
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| Sybil Vane |
Laestel mi raggiunse nella Sala mentre Ipnos,dopo avermi sorriso e guardata leggermente interrogativo,era uscito.Mancava solo As'Ling e poi finalmente tutte e tre avremmo potuto parlare."Laestel"dissi,sorridendole:"appena sarà possibile mi piacerebbe tanto venire a visitare il vostro Regno ma,soprattutto,a conoscere i tuoi bimbi!Sono proprio contenta per te ed Oberon!Davvero!Amica mia,la vita finalmente ti ha dato ciò che meriti!"La Chierica si avvicinò sedendosi su una sedia vicina..
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| Ilfirin |
Laestel era rientrata di nuovo nella sala e il maestro era rimasto solo con me; provò a parlarmi nella sua lingua, moderandola e correggendola con quella corrente degli umani, e lo lasciai andare avanti per un po’, dato che a Reah eravamo a scarso di divertimenti. Poi sorrisi e gli parlai:” Ti capirò, se parlerai nella lingua dei silvani, maestro. Ho passato molti anni con loro, sono abituata a questo linguaggio più che al mio…cosa vuoi sapere di preciso?”
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| Oberon |
"Bene! Sono contento che tu conosca questa lingua...e già il fatto che tu abbia vissuto con loro ti renderà sicuramente il cammino più semplice."Le presi la mano portandola leggermente in disparte dal gruppo."Voglio che tu mi parli di te."La fissai dritto negli occhi con i miei occhi, in modo che lei vi si potesse riflettere bene e guardarsi allo specchio."Raccontami come hai scoperto di riuscire a maneggiare la magia selvaggia, raccontami cosa provi ogni volta che la usi..."Sorrisi per darle coraggio. Sapevo di averle chiesto delle cose intime.
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| Dàin il Nano |
Dama Laestel, era rientrata nella Sala per conferire con le altre Dame. Nel frattempo, Oberon trasse in disparte la giovane Ilfirin, e si misero a conversare in modo da intendersi solo loro. Nel corso dei miei precedenti viaggi, ero spesso venuto a contatto con molti Elfi. Sapevo quindi farmi capire da molti di loro. Ma gli Idiomi che al momento stavano utilizzando Oberon e la giovane, mi erano completamente sconosciuti. Io fremevo di impazienza. "Un' altra interruzione", dissi tra me e me. "Riusciremo mai a partire??? Mah...". Non sapevo cosa fare. Ad un tratto, mi accorsi che era da molto tempo che non consumavo nemmeno un boccone. Trassi la mia bisaccia, che portavo sempre con me. Vi avevo riposto del Formaggio, acquistato presso la Locanda di Culhaven dove avevo soggiornato prima di incontrare i miei nuovi amici. Avevo anche una piccola fiasca con un po' di Vino. Con il Coltellino mi tagliai una porzioncina di formaggio, ed inziai a mangiare. Poi levai lo sguardo, e vidi Ivan che mi fissava. Anche lui, non sapendo che cosa fare, si guardava intorno annoiato, in attesa di partire. Lo invitai a sedere, porgendogli un pezzetto del mio formaggio, ed indicandogli la fiasca con il Vino...
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| Ilfirin |
Squadrai il maestro con diffidenza per un attimo, come facevo sempre con chi mi rivolgeva una o più domande personali insieme; d’altra parte, pensai, era necessario che sapesse qualcosa di più su di me, altrimenti non si sarebbe mai fidato o non avrebbe saputo da dove cominciare. Presi a pensare con rapidità per scartare frasi inopportune, e mi sedetti sul balcone di pietra che mi stava di fianco, incrociando le gambe: ” Come ho già detti vengo da Miriel, un villaggio di uomini guerrieri che diffidano dalla magia, a parte qualche rara eccezione…Mio padre incontrò mia madre nella foresta che circonda la Valle dell’Ombra e decise di sposarla. E’ stata lei ad avvicinarmi alla magia, quando ha visto che, come lei, in momenti di rabbia o quando ero assorta riuscivo a spostare gli oggetti a mio piacimento. La cosa che preferivo era far crescere a dismisura le rose della sua serra o costruire enormi ragnatele di rovi intorno ai miei nascondigli, guidando le piante con gli occhi, se non volevo che la gente mi trovasse…” Mi fermai un attimo per guardarmi intorno: Faroth volteggiava sui prati, poco distante da noi, e Dain stava offrendo parte del suo pranzo ad Ivan. Anche loro erano ansiosi di partire perché come me forse avvertivano la meravigliosa sensazione dell’attesa. “…l’ho scoperto così, per caso, anche se forse è più giusto dire che fu merito di mia madre. Poi ho incontrato gli elfi; mio padre, come il resto del villaggio, non si fidava molto di quelle creature così distanti e perfette, ma con il tempo prese a frequentarli e a ricercare la loro compagnia. Con loro ho imparato praticamente tutto quello che so sugli alberi, i fiori e le piante, il loro linguaggio e come costruire e tirare con l’arco.Poi…bhe, diciamo che i fatti mi sono scivolati addosso, e mi sono resa conto di non riuscire a fare a meno della magia. Non mi sento stanca dopo averla usata, anzi…è come una droga, se inizio a proiettarmi in quell’universo uscirne è sempre più difficile, a volte una vera sofferenza. E’ una sensazione pulita, vedo le cose più chiaramente, come se i miei occhi diventassero quelli di un falco, e non sono più consapevole dei miei limiti fisici; è una grande vertigine che prende tutto il corpo, mi stordisce e affascina…è terribilmente ambigua. Quando non la uso è come se mi chiamasse, e questo è un rischio, in un certo senso…”Tornai a guardare negli occhi il maestro, cercando di non abbassare lo sguardo nel vedermici riflessa: ormai iniziavo ad abituarmi a questo particolare.
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| Farangis |
Rimasi basita. Il mondo attorno a me parve fermarsi, rallentando. Al centro di tutto c'eravamo io e Regis. Io ammutolita dalla sua domanda, lui che mi guardava. Mi sembrava di avere difronte Mystick in persona, più giovane, ma era lui, come il primo giorno in cui lo incontrai. In fin dei conti il mio ragazzo aveva ragione: doveva sapere ma come dirgli tutta la verità. Sapevo dentro di me che se Regis aveva saputo di Mystick, era stata Sybil a dirglielo, ma non sapendo quanto gli avesse detto, non sapevo da che parte cominciare. Mi avvicinai a Regis e mettendomi al suo fianco lo avvicinai a me, mettendogli un braccio attorno alle spalle, dicendo" Andiamo in quell'angolino laggiù e parliamo. E' ora che tu sappia, ha ragione..." Assieme andammo ed appena giunti sotto una piccola pergola, probabilmente di un giardino interno, mi fermai e mi misi di fronte al mio bambino, anche se così non lo era più, ed inizia a parlargli."Figlio mio, so che Sybil t'ha detto di Mystick. E' vero, Mystick è tuo padre." feci una breve pausa, come a voler rimettere assieme i ricordi, poi sospirai e proseguii "Durante la Grande Guerra, io fui rapita da Mystick e fui praticamente legata a lui da un incantesimo. La mia mente fu come soggiogata al suo potere magico ma io non me ne rendevo conto. So soltanto che grazie alla mia Natura, riuscii a leggere nel cuore di Mystick e vidi la sua solitudine, a cui esso stesso si era imposto come principio. Divenni il suo braccio destro e lo aiutai a combattere loro.... "indicai con un cenno del capo il gruppo a cui mi ero al momento congedata per parlare con Regis "Per entrambe le parti fu una sofferenza, ma alla fine i buoni vincono sempre e Mystick fu sconfitto. Prima discomparire, mi liberò dal suo incantesimo e fu allora che mi accorsi di aspettare te. Ma v'è un segreto che solo io so e che tu costudisci. Regis, ti chiedo di attendere per conoscerlo. Te ne prego.... saprai tutto a momento debito e dopo allora ti giuro che tra noi non ci saranno altri segreti." Alzai una mano e gliela posai delicatamente sulla guancia, guardandolo come una madre sa fare con il figlio, sorridendogli dolcemente e pregando in cuor mio che capisse e che sapesse aspettare.
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| Ivan |
"Bella Nano! Ho subito capito che tu eri l'unico sano in mezzo a questa gente!"Mi sedetti a gambe incrociate, mantenendo però il busto eretto, gli anni di arti marziali e disciplina prima di diventare unoschiavo si facevano ancora sentire.Per ricambiare la gentilezza del nano tirai fuori dal mio tascapane del pane bianco."Altrimenti il formaggio con coa lo mangiamo eh?" Gli strizzai l'unico occhio buono che avevo sistemandomi la benda sull'altro."Beh..."dissi a bocca piena, "che ne dici se cominciamo un po' a fare scambio di tecniche? O ne hai di segrete? Sai, ho passato gli ultimi anni della mia vita in giro per il mondo e imparando parecchi stili di combattimento: tra mani nude e armi ne conoscerò circa una dozzina..."Mi fissava serio..."Va bene, vedo che con te non si può sazzare: diciamo comunque non sotto i 9!"Finalmente qualcuno che "parlava la mia lingua"! Mi sarei trovato bene con il nano...sicuramente come me era l'unico che non lanciava incantesimi...é vero, io da piccolo avevo studiato magia proprio qui a Reha, ma era come se non ne sapessi nulla adesso.Sorrisi a Dàin, cominciando a conoscerlo meglio.
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| Oberon |
Parlò tutto d'un fiato.E io zitto ad osservarla.Quanti anni poteva avere?Io ormai avevo circa 3500 Lune...agli occhi di un umano sembravo un ventenne...sebbene in relazione alla loro età fossi un quarantenne...Ilfirin non ne doveva avere più di venti umani.Come maturità comunque eravamo sullo stesso piano: noi Shanti crescevamo molto più lentamente persino degli altri elfi. Eppure mentre mi parlava mi sembrava una dei miei figli...Le posi una mano sotto il mento facendole alzare lo sguardo."Capisco cosa significhi sentirsi drogati dalla magia..." le sorrisi piano, "ti insegnerò a non rimanere assuefatta da essa; anche se dovrai provare questa tremenda e affascinante al tempo stesso esperienza."Parlai un po' più piano."Dovrai trovare il lato più eccitante di essa e sfruttarlo a tuo vantaggio senza subirne l'attrazione fatale: io ad esempioo ogni volta che ricorro alla magia provo un intenso piacere sessuale...alla tua età sai benissimo a cosa mi riferisco...mi sciolgo ad essa, ma non per questo le permetto di schiavizzarmi."Tornai a parlarle normalmente."Vedi, la magia é un Essere Vivente molto potente ma al tempo stesso molto timido e timoroso...ma ora non devo spiegarti questo.Sebbene tu sia un'umana hai il dono di maneggiare la magia selvaggia come ti pare, oltretutto gli elfi silvani ti hanno accettata tra loro: sei speciale, sei diversa dagli altri umani."Pausa per vedere se mi seguiva."Capiterà che io ti faccia domande ancora più imbarazzanti e personali di queste, addirittura scabrose a volte...ma se non impari a conoscere bene te stessa, ad affrontare il tuo io, non sarai mai pronta a comunciare con la magia: é una continua reminescenza che ti porta ogni volta ad affrontare esperienze simili a quelle passate, preparandoti a quelle future. In breve: non puoi permetterti di avere "lacune con te stessa", non sò se mi spiego."La tranquillizzai subito."Non ti preoccupare, magari sembra che ti stia proponendo la magia come un qualcosa di proibito ma non é così; ti stò solo avvisando che essa é come una farfalla tropicale: elegante, fragile, che non mette timore anzi che affascina...ma se non stai attento a come la tocchi, a come la prendi in mano...il veleno delle sue ali colorate ti invade il sangue e mentre tu ti consumi per lei...essa cominciare a decadere poiché toccandola l'hai privata della polvere posta sulle sue ali."Pausa."Risultato: morte entrambe."Sorrisi come sorridevo ai miei figli quando loro cadevano e si facevano male."Ma non ti preoccupare: io non lascio nessuno. E Laestel sarà con me: non sarai mai sola.""Domande? Poi inzieremo subito..."
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| Ilfirin |
Avvampai per quel gesto paterno e per quel tono familiare…tutte cose che non provavo da anni e che mai avrei pensato di ritrovare, ma mi chiesi fino a che punto il maestro avesse compreso anche le parole che non avevo voluto dire. Cercai di sorridere nel modo più naturale possibile:”Nessuna domanda, per ora…con cosa si parte?”
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| Regis |
Io custodivo un segreto, un segreto che forse faceva parte del mistero legato alla scomparsa di Mio Padre e lei NON me lo voleva dire. Anzi. Mi chiedeva ancora di aspettare per sapere. Non ci potevo credere. Vidi la sua mano che s'alzava per accarezzarmi, proprio come quando da bambino avevo gli incubi e lei mi tranquillizzava. Sentii la rabbia montare in me. Non ce la facevo più. Con un gesto secco della mancina, allontanai quella mano da me con rabbia e sempre con rabbia la guardai e le parlai "Ancora segreti! BASTA! Non ti voglio più sentire!" Alzai la voce da tanto arrabbiato che ero, e non m'importava se attiravo l'attenzione degli altri su di me "Si andrò a quel maledetto Perno, perchè voglio sapere la verità, anche a costo di chiederla al più potente dei demoni presenti in quel maledetto posto. Sarò disposto a qualsiasi sacrificio, anche a sacrificare te Madre, se fosse neccessario." Sentivo la rabbia accrescere in me, come un fiume in piena. Innarestabile. Esplosiva. Le tempie cominciarono a pulsarmi, ma non di dolore, di qualcosa d'altro. Indefinito. Socchiusi gli occhi e strinsi le mani a pugno. Sentivo fremere il mio corpo, ma sapevo che non era l'impazienza o la rabbia. Era qualcosa di grosso, di diverso e di innaturale per me. Attraverso gli occhi socchiusi, vedevo l'aria attorno a me vibrare, come quando si è nel deserto e si vedono i miraggi. Aria. Il mio essere chiedeva aria, ma la mia bocca restava semi aperta e da essa sentivo che usciva come una specie di rantolo. Volevo fermare tutto ciò, ma al contempo volevo che continuasse perchè mi piaceva. Mi sentivo inebriato da questa nuova sensazione. Sogghignai
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| Oberon |
Sicuramente c'era dell'altro...e ammetto che mi sarebbe piaciuto scoprire subito cosa si portava dentro, ma non era né il momento Nè il caso che cominciassi ad usare i poteri degli occhi di noi Shanti...era una cosa che nessuno Shanti faceva mai troppo volentieri...non era bello giocare con le sensazioni e le emozioni degli altri.Mi limitai ad aprire bocca per rispondele quando un a voce dietro le mie spalle si alzò urlando: era Regis, il figlio di Farangis che urlava dietro alla madre.Non feci troppa attenzione alle parole, perché quello che mi colpì fu il vedere il ragazzo paonazzo in viso, che comi ciava a sudare, con la bocca semiaperta dalla quale usciva uno strano rantolo......conoscevo sin troppo bene quel genere di rantolo...Lasciai perdere Ilfirin e corsi verso il ragazzo. Mi piazzai innanzi a lui costringendolo a guardarmi negli occhi...mi dispiaceva farlo ma dovevo: cominciai così ad incutergli paura con lo sguardo, una capacityà speciale che noi Shanti avevamo oltre ad altre.Lo fissai concentrandomi sull suo ego, ci misi veramente tanto impeto. Il mio sguardo ormai era di gelo e credo che persino una tigre avrebbe fatto fatica a sorreggerlo.Istanti che sembrarono secoli...Alla fine riuscìi a sfondare la sue difese psicologiche.Forse però avevo esagerato: il ragazzo scappò a rifugiarsi in un angolo piangendo e urlandomi dietro che non dovevo avvicinarmi...che aveva paura...Rimasi in silenzio a guardarlo.Gli sarebbe passato tra un po' di minuti...Tornai a sguardo basso verso Ilfirin.Le sorrisi."Iniziamo da qui." E mentre pronunciavo queste parole le appoggiai l'indice sulla fronte.
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| Farangis |
Non avevo mai visto mio figlio comportarsi così. Le sue parole m'investirono come se fossi stata presa a schiaffi. Sapevo che parlargli ora sarebbe stato inutile. Mi sentivo impotente davanti al suo stato. Fin tanto che era bambino, potevo gestire una crisi come quella, ma ora mi risultava difficile avvicinarlo. Difficile fisicamente. La sua rabbia era un dolore fisico per me. Poi come dalle ombre mi apparve davanti Oberon. Mi dava le spalle, per cui non seppi subito cosa stava facendo, ma appena vidi Regis avere quella reazione capii. Mi avvicinai a Oberon, proprio nel mentre anche Ilfirin s'avvicinava. Attesi che finissero di parlarsi e poi dissi a voce bassa "Grazie amico mio" Sorrisi debolmente allo Shanti, poi mi voltai ed andai a consolare mio figlio. Non potevo fare altro.
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| Oberon |
"Prego..."Altrettanto piano.
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| Regis |
Un'ombra mi si parò davanti, celandomi la vista. Uno specchio. Attraverso esso vidi cose indicibili e qualcosa di gelido come un pugnale, attraversò la mia nima, rendendola fragile come il cristallo. Paura. Dolore. Di nuovo paura. Mi riscossi come da un brutto sogno e mi ritrova a fissare la faccia dello Shianti. Urlai. Scappai rifugiandomi in un angolo, scosso dai brividi e dai singhiozzi. Erano anni che non piangevo di paura, ma ciò che avevo provato era indescrivibile.Ma perchè? Perchè ero così? Dipserazione ora albergava in me.
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| Laestel |
Mi sedetti accanto a Sybil e accanto a noi si sedette As'ling...un piccolo cerchio di vecchie amiche, sorrisi a Sybil avrei tanto voluto raccontarle dei miei figli, della nostra casa , di mio marito...le dissi solo:"certo amica mia, non vedo l'ora di ospitarti, sarà un bel tempo quello" e le presi una mano tra le mie. Sospirai ed iniziai:"abbiamo sentito tutte e 3 le stesse cose vero..un'altra rottura nell'Armonia oltre a quella proveniente dal Perno...dal Divieto...Dobbiamo agire, io ammetto...non so di cosa si tratti, so come affrontare il Perno dell'Ade, ma l'altro...l'altro non so.." sussurai le ultime parole, guardando Sybil e As'ling...sgomenta. "dobbiamo fare presto, Oberon mi attende, Cardaran Sa Tor sarà qui a minuti. Al pensiero di mio marito ebbi una sensazione che non provavo da tempo...e non mi piacque..
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| Sybil Vane |
"Già....il Divieto..."sussurrai fissando le mie due amiche."Sentite mi dispiace,ma io non ho avvertito nulla del genere!E...mi sembra molto strano perchè noi tre siamo sempre state legate da quella stessa capacità di percepire magia nera attorno a noi!"Incrociai nervosamente le mani sullo stomaco per poi fissare preoccupata le due ragazze:"Sentitie...devo chiedervi una cosa importante!non appena quello straniero,Gael,ha fatto ingresso in questa Sala io ho notato sul vostro viso una strana espressione...avete capito chi possa essere?Cosa sospettate di lui?perchè.."fu difficile ammetterlo"per me sarebbe solo un comune golem!"Abbassai il capo sentendo che qualcosa era cambiato."comunque"aggiunsi"Non dovete preoccuparvi per il Divieto...voi partite per il Perno ed io,ora che so che qualcosa non va,cercherò di controllarlo e porre una soluzione!Me ne occuperò io!"sorrisi appena,cercando di nascondere il turbine profondo di pensieri.
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| Ilfirin |
Il maestro si allontanò un attimo, correndo in direzione del grido di Regis, ma quando fece ritorno sembrava calmo e sorrise ponendomi l’indice sulla fronte. Dall’altra parte della sua mano gli rimandai uno sguardo interrogativo; non capivo cosa volesse fare…se avesse tentato di leggermi nella mente, con tutta probabilità me ne sarei andata.
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| Dàin il Nano |
... insieme ad Ivan, iniziammo a mangiare con gusto, ed a conversare. Lui cavò di tasca un Pezzo di Pane Bianco. Non se ne vedeva spesso, in circolazione. Io ero abituato a mangiare quasi sempre il Pane Nero di Segale. Pranzammo così, in modo molto frugale, un pezzo di Formaggio, insieme ad un po' di Pane e ad un sorso di Vino. "Ci voleva proprio" dissi, "Mio Caro Amico". Poi pensai all' ultima volta che, insieme a mio Padre e ad altri amici, avevamo sorseggiato tutti insieme in compagnia un bel boccale ricolmo di Birra, rilucente d'Ambra ed odorosa di Malto. E mi pareva che fosse trascorsa un' Eternità. Ora, finamente, potevo nuovamente concedermi una pausa in compagnia. Ivan mangiava di gusto, e mi chiedeva di parlare di Tecniche di combattimento. "Ben volentieri, Amico Mio". "Allora, come forse sai, il nostro Regno delle Colline Metallifere, sorge abbastanza vicino al confine del Territorio degli Orchi. Ogni tanto, questi pazzoidi sconfinano con la pretesa di derubare, di saccheggiare. Siamo quindi costretti a tenerci sempre pronti, sempre in allenamento e con le armi al fianco. Non che la cosa ci dispiaccia, l'attitudine alle Armi è profondamente radicata nel mio Popolo. Non facciamo incantesimi. Non ci sentiamo portati per questo tipo di conoscenza. Pochissimi, tra i nostri, hanno scelto di intraprendere la Via della conoscenza per diventare Maghi o Stregoni. Nessuno, in ogni caso, della mia famiglia. Quando combattiamo, ci disponiamo solitamente in formazione serrata. Fanteria Pesante. Formiamo il Muro di Scudi, e contrattacchiamo non appena si presenta l'Occasione favorevole. Facciamo molto affidamento sulla Forza Fisica, e sulla Resistenza. Le Nostre Armi favorite, sono le Asce, che come ben sai sono un po' il simbolo della nostra Razza. Quella con il manico lungo, a due mani" e qui mi scostai un momento, presi in mano la mia pesante Ascia - Dono di mio Padre - ed accarezzandone il lungo manico, la mostrai ad Ivan "quella a due mani, dicevo, solitamente la utilizziamo all'Inizio dei combattimenti. Serve soprattutto se il nemico attacca in formazione serrata, armato con le Picche. Allora, con queste, sfasciamo le loro Lance. Poi quelli di noi che sono armati con queste Asce lunghe, aprono i ranghi, e passano in coda allo schieramento. E si fanno avanti quelli Armati con l' Ascia ad una mano, con il Martello, con la Gravina. Attacchiamo furiosamente, nel tentativo di frantumare tutto quello che ci si para davanti". Stavo per mostrargli anche la mia Ascia ad una mano, la mia Arma personale che mi ero forgiato tempo fa e che mi accompagnava sempre nei combattimenti. Ma un grido disperato attrasse la nostra attenzione. Dalla voce, si sarebbe detto che fosse un giovane. Forse, l'Elfo che accompagnava la Dama di cui ancora non conoscevo il nome. Vidi Oberon allontanarsi, poi guardai nuovamente Ivan. "Cosa starà accadendo ?", gli domandai. "Pensi che riusciremo mai a partire, Amico Mio???"
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| Farangis |
Mi avvicinai a Regis con passo leggero, ed appena gli fui accanto mi inginocchiai e gli presi le mani fra le mie. "Va tutto bene... Calmati Figlio mio... ci sono io con te... "Parlai con voce calma e dal tono basso per rassicurarlo. Tremava come una foglia e solo gli Dei sapevano cosa Oberon gli avesse fatto vedere con i suoi poteri Shanti, ma almeno erano riusciti a distoglierlo da quella sua crisi. Regis le aveva sempre avute, fin dai suoi primi anni di vita. Una rabbia incontrollabile che a volte lo faceva urlare così tanto, che restava senza voce per giorni. Io non potevo far altro allora come adesso, che restargli accanto ed impassibile ed impotente assistere a questa sua degenerazione. Pregavo in cuor mio che non fosse quello che pensavo, perchè se una seconda crisi si fosse presentata prima di giungere al Perno, allora non avrei veramente saputo come agire.
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| LùTHIEN |
Lùthien si svegliò. era ora di dare il cambio a M'Yrrin ed a Llireal per mantenere la bolla di protezione. Vide che il cielo era cambiato notevolmente ma, subito,l'Incantesimo della memoria parziale si mise in moto: l'attimo di sgomento passò subito e le sue informazioni si ampliarono...andava tutto bene."Riposate adesso, siamo quasi giunti!" Un'onda di amore e comprensione totale l'avvolse rigenerandola "Grazie Lù". Li vide assopirsi e prese il controllo della bolla:"la mia famiglia2 pensò e come sempre una ferrea determinazione a proteggerli la invase. Si guardò nuovamente intorno e individuò il posto dove atterrare, avrebbe aspettato la notte...poi sarebbe iniziata l'attesa...ebbe una premonizione:non ci sarebbero stati tutti...per ora ma se ne erano aggiunti altri, importanti ai fini delle sua missione...uno in particolare, ma chi? Scrollò mentalmente le spalle...tutto a suo tempo, non doveva avere fretta. Inoltre l'attesa avrebbe permesso a tutti e tre di recuperare le forze, aveva la sensazione che questo trasferimento fosse stato molto lungo, pazienza Lù pazienza.
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| Laestel |
"va bene Sybil...so che non c'è altra via per adesso che separarci; è necessario, crdo che Gael nasconda qualcosa ma non so cosa, qualcoas che rigurda te e la tua stirpe...l'erede al trono delle fate e forse altri eventi ancora oscuri, che dovranno presto venire alla luce" Guardai As'ling rimasta ancora in silenzio, il tempo stava scadendo, Cardaran era in arrivo e non solo lui; si doveva andare.
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| Sybil Vane |
Anuii pensierosa quindi,scrollando ogni pensiero dalle spalle,mi rialzai dalla sedia e guardai Laestel ed As'Ling in viso:"Ci saremmo dovute riunire forse un pò prima...ora il tempo di parlare non c'è...ma spero ce ne sarà di più al vostro ritorno!"sorrisi"Credo davvero che sia il momento di andare per voi!"As'Ling non aveva parlato ma pensavo si trovasse d'accordo con noi due!La Notte era ormai inoltrata e l'Alba si sarebbe presto affacciata vedendo loro impegnati al Perno dell'Ade e me faccia a faccia con le rivelazioni del golem!Non sapevo ancora quali fossero le intenzioni di Ipnos,comunque saremmo stati l'uno accanto all'altro,senza separarci!"Mi raccomando!"aggiunsi guardando la Chierica"Abbiate cura di voi e...tornate presto!"le abbracciai forte..
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| Oberon |
Ilfirin mi guardò un attimo aggrottando leggermente le ciglia."Beh," dissi io, "Non hai voglia di allenare la mente? Credevi che volessi farti qualche incantesimo mentale?"Le sorrisi."Per allenare il corpo bisogna prima allenare il cervello...anzi, i cinque cervelli del corpo..."
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| Ivan |
Rimasi per tutta la scena ad occhi, pardon, occhio, sgranato, con lw guance gonfie di cibo."Senti, ma qualcuno di normale in questa compagnia c'é?" Chiesi a Dàin.Il nano era sicuramente il più adatto alla mia compagnia e oltretutto sapeva spiegare bene le tecniche di guerra del suo popolo, sarebbe stato un buon compagno.
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| Ilfirin |
Mi concentrai appena, tanta era la magia che mi pulsava nelle vene dalla notte della battaglia, e sostenni con fermezza lo sguardo dello shanti: gli rimandai una delle sensazioni di panico più inebrianti che avevo provato negli ultimi tre giorni, anche se non me ne ricordavo neppure più il motivo. Nello stesso momento feci crescere dal terreno una pianta, che salì da terra muovendosi come un filo d’incenso ed andò ad avvolgersi sulla mano del maestro che era ancora appoggiata alla mia fronte. Il mio sguardo era rimasto immobile, ma ora sia la sua mente che i suoi occhi sapevano che ero pronta a giocare…Tornai a guardarlo e gli chiesi: ”…i cinque cervelli? Ti riferisci ai sensi?”
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| Laestel |
Sorrisi tristemente a Sybil, il Nostro Destino. Sorrisi ad As'ling troppo silenziosa...ma comprendevo,lei era la Dama. Lei stava percependo qualcosa lo sapevo...Ci congedammo con dolcezza l'una dall'altra, avevo voglia di abbracciarle e lo feci con forza, sarei dovuta uscire, e avevo ancora quella sensazione odiosa addosso...non si trattava di Gael, nè del Perno dell'Ade, ma di mio marito. sospirai...Ora vado, guardai dubbiosa As'ling che dolcemente sorrise e mi sfiorò una mano, quanto Amore in quel tocco di Dama. Chiusi gli occhi e mi avviai verso l'esterno, Albeggiava ormai, Lui stava giungendo. Vidi subito Farangis e il figlio in un angolo, Dain e Ivan dormicchiavano, e Oberon allenava con la nuova arrivata. Non li degnai di altri sguardi e mi diressi da Stele, gli feci le mie vecchie coccole al muso bianco e mi strofinai il viso al suo morbido pelo candido. D'un tratto l'aria si Mosse...e la terra tremò, eccolo l'Enorme Drago Rosso, mi avvicinai e per quanto possibile sorrise, sfiorai le squame del muso che mi porse e gli feci il solletico al naso...questo gli costò quasi uno sternuto, che trattenne per non farmi la doccai..sorrisi, Ringrazia Mainoir che fossero qui, Ringrazio Mainor per i miei figli. Mi girai :"io parto,viaggerò su Stele chi vuole, potrà farsi dare un passaggio da Cardaran" così dicendo Stele si Abbassò e salii in groppa usando le ali come appoggio...come molti anni prima ero solita fare alla casa ai piedi dei Sacri Monti.
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| Oberon |
Fu magnifico.Mi gustai tutta la sensazione che Ilfirin mi aveva spedito e accarezzai la pianta che aveva fatto nascere dal terreno."...vuoi dire i cinque sensi?"Le sorrisi rispondendo: "Anche, ma I Cinque Cervelli di cui ti parlo sono un'altra cosa e..."Non feci in tempo a finire la frase che l'aria attorno a noi venne mossa con forza, mi voltai: Cardaran SaTor...Era ancora più grande di come lo ricordavo...Mia Moglie passò in mezzo a tutti i presenti senza degnare nessuno di uno sguardo...neanche me...puntò dritta verso il Drago e Steele.Sapevo che quando faceva così qualcosa non andava, ormai la conoscevo."Scusami ancora..." dissi ad Ilfirin e mi diressi verso Laestel.Mi parai innanzi a lei e a Steele e parlando in Shanti, sia per comodità, sia affinché nessuno capisse le chiesi: "Amore mio che hai? Ogni volta che fai così c'é qualcosa che ti turba...non negarlo e soprattutto parlami, sai che se tu stai male il tuo dolore é anche il mio..."Le sorrisi dolcemente: la Amavo più della mia vita."Allora? Cosa c'é che non va?"
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| As'ling |
Mentre Laestel si allontanava un poco da noi, sorrisi ristemente alla fata-elfa...mia cara dolce creatura, Reha non è posto per te, so che è difficile da accettare per te, perchè il tuo amore per Ipnos è sincero e tenero, ma è un unione che non porterà mai frutti...ora ti arrabbierai con me, ma ricordati piccola mia, che appartieni al piccolo popolo, hai ali per volare e orecchie a punta come le mia, per sentire. Non dimenticare chi sei e da dove provieni. Ipnos ti ama, ne sono certa, ma sei sicura che sia questo ciò che desideri? Tu appartieni ai boschi, all'acqua dei torrenti, sei la voce degli uccellini e l'aria che muove le foglie degli alberi. Non credi di dover sistemare delle cose? Io sono sicura che tu abbia lasciato qualcosa in sospeso. La guerra di 20 anni fa ci ha toccati tutti, ognuno di noi ha perso qualcuno di importante, ma tu non puoi perdere te stessa. L'era degli elfi è finita da tempo, ma noi siamo esseri antichi come il mondo. Ora tutti hanno paura di noi, perchè non ci conoscono, ma come possono conoscerci se siamo i primi a non conoscere noi stessi? Ora riposa mia Sybil e rifletti. Resta pure qui, ma ricordati delle mia parole e non avere paura di spiegare le tue ali e spiccare il volo...Mi congedai carrezzandole il viso...chissà se aveva capito le mie parole?E in un attimo il mio fedele destriero, che una volta portava un valoroso combattende, si avvicinò a me... Laestel non era ancora partita... dovevo andare con lei anche se la Canzone si agitava in me.Mio buon Zephir, questa volta non posso portarti con me, ma presto avrò bisogno di te, aiuta gli altri a raggiungere i loro destini, io ti affido le mie speranze, baciandogli il muso candido.E in un momento fui al fianco dell'amica chierica...Laestel dove credi di andare senza di me? Non lo sai che gli onori di casa esigono sempre la dama più anziana? E partimmo con un sorriso...
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| Dàin il Nano |
... Ivan ed io stavamo quasi per appisolarci dopo aver mangiato. Ma all'improvviso, udimmo come un Fragore di Tuono. Un gigantesco Drago Rosso si avvicinava!!! Si accostò alla terrazza, e vidi che Dama Laestel gli si avvicinava, accarezzandolo e mormorandogli parole che non compresi. Poi fu raggiunta anche dal Marito, che ancora stava parlando con Ilfirin. Ne dedussi che sarebbe stato il Drago, a portarci presso la Nostra Destinazione. Guardai Ivan: "A quanto pare, dovremo viaggiare a dorso di Drago. E' un'esperienza che non avevo ancora provato nella mia Vita, e tu Amico???". Mi domandai se questo Drago avrebbe accettato di portare un Nano sul suo Dorso. Di solito, tra Draghi e Nani, non corre propriamente "buon sangue" per via di certe "vertenze" sui Tesori nascosti. Ma questo sembrava mansueto... almeno con Dama Laestel!!!
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| Laestel |
mentre mi crogiolavo tra le squame di drago, giunse Oberon a chiedermi cosa avevo...cosa avevo, per fortuna Arrivò insieme anche As'ling e come nulla fosse, si arrampico sull'ala di Cardaran SaTor, guardai Obern e gli dissi:"nulla" gli altri stavano arrivando,:"abbi pazienza dissi al drago" trasportali tutti non sono male..quasi tutti.."terminai con una certa amarezza mista a ...Salii su Stele e attesi che tutti prendessero posto come meglio credevano, cardaran sarebbe stato mansueto come non mai..nel mentre le mie dita si infilano ad accarezzare morbidamente il pelo bianco di Stele, Andiamo.
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| Oberon |
"Nulla..."No, nulla no.Anzi, Nulla un bel corno.Mentre tutti salivano rimasi fermo in piedi innanzi al Drago a braccia conserte.Caliostro era intanto apparso al mio fianco.Fissavo il gruppo senza battere ciglio.
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| Ivan |
Rimasi zitto a guardare quello che succedeva."Adesso anche il Drago..." sospiari guardando Dàin.Mentre seguivo il nano e il resto del gruppo per salire sull'enorme bestione dissi al nano: "...Non sò perché ma inizio a pensare che quest'avventura sarà tutt'altro che facile..."
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| Ilfirin |
Mi avvicinai ad Ivan e Dain, che stavano per salire sul drago, gettando uno sguardo a dama Laestel: avevo avuto una brutta impressione…il tono delle sue ultime parole non mi era piaciuto particolarmente. Uno strano pensiero mi attraversò la mente, ma lo trovai subito talmente ridicolo e infantile da respingerlo all’istante: era una dama molto bella, saggia, e poi una vera donna…tra quelle persone mi trovavo molto più simile a Dain e Ivan che a quelle dame perfette e distanti! La guardai per un attimo, cercando di capire qualcosa dal suo sguardo, ma non fu facile: ad ogni modo, se mi fosse tornato il sospetto di essere la causa del loro litigio, le avrei parlato al più presto. Fischiai per richiamare Faroth, che planò posandosi sul mio guantone, e presi a risistemargli qualche piuma arruffata:”Amico mio…non riusciamo proprio a stare lontano dai guai, eh…?”
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| Farangis |
regis era ancora scosso, quando lo presi per mano e me lo trascinai dietro, quasi di peso. Sentivo che opponeva resistenza, ma io ero più cocciuta di lui e sta volta non mi sarei fatta lasciare indietro. Per nessun motivo."Aspettateci. Ci siamo anche noi due se c'è posto, se no vi seguiremo a cavallo" Li chiamai, cercando di sorridere nonostante la tensione.Caradan SaTor. Era magnifico. Non me lo ricordavo così maestoso.Diedi una spinta a Regis perchè salisse, mentre io mi avvicinavo a Laestell. Passai accanto a Oberon e trovai la sua espressione del tutto naturale e sorrisi. Appena fui accanto a Laestell le porsi una mano dicendole a voce alta "Sono con Voi. Guidaci tu. Mi fido di te." poi le sussurrai "Non essere gelosa di Ilfirin. E' ancora acerba e Oberon è troppo innamorato di te per pensare di lasciarti per lei. Abbi più fiducia in lui. Ora mettiti il cuore in pace e partiamo per il Perno. Abbiamo bisogno anche della tua Canzone, non credi?" Le strizzai l'occhio, poi tornai in direzione del Drago ed attesi il mio turno per salire sulla sua groppa. Anche questa sarà una nuova esperienza
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| Oberon |
Ormai erano saliti tutti.Io cocciuto rimanevo a terra davanti al Drago, a fianco di Caliostro fissando mia Moglie.Proprio non capivo cosa avesse...
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| Ilfirin |
Farangis salì sul dorso del drago molto vicino a me, tanto che riuscii a sentire le sue parole rivolte alla dama Laestel: non sapevo davvero se scoppiare a ridere o arrabbiarmi, ad ogni modo quel tipo di vicende non facevano per me. Lasciai posto sul drago per il maestro e saltai sul mio cavallo dicendogli:” Vi seguirò da terra, sono molto veloce…solo che non sopporto le altezze; ci vedremo al Perno.”La distanza non era un problema, al limite avrei utilizzato la magia per accorciarla, ma non volevo che la mia presenza desse fastidio: ero lì per imparare e non mi sarei tirata indietro per le gelosie ingiustificate di una moglie o per qualsiasi altra cosa. Una volta appreso il modo migliore di utilizzare la mia magia sarei stata armata della più potente delle armi e me ne sarei andata. Per il momento no. Tirai le redini del mio cavallo e con un cenno del capo alla compagnia me ne andai per seguirli a distanza.
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| Sybil Vane |
Osservai assorta As'Ling che lasciava la Stanza e,da quel momento in poi,non feci che pensare alle sue parole che,più tornavano nel mio ricordo,più suonavano chiare e familiari alle mie orecchie.Mi affacciai alla finestra più vicina e,poggiando il mento sui pugni chiusi,guardai i miei Compagni partire e sorrisi alla vista del grande Drago Rosso,così simile a Drakko!...ero stanca...nervosa..uscii dalla sala e mi diressi verso la nostra Camera.Con gesti rapidi mi sciolsi i capelli e mi liberai dei pesanti gioielli,del vestito lucente...cose che,osservandole da lontano,mi sembravano troppo estranee.Indossato un leggero abito mi stesi sul letto e,a luci spente,fissai il cielo cupo che faceva capolino dalla finestra,colmo di stelle,attenta a sentire i passi di Ipnos...
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| Dàin il Nano |
"Tutt' altro che facile... condivido pienamente il tuo Punto di Vista, Amico Mio", risposi ad Ivan, mentre inerpicandoci sul Dorso del Drago, cercavo qualcosa a cui aggrapparmi. "Saro ripetitivo" - ripresi - "ma secondo me, ne verremo fuori solo se sapremo essere davvero tutti quanti uniti. Voglio essere sincero con Te, questa Unione, io ancora non la sento. Siamo qui in tanti, e stiamo per intraprendere questo Viaggio, ma la mia impressione è che la maggior parte di noi, sia presa dai propri pensieri, dalle proprie preoccupazioni. Speriamo che questo Viaggio al Perno dell'Ade possa servire a renderci tutti più uniti". Non mi preoccupai di abbassare la Voce, nel pronunciare queste parole. In fondo, non stavo offendendo nessuno, e stavo esprimendo invece una mia preoccupazione molto seria. "Chissà che cosa succederà... fin da quando ero molto giovane, ho imparato che la cosa veramente importante, è che nel momento in cui il Destino ci chiama, occorre farsi trovare pronti. Saper stare al proprio posto, ed al contempo, saper fare il proprio dovere... questo, è ciò che il Destino si aspetta da noi!!!..."
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| Lùthien |
Lùthien si svegliò di soprassalto Llireal aveva il sonno agitato, si muoveva a scatti modulando una nenia ossessiva "cosa c'è piccolo?" il piccolo drago la guardò con occhi inespressivi..."M'Yrrin che succede? anche il grande drago dorato non era tranquillo. Senza pensarci troppo Lùthien attivò la bolla di protezione: avrebbero visto senza essere visti e quello che vide, anzi che non vide la lasciò perplessa...era come..."serquash" ma come avevano fatto?"M'Yrrin dobbiamo catturarne uno, Llireal...LLIREAL svegliati...M'Yrrin pensa tu a lui, io..."FERMA Lù" il grande drago chiuse gli occhi ed estese la sua mente frugando anche sotto le pietre più piccole "fatto! Puoi andare anima mia"Lùthien si mosse velocemente, tese una mano ed un essere simile ad un serpente levitò verso di lei. Lo prese nella mano e lo osservò attentamente...era immobile, terrorizzato. Aprì il ciondolo che aveva al collo e cominciò a muoverlo in direzione dell'essere, bastò un secondo:"Strano è confuso, non è da loro è come se...improvvisamente barcollò e successe tutto simultaneamente: Llireal si avventò sul serpente e gli spezzò la testa, M'Yrrin spiegò le ali per proteggere Lùthien e bruciò un bel pò di terreno intorno a loro. Quando tutto fu finito c'erano una decina di serpenti carbonizzati intorno a loro."Llireal, M'Yrrin tutto bene?" "Si risposero all'unisono i due draghi". Si guardarono tutti e tre preoccupati "cerchiamo di mettere a posto" così dicendo Lùthien mosse le mani ed il terreno bruciato si ricoprì d'erba nascondendo le bruciature fatte dal drago, era tesa non era tranquilla, poi improvvisamente si rilassò "Stanno arrivando...finalmente!"
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| Laestel |
Farangis da donna adulta quale era, mi aveva compresa fin troppo bene e in ogni caso non era mia intenzione celare il mio atteggiamento, da sempre ero quello che si chiama un libro aperto, non solo al momento avevo cose molto più importanti a cui pensare. Sorrisi a Farangis ed As'ling facendo un breve inchino al resto della compagnia. Andiamo e Stele prese una piccola rincorsa, al perno amico mio ci aspettano, e una dolce malinconia mista a nostalgia invase il mio cuore, mi mancava molto più di quanto non avessi immaginato.
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| Farangis |
Mi sedetti al fianco di Regis e posai le mani sulle squame rossastre del Drago. Eravamo pronti. Sentii d'improvviso i muscoli delle ali del Drago che si muovevano e dopo un pò eravamo in volo. Era una sensazione bellissima. Piano piano vidi Reha allontanarsi. Il Perno ci attendeva ed io ero impaziente di giungere per sapere cosa ci avrebbe atteso, chiunque avesse lasciato il messaggio nel Vento. Mi guardai attorno, rilassata ed attesi di giungere
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| Laestel |
mi concentrai profondamente e invocai a me, alcune parole di Magia Druida antiche, volevo comprendere se c'era uno squarcio nell'oscurità, se qualcuno aveva aperto davvero un Varco...ed era li attendere. Il mio messaggio era chiaro, la mia essenza volò con lui.
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| Oberon |
Non otteni risposta risposta da Laestel e la cosa mi lasciò con l'amaro in bocca.Però avevo capito: evidentemente era gelosa della giovane Ilfirin..ma perché? Sapeva benissimo che il mio Cuore apparteneva a Lei soltanto e che l'umana era unicamente un'allieva per me...Lascia partire l'intera compagnia sul dorso del Drago.Da terra li osservai decollare.Io non avrei viaggiato con loro.Con Caliostro al mio fianco mi diressi nuovamente all'interno della torre per giungere alla sua sommità: io avevo i miei mezzi per viaggiare.Presi la mia borsa da cintura che ogni volta rimpicciolivo per comodità con tutto il suo contenuto e comincia a recitare la formula che l'avrebbe fatta tornare grande alle normali dimensioni di un sacco.Avrei tirato fuori il mio tappeto volante e avrei viaggiato con quello, seguendo il gruppo da dietro e lasciando mia Moglie sola affinché sbollisse la gelosia.
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| Laestel |
Ovviamente era riucito a fare quello che più mi avrebeb fatta innervosire...facessero quello che gli pare, ho latro a cui pensare, le mie forze erano al massimo, e la mia missione era la prima cosa e nel contempo la salvezza, attendevo intanto un segno
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| Voce Narrante |
Un segnale....una magia a lui solo conosciuta era in atto al di là del varco!!Il Signore del Divieto guardò intensamente verso di esso e cercò di capirne la fonte.... un segnale forte, aveva percepito una antica magia che solo i Druidi conoscevano.E forse aveva anche capito chi l'aveva emesso......un piccolo sorriso emerse dalle sue labbra!!Ma non ebbe nenache il tempo di emettere un sospiro di sollievo che dall'altro lato delle montagne del Perno dell'Ade udì un trambusto......i demoni lo stavano cercando e si avvicinavano!!Ormai era chiaro...i demoni avevano notato la sua assenza e lo avevano trovato seguendo le sue tracce arrivando fino al Perno dell'Ade....Voltandosi di nuovo verso il varco emesse anche lui a sua volta un segnale verso di esso, mentre all'orizzonte comparvero i primi demoni che lo cercavano Con forza urlò sperando che lo sentissero:"Fate presto....":
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| Lùthien |
LLireal era particolarmente soddisfatto, i suoi artigli strapazzavano la spalla di Lùthien e faceva le fusa come un gatto felice. "M'Yrrin fallo smettere, non sento più la mia spalla" "E'impossibile lo sai" "Già...M'Yrrin dbbiamo controllare se il posto dove siamo è quello giusto, ci mettono troppo tempo ad arrivare" "Hai ragione anima mia, Llireal SMETTILA AL LAVORO" "VA BENE NOIOSI! Vai anima mia"Si concentrarono insieme ed apparve davanti a loro una mappa dettagliata, analizzarono il punto dove si trovavno...e sì erano spostati rispetto al luogo dell'incontro."Andiamo" improvvisamente Lùthien sentì alzaerzi il vento...ma non i muoveva nulla,nemmeno una foglia, allora allungò le mani per toccare i suoi draghi e fermò il tempo. Si trovò in una landa deserta impregnata di una sofferenza oltre ogni limite umano, sentiva il suo corpo ribellarsi a quel dolore ma proseguì fino ad incontrare un vento radente che spostava solo piccolo grumi di polvere, grumi di sofferenza di stanchezza d'urgenza...poi la sospresa "Chi sei? Ti sento ma non ti vedo. Amico?!" Lùthien lanciò un'onda di tepore come il sole al tramonto per non spaventare l'essere"Amica" poi si ritirò..."Fate presto" ancora quella sofferenza...Aprì gli occhi: "Presto dobbiamo fare presto" e si diressero attraverso il tempo spazio al Perno dell'Ade.
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| Ilfirin |
Tirai le briglie del mio cavallo e lo feci fermare; dove erano finiti? Non potevo averli già persi…Un fischio di Faroth mi fece alzare lo sguardo, e allora li vidi mentre stavano sorvolando la distesa dove mi trovavo; presi a seguirli da lontano, rimanendo subito parecchio indietro rispetto al resto della compagnia. Mi sporsi in avanti e presi a sussurrare la stessa frase all’orecchio del mio cavallo…prima lentamente, poi sempre più forte, accarezzandolo piano per rassicurarlo. Il paesaggio attorno a noi divenne sfocato e apparentemente non ci fu nessuna variazione nella velocità; sapevo però che da quel limbo dove ora ci trovavamo potevamo percorrere il doppio della distanza in metà tempo, e tener così testa al drago e ai suoi passeggeri. Dopo una giornata di viaggio decisi di fermarmi, anche per far riprendere il mio cavallo; sostammo in una foresta piuttosto buia e fitta e ci addentrammo un po’ tra quegli alberi che potevano offrirci riparo. Legai le briglie del cavallo con un incantesimo ad un albero robusto e molto alto e su questo poi mi arrampicai, fino a dominare buona parte della foresta visibile. Non dormivo da giorni, e questo si rivelò vantaggioso quando finalmente chiusi gli occhi, sorvegliata da quelli di Faroth sull’albero vicino, cadendo in un sonno senza sogni, ne voci ne pensieri. La mattina dopo avrei ripreso il viaggio; con l’incantesimo che avevo utilizzato avrei dovuto raggiungere il drago in mezza giornata e con un’ altra intera di viaggio saremmo giunti al Perno. Ma allora non ebbi la forza e la volontà di pensarci.
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| Laestel |
non potrevamo giungere in una sola giornata nemmeno a dorso di Drago e Cavallo Alato, quando si fece sera, feci cenno a Cardaran di scendere in una radura, potevamo accendere un fuoco e mangiare qualcosa, riposare noi e i nostri compagni di viaggio alati. Avevo un pò freddo...forsew dovrei tirare fuori al giacca, ma ovviamente l'aveva Oberon nella sua sacca! chissà dove si era cacciato...palanammo nella radura
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| Farangis |
Viaggiamo per tutto il giorno. Noi seduti sullle scaglie di Caradan SaTor, non ne avvertimmo la necessità, ma evidentemente viaggiare di notte non era un bene. Caradan SaTor planò subito dietro Stele e si posò al suolo, in una radura. Scesi e con me scese Regis. Mi guardai attorno per orientarmi sia con il terreno che con le stelle. Poi posai lo sguardo su Laestell. La vedevo stranamente silenziosa e decisi di avvicinarmi a lei con la scusa di chiedere informazioni.<<Laestell, amica mia... ci fermiamo qui per la notte?>> le chiesi mentre mi avvicinai a lei con un sorriso.
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| Oberon |
Seduto a gambe incrociate me ne stavo ad occhi chiusi e busto dritto sul tappeto, assaporando l'aria attorno a me che mi sussurrava dolci frasi.Caliostro stava disteso al mio fianco per evitare di cadere di sotto....fu proprio lui a risvegliarmi con un un piccolo ringhio: Cardaran Sator stava planando...Possibile che era già il momento di una sosta?Giustamente ero avvantaggiato per il semplice fatto che il tappeto la fatica non l'avrebbe mai sentita...decisi quindi di scendere anche io, magari avrei tranquillizzato Laestel e fatto pace.Mentre planavo un leggera brezza cominciò a soffiare e vidi mia Moglie leggermente intirizzita dal freddo.La sua giacca era nela mia sacca...Planai poco distante per non farmi notare e mentre Laestel parlava con Farangis io mi avvicinai silenziosamente alle sue spalle fino a quando non mi trovai proprio dietro di lei.Le appoggiai dolcemente la giacca sulle spalle e abbracciandola le baciai il collo per poi sussurrarle: "Che hai Amore? Sei arrabbiata?"
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| Ivan |
Quando finalmente il Drago cominciò a planare mi voltai verso Dàin che stava seduto dietro di me guardandolo com dire: "Finalmente ci fermiamo! Stavo per vomitare...."
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| Dàin il Nano |
Viaggiammo per un bel tratto, ma al cadere dell'Oscurità il Grande Drago iniziò planando a dirigersi verso una Radura, e finalmente atterrammo. Dalle parole di molti dei nostri compagni di viaggio, compresi che questo luogo, sarebbe sato il nostro giaciglio per ripararci dal Freddo e dall'Umidità Notturna.Ivan, come me, aveva sul volto un'espressione non propriamente gioconda. Sicuramente, di tutti, noi due eravamo i meno abituati a viaggiare su un simile mezzo di trasporto... eppure devo dire che questo Grande Drago, così mansueto, inziava ad essermi simpatico. Vidi in quel momento che Oberon, accompagnato dal fido Caliostro stava planando a propria volta con il suo Tappeto volante. Ne discese, e subto si diresse verso la moglie."Caro Ivan" - dissi - non sarebbe una cattiva idea, che ne dici, se ci accendessimo un Fuoco per tenere lontana l'umidità della Notte. Penso che siamo relativamente al sicuro, e quindi accenderne uno, non dovrebbe crearci troppi problemi. Se mi dai una mano a cercare un po' legna, io ho qui il mio Acciarino. L'importante è che il Fuoco non irriti la Nostra mansueta Cavalcatura"...
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| Sybil Vane |
Quella mattina mi ero alzata presto...accanto a me Ipnos dormiva ancora e la sua liscia schiena chiara si muoveva ritmicamente seguendo il respiro tranquillo.Sorrisi e,dopo aver sfiorato con le labbra la sua fronte,mi alzai,indossai l'abito consueto delle più comuni Fate quindi mi precipitai nel giardino dove Gael attendeva...Il gigante di pietra era seduto sul prato e,immobile,volse soltanto il capo vedendomi giungere."Buon Giorno Sybil Vane!"intonò la sua voce insolitamente cordiale e gaia."Buon Giorno a voi,Sir...non ho molto tempo a disposizione quindi..."il golem annuì soddisfatto facendomi segno di seguirlo.Ricordo assai poco di quel momento:una piccola grotta di Cristallo,mai vista prima,e un colpo secco del suo braccio sul mio capo...credo che rimasi stesa a terra per non pochi minuti poi,aperti gli occhi a fatica,notai un grosso sciame di minuscoli esserini grigi,una sorta di piccoli folletti malvagi,divorare ingordamente molteplici sfere luminose...già...che fluttuavano attorno al mio capo.Mi ridestai e,senza capirne il motivo,mi trovai poco distante dall'ingresso del Palazzo Reale di Rhea!Che cosa ci facevo lì?Tornai per le strade affollate della città cercando,ai confini di una selvaggia boscaglia,la mia dimora...
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| Gael |
Era stato fin troppo facile!Gale aveva trascorso tutta la notte in quei maledettissimi Giardini e finalmente,la mattina presto,Sybil Vane si era presentata,ansiosa di trovare risposta e soluzione ai suoi mille dubbi.Gli occhi ancora lucidi e le guance rosse mostravano i residui di una,per il golem,disgustosa dolce notte passata accanto al suo amore.In silenzio egli trascinò la Fata nella piccola grotta di Cristallo,illusorio luogo e,facendola sedere,rimase in piedi accanto a lei."Gael...che posto strano!Non ne avevo mai notato l'esistenza!"la ragazza si guardava attorno stupita ed incantata dal luccicare intenso delle pareti:"E...qui sarebbe la soluzione ai miei problemi?"Il golem rispose gentilmente:"Certo,Mylady,ed ora ve lo dimostrerò!Vi donerò qualcosa che vi aiuterà a essere più forte e affrontare la vita a Rhea,la lotta per il trono del Regno delle Fate e la vostra voglia di fuggire.."Detto questo il pesante braccio di pietra piombò sul capo di Sybil Vane,la quale svenne.Dalle incantate pareti cristalline i malvagi spiritelli,incitati da Gael,divorarono i ricordi della ragazza,quelli più importanti,e ne crearono degli altri...Non appena Sybil Vane riprese conoscenza gli spiritelli volarono via e Gael,distruggendo l'illusione creata,la prese in braccio,fidando sul suo stordimento,abbandonandola fuori dalle mura del Palazzo.Giusto il tempo di scorgere la Fata sbattere le ciglia incredula e tornare in città che,raggiunto dal mago Myrdin,ridendo a squarciagola,si diresse alla Locanda:"Tutto risolto amico mio!!"
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| Ivan |
"Buona idea Mastro Nano!"Diedi una pacca sulla spalla a Dàin e lo seguìi verso il limitare del bosco."Dobbiamo sbrigarci...per il Drago non mi preoccuperei...mi preoccupo più che altro del fatto che sarà dura trovare della legna secca..."
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| Laestel |
Farangis fu la prima a raggiungermi, e iniziammo a chiaccherare mi sentivo più rilassata, anche se era intirizzita dal freddo, non ero più abituata a quei viaggi, e mio marito mi mancava molto, apprezzai la presenza di Farangis e le sue parole. D'improvviso, sentii le mani grandi e forti di Oberon posarsi sule mie spalle e le sue labbra sul collo, il calore del suo respiro nelle parole al mio orecchio, mi sciolsi in un abbraccio...dimentica di farangis e di chiunque, era li e io no volevo altro che rstare tutta la notte come se fossiamo a casa nostra. Ci baciammo sa lungo
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| Farangis |
Laestel e Oberon. Appena i due si ritrovarono, era come al vederli la prima volta e non volendo fare il terzo incomodo, silente mi scostai da loro, lasciandoli in piena tranquillità.Diedi le spalle alla coppia e mi diressi verso il gruppo. Era ora di organizzare il campo per la notte.
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| Sybil Vane |
Ero ancora confusa ma il chiasso della gente nelle stradine mi aiutò a riprendermi.."Oh...dovrò farla aggiustare da qualcuno prima o poi!"esclamai non appena entrai nella mia'casa'all'interno della gigantesca Quercia;infatti la porta si staccò e cadde rumorosamente a terra,rompendosi definitivamente!Doveva essere stato un sogno,già...probabilmente mi ero fatta influenzare da tutte quelle visioni che cercavo di interpretare,mani che leggevo,insomma,dal mio mestiere di Maga!Dopo aver sorseggiato un pò di Idromele ed essermi pettinata i capelli,annodati dal vento che quella mattina soffiava,presi tra le braccia la mia Arpa e mi diressi verso la Locanda principale di Rhea."Sybil Vane,finalmente,credevo che non saresti più arrivata!Forza...che oggi i clienti sono numerossissimi e,dal Palazzo non giungono notizie interessanti quindi...intrattienili...ma suona qualcosa di allegro!Qualche Giga!"il vecchio al bancone,il padrone,sorrise indicandomi il piccolo palco.Senza replicare mi appostai al centro e,sedendomi su un minuscolo sgabello,cominciai a suonare e cantare,prima una Giga poi una ballata assai ridicola che fece scoppiare l'ilarità!E quella mattina successe qualcos'altro di inaspettato:un uomo...bè...una specie di uomo con una maschera di metallo,si avvicinò e fece cadere ai miei piedi cinque monete d'oro lucenti!Era la prima volta che ricevevo una mancia!
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| Ipnos Eledil |
Mi svegliai che le finestre della mia stanza erano aperte e la brezza entrava toccandomi la schiena... Era incredibile, da qualche tempo a questa parte riuscivo a dormire e non rimanevo più sveglio per interi giorni, senza sentire la necessità di coricarmi. La presenza di Sybil nella Torre, dove risiedevo anzichè risiedere nel Palazzo Reale ormai utilizzato coem centro cittadino e non più come residenza, mi dava una certa tranquillità e mi lasciava finalmente riposare... Quando aprii gli occhi Sybil era china su di me per posarmi un bacio e poco dopo uscì... Lascia che si muovesse libera, non le impedii mai di andare ove voleva, quindi mi alzai e tre assistenti entrarono nella stanza per vestirmi mentre un quarto mi leggeva i documenti che quel giorno erano stati preparati ed erano arrivati da altre parti del mondo... "Basta così, per questa mattina è sufficiente, torneremo sul punto in un altra occasione, uscite ora..." E detto questo i valletti uscirono e mi incamminai verso la libreria. Allungai la mano verso un libro e prima di toccarlo mi guardai dietro perchè i valletti fossero usciti, pronunciai qualche parola e il libro scomparve e così lentamente iniziò a svanire, come avvolto da bruciature azzurre, tutta la libreria, lasciando un passaggio che scendeva con delel scale chiare. Scesi per diversi minuti fino a raggiungere livelli della torre sosttostanti a cui pochi avevanoa ccesso... Superai qualcuno dei maghi con indifferenza mentre questi mi salutavano con inchini o cenni del capoa seconda della loro posizione a Reha, arrivato in fondo alla stanza in cui era giunto aprii una porta posando la mano sul rubino che fungeva da 'serratura' ed entrai quando questo scattò illuminandosi. Entrai nella stanza e chiusi la porta, andai ancora avanti fino a che la luce non era quasi scomparse ed avanti a me solo l'ombra si estendeva. "Sono partiti, ho fatto come credevi fosse giusto, ti ho riportato qui da Aher e tenuto qui perchè mi aiutassi ed ora io ho fatto la mia parte... Tocca a te fare la tua..." Nell'ombra solo due sottili occhi rilucevano prima che qualche parola venisse pronunciata: "Il Conclave ha fatto un buon lavoro con te... Fu facile scartarmi e lasciarmi ad Aher e tenere te qui a Reha... Ma ora è il momento che anche io prenda quello che mi spetta, sai quello a cui andiamo incontro vero Ipnos?" Risposi presto: "Non cercare di girare intorno al discorso Arquen, so quello che mi aspetta e so quello che aspetta te dentro di... noi... ma all'esterno cosa cambierà?" Disse: "Nulla di troppo grave... Molto probabilmente cambierai un poco, ma puoi assumere l'aspetto che desideri lo sai bene, ti basterà dire che hai aperto un nuovo sigillo del Conclave e che sei mutato di conseguenza... Dopotutto è quelloc eh stiamo facnedo non è vero?" Lo guardai con disgusto ma poi dissi: "Procedi allora... Non intendo rimanere qui ancora a lungo a sentire la tua voce, ricordati che quando avremo fatto tu cesserai di esistere al di fuori di me." Rispose: "Ma vivrò dentro di te, non potrò parlare, non potrò decidere cosa fare, ma potrò per lo meno vivere al di fuori di questa stanza o di Aher." "E sia allora..." Feci qualche passo in avanti e aprii un libro che era riposto, impolverato, sopra una colonnina ed un leggio; mossi le dita sulla copertina e la aprii quindi spostai le pagine priam del segnaligno e vidi il disegno sulla pagina, iniziai a parlare nella lingua dei draghi, ch'era anche quella della magia arcana e percorrere con il dito il disegno sulla pagina. "Ci sei quasi... Sono libero..." Disse la voce nelle tenebre. "No... Il gioco termina qui. Mi spiace ma non avresti dovuto fidarti di me Arquen." Prima di arrivare alla fine del disegno alzai il dito e colpii due volte l'ultimo punto del tracciato, il sigillo si illuminò fin dove ero passato con le dita e nell'ultimo punto. Il mio corpo fu avvolto da uan fiamma azzurra che illuminò la stanza mostrando, in fondo a questa, il corpo deforme di un orribile bestia che si contorceva e da cui usciva la medesiam fiamma, scorrendo da luia me..." Poi fu di nuovo l'ombra e la bestia, in catene, cadde pesantemente al suolo... "Sei un maldetto Ipnos, ti prendano gli Dei e ti scaraventino nell'oblio. Il Conclave aveva fatto bene a sigillarti!" Lo guardai con occhi di brace. "Il Conclave ha fallito, tu ti sei illuso ed ora sei meno di prima Arquen... Che gli Dei giungano a fronteggiarmi. Io non li temo!" La bestia urlò con un ruggito atroce mentre mi allontanavo verso l'uscita...
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| Oberon |
Fu un bacio lunghissimo.Alla fine la presi in braccio coccolandola dolcemente e la portai vicino ai nostri giacigli.La distesi delicatamente e cominciai a sfiorarla con mille baci sfiorando la sua pelle, dal collo alla schiena e viceversa...
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| Lùthien |
"Anima mia dobbiamo uscire dal tunnel" la voce mentale di Llireal esplose nella testa di Lùthien e M'Yrrin. Immediatamente si rimaterializzarono e atterrarono nel primo spiazzo disponibile. Lùthien era cinerea, le scaglie di M'Yrrin erano opache ed anche il colore di Llireal si era incupito..."cosa succede?" il grande drago dorato cominciò a riprendersi e a colpire affettuosamente con il suo grande muso Lùthien ancora confusa, poi rivolse a Llireal un'occhiata penetrante. Con tono ironico e leggero per non spaventare Lùthien disse "sei sempre il solito...le tue sceneggiate sono insopportabili" ed in tanto comunicava telepaticamente e freneticamente approfittando del momentaneo stordimento di Lùthien "attento a quelo che dici o la nostra Dama impazzirà, lo sai che non è ancora il momento"-"lo so però hai sentito anche tu la profondità di quella forza malvagia, Lei deve attivare un altro pezzo di memoria, altrimenti i suoi poteri non saranno completi nel momento cruciale e la missione fallirà"."Ho sentito un forte dolore e non respiravo più" pensierosa Lùthien guardava i suoi draghi, la sua anima "era come se una mano gelida si avvicinasse ai nostri cuori"il piccolo drago assentì "per questo ti ho fatto interrompere il trasferimento, eravamo in pericolo" Di nuovo un leggero giramento di testa..." che sciocca la fretta mi ha fatto essere un pò troppo precipitosa, non ho attivato lo schermo per la protezione fisica quando entrano in azione le forze malefiche. Perdontemi ho messo a rischio la vita di tutti noi...maho fretta di arrivare, la nostra missione è troppo importante e poi non sopporto che un altro essere sia così in pena. La nostra amata Ledüss Amyan ci aveva avvisato che le sofferenze empatiche sarebero state enormi, ma ci ha anche dato il modo di mantenere la lucidità necessaria in questi momenti. Venite!"Un profondo respiro di sollievo emanò dai draghi verso di lei, Llireal si posò sulla sua spalla sinistra attivando il suo scudo riflettente/assorbente,M'Yrrin li avvolse nelle sue ali dorate e Lùthien l'Incantesimo di protezione "shamär äshämar...." chi fosse passato in quel momento avrebbe visto un enorme e bellissimo globo di luce dorata con sfumature smeraldine e lucentissime che contrastava parecchio con il paesaggio circostante, arido e stentato.I più attenti avrebbero anche notato un piccolissimo fiore che iniziava a sbocciare alla base di un ceppo morto...in un punto distante qualcuno urlò di rabbia
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| Voce Narrante[Gael] |
Aveva fatto proprio un bel lavoro!Gettate cinque monete d'oro ai piedi della Fata,soddisfatto Gael uscì dalla Locanda per dirigersi verso il Palazzo Reale.Tra le dita gelide stringeva la lettera che avrebbe fatto recapitare ad Ipnos...Giunto alle porte del Palazzo l'uomo avvicinò una Guardia e,senza indugiare,gli porse la pergamena:"Fate in modo che il vostro Signore la riceva il più in fetta possibile!è urigente!"detto questo si voltò e abbandonò la città di Rhea."Probabilmente vi sarete già dimenticato di me o forse vi starete ancora chiedendo che senso abbia avuto il mio ingresso a Rhea,le mie porovocazioni e la mia fulminea scomparsa!...Quello che dovevo fare l'ho fatto....riconosco la vostra potenza,Arcimago,ma credo che nulla potrete fare per rimediare ciò che ho fatto...adesso vi mancherà un appoggio che da venti anni vi aveva sorretto!Il Regno delle Fate è salvo!Il Regno degli Elfi Oscuri è salvo e quanto a voi,bè,non ci metterete molto a dimenticarvi la ragazza che fino a ieri notte ha dormito accanto a voi!Lei adesso vive un'altra vita,possiede nuovi ricordi...è un'altra persona...o,forse quella di un tempo!Vi porgo i miei omaggi,Principe di Rhea e spero che le nostre strade,un giorno,si inconteranno ancora!"in un angolo la piccola firma in corsivo 'Gael PietraFiorita di Cloudfort'
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| Ipnos Eledil |
Risalii le scale che mi riportarono alla Sala Grande della Torre, ovvero l'ingresso ove le molte scale salivano ai vari piani... Non ebbi il tempo di salire ai miei alloggi che una guardia mi si avvicinò e mi guardò perplesso per l'aspetto... Ma le mie vesti non mentivano la mia persona e quindi mi porse la lettera che presi con disinteresse e lessi prima rapidamente e poi lentamente... Un lampo d'ira mi cavò la mente dal corpo e aprii la mano rilasciando un fulmine che scagliò a diversi metri di distanza la guardia che mi aveva consegnato la lettera... Salii le scale ed urla affinchè qualcuno mi sentisse che desideravo vedere i Quattro Comandanti dei Guardiani di Reha e i membri del Conclave, moltissimi uomini iniziaronoa muoversi... Salii e spalacai le porte della sala del conclave dove in breve tempo iniziarono a materializzarsi i membri del Conclave e dove giunsero con passo celere i quattro comandanti con le loro armature che rappresentavano i quattro animali che erano stati decisi sacri in Reha, dopo la Grande Battaglia e la rifondazione della Magicrazia... L'Aquila, il Serpente, il Lupo e l'Orso. Tutti mi guardavano stupidi del mio cambiamento e ancora di più lo erano per quella convocazioen così iracondemente repentina... "Maestro, siamo giunti direttamente dalle scuola, lasciando le lezioni e gli alunni... spero vi sia un motivo valido." Disse una donna che apparteneva alla Scuola della Luce. "Figurarsi" Disse un uomo della scuola delel Tenebre a cui fece eco l'uomo della Scuola della Luca... "ci avrà chiamato per qualche altra sciocchezza." continuò il primo... Poi parlai io, e lo feci con una tranquillità quasi terrorizzante... " Eccellenti Membri del Conclave, siete qui perchè ho preso l'estrema decisioen su quello che a lungo abbiamo dibattuto... Comandanti dei Guardiani di Reha, conoscete l'ubicazione e le vie per il Regno delle Fate, non è così?" I Quattro Comandanti mossero il capo per far intendere assenso. " Molto bene... Raggruppate i Guardiani, i Maestri del Conclave vi apriranno un passaggio per le Pianure e di li marcierete su quel regno..." Sorrisi. "Radetelo al suolo finchè i rappresentanti di esso non si consegneranno voi." Alcuni membri del Conclave sorrisero, altri si rattristarono ma la decisioen era già stata votata tempo addietro... E solo quattro su dodici si erano detti contrari, oltre me... Ma quel che era stato fatto andava contro i miei pensieri... I membri del Conclave sparirono lentamente dopo qualche parola, i Comandanti si ritirarono e fecero suonare le Trombe dei rispettivi corpi d'armata... I Maestri del Conclave avrebbero aperto non appena pronto l'esercito i Portali verso le Pianure e di li avrebbe marciato quest'ultimo contro il Regno delle Fate. Significava guerra. --- Uscii dalla stanza del conclave solo dopo qualche minuto di conversazione con alcuni rappresentanti delle Scuole Elementali. Quindi mi recai nelel mie stanze e aprii un armadio, al suo interno i vecchi vestiti di Ipnos, dei tempi di Braccatore... Li indossai. Significava caccia.
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