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| Oberon |
Grande fu il piacere sessuale che derivò dalla canzone di As'ling...Come ogni volta che veniva utilizza magia naturale, selvaggia, o pura; io avvertì quella stupenda sensazione di vibrazioni lungo l'intero mio corpo.Venni avvolto dal piacere estremo...chiusi gli occhi...assaporai tutto quello che ero in grado di assaporare poi l'incantesimo terminò...Eravamo arrivati e presto avrei rivisto la mia Amata...Due sensazioni stupende nel giro di pochissimi minuti...
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| Ivan |
Così...su due piedi eravamo a Reah....Il mio viso s'incupì...Nessuno all'interno della città, venti anni prima, si era accorto che ero stato proprio a rubare la spada e a scappare dai doritori degli apprendisti...Allora ero solo un ragazzino...adesso ero un uomo...Troppe coincidenze mi avevano riportato qui...dovevo muovermi con cutela...
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| Laestel |
Vidi aprirsi poco distante da dove si era fermato il Grifone, i cancelli...di Reha...e comparari misteriosamente dapprima Ipnos, seguito poco dopo da Sybil, com'era bella adornata dai meravigliosi abiti di fattura di certo magica, i capelli, pettinati proprio come si confà ad una regina..Guardai verso di loro, e verso i miei compagni di viaggio, poi un'inconfondibile melodia giunse alle mie orecchie, stavano arrivando. Anche lui.Il mio curoe si riempì di gioia.
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| Sybil Vane |
Accanto ad Ipnos attesi con impazienza mascherata l'arrivo di tutti loro ma poi,non appena li scorsi in lontananza e via via sempre più vicini,non riuscii a mantenere ancora quel perfetto contegno...sorrisi prima all'Arcimago poi,tenendo sollevata la veste lunga per non cadere,corsi verso Laestel,la mia più cara amica,come una sorella per me!L'abbracciai forte sentendo quanto mi era mancata!Non vedevo l'ora di chiederle dei suoi bambini,di suo marito,del suo paese!"Laestel!Sono troppo contenta che tu sia qui!Davvero!"dissi sorridendo.Poi il mio sguardo si posò sugli altri:riconobbi Ilfirin,vidi un nano ed un uomo...ma...Jugger e Faefel non c'erano!Da vent'anni non li vedevo più e non potei non sentire una forte nostalgia e preoccupazione!Lentamente tornai dal mio Ipnos,all'entrata di Rhea,per poter dare,con lui,il ben venuto a tutti!
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| As'ling |
La Canzone ci trasoprtò lontano, verso Reha, fu un viaggio breve, nel quale le nostre menti furono trasporate ben più lontano che i nostri corpi, oltre lo spazio, indietro e avanti nel tempo... E mi stancai più del solito, forse quello strano umano dal nome Abrham, non so in quale modo, ma interferiva con la magia della Canzone. Sentivo provenire da lui un grandissimo dolore, un sentimento di oppressione, di ineluttabilità...appena ce ne fosse stato il tempo avrei cercato di parlare con lui, di scoprire la causa del suo tormento...avrei cercato di aiutarlo, ma il tempo ci era nostro nemico.Arrivati alle porte di Reha, mutai il mio abbigliamento, perchè un'ambasciatrice deve presentarsi al sovrano in modo decoroso...e Laestel fu prima a farcisi incontro. Ormai era un'elfa, non più una mezz'elfa, il suo cammino di ricerca della luce era concluso, la freccia che le avevo donato 20 anni prima risplendeva appoggiata al suo esile collo. Un sorriso stanco mi si dipinse sul volto.
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| Laestel |
prima ancora di potermene rendere conto mi ritrovai una fata che mi stringeva le braccia al collo...Sybil, mia adorata sorellina...lastrinsi a mia volta, perdendomi nei ricordi dolci dell'infanzia, perdendomi nei pensieri di gioia del ritrovamento. Fu un dolce sguardo poi a dire tutto ilresto, ci sarebeb stato tempo per i racconti e lei lei era davvero bella abbiagliata da regina, ancora non mi ero ripresa dalla stretta di Sybil...che la cnazone smise di vibrare...e comparvero a poca distanza As'ling...mia cara amica e lì lo vidi, finalemente di nuovo insieme, avevo il cuore così traboccante di felicità che non potevo crederlo...presi la lunga veste da sacerdotessa nella mano destra e corsi in contro a colui che da sempre amavo...forse non era un modo ortodosso di essere ricevuta alla Corte di Reha, ma al mio cuore del protocollo poco importò in quel momento mi mancava lui e avevo solo bisogno di abbracciarlo...
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| Dàin il Nano |
... infine, eravamo giunti a Reha. Mi guardai intorno a lungo, in silenzio. Ero sbalordito. Nel nostro Regno, si era spesso favoleggiato riguardo alla mitica Reha, raccontando su di Essa moltissime Leggende. Ma ne parlavamo sempre come di un qualcosa di misterioso e favoloso, che forse neppure esiste. Del resto, nessuno di noi aveva mai avuto occasione di spingersi fino qui. Ed ora, invece, eccomi arrivato. Era tutto vero, non soltanto una Leggenda di quelle che ci si racconta appresso al Focolare... L'Architettura del Palazzo e dei Giardini, e di quant'altro ci circondava, comunicava all'Animo una sensazione di solennità, e di potenza. Le Armi e le Corazze dei Soldati di Guardia, alti, eleganti e quasi alteri nel proprio contegno, rilucevano d'Argento. Per un momento, mi sentii persino spaesato, e domandai a me stesso che cosa facessi in quel luogo.Non sapevo esattamente cosa fare. Ma fu un momento, mi ripresi quasi subito, ricordando al mio Cuore che ero giunto fin lì, con una Missione ben precisa, insieme a Compagni al cui fianco avevo appena affrontato una Battaglia, che ci aveva uniti, in Spirito, in modo indelebile. Mentre riflettevo tra me e me in questi termini, udii delle Voci femminili. Il mio sguardo andò nella direzione da cui queste voci provenivano, ed ebbi modo di vedere colei che con la Canzone di aveva magicamente trasportati sino a lì, Dama As'Ling, farsi incontro ad altre Due Dame, le cui fattezze mi erano ancora sconosciute, e salutarle con molto Affetto, come se si conoscessero da sempre. Questa vista, mi rincuorò moltissimo, e mi voltai verso gli altri compagni, per decidere che cosa fare ora...
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| Oberon |
Come già detto subito dopo l'immenso piacere sessuale dell'Incantesimo riaprì gli occhi per cercare Laestel.La vidi....Non c'erano parole sufficienti per descriverla talmente era stupenda...Lascia cadere a terra le mie sacche da viaggio, lasciandole vicino a Caliostro e mi fiondai immediatamente verso di lei.Non mi importava nulla di dove mi trovavo, di chi c'era...TUTTO POTEVA ASPETTARE.L'IMPORTANTE ERA DI POTERLA NUOVAMENTE STRINGERE A ME!
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| Ivan |
Non conoscevo nessuno...Istintivamente cercai con lo sguardo Altair, ritrovandolo tra le persone che mi stavano di fronte.Con un gesto furtivo nascosi per bene la Spada del Conclave nel suo magico fodero...così avrei avuto un bel po' di tempo per poter elaborare un piano...Venti lunghi anni lontano dall'unico posto in cui da ragazzo sarei potuto stare bene...ma ne ero fuggito...cosa mi ci aveva riportato?Indietreggiai un po' aspettando di presentarmi tra gli ultimi.Dovevo sfoggiare il mio sorriso più convincente.
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| Caliostro |
Noi animali proviamo sensazioni strane ogni volta che veniamo trasportati magicamente...Quando mi resi conto della fine dell'Incantesimo mi ritrovai in mezzo a tanta gente...vecchi amici del mio fratello Shani Oberon...E c'era anche la moglie del mio padrone:Laestel.Scodinzolando ululai per salutarla.
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| Abrham |
Come la melodia inziò fu come se milioni di spilli mi si conficcassero nella carne, ma era differente differente da ogni altra magia...in ogni modo non così traumatica, non così irresistibile..era diverso,ma ancora doloroso...come essa terminò mi trovai steso su un manto erboso morbido e verde, attorno a me voce di amici che si ritrovavno..un sorriso sarcastico al volto, poi ancora la fitta alla gamba, perdo i sensi
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| Ivan |
Stavo per farmi avanti dato che questa gente sembrava ritrovarsi dopo tanto tempo quando mi accorsi che il Medaglione di Reha, posto sotto al Medaglione della Tigre, aveva cominciato a splendere...Non ci voleva! Proprio adesso!Ma la fortuna fu dalla mia parte: lo straniero ferito aveva per un attimo ripreso i sensi per poi riperderli immediatamente...Mi lanciai a terra verso di lui, guadagnando così tempo per nascondere bene entrambi i medaglioni sotto la maglia."Ehi! Questo tizio ha di nuovo perso i sensi! "Esclamai per richiamare l'attenzione degli altri.
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| Laestel |
I miei piedi corsero come vento sull'erba dinanzi ai cancelli della Mitica Reha, e quando spiccai un balzo mi trovai finalmente tra le braccia forti di colui che amavo, mi persi stretta in quell'abbraccio, lontana dal clangore delle battaglie che stavano per scatenarsi, degli eventi che stavano per travolgere la nostra amata terra...il nostro mondo. Mi persi, sentendo l'odore della pelle delle sue spalle sulle mie guance, mi strinsi alsuo collo con tutte le mie forze, mi mancava da impazzire..eppur sapevo che non si può vivere abbracciati...non si può, ma quell'istante era Nostro e mi crogiolai..spostando piano il viso per trovare infine le sue labbra...dimentica dei presenti, assaporai la dolcezza e la passione che viveva come il primo giorno, nei nostri baci
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| Ipnos Eledil |
Tossii leggermente per prendere l'attenzione di chi era giunto alle porte di Reha. "Benvenuti, per chi non mi conoscesse io non sono Aasimar, bensì Ipnos Eledil, Arcimago della Magocrazia di Reha. Non ho razza se non quella mia e solo mia, e benchè assomigli ad un elfo od un mezzelfo, io non ho nulla da spartire con questi... Io sono l'unico Signore delle Terre dell'Est che regge il potere a Reha e chiunque vi entri si assoggetta alle mie leggi ed alla mia sola volontà. Vi do il benvenuto in modo formale ed informale, giacchè mi sento onorato di avere oggi presenti Figli di Re e Principi di Popoli. Avremo modo di parlare all'interno della Torre che vedete a qualche centinaia di metri alle mie spalle. Essa è la scuola di magia e la sede del Conclave. Seguitemi e non estraete alcuna arma, ne fate uso della magia finchè io non lo avrò concesso. La Magocrazia ha leggi severe su chi infrande l'ordine magico della città e del regno. Vi avviso fin d'ora che non sono solito al benvenuto caloroso e non troverete ne rinfreschi ne altro ad accogliervi, se non i freddi scranni del conclave. Ma ho fatto riservare delle calde stanze all'interno degli edifici vicini alla Torre. Lady Sybil vive con me presso la Torre invece, e potrete venire a trovarla quando più vi aggrada. Seguitemi ora, perchè si è parlato poco alla locanda e lungo è ciò che vi devo narrare." Feci gesto a Sybil di voler tornare presso al torre. Non dimostrai un calore spontaneo, non ero solito farlo e nessuno lo aveva fatto prima a me. Solo la presenza di Sybil ed il mio amore per lei mi impediva di chiudere le porte dell'Est in faccia ai regni dei Nani, degli Elfi e degli Umani... Se non addirittura trattenere le armate che gli altri membri del Conclave volevano sguinzagliare in giro per le Terre...
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| Sybil Vane |
Ascoltai attentamente il discorso di Ipnos,il quale ce la mise tutta per non essere sgarbato...arossii al pensiero che la sua ombrosa anima venisse celata per me,e fui soddisfatta perchè da quelle parole appariva la sua nobiltà e la sua forza!Molti non lo avrebbero compreso e non li si poteva biasimare perchè anch'io,un tempo,riuscii ad odiarlo,come Jugger,Draco,Faefele Oberon,venti anni prima,avevano odiato Felagund!Eppure entrambi li avevo amati e amavo proprio per quella loro insolita natura,così difeerente da ogni altra!Il suo gesto mi fece tornare alla realtà:feci un piccolo inchino quindi lo presi per mano,curando che ci fossero tutti.Feci un cenno col capo ad Oberon,marito della mia Laestel,e attesi che ci raggiungessero...non sapevamo ancora il motivo esatto per il quale ci eravamo tutti riuniti ma presto sarebbe stato chiaro.
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| Abrham |
Le porte si aprirono e qualcuno avanzò. Qualcuno parlò, ma le sue parole per me si persero... le porte si aprirono e la mia pelle fu accrezzata da qualcosa ch'era quanto di più delizioso si potesse immaginare. Non era vento, nè acqua... era il caldo respiro che si incide nelle cose alla creazione. Era ciò per cui ero rinato...era ciò che cercavo e desideravo e temevo... Nessuno lo notò, perchè tutti prestavano attenzione all'uomo apparso e che ora parlava... ma i miei capelli si mossero, prima uno alla volta, poi a ciocche. E il vento, il fiume si riempirono ed aumentarono;divennero mare e tempesta...sempre più forti, sempre più grandi... troppa era la magia,senza una via d'entrata abbastanza grande.Era forse stata quella canzone che avevo assorbito a riempirmi a tal punto? Era come se si volessero racchiudere le sabbie di un deserto in un vaso...Quando non sopportai più quella tortura urlai...e urlai perchè anche gli dei mi sentissero... era un grido che avrebbe mosso a pietà il cuore più duro. Durò finchè non fui consumato, come se fossi fatto di foglie secche disperse da un improvviso soffio d'autunno. E per un attimo ebbi la mia pace.Morii...di nuovo.
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| Voce Narrante |
Venti anni prima un giovane cavaliere ed un drago portarono il corpo dell'elfo nella Terra dei Nani e quella mattina,mentre nel Bosco delle Fate veniva celebrato l'avvento della nuova Regina,la fata Lorien,un uomo dal volto coperto da una maschera di pesante pietra,dissotterrava quel corpo e lo posava presso i confini Nord dello stesso Bosco delle Fate...Nessuno scorse quella maschera dall'onnipresente ghigno,nessuno sapeva che il principe degli elfi oscuri giaceva sotto le loro case...l'uomo scrollò l'erba dalle sue vesti regali,fece un piccolo inchino,quindi si allontanò con calma mentre,tra i fitti rami della boscaglia,si udivano i canti delle fate,ritmi di tamburi e lo sbatter d'ali frenetico della nuova Regina.
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| Ilfirin |
I compagni iniziarono a salutarsi tra di loro, fino a che l’Arcimago non prese la parola e ci invitò a varcare la soglia del grande portone. Tutti si mossero ed iniziarono a seguirlo, ma intanto l’uomo che risucchiava magia lanciò un urlo terribile! Un urlo mi giunse sin nelle ossa lasciandomi inquieta, poi il suo corpo giacque senza vita...Solo una figura dalle vesti azzurre di quella che non poteva essere altro che una sacerdotessa guaritrice, corse presso di lui, lasciando le braccia…del maestro. In quel mentre mi cadde l’occhio sui bellissimi abiti di Sybil, della dama As’Ling e della guaritrice: la mia corta veste era sporca di terra e strappata in più punti, così cercai di sistemarla come potevo e mi legai i capelli in una coda per avere un aspetto vagamente presentabile.
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| Dàin il Nano |
..alcuni eventi accaddero, al momento del nostro arrivo, e tutti degni di nota. Dama As'Ling si precipitò tra le braccia di altre Due Dame che erano già lì al nostro arrivo, e si salutarono con molto Affetto. E un'istante dopo, una di queste due Dame si staccò dal gruppo, invocando con Amore il nome di Oberon. Furono l'Uno tra le braccia dell'Altra, e ne fui così commosso, che distolsi lo sguardo. Un po' per pudore, non volendo disturbare il momento del loro ritrovarsi, un po' perchè questa scena mi faceva ritornare con il Pensiero ed con il Cuore ad Anìs, che era tanto lontana e che nn rivedevo da tanto tempo... cercai di reagire alla Tristezza, riprendendo il controllo delle mie Emozioni. Mi accorsi che Ivan palesava disagio, ma NN ne compresi il motivo. Anche Ilfirin si mostrava a disagio, ma in questo caso, capiì il perchè: Indossava ancora le Vesti da Arciere, in parte sporche a causa della Battaglia che avevamo combattuto, ed ora si trovava al Cospetto di molte Dame Elfiche, tutte quante splendide nelle Loro vesti meravigliose. Le sorrisi perchè volevo cercare di rassicurarla, ed attenuare il suo Disagio. Ma giunse infine una figura Solenne e Maestosa, che parlò a tutti quanti noi presenti, mentre la Dama con Ali da Fata, si poneva al Suo Fianco. Mentre il Signore sconosciuto ci parlava, compresi di trovarmi di Fronte al Leggendario ArciMago Ipnos. Ed era proprio a Lui, oltre che ad Oberon, che dovevo recare il Messaggio di Alleanza affidatomi dal Re dei Nani. Qualcosa mi turbò però, perchè percepii sia dall' Espressione dell'Arcimago, sia dal Tono delle sue Parole, che Egli NON era affatto contento di riceverci, e ciò rendeva il mio Compito oltremodo difficile. Invitandoci a seguirlo, ci parlò degli Scranni Freddi della Sua Sala, ma pensai "Degli Scranni Freddi, non me ne importa proprio nulla. Sarei disposto a partecipare a questo Concilio anche se si tenesse in mezzo ad una tormenta di Neve, purchè Esso andasse a Buon Fine, e si addivenisse ad una VERA Alleanza tra tutti noi!!!".Compresi che, nel corso del Concilio, avrei dovuto soppesare molto attentamente le mie parole, perorando la Causa dell'Alleanza meglio che potevo. Tacqui, attendendo che giungesse il mio momento...
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| Ipnos Eledil |
Mi voltai quando udii le urla dell'uomo che alla città dove ci eravamo incontrati aveva attratto la mai curiosità... Ma il breve periodo con Sybil mi aveva fatto dimenticare quel pensiero e vistolo svenuto con accanto Ivan credetti se ne sarebbe occupato il ragazzo, che certo non riconoscevo per ciò che era... Udìì le sue urla e vidi quel che accadde, quindi un pensiero vivo e forte mi attraversò la mente e mi incupii mascherando però quel momento abilmente perchè nessuno potesse accorgersene... Quasi non fosse successo niente volli rimandandare la questione a più tardi perchè temevo che il mio pensiero fosse reale, ma quanto avrebbe potuto danneggiarmi e quanto avvantaggiarmi quel pensiero se si fosse realizzato? Non mi interessava niente dell'uomo, ma mi incuriosiva... Certo.. Poteva funzionare... Ma forse sarebbe stato pericoloso... Mi voltai nuovamente e proseguii sulla mia strada. "All'interno della Torre potrete parlare qualunque lingua ed essa mi sarà rivelata. Non esiste linguaggio se non quello dei Draghi a Reha e scoprirete che è impossibile mascherare gli intenti con la parole. Io e Sybil ne siamo abituati, voi troverete la cosa un po strana, ma ve ne capaciterete presto..." Raggiunte le porte della Torre posai una mano sulla gemma splendente di verde smeraldo ed essa si illumino. Le porte si aprirono, il gruppo entrò. "Questa è la mia dimora. Questa il cuore del Regno dell'Est. Benvenuti..." Centinaia di maghi si muovevano in uno spazio interno decisamente più grande dello spazio che avrebbe dovuto avere se fosse stato realmente compreso nelle quattro mura della torre. Maghi di ogni tipologia, chi chiaramente allineato ad un elemento o principio primo. Chi invece ad una scuola. Magia, maghi, ed una sola, comprensibile voce. La Voce della Magia.
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| Oberon |
Ipnos parlò a lungo e con chiarezza micidiale.Non appena ebbe finito Subil mi fece un gesto come per invitarmi ad entrare...sapevo benissimo che all'interno di Reah non si poteva nascondere nulla e si era costretti ad essere sinceri, ma non avevo bisogno di nascondere nulla.Ne tantomeno avrei parlato volentieri.E' vero, un costante incantesimo di Comprensione dei Linguaggi permeava quella capitale della Magicocrazia...ma ciò andava contro l'ordine naturale delle cose...e la magia era una di queste cose a noi Shanti sacre...Ipnos sapeva benissimo che non avrei aperto bocca volentieri...sapeva di trovarsi in posizione di assoluita supremazia su di noi.Guardai Laestel corrucciato mentre il suo dolce sguardo cercava di tranquillizzarmi, ma non mi mossi dietro al gruppo...Guardai Caliostro che sedeva a cuccia al mio fianco.Cominciai ad avanzare solo quando mi ritrovai ultimo.La mia diffidenza cominciava a crescere a dismisura.
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| Ivan |
L'uomo esalò il suo ultimo respiro...ma nessuno sembrò più curarsi di lui se non l'Arcimago...Conoscevo lo sguardo del Signore di reah...l'avevo visto di sfuggita venti anni prima quando ero apprendista...L'uomo che avevo tra le braccia non sarebbe morto...oh...lo sapeveccome che il Val'Istar aveva in serbo qualcosa per lui...si vedeva da come lo fissava...Me lo caricai in spalla, almeno così avrebbe dato maggiore copertura alla mia persona e passai accanto ad Ilfirin che cercava di sistemarsi."Tesoro mio, non ti preoccupare, sei bella lo stesso anche con i vestiti consumati...fa più MASCHIACCIO!"La vidi inviperirsi ma accelerai il passo in modo da non poterle dare replica...
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| Laestel |
La voce secca di Ipnos mi riportò alla realtà...lasciai il collo del mio amato,ma rimasi accanto a lui...ascoltando le parole del nostro ospite, stavo per muovere i primi passi e seguirlo quando un urlo dal dolore disumano colse il mio cuore...era l'uomo che assorbe la magia...una smorfia di dolore sul viso, d'istinto corsi accanto a lui e a Ivan che era già li vicino, niente...non potei che passare una mano candida sul suo viso contratto...e mentre pregavo Mainor per la sua anima... un oscuro presagio sentii nascere in me. Con quel cupo pensiero, segui gli altri dentro Reha lentamente, non mi curai troppo dell'andiriviene accanto a me, ero concentrata su quel che avevo percepito accanto all'uomo..lentamente attesi Oberon che sapevo non amava quel posto, quasi divenne freddo persino con me...gli tesi la mano bianca sotto la veste azzurra di sacerdotessa...e lui piano entrò con me."Amore mio, sai che è il nostro destino, possiamo essere riluttanti a compierlo,ma esso deve essere compiuto, possiamo soffrire nel compierlo,ma essere deve accadere, il nostro futuro quello dei nostri figli.."la voce mi si strozzò in gola..un sospiro"..e quello dei nostri figli dipende da noi e anche da questo Concilio; mettiamo da parte il resto...anche se so che per te, tenere a freno la tua natura...è una violenza...ti prego amore mio,rifletti..."nei suoi occhi vidi il dolore e il rammarico,ma anche la rassegnazione non c'erano altre strade e la sua mano calda,strinse ancora la mia, mentre con Caliostro al fianco ci avviavamo..alle adorne sale di Reha.
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| As'ling |
Ipnos apparve con il consueto fare un tantino lugubre e molto rigido. Comunque ero contenta di rivedere finalmente tutti i compagni, e la fata Sybil era bella come un tramonto d'estate. Varcata la soglia di Reha percepii una strana aurea, la magia della Canzone parve agitarsi dentro di me, c'era qualcosa di strano, ma non c'era fretta, avrei capito, così come avrei capito prima o poi cosa succedeva ad Abrham. Ma era tempo di discutere e di capire...
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| Sybil Vane |
Le grida atroci di quell'uomo,nel medesimo istante in cui cessarono,mi fecero subito capire che l'anima aveva abbandonato il corpo...momentaneamente o eternamente che fosse non aveva importanza....ora vagava in quelle terre sconosciute dove i ricordi della vita passata si fanno confusi e sbiaditi,dove si incontrano altre anime libere da qualsiasi sofferenza passata.Non mi voltai ma i miei pugni si strinsero al pensiero che forse,in quell'istante,i suoi occhi di fumo avrebbe incontrato lo spirito irrequieto di Felagund.Entrammo nella Torre:era sorprendente come ogni singola parte di quel luogo mostrasse revernza verso ipnos.Lasciai la sua mano,osservandolo sorridendo mentre la sua attenzione era intenta verso la grande sala..Mi avvicinai ad As'ling,la quale camminava poco distante:"As'ling!"sussurrai"mi fa un immenso piacere rivederti!"sapevo che lei era l'unica in grado di aiutarmi e a lei dovevo rivolgermi:"avrei bisogno di parlarti...questa sera raggiungimi,insieme a Laestel...è una cosa importante!"feci un piccolo inchino quindi tornai dal mio Arcimago.Lui ignorava ciò che mi preoccupava terribilmente ma presto lo avrebbe saputo perchè,come disse,a Rhea nulla può essere celato e soprattutto il suo amore subito avrebbe compreso.
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| Ipnso Eledil |
Salimmo le scalinate fino al piano alto dell'imponente torre. Davanti al gruppo stavano le porte della Sala del Conclave e sopra di esse la stessa gemma smeraldina che stava all'ingresso della torre. Posai la mano sulla gemma come la prima volta, essa brillò e le porte si aprirono. "Questa è la Sala del Conclave, qui è sigillato il potere del Primo Conclave, per intenderci, chi mi ah creato..." Indicai sorridendo la sabbia che quasi spiritata si muoveva in piccoli vortici e correnti sul pavimento. "Hanno commesso l'errore di non amntenere la parola che mi avevano dato. Considerato tutto gli ho concesso una vita eterna." Sapevo di aver detto una cosa crudele agli occhi delle persone che si stavano riunendo nella sala, ma non me en importava un gran che, erano stati esseri meschini che avevano approfittato del declino dei Druidi per creare Reha, era passato. Ora davanti a noi solo il futuro. Alcuni scranni stavano nella Sala, forse non sufficienti per tutti. "Ho fatto preparare alcuni scranni perle persone che conoscevo, credo che i vostri amici non troveranno posto e dovranno attendere che siano portati altre sedie. Accomodatevi pure." Mi diressi con Sybil fino ai seggi che stavano in fondo alla sala e li mi sedetti, reggendo un lungo bastone che prima non avevo con me, apparso appena mi sedetti sullo scranno. "Vi ho riunito perchè la condizione ad Ovest è degenerata. Molti dei regni sono tornati in conflitto tra loro, particolarmente i regni degli esseri umani. I regni degli elfi si stanno chiudendo in se stessi e l'unica parvenza di pace giunge dal Bosco delle Fate che però non riconosce Sybil come erede legittima al trono del popolo, dei nani non so nulla, se non che se ne stanno nelle loro città ai limiti del mio regno. Questi esseri umani irriconoscenti per avergli allontanato un pericolo lo stanno diventando a loro volta per i nostri regni. A turno ve ne prego ditemi quale la situazione rispetto i luoghi ove vivete."
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| Oberon |
Lo straniero che assorbe magia semmbrò morire...dico "sembrò" perché ero convinto che in lui ci fosse ancora una minuscola scintilla di vita ed il fatto che nessuno dei presenti se ne preoccupò confermò la mia opinione.Laestel...la mia dolce Laestel mi convinse ancora una volta con la sua infinita dolcezza a fare ciò che era più giusto anche se completamente diverso dalle mie idee.Così ancora una volta compì una scelta estrema...come tutte le scelte della mia vita...Lo facevo per il mio popolo, lo facevo per...ma soprattutto lo stavo facendo per Laestel e per i nostri tre figli.Chiusi per un secondo gli occhi respirando profondamente e mi avviai dietro al gruppo.La mano di Laestel, Caliostro e il mio glaciale silenzio...le uniche cose che mi accompagnavano.
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| Ivan |
"Eh no...la Sala del Conclave no!"Pensai non appena Ipnos aprì le porte di quell'antica stanza...Non potevofarmi scoprire proprio adesso...Ero riuscito a rimanere nell'ombra per venti anni, non mi avevano scoperto da ragazzino, beh, non mi avrebbero scoperto neanche ora da adulto.Avevo solo un'opportunità di tirarmi fuori da quella situazione...era orribile utilizzare il cadavere di uno che non conoscevo come scusa...ma l'idea di visitare nuovamente un prigione omdi diventare schiavo per la nona volta di seguito non mi allettavano...Così esclamai mentre tutti entravano: "Ehi! Ma a nessuno importa di quest'uomo??? Scusate Grande Ipnos(sorrisone ruffiano)io conoscevo un po' quest'uomo...(enorme bugia, ma potevo fare altro?)e vorrei chiedervi l'umile favore di poterlo portare al Tempio della città per onorarlo..tanto...io non farei nemmeno parfte di questa compagnia (e dopotutto questa ultima cosa era vera)..."Attendevo una risposta con ancora il corpo dell'Uomo in braccio...era un'azione disperata...ma dalla mia parte potevo contare sulla pietà dei presenti...
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| Ipnos Eledil |
"Comprendo la vostra preoccupazione, ma non ho scelto io che l'uomo venisse e voglio avere sotto controllo sia lui, che chi io non conosco... Quindi resterete e non andrete in giro dove non posso controllarvi... Avete scelto voi di entrare a Rehga senza presentarvi al Suo Signore... Ora..." Sorrisi e tornai con l'attenzione sugli altri...
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| Voce Narrante |
"Chi va là?!"il guardiano alle porte di Rhea gridò con quanto fiato aveva in gola."Sono Gael e provengo dal Bosco delle Fate!Mi scuso per il mio ritardo ma sono atteso dall'Arcimago e dalla sua Dama!"la maschera dello straniero non era affatto incoraggiante e quel ghigno sinistro incuteva diffidenza e timore.."Bè..se ciò che dite è vero allora potete entrare...ma...sappiate che qui a Rhea,città della Magia,non ci sono segreti o complotti che possano essere celati!"La pesante corazza di Gael cominciò a procedere nella cittadella,avvicinandosi cautamente alla Torre.
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| Laestel |
Ipnos ci portò alla Torre, e ci fece accomodare, ero preoccupata sia per le parole dell'Arcimago che per l'aria di Oberon..era triste, e non sereno, ma non potevo farci nulla. Se non stringere quella mano nella mia...ci sedemmo, mentre Ipnos parlava con il nuovo giovane, pare chiamarsi Ivan.."Oberon..ho avuto una strana sensazione mentre entravamo a Reha..e ancora peggiore nel porre le mani sulla fronte dell'uomo che pare assorbisse magia, non sappiamo nulla di lui, qualcosa avete scoperto mentre noi gungevamo qui sul Grifone?" La sala era affollata e il chicchericcio iniziò a salire...
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| Guardia di Reha --[Ipnos] |
Mi affiancai alla figura che si era presentata come Gael e mi presentai. "Sono il sergente Mirod, siete pregato di seguirmi affinchè vi scorti fino alla Sala del Conclave. Se avete armi con voi, tenetele nel fodero e non parlate ad alta voce all'interno della Torre. Vi sono state spiegate le leggi. Seguitemi prego..." Feci cenno ad altre tre guardie che si avvicinarono e si affiancarono, due, all'uomo ed uno si mise a seguirlo mentre avanzavo verso la Torre per scortare l'uomo. "Sua Eccellenza l'Arcimago si trova nella Sala ora, appena saremo arrivati dovrete attendere alle porte che vi sia concesso di entrare nella Sala." Raggiungemmo al torre e posai la mano sulla gemma sicchè le porte si aprirono e potemmo entrare, quindi scortai l'uomo su per le scale fino alla Sala del Conclave alle porte della quale bussai per la brevissima udienza con l'Arcimago. Quando potei entrare riferii e fu concesso all'uomo di entrare.
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| As'ling |
La voce di Sibyl mi parve quanto mai preoccupata, certo non l'avrei fatta attendere, in fondo era anche per metà elfa e per questo sentivo la responsabilità della sua serenità, noi elfi, così pochi ormai, così soli contro un mondo di impulsività umane... E mentre ripensavo alle parole di Sibyl giungemmo alla Sala, imponente ed oscura, Reha era molto cambiata sotto il regno di Ipnos, ma tutta la magia stava cambiando, forse per questo sentivo di giorno in giorno la Canzone agitarsi in me sempre più.Ad ogni modo mi colpirono molto le parole di Ipnos, sempre così freddo e quasi cinico, sembrava realmente preoccupato per ciò che accadeva fuori le mura di Reha, chissà che la Fata Elfa non stesse davvero riuscendo a sciogliergli un po' il cuore?Attesi che qualcuno prendesse la parola, forse avrei dovuto farlo io, in quanto la pi anziana del gruppo, ma attesi, scrutando ognuno degli amici e dei nuovi compagni negli occhi...gli occhi hanno sempre molto da dire, anche quando in una stanza sono dispari.
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| Oberon |
Gli occhi hanno sempre molto da dire...Soprattutto quelli a specchio di noi Shanti.Laestel mi chiese se avevamo scoperto qualcosa di più...anche sullo straniero che risucchiava magia.L'accarezzai dolcemente: "No, " dissi con voce mesta, "Purtroppo non abbiamo scoperto nulla di nuovo...E ho paura che avremo modo di scoprire che le uniche novità in arrivo sono pessime..."Guardai la mia Amata negli occhi e in quello stesso istante pensai che nessuno, finché ero vivo io, le avrebbe fatto del male.Il Concilio stava quindi per iniziare e io mi sentivo profondamente a disagio, la mia diffidenza continuava ad aumentare e mi trattenevo solo grazie alla vicinanza della mia dolce Laestel.Ipnos parlava con quella specie di galeotto che teneva l'uomo del risucchio......sicuramente io non avrei mai parlato per primo...
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| Ivan |
Fissai Ipnos negli occhi...Questo era uno degli innumerevoli motivi che mi avevano spinto da piccolo ascappare da Reah...Ora come ora avevo le mani legate, non conoscevo nessuno all'interno di questa Compagnia...Altair sembrava scomparso nel nulla e a quanto pare mi ero imbarcato in un'avventura molto più grande di me.Ero uscito vittorioso da situazioni ben peggiori, quindi mi limitai ad appoggiare delicatamente l'uomo a terra, al fianco della sedia che mi venne offerta.Mi sedetti in una posizione tale da poter avere la maggior parte di loro sotto la ia visuale ed attesi di sapere di più di quella miseriosa riunione...dopotutto nessuno sembrava preoccuparsi del fatto di non conoscermi...forse credevano tutti che almeno uno degli altri all'interno del loro gruppo mi conoscesse...dovevo sfruttare questa situazione...
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| Voce Narrante |
I pesanti passi dell'individuo formato di roccia,risuonarono nella Sala del Conclave."Parlo io per primo!"esclamò"Mi presento nobile Arcimago:sono Sir Gael e rappresento il regno degli Elfi Oscuri!"Gli occhi dei presenti si spalancarono di stupore di fronte alle bizzarre fattezze di quell'essere:tutto sembrava furchè un individuo animato.La Maschera lucente e il corpo di pietra impedivano di scorgere l'espressione che effettivamente avrebbe mostrato,se fosse stato uguale a tutti gli altri."Sono portavoce di quel popolo ma ho anche notizie riguardo al Popolo delle Fate e alla sua nuova Regina!Cosa volete sentire per prima cosa?!"La Fata che sedeva accanto ad Ipnos,aggrottò la fronte:"Siete arrivato in ritardo,vi siete presentato senza specificare il vostro rango e non vi interessate neppure di quali rappresentanti siedono qui...prendete posto e tacete!"le mani pallide tremavano leggermente mentre la maschera gelida dello straniero nascondeva una risata tagliente e divertita."Ipnos!Ma come!Permettete che la vostra Dama parli per voi?!Lei..che è sconfitta e umiliata?!"accompagnato da una esplicita e fragorosa risata,prese posto accanto ad Oberon,scostando la veste dalle pesanti braccia grigie.
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| Sybil Vane |
Comprendevo chiaramente la reazione che il comportamento di Ipnos aveva provocato nei presenti...soprattutto quella dello Shanti:lo conoscevo da tanto tempo e quei suoi occhi a specchio mi erano ormai così familiari.Immersa in questi pensieri,mi accorsi della sua presenza solo quando sentii risuonare la tremenda voce metallica per le pareti della Sala.Non conoscevo quello straniero ma ne avevo sentito parlare spesso:era unico della sua specie e girava di terra in terra accompagnato da uno strano animale,mezzo Troll e messo Golem.Le guance mi si fecero rosse dalla rabbia perchè capii che egli rappresentava tutto ciò che mi era stato sottratto;senza esitare cercai di azzittirlo ma purtroppo non sortii alcun vantaggio se non quello che si sedesse ma continuasse a discutere con Ipnos.Mi voltai verso l'Arcimago,cercando di trattenermi,ma le mani mi tremavano:"Che diritto avete di parlare così!"gridai"Chi siete voi?Un mercenario,forse,che si schiera dlla parte di chi lo paga di più?!"Il sorriso immobile della maschera continuò a fissare Ipnos,sussurrando:"E voi..che diritto avete di sedere lì?!"
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| Ipnos Eledil |
"Silenzio! Come vi permettete di entrare a Reha e parlare sopra la voce della mia legittima consorte e legittima pretendente al trono di un regno usurpato da chi asserite esser stata nominata Regina?" Mi alzai dallo scranno. "Ho invitato qui gente di ogni dove e di mio una rappresentante del Regno delle Fate. Ma non accetterò incarichi indicatia terzi. Non so nulla di un Regno degli Elfi Oscuri e ne me ne interesserò finchè esso non sarà riconosciutoa pieno titolo da tutti i rappresentanti dei regni presenti a questo Consiglio." Fissai l'uomo con sguardo di fiamma tanto che il quarto elemento proruppe in me guizzante come in un caminetto. "In secondo luogo Sybil Vane ha pieno diritto di sedere qui in quanto è per mio volere Signora di Reha al mio fianco ora e per sempre! Ella è qui in rappresentanza dell'unico governo di quel regno che io riconosco. E che credo che tutti gli altri presenti qui riconoscano." La sabbia sul terreno della Sala del Conclave si muoveva con più agitazione. "In terzo luogo, qui, ora e per sempre vi rivolgerete a me come Eccellenza Eledil se vorrete chiamarmi. Ipnos è un nome che concedo ai pochi presenti qui che erano con me alla Grande Battaglia. Voi esseruncolo fittizio di coraggio, che vi mascherate per nascondere la vostra maldicenza non eravate presente e quindi ai miei occhi non siete niente più rispetto ai rappresentanti dei regni degli uomini che come topi scappavano e rifuggivano piagnucolando chiedendo l'intervento dei nostri regni!" La mia ira era palpabile, come osava quell'uomo, che si presentava senza nemmeno mostrarsi completamente, parlare in questo modo di fronte a tutti gli altri senza un minimo rispetto?
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| Laestel |
In pochi minuti in quella sala si scatenò il caos...un uomo pietra...no uomo...ecco cosa turbava il mio animo, egli si presentò con aria di sfida, come sovrano rapprensentante degli Elfi oscuri, avevo dei ricordi narrati da mia madre su quel popolo e dal suoi modi; non scorsi nulla di buono...la mia ansia aumentava e anche quella di mio marito, all'offesa a Sybil, strinsi ancora più forte la sua mano nella mia, potevo percepire la rabbia repressa in lui, la frustrazione, strinsi e lo coccolai col cuore....posando gli occhi sulla mia amica,che sotto la risposta tagliente celava le lacrime di dolore,Ipnsos non tardò a difenderla a spada tratta, ma..il dolore ormai era provocato, rimasi seduta accanto al mio uomo, e li arrivò lo straniero..fronteggiai quello sguardo vuoto di pietra...senza timore.
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| Dàin il Nano |
... il Concilio, stava finalmente vivendo il Suo Inizio. L'ArciMago Ipnos ci guidò in una Grande Sala. Rimasi stupito, perchè in quel momento mi resi conto che il pavimento di questo grande locale era costituito da Sabbia, che si muoveva incessantemente. Non sembrava muoversi a caso, in modo disordinato. Pareva piuttosto seguire il Disegno di una Volontà, che aleggiava in tutto quanto il Salone. Il Mago Ipnos, con quel suo modo di parlare, Solenne ed Autoritario, iniziò un lungo discorso. Quando disse "...dei Nani, non so nulla", compresi che si rivolgeva a me, e che attendeva una risposta. Nessuno di noi però, fece in tempo a prendere la parola, perchè una creatura Misteriosa fece il suo Ingresso nella Sala. Affermò di chimarsi Gael, e di presenziare al Consesso in rappresentanza del Popolo degli Elfi Oscuri. Ma da subito, prese ad esprimersi in modo così offensivo ed arrogante verso la Fata Sybil, da provocare il risentimento di quest'Ultima. Ed il Mago Ipnos, incollerito, si fece avanti per difenderla, pronunciando parole di Fuoco. Forse, le parole offensive dell'Ultimo arrivato sarebbero state utili alla mia causa, facendo comprendere a tutti i presenti quanto un'Alleanza fosse importante. Decisi di intervenire: Mi schiarii la Voce con due discreti colpetti di tosse. E poi, mi volsi con lo sguardo a ciascuno dei personaggi presenti. Era un momento molto importante, e sapevo che dovevo, con le mie parole, essere sincero e convincente. "Grande ArciMago Eledil" esordii, "ed anche Voi tutti, Valenti e Rispettabili Membri di questo Concilio. Il mio Nome, come alcuni di Voi già sanno è Dàin. Sono un membro del Consiglio di Nàin II, Re dei Nani delle Colline Matallifere. Ed è in Suo Nome, oltre che Mio, che Vi rivolgo queste parole. Ombre, stanno sorgendo all'Orizzonte. La Paura sta ritornando, e potrebbe minacciare tutti Noi. I Nani, non vogliono più restare chiusi nel cuore delle Loro Montagne, come è accaduto in Passato. Non siamo indifferenti a ciò che accade intorno a Noi, e temiamo fortemente per le nostre dimore, per il Nostro Mondo che è anche il Vostro. Non c'è, credetemi, non c'è nascosto alcun secondo fine, nessun interesse "di parte" dietro alle mie parole. Quello che vogliamo, è combattere per assicurare l'Incolumità di coloro che amiamo, e la continuità del Nostro Mondo. Non vogliamo restare isolati. Più nessuno, deve rimanere isolato. Abbiamo tutti quanti un'interesse comune. In nome di tutto questo, ho viaggiato, ed ho combattuto insieme ad alcuni di Voi, per giungere sino qui. Vi porto l'Alleanza del Mio Popolo". Tacqui. Avevo parlato quasi d'un Fiato, e con profonda Emozione. Avevo parlato. Tacqui, in ansiosa attesa della risposta dei presenti.
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| Voce Narrante |
Le parole di Ipnos riuscirono a scalfire lievemente la superficie rocciosa che costituiva lo straniero...egli non fiatò e,distogliendo lo sguardo dall'Arcimago e dalla sua Fata,restò in silenzio mentre,dietro a quell'apparenza,covava in sè un acceso odio.Successivamente a lui,fu il Nano Dàin a prendere la parola...se il volto di Gael fosse stato mobile,avrebbe mostrato un sottile sorriso di scherno e compassione:detestava la bontà e l'altruismo di certi popoli,odiava i nani,gli uomini,le fate e la superiorità apparente degli elfi dei boschi.Avrebbe parlato ancora,si,perchè non ammetteva che l'Arcimago non riconoscesse il suo popolo,quello che,nella guerra di vent'anni prima era rimasto nell'ombra ma che,ora,reclamava la sua superiorità e i suoi diritti.Un sospirò gelido uscì dal volto lucido e raggiunse Laestel ed Oberon,seduti accanto a lui:"Non capisco.."sussurrò a quest'ultimo"per quale motivo Felagund abbia deciso di vivere i suoi ultimi anni di vita in vostra compagnia!"
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| Sybil Vane |
Riuscii a calmarmi solo grazie alle parole di Ipnos che,oltretutto,mi impedirono di avvicinarmi a Gael e di staccargli la testa di metallo con la Spada di Cristallo!Mi disgustò il fatto che fosse egli a rappresentare un popolo che sarebbe spettato al mio bambino!Dàin prese la parola e mostrò l'onestà,la solidarietà e il coraggio del suo popolo e suo stesso:pensavo che sarebbe davvero stato utile l'aiuto dei Nani per la grande abilità nell'uso delle armi e nella conoscenza dei luoghi più nascosti della terra.Mi voltai verso Ipnos chiedendomi cosa pensasse di Dàin:poco egli aveva avuto a che fare con i Nani.
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| Oberon |
Rimasi in silenzio senza battere ciglio.Sia durante l'immediato litigio tra Ipnos, Sybil e il nuovo arrivato, sia durante la veloce orazione del nano Dàin...Trattenni sino all'ultimo la rabbia, stringevo sempre di più la mano di Laestel, avevo paura di spezzargliela da quanto la stringevo.Caliostro cominciò a ringhiare, ad un certo punto lo straniero oltrepassò il limite anche per me...sibilando ignobili parole, non tanto verso me o chi altro, ma fissando Laestel...Fu la bocca che fece traboccare il vaso.Mi alzai in un attimo fissandolo con sguardo di ghiaccio.Anche lui si alzò, ma con estrema calma.I nostri visi si avvicinarono fino a che i nostri nasi praticamente erano in grado di sfiorarsi.Da quella maschera di pietra non giungeva il benché minimo suono, ma potevo intravedere due occhi che mi fissavano provocatori...potevo immaginare un ghigno compiaciuto nell'aver infiammato la mia ira...Stavo così, immobile inanzi a lui, pronto a fronteggiarlo.Intanto, da dietro, il mio braccio istintivamente cercava Laestel, spingendola indietro per poterla difendere meglio.Sapevo che all'interno di Reah chiunque poteva comprendere chiunque grazie a potenti incantesimi, quindi gli sibilai contro:"Bada...anche solo un'altra parola azzardata e irriverente nei confronti di anche solo uno di noi...e mi adopererò per strapparti la lingua personalmente, con le mie stesse mani."
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| Laestel |
Oberon si tratteneva a stento...quell'individuo riusciva ad irritare anche me, ma soprattutto mi spaventò il gelo che uscì dalle sue labbra...Oberon lo percepì s'alzò di scatto ponendosi tra noi due, col suo modo protettivo a cui mi aveva abituata, quasi viziata, fronteggiò quell'essere di pietra...non potevo più fare nulla ora, solo attendere la reazione...ma cosa voleva?perchè era qui? percè parlava di Felagund..poi una terribile idee mi passò perla testa, Sybil non doveva sospettarlo...
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| Ilfirin |
L’arrivo di un nuovo ospite suscitò diverse reazioni tra i presenti, ma dal modo in cui si comportava e in cui l’arcimago e Sybil gli si rivolgevano pensai che potesse essere una vecchia conoscenza della compagnia. Ero rimasta in piedi accanto a Dain e dopo l’entrata di Gael avevo preso ad osservarlo con attenzione: “Così sono questi gli elfi oscuri…” pensai, e intanto studiavo le azioni e l’aspetto del nuovo venuto. Certo, i suoi modi riuscivano nella disperata impresa di far apparire Ivan come un gran signore, ma non potevo nascondere la mia curiosità verso quel popolo che mio padre aveva tentato disperatamente di nascondermi. Sybil, l’Arcimago e tutti gli altri sembravano sconvolti dalla sua presenza e io capì che c’erano troppe cose delle quali non ero al corrente; ad ogni modo non avrei chiesto a nessuno di informarmi, mi avrebbero solo confuso e in quel momento come tutti avevo bisogno di chiarezza e libertà mentale. Dain mi riportò alla realtà, troncando il legame che si era stabilito tra i miei occhi e quella maschera, e offrì con la sua solita cortesia l’aiuto del suo popolo. Gente strana, i nani,…ma iniziavano decisamente a piacermi.
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| Ivan |
Un nuovo arrivato: subito il putiferio...Tanto valeva aspettare...se avesse rivelato cattive intenzioni non avrei esitato a dare una mano a questa Compagnia...per lo meno loro si erano dimostrati gentili nei miei confronti...Comunque continuavo a starmene comodamente seduto nella mia sedia, aspettando l'evolversi degli eventi.Sperao solo che tutto si risolvesse in fretta...potevo già sentire una nuova crisi in arrivo...dovevo trovare le mie "erbe" entro la mattina seguente, altrimenti sarei stato parecchio male.Zitto, zitto intanto osservavo...
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| Oberon |
Stava zitto innanzi a me, guardandomi negli occhi ma senza reagire...mi faceva schifo proprio come a suo tempo mi aveva fatto schifo Felagund.Gli Elfi Oscuri erano tutti della stessa pasta...addirittura peggio degli Umani...e per di più spesso le altre culture tendevano a confondere noi Shanti con loro...nostri "cugini" anche se mooooolto alla lontana...Io innanzi a Lui e Lui innanzi a Me.La tensione continuava a crescere e sembrava che entrambi cercassimo di distruggerci l'un l'altro con il solo uso dello sguardo.Silenzio.Io potevo leggere le intenzioni di Gael nei suoi occhi; ma lui nei miei poteva solo vedere la sua immagine riflessa...Ciò mi avvantaggiava.Di nuovo silenzio.Interminabili attimi continuavano a susseguirsi.
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| Voce Narrante |
Erano parsi terribilmente eterni ai presenti i secondi che passarono,durante i quali i due esseri(lo Shanti e Gael)si fissarono.Fu il Nano Dàin a rompere e squarciare quell'atmosfera di tensione,attirando l'attenzione di tutti sulle sue nobili parole.Il gigante di pietra fece un piccolo sorriso verso lo Shanti quindi,senza più parlare,si risedette,distogliendo lo sguardo."Voi Shanti"sussurrò"credete di essere i padroni del mondo!".Sapeva di aver accresciuto,con quelle parole,l'ira di Oberon ma non gli importava,il suo era un corpo immortale,fatto di terra e roccia.La maschera argentata restò per un secondo fissa sulla figura piccola del nano poi avvertì come un lampo e,simultaneamente,si voltò verso la Chierica Laestel...lei aveva intuito qualcosa ma Gael non riusciva a capire cosa...aveva scoperto la sua provenienza?Il suo passato?L'avrebbe rivelati?scosse pesantemente il capo,tornando a fissare il Principe di Rhea,quindi la sua consorte.Sybil Vane sembrava non accorgersene...gli occhi dello straniero erano protetti da quella gelida corazza e,ora,meditavano su lei,su quella compagnia e...sul motivo per il quale era lì..
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| Oberon |
Fui costretto a sopprimere tanta di quella rabbia che il mio stesso cuore sembrò scoppiare.Strinsi i denti e una volta che quell'essere spregievole si fu seduto, mi sedetti anche io, sebbene a fatica...Mi ripromisi che sarei andato avanti fino in fondo a questa faccenda, nessuno osava dare a noi Shanti dei presuntuosi...aveva osato dire che ci credevamo padroni del mondo.Accigliato mi sedetti quindi.Fissavo l'infinito.
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| Oberon |
Niente da fare...non riuscivo a andare giù un tale affronto...Spostai il mio sguardo nuovamente su Gael e fu in quel preciso istante che i miei occhi riuscirono a vedere ciò che prima non avevo notato...Guardai Laestel...anche lei sembrava aver capito la mia stessa cosa...Continuai a fissare il mio Amore interrogativo, sicuramente lei sapeva già cosa fare.Odiavo quell'essere...con tutto il mio cuore...
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| Laestel |
lui mi mandò uno sguardo di intesa...ora attendevo le parole di ipnos, Dain aveva parlato, i nostri pensieri erano stati veritieri...i popoli stanno di nuovo cercando di unirsi, un grande pericolo è in agguato...
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| Sybil Vane[Ipnos] |
Ipnos,superiore alla villania dello straniero e ormai indifferente alle occhiate gelide di lui,ascoltò attentamente il discorso del nano Dàin,annuendo pensieroso..."Ringrazio molto voi Nani per l'aiuto che così generosamente porgete al mio popolo...ritengo che custodiate conoscenze assai preziose riguardo l'utilizzo di metalli,minerali ed elementi naturali fondamentali!"fece una breve pausa,poggiando il volto al pugno chiuso della mano:"Devo,però,avvertirvi di un particolare:la gente di Rhea poco ha avuto a che fare con voi Nani in quanto profonde caverne nascondevano la vostra presenza!So che vi è grande orgoglio in voi e che questo potrà,talvolta,portare a qualche piccolo scontro con la mia gente.Non saranno da subito semplici i rapporti che instaurerete con il mio popolo!"Il Nano restò,probabilmente,un pò colpito da queste parole ma tutto ciò era prevedibile.Ricordavo i primi tempi in cui fui accolta nella Torre di Rhea:non lo dissi mai ad Ipnos ma la sua gente,verso gli sconosciuti,mostrava sempre,a principio,una sottile diffidenza...erano Maghi...L'Arcimago scostò il mantello da una spalla:"Potete tornare a sedervi ora..ripeto:sono grato dell'appoggio che mi offrite!"
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| Ilfirin |
Non era nella mia natura attendere più del dovuto, così mi rivolsi all’Arcimago: ” Se sono qui in questo momento è perché avverto la stessa vostra minaccia, l’aquila del male sta planando sulle nostre teste e il pericolo è vicino come mai prima d’ora. Non posso offrirvi altro che il mio aiuto al momento, ma se le circostanze lo richiederanno potrò fornirvi dei preziosi alleati tra gli umani della Valle d’Ombra e gli elfi della foresta di Dulh. Ad ogni modo non ve ne do garanzia…non sono in ottimi rapporti con quella che dovrebbe essere la mia gente…mi permetto solo di ricordarvi che il tempo a disposizione è limitato ed è una delle poche cose che nessuno dei presenti, credo, possa arrestare . Mi rivolsi infine a Gael con l’espressione più neutrale di cui ero in grado: ”Quando vi siete presentato avete detto di avere dei messaggi riguardo al bosco delle fate, ma non ne avete ancora parlato. Vi invito a farlo, ma penso che per primo possiate capire l’imbarazzo e lo svantaggio nel quale vi verrete a trovare se non modererete i termini davanti a questa compagnia.” Tornai a sedermi, osservando l’Arcimago.
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| Dàin il Nano |
... mi misi a sedere in silenzio, riflettendo sul significato di quanto detto dell'Arcimago, mentre Ilfirin prendeva a propria volta la Parola. Avevo di che essere soddisfatto. Quanto affermato da Ipnos, del resto, non mi sorprendeva. Per Generazioni e Generazioni, la mia gente aveva sempre scelto di rimanere in disparte, rifugiandosi nella protettiva penombra delle Nostre Dimore, senza preoccuparsi di ciò che accadeva all'esterno. In conseguenza di questo comportamento, il Popolo dei Nani si era fatto la fama di essere una Razza incapace di coltivare le relazioni con gli altri popoli, indifferente a tutto e tutti, mossa unicamente dall'Avidità e dall'interesse. In realtà, NON era vero, ed intendevo dimostrarlo. Al Consiglio Reale - prima di partire - avevo dovuto perorare appassionatamente la mia Causa, per riuscire a convincere dapprima mio Padre, e poi molti tra gli altri Consiglieri, e per finire anche il Nostro Re. Non era stato facile farli uscire dalla loro mentalità conservatrice, ma alla fine ero riuscito nel mio intento, convincendoli della Bontà delle mie affermazioni. Quale ricompensa, avevo ottenuto di essere io stesso a mettermi in Cammino, per partecipare a questo Concilio, al quale avrei presentato la Nostra proposta di Alleanza. Non potevo dunque biasimare nessuno, tantomeno Ipnos, se rimaneva ancora qualche ombra di diffidenza nei confronti del mio Popolo. Ci avrei pensato io stesso, con le mie Azioni, a dimostrare la serietà delle mie parole. Un primo, importantissimo Passo - mi dissi - era stato fatto!!!
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| Voce Narrante |
Il gigante di pietra,alle parole di Ilfirin,fece un sottile ghigno per poi voltarsi verso di lei:"Non siete certo voi che dovete dirmi ciò che posso o non posso dire!"la maschera lucente tornò a fissare l'Arcimago:"Spetta al Signore di Rhea decidere chi far parlare!"Detto questo tacque senza mostrare più alcun interesse verso la ragazza.Accanto ad Ipnos,la fata Sybil Vane scrutava instancabile quella lucida maschera,avvertendo strani presentimenti e forti timori.
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| Sybil Vane |
Anche la giovane Ilfirin si mostrò assai disponibile ma ciò che apprezzai di più del suo discorso furono le parole che rivolse allo straniero Gael...però,come temevo,egli non si smosse dalla sua posizione,mascherando il suo disprezzo verso noi nel rispetto verso l'Arcimago!Strinsi i pugni più forte che potei cercando di trattenermi,non dovevo stare al suo gioco!Chi era quell'individuo?Con quale diritto rappresentava il mio popolo?!Mi voltai verso Ipnos,attendendo di conoscere la sua reazione..."Cosa vuole?"sussurrai verso di lui ma più a me stessa:"Quanto vorrei che quel suo ghigno di metallo scomparisse sotto terra!"La mia rabbia non era naturale,non appieno giustificata.
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| Ipnos Eledil |
"Parlate dunque Gael, se così vi siete detto. Questo Consiglio riconosce la figura di Sybil Vane alla guida del suo popolo e ogni Regno che noi rappresentiamo e che intrattiene rapporti verso il Bosco delle Fate lo fa in onore dell'amicizia che ci lega verso l'unica persona che riteniamo a rappresentare il popolo alato... Sybil Vane per l'appunto... Vi concedo di parlare difronte a questo Consiglio purchè le vostre parole siano accorte, non accetterò che proseguiate con il vostro fare melenso e servizievole nei miei confronti... Ne che continuate a parlare ai miei ospiti in questo modo. Se ho rifiutato di combattere nuovamente in prima linea con la mia magia è perchè essa è diventata troppo potente per essere fermata e troppo pericolosa anche per le persone che mi sono care e per me stesso. Ma non mi farò problemi ad usarla su di voi se proseguirete su questa linea di condotta." Parlai evidentemente erio e freddo quindi, "Ma ditemi pure mio gradevolissimo Ospite..." Visibilmente falso il tono amichevole che stavo ora usando. Falso come tutto ciò che quell'uomo poteva aver mostrato finora ai miei occhi.
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| Ivan |
Qua si cominciava a parlare pesante...si parlava di alleanze, di minacce per tutte le Quattro Terre......cominciavo a preoccuparmi, quando all'improvviso, dal mio fianco, arrivò quella voce di Donna che ogni tanto mi giungeva alla mente nei momenti prima delle me crisi...sapevo che a parlarmi era la Spada che avevo rubato da giovane...ormai avevo imparato a conoscerla dopo venti anni assieme.Sapevo anche che nessuno, neanche con un incantesimo poteva accorgersi della sua "voce".Così ascoltai ciò che essa mi diceva: "Attendi Ivan, attendi...non ti ho fatto ritornare qui invano..."Mi misi comodo dunque, anche se capivo sempre meno di quella strana situazione.
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| Oberon |
La sfrontatezza di Gael era esasperante!Mi voltai verso Laestel e fissandola negli occhi le feci arrivare questo messagio: "Ho bisogno di uscire Amore...giuro che se apre ancora bocca, della pietra che lo compone rimarrà slamente un mucchio di ghiaia inoffensiva..."Non sapevo perché tutto il rancore soppresso usciva proprio nei confronti di quell'individuo...o meglio...lo sapevo ma non volevo ammetterlo...era come stare di nuovo vicino a quel viscido di Felagund...Mi stavo completamente disinteressando del Concilio e ciò era grave...ma dopotutto l'intero mondo aveva fatto proprio così nei confronti di noi Shanti nei secoli passati...Avevo bisogno di aria, la magia imprigionata a Reha urlava e per me il respiro cominciava a farsi pesante.
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| Laestel |
Ascoltavo immmbile gli ospiti parlare e offrire la loro alleanza, anche noi eravamo presenti a Reha, al concilio per la stessa causa, ma come spesso accadeva il mio compagno non era avvezzo alle faccende diplomatiche..e il suo sangue Shanti iniziava ribollire, quando Oberon mi parlò al cuore, sapevo già cosa avrebbe fatto...chiusi gli occhi e mi sporsi verso di lui, baciandogli leggermente le lebbra. e carezzandogli una guancia..."non temere Amore mio, porterò io le veci del nostro popolo" inoltre Ipnos già consoce le nostre intenzioni. Così lasciai andare il mio uomo. A suo tempo avrei parlato io per il nostro popolo. Inoltre Ipnos aveva rapporti politici con Oberon da tempo e già sapeva di avere la nostra alleanza...posai lo sguardo su Gael, ora rappresentavo il nostro popolo, la nostra terra...
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| Voce Narrante[Gael] |
Quasi tutti espressero il loro giudizio sul fare di Gael:chi con un'occhiata,chi con chiare parole,chi con semplici gesti.Probabilmente qualcuno di questi riuscì a scalfire anche di poco la sua gelida corazza di pietra,eppure quei piccoli occhi luminosi,coperti dall'ombra della maschera,non mostrarono mai alcun cedimento,solo un immortale orgoglio."Bene Mio Signore"lo straniero si schiarì la voce:"Prima di venire qui a Rhea ho trascorso piacevoli mesi nel Bosco delle Fate,assistendo all'incoronazione della Fata Lhorien.Per quanto riguarda la vostra razza..."continuò,volgendo il capo verso Sybil Vane"ritengo che sia davvero graziosa ma da tenere protetta sotto una cappa di Cristallo.Non avete capacità nè interessi nel combattere...di fatti il popolo delle Fate rimarrà neutrale,fino a quando,almeno,l'Arcimago sarà disposto a riconoscerne la Regina!"Parole sussurrate,impercettibili ma visibilmente agitate uscirono dalle labbra della Dama seduta accanto ad Ipnos mentre egli,in silenzio,non si scompose,continuando ad ascoltare."Giungiamo quindi al popolo degli Elfi Oscuri"esclamò trionfante"so che non godiamo di ottima stima verso di voi...eppure dovete riconoscerci qualche abilità!Siamo disposti a offrire le nostre armi e le nostre vite,in caso di pericolo,a patto,però,che ci venga data la giusta ricompensa!"Sembrava che egli avesse finito:appoggiò le pesanti braccia sulle gambe,abbassando un poco il capo.
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| Ipnos Eledil |
"Neutralità del Popolo Alato?" Sorrisi "Bene, possono anche dichiararmi guerra se vogliono. Io non riconosco la Regina incoronata. Ne mai riconoscerò alcuna corona se non quella di Sybil Vane sotto il protettorato di Reha." Le parole riguardo il loro popolo invece mi incuriosirono. "Non godete invero di una fama prestigiosa. Secondo i più valete meno della terra nella quale vi nascondete creando le vostre città formicaio al peggio dei nani. Ma devo riconoscere che la vostra organizzazzioen è impeccabile. Chi è la Matriarca degli Elfi Oscuri attualmente? Quale prodigioa Signora si è stanziata nella Rocca e governa il popolo?" Sorrisi ancora una volta seduto sullo scranno. "La questione di cui si sta discutendo finirà per ripercuotersi anche su di voi prima o poi se anche le città nascoste dei nani si sentono minacciate, allora non credo che le città del vostro popolo possano sentire aria migliore... Il vostro aiuto può essere utile alla nostra causa attuale e a quelle future e accetterò di concedere ricompensa per il vostro popolo, se non a titolo di tutti i regni, sicuramente a titolo di Reha quando avremo risolto la questione del Bosco delle Fate." Quindi parlaia tutti i presenti. "Riconosciamo che la situazioen si è fatta difficile. Riconosciamo che la tensione ha preso tutti i nostri regni poichè la follia dei più grandi regni umani sta dilagando in un espansionismo che può rovinare l'equilibrio che abbiamo difficoltosamente creato. Ma voglio che si agisca uniti e per tanto desidero che ognuno di noi possa considerarsi pienamente 'padrone o servo del giusto padrone' del popolo che rappresenta... Quindi voglio che sia data voce alla questione. Chi in questa sala riconosce il Regno della Fata Lhorien si alzi. Espimete invece oralmente riguardo la questione sul popolo del qui presente Geal" Chiaramente restai seduto.
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| Sybil Vane |
Mi disgustarono le parole di Gael ma non mi sorprese affatto la notizia che il mio popolo sarebbe rimasto neutrale:vent'anni prima il Bosco delle Fate si era tenuto alla larga dalla terribile guerra che noi combattemmo,mostrando una codardia impensata...scossi il capo sdegnata dalla gente che avrei dovuto rappresentare!Ipnos mi difese ancora una volta,mantenendo la calma e la sicurezza di un principe.Terminato il discorso,il mio amore non si alzò,aspettando che ognuno reagisse come meglio credeva.Ero sicura dell'appoggio di Laestel ed As'ling ma gli altri non li conoscevo ancora..
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| Dàin il Nano |
... con un nuovo colpetto di Tosse, cercai di attirare l'Attenzione sulle parole che volevo pronunciare: "La Razza dei Nani, in passato, a causa del suo mantenersi isolata, estraniata verso i problemi degli altri popoli, si è creata una Fama negativa, una Fama di Popolo preoccupato solo ed esclusivamente dei propri Interessi, e del proprio tornaconto. Assicuro tutti i convenuti al presente Concilio che si tratta di una Fama immeritata. Riconosco al contempo che però, sarà tutto da dimostrare con i fatti, non più semplicemente con le parole. E proprio per questo, sono giunto sin qui. Ma ormai -" Mi interruppi un momento, e volsi lo sguardo a tutti i presenti in Sala "ormai, ripresi, il tempo delle ricompense deve considerarsi a mio avviso finito. Ripeto, una situaizone di pericolo ci minaccia tutti, ed è una situazione a cui potremo far fronte solo se uniti, e senza mire o interessi personali. Abbiamo tutti quanti un'interesse comune, ed è solo questo, al momento, che conta". Ancora una pausa, poi ripresi. Guardai la Dama Sybil. "Non ho mai conosciuto altre Fate, nella Mia Vita, oltre alla qui presente Dama Sybil, ma non credo che nessun'altra oltre a lei, possa avere le qualità per porsi alla guida del proprio popolo... e dico questo, oltre che a mio nome, in nome di tutta la mia Razza".Dopo aver pronunciato queste parole, guardai ancora la Dama negli occhi, e le feci un sorriso ed un'inchino. Indi, ritornai a sedere, e tacqui.
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| Ilfirin |
Non sapevo cosa dire...non conoscevo Sybil e per quanto potesse piacermi non avevo idea di chi fosse al trono al posto suo. Ad ogni modo tacqui riguardo questo argomento e non mi alzai. Evitando lo sguardo di tutti dissi: "Se gli elfi oscuri vogliono unirsi a noi...penso che possano essere un aiuto in più. Voi...- continuai guardando l'arcimago- potreste controllarli?"
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| Laestel |
naturalmente rimasi seduta,quell'atmosfera non mi piaceva per niente, era il momento di mettere le carte in tavola e lottare. Attesi l'evolversi della discussione, sorridendo a Sybil.
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| Voce Narrante[Gael] |
Lo straniero si aspettava una reazione del genere...non fiatò e passò lentamente lo sguardo su tutti coloro che presero la parola,attendendo l'esito finale.Immobile e calmo,fissò poi l'Arcimago:se la maschera metallica avesse potuto variare la sua espressione,da ghigno si sarebbe tramutato in sorriso soddisfatto e orgoglioso.Apprezzava la tempra del giovane,il carattere ombroso,l'intelligenza,l'abilità d'azione e la prontezza di risposta...era perfetto per regnare poi,in fondo,non si scostava molto da ciò che era Gael,lui stesso!"Ci tengo a informarvi,comunque"aggiunse"che qualsiasi sarà la vostra decisione,gli Elfi Oscuri non si tireranno indietro,in quanto NON alleati delle Fate!Anche se...i miei contatti colo popolo alato restano tutt'ora stretti!"Nessuno poteva sospettare degli oscuri progetti di conquista che crescevano nelle profondità gelide di quel corpo.
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| Oberon |
Uscì quindi dalla stanza...se non ci fosse stata Laestel al mio fianco non avrei mai saputo come fare...in questo momento mi sentivo come inutile nei confronti del mio Popolo...ma la mia testardaggine mi aveva portato nuovamente a sbagliare.Fuori dall'aula del Concilio mi diressi verso una terrazza pe respirare dell'aria fresca.Spaevo che il mio Amore avrebbe parlato bene, Lei era tutto per me e sapevo benissimo di potermi fidare ciecamente di Lei.Mi diressi quindi sul balcone, fiducioso nelle capacità diplomatiche di Laestel.
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| Ivan |
Qua si parlava di Elfi Oscuri, di Fate non riconosciute come regine...devo ammetterlo: un'alleanza con gli Efi Oscuri mi sembrava una follia, ma continuai a stare zitto, seguendo il discors con sempre maggior interesse.
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| Laestel |
A questo punto, decisi di parlare. mi alzai in piedi nella mia veste azzurra e lasciai scivolare sulle spalle il mio velo copricapo, permettendo a tutti di vedere la mia chioma bionda, fissai per un istante ognuno dei presenti negli occhi, lasciando la mia anima libera di ascoltare le loro pene...ed ognuno ne aveva una, persino...chi nascondeva tutto nella roccia. Questo mi colpì..e mi lasciò riflettere. "Sire.." inizia rivolgendomi a Ipnos "e tutti voi onorevoli ospiti, siamo qui riuniti per fareil punto della situazione su quello che sta accandendo ai confini dei nostri regni e piano piano all'interno di essi, un enorme pericolo incombe ancora su queste terre; io Sono Laestel moglie di Oberon Galanodel, legittima regina al suo fianco. Parlo quindi per tutto il nostro popolo. Noi offriamo la nostra alleanza a chi onestamente vuole porre rimedio all'orrore che incombe...noi siamo persone di una sola parola, e di un solo onore, fedeli ai nostri amici sino alla morte" sorrisi qui a SybilVane."Il tempo non ci è amico, questo concilio ha un motivo e uno scopo, stabilire alleanze e metodi di azione per contrastare il male che avanza, Grazie" un sorriso dolce e un inchino per tornare a sedermi e alzare il velo azzurro sui miei capelli.
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| Ivan |
Cosa???Questa Dama stupenda moglie di quel "coso" alto, pieno di tatuaggi e piercing???E oltretutto Lei era regina...quindi quella specie di stregone era un Re???Il discorswo si faceva sempre più complivato, dovevo avere chiarimenti...però non potevo far capire che non sapevo assolutamente niente di niete, dopotutto quelli credevano che io facevo parte come alleato di qualcuno, così mi alzai e dissi: "Sicuro! Giusto Dama! Avete ragione...io sono Ivan della Tigre e offrirò le mie abilità cpmbattive a chiunque. Però dobbiamo tutti quanti essere onesti...quali tipi di minacce stann avanzando? Dobbiamo riuscire a farci già un'odea adesso, così da stipulare meglio le nostre alleanze."Mi inchinai e mi sedetti."Speriamo bene..." pensai...
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| Ipnos Eledil |
Osservai chi parlava uno per uno quindi quando ebbero finito mi alzai e sorrisi. "Inizialmente mia giovane ragazza" riferendomi a Ilfirin "certo non posso detenere un controllo diretto sugli Elfi Oscuri, ma certo il popolo di quest'elfo non sarebbe intenzionato a portare avanti una guerra campale che i nostri regni dopo la Grande Battaglia possono sostenere mentre un neonato regno avrebbe difficoltà a gestire... Quindi credo che mi preoccuperei più del rischio immediato di accettare la loro alleanza che del punirli poi... Ed a dire il vero l'alleanza di questi non mi interessa. Posso stipulare una non belligeranza e, se i loro scopi sono affini ai nostri potranno certo agire senza disturbare noi..." Quindi guardai l'elfo. "Per il momento la Magicrazia di Reha rifiuta l'alleanza con voi e propone uan non belligeranza ed una reciproca osservazione per verificare gli scopi comuni se sufficentemente validi a sostenere l'alleanza. Per quanto riguarda le fate, portate questo messaggio alla loro 'regina': L'Arcimago di Reha saluta la Reggente nel Bosco delle Fate, sono felicissimo che siate stata scelta per reggere il regno fino al ritorno della mia consorte Sybil Vane. Faremo in modo di giungere con un contingente di scorta fino al Bosco perchè possiate regolarmente consegnare i pieni poteri a Lady Vane. Giungeremo quanto prima per non farvi attendere troppo la Vostra Amatissima Regina, Legittima." Mi sedetti nuovamente e dissi le ultime questioni che avevo in mente. "Questa questione ha divagato troppo la nostra discussione, dobbiamo decidere: I regno corrotti degli esseri umani minacciano i nostri economicamente con i loro ridicoli embarghi. Pare agiscano spinti da uno scopo comune quindi possiamo ipotizzare che qualcuno crei un legame tra di loro, dobbiamo trovarlo e reciderlo. Chi di voi qui presente è disposto a mobilitare il proprio regno si alzi. Quindi decideremo."
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| Oberon |
Raggiunsi il terrazzo della Torre e tra gli sguardi incurisiti dei maghi mi appoggiai al parapetto ad occhi chiusi respirando lentamente.Pensavo ai miei figli lontani da me...pensavo a mia moglie dentro, al consiglio, pensavo a mmoltissime cose...Il Male era di nuovo sorto...proprio non era possibile vivere una vita in pace? Perché gli Dèi rifiutavano di lasciarmi vivere finalmente lòa mia vita con la mia famiglia?Mi avevano dato una pausa di 20 anni...ma un elfo non é un umano e venti anni sono davvero pochi...Allontanai tutti i maghi facendo sguardi minacciosi, finché non rimasi solo sul balcone, ancora ad occhi chiusi, per assaporare quei pochi istanti di libertà dal Mondo...
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| Ivan |
Ahi...ora si chiedeva ai presenti di mobilitare i loro regni...E io che avrei detto? Che regnavo su di me e basta?"Pensa Ivan...pensa in fretta..."
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| Laestel |
"Bene" dissi ad Alta voce alzandomi nuovamente in piedi, "Sire avete il Nostro appoggio e la nostra alleanza, conscete bene mio marito e sapete già quali sono i suoi desideri, sapete altresì che siamo persone di una sola parola, che il nostro impegno sarà totale, e che le nostre genti ci sono fedeli e lotteranno per ciò in cui credono non per ciò che temono...Ora vi chiedo scusa ma devo assentarmi, le posizioni inziano ad essere chiare ed è necessaria la presenza di Oberon per la prossima decisione, tattica e strategia"così dicendo feci un piccolo elegante inchino col capo e andai da Oberongiunsi silenziosa sul terrazzo...lo guardai, pensieroso e preoccupato col gli nel cielo azzurro...poggiando piano una mano sulla spalla:"tesoro c'è bisgno di te"poi gli cinsi la vita con le braccia appongiando il viso accanto alle spalle...strinsi
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| Ilfirin |
Tornare a Miriel e convincere il "mio popolo" a sostenerci? Era un'idea assurda, pazza...qualcosa di impensabile!...forse fu per questo che mi alzai, braccia conserte ed espressione divertita in viso.
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| Dàin il Nano |
Mi alzai nuovamente. "I Nani delle Colline Metallifere, sono pronti a scendere in campo!!!", dissi. Era dunque giunto, finalmente, il tempo delle Grandi Decisioni? Come sempre, in situazioni come questa, ero fremente di passare all'Azione. e già vedevo me stesso, e tutti i miei simili, affiancati agli altri popoli nel dare Battaglia al Male. Avevo anche paura... perchè credo sia normale, avere paura quando un pericolo ci minaccia, e nessun evento è mai senza conseguenze. Ma per quali che potessero essere queste conseguenze, continuavo a ripetermi: "Meglio rischiare di soccombere, lottando per i propri sogni, anzichè attendere supinamente lo svolgersi degli eventi...". Mai, ero stato determinato come in questo momento.
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| Oberon |
All'improvviso mi sentii toccare dolcemente da dietro e un attimo dopo Laestel mi abracciava forte a sè.Sprofondai completamente nel suo abbraccio sciogliendomi definitivamente nel suo Amore.La guardai drtitto negli occhi e mormorai: "Vorrei tanto tornare a casa dai nostri figli...mi mancano Amore...non voglio che soffrano tutto quello che abbiamo sofferto noi."Perso nel suo sguardo la abbracciai di nuovo.La amavo tantissimo...
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| Voce Narrante[Gael,Sybil] |
L'Arcimago aveva parlato,chiarito la sua posizione e richiesto l'intervento di tutti per capire chi sarebbe stato dalla parte di Rhea e chi no.L'uomo di pietra sembrò quasi spegnersi:pesantemente si adagiò sulla poltrona ascoltando le parole dei presenti...non si conosceva ancora quale fosse il suo ruolo ma non era affatto determinante la sua presenza.Accanto ad Ipnos,la fata Sybil Vane sedeva più tranquilla,annuendo alle onorevoli parole del Nano Dàin,al coraggio e appoggio dimostrato dalla sua amica Laestel...Una lieve incertezza spinse poi il suo sguardo verso Gael e verso l'uomo dal volto bendato(Ivan),curiosa di sapere la provenienza dell'ultimo e le intenzioni del primo.Ciò che la distolse fu il movimento rapido di Gael,il quale si alzò faticosamente dalla sedia uscendo lentamente dalla sala,accompagnato da un affannoso respiro.
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| Laestel |
"tesoro" sussarai piano...stringendolo sempre forte a me, col viso nascosto tra le sue braccia, "non possiamo proteggerli dalla vita..possiamo solo lottare e combattere perchè vivano in un mondo migliore di quello che ha visto nascere noi, lo sai" detto questo baciai dolcemente il mio compagno sulle labbra, perdendomi ancora nel nostro Amore, baciarlo mi portava ancora via lontano, in un'altra dimensione..ben presto saremmo tornati alla realtà. Insime mano nella mano, il viso determinato ma sereno, serenità data dalla nostra forza interiore e dalla certezza del nostro Amore, e della nostra famiglia, della nostra gente. Avremmo rappresentato tutti ed eravamo pronti, entrammo nuovamente nella sala del consiglio incrociando Gael...
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| Oberon |
C'era poco da fare: Laestel era stata la mia salvezza venti anni prima, continuava ad essere la mia salvezza e sarebbe stata la mia salvezza fino alla fine dei miei giorni.Mille dubbi e incertezza continuavano ad assillare la mia mente ma li scacciai per un attimo, adesso c'era qualcosa di mo,to più importante in ballo: la vita dei miei cari, la vita del mio popolo e l'equilibrio della Grande Dea Madre.Mano nella mano ci avviammo quindi di nuovo verso il salone.Stringendole il palmo mi sentivo ancora più forte, praticamente invincibile.
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| Ivan |
A quanto pare non eero l'unico che non aveva nessun esercito da mettere in campo...anche Ilfirin pareva ritrovarsi nella mia stessa situazione...Così mi alzai e facendo l'occhiolino alla ragazza dissi: "Forse posso portare un po' di gente...non sò ancora quanta, però di sicuro avrete il mio appoggio."Beh, tanto valeva dire una mezza verità: avevo varie conoscenze tra i capi delle gilde di ladri più famose nelle quattro terre...almeno cinque o sei disgraziati li potevo tirare con me..."Intanto sorridevo per dare un'idea della mia sicurezza....
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| As'ling |
Avevo ascoltato con attenzione le parole dei miei compagni, soppesandole ad una ad una...mentre ancora mi risuonavano nella mente le cattiverie proferite dalla creatura di pietra. Poi mi alzai, cercando di ergermi in tutta la mia altezza, raccolsi un respiro profondo e poi con un sorriso tranquillo mi rivolsi agli astanti: "Miei signori, lunga sarà l'alleanza che tutti i nostri popoli devono stipulare. Venti anni fa molti di quelli che ora siedono qui gettarono le basi per una lunga e prolifica pace, ma ora è giunto il momento di impegnarci concretamente. Sono la portavolce di un popolo che ormai sta scomparendo da queste terre, ma vi giuro che sarà massimo il mio sforzo per appoggiare ogni decisione che questo consiglio prenderà. Metteremo a disposizione tutto ciò che è in nostro potere, che sia magia o cure o archi e frecce. L'importante è che rimaniamo uniti in questi giorni bui e che le nostre inimicizie vengano appianate. A tutti quanti noi sta a cuore il futuro delle nostre terre e dei nostri figli, e dei nostri popoli."Poi mi sedetti di nuovo e con le note della canzone mi rivolsi a Sybil in modo che solo lei potesse sentire "Noi due dobbiamo parlare molto, più tardi con Laestel dovremo discutere di molte cose..."
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| Sybil Vane |
Il messaggio di As'Ling giunse chiaro,come sempre e mi allontanò per un istante dalle voci che si intrecciavano in quella Sala.Chiusi gli occhi,isolandomi da tutto e tutti:"Si As'Ling!Dobbiamo parlare!Questa sera,dopo esserci ritirati tutti nelle nostre stanze,raggiungerò te e Laestel...ci troviamo all'esterno della Torre!"Riaprii gli occhi tornando a fissare Ipnos.Non era ancora chiaro ciò a cui stavamo tutti andando incontro,nè ciò che avremmo fatto non appena l'assemblea fosse terminata..Mi sentivo ora pià sollevata,però,perchè quell'odiosa maschera di metallo era scomparsa dal luogo e,insieme,potevamo discutere con più tranquillità.
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| Voce Narrante |
Il Signore del Divieto era arrivato al Perno dell'Ade da giorni ormai....Restava immobile seduto su una roccia e osservava il centro del lago...ogni tanto alzava una mano e col palmo puntato verso di esso faceva formare un piccolo vortice di acqua per poi lasciarlo scomparire, sembrava che si stesse esercitando a creare qualcosa...Aveva già tentato in precedenza un contatto con i druidi defunti e gli era apparso il Druido ribelle Brona che gli aveva consigliato di desistere nell'impresa di ritornare nel mondo libero, ma lui aveva deciso di non ascoltarlo.....sapeva benissimo che Brona era capace di tessere le sue ragnatele di morte anche dal quel mondo e per questo decise di non ascoltarlo.Ad un tratto si alzò in piedi e si recò sulla roccia più vicina che sporgeva verso il centro del lago....aveva di nuovo captato quella magia che proveniva dal mondo libero e che lo aveva spinto fin li con la speranza che lo avrebbe potuto aiutare.Decise che era arrivato il momento di utilizzare la sua ultima risorsa per non perdere quella occasione, anche se non era ancora pronto....alzò le mani verso il cielo, cominciò a recitare delle formule che subito produssero l'effetto di creare un enorme foro scuro e senza fondo nel lago.....le parole sembravano inghiottite da quel foro e anche tutto quello che galleggiava nel lago o volava nei dintorni veniva inghiottito da esso.Il foro, dopo aver raggiunto un diametro di un metro si stabilizzò e cessò di aspirare tutto quello che trovava nella sua zona di azione.....in quel momento anche il Signore si fermò nel recitare le sue formule e abbassò le braccia.....il piccolo varco per comunicare era aperto.....adesso bastava lanciare un messaggio verso il mondo libero e sperare che qualcuno lo percepisse, sperava in quella fonte di magia.....mentre lanciava il messaggio con la mente i suoi occhi brillavano, era la sua ultima speranza....
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| Oberon |
All'improvviso mi alzai di scatto interrompendo i discorsi di tutti."Avete sentito?!?" Esclamai.Istintivamente fissai lo sguardo oltre le grandi vetrate della sala del consiglio...Un richiamo forte, talmente gonfio di magia di ogni tipologia era giunto sino a me."Il Perno dell'Ade..."Mormorai piano, ma tutti udirono bene le mie parole.
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| Ilfirin |
Oberon alzò la testa e gli sfuggì un’esclamazione dalle labbra: il Perno dell’Ade? Sentivo parlare di questo luogo dal momento in cui avevo incontrato la compagnia, anche se nessuno mi aveva ancora chiarito le idee su cosa fosse e dove si trovasse di preciso; tutta la mia conoscenza in proposito era riposta in vecchie leggende...gli uomini di Miriel diffidavano dalla magia, soprattutto da quella obliata e ambigua, così preferivano non parlarne. Ad ogni modo era un posto dove andare, quella stanza iniziava a starmi stretta e la lentezza e calma degli altri membri si scontravano con la mia impulsività. Guardai il maestro e Dain, i più vicini a me in quel momento e chiesi: ”Maestro, se il Perno dell’Ade vi chiama, cosa stiamo aspettando?…” Raccolsi la mia sacca e indietreggiai di qualche passo:”…dobbiamo uscire da questa città e deciderci ad agire. Arcimago Ipnos, se avete bisogno della sicurezza delle alleanze dovremo inviare messaggeri nei rispettivi regni, e Sybil, perdonatemi se ve lo chiedo, ma se il vostro regno è in mani sbagliate e vi interessa rivendicarlo, il Bosco delle Fate potrebbe essere un’altra meta. Sento in continuazione parlare del Perno dell’Ade e il maestro sembra intenzionato a recarvisi. E’ il momento di decidersi: possiamo dividerci e scegliere strade differenti o camminare insieme. Correre, più che camminare…se quello che sento è giusto, l’astio nei confronti degli stregoni sopravvissuti sta crescendo…non siamo più i benvenuti e presto potrebbero iniziare a cacciarci. Decidete in fretta compagni, e che altrimenti ognuno di noi scelga la sua via”.
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| Ivan |
Viaggiare con lo strano essere tatuato non mi attiraa più di tanto, ma se si sarebbe unito il nano almeno avrei avuto qualcosa da fare oltre a stuzzicare la bella Ilfirin...Mi alzai deciso: "D'accordo allora, io verrò con voi...ehm, voglio accompagnare anche io Il...ehm, sì, Maestro..."Indicai l'elfo dalle strane usanze.
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| Ipnos Eledil |
Il Perno dell'Ade, da sempre uno dei luoghi la cui forza si mostrava si forte che nemmeno io ebbi mai l'occasione di poterne leggere le trame... Qualcosa, qualcosa aveva risvegliato in Oberon un richiamo istintivo. Io non percepii nulla... Se non quell'ingente spostamento di magia che, tra il Perno ed il Mondo, poteva esser causato anche sall'evocazione di una fiammella all'interno del primo verso il secondo... Mi alzai d'istinto e mossi le mani attorno a me perchè la magia ivi presente si radunasse. Così fu. La sabbia che ricopriva il pavimento di alzò e, vorticando difronte a me, si dispose come un muso sottile sul quale proiettai i miei pensieri... E fu lungo e tremendo ciò che vidi perchè non era dato accesso alla mia mente in quel luogo se non tramite i ricordi dei membri del Conclave... Ma tanto bastava... Perchè tanto fu sufficiente per poter comprendere che non era stato un riflusso di magia a destare l'animo dello Shanti. "Sybil, mia adorata. Manderò immadiatamente un ambasciatore a parlamentare con la Reggente, che attualmente siede coem Regina sul trono che ti appartiene... Successivamente muoveremo le pedine come ci aggrada. Ma mi domando se anche tu, mia adorata, puoi aiutarmi. Tu bensai che la mia conoscenza spazia sulle cose di questo mondo dalle più infime alle più alte ma invero io non possono conoscere nullapiù del Perno di quel che gli occhi dei passati Arcimaghi abbiano potuto vedere e tra loro v'erano numerosi druidi... Dimmi dunque cosa possa aver mosso l'animo dello Shanti... Se non tu.." E guardai gli altri presenti. "Qualcuno parli... Perchè a me... non è dato sapere e quindi non è concesso decidere."
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| Laestel |
d'improvviso una voce morbida al mio intuito....incrocia gli occhi della Fata e della Dama, e compresi benissimo, bastò un sorriso e uno sguardo, un "lo so".Ci comprendevamo benissimo senza parole...sapevo di cosa volevano parlarmi e sapevo che bisognava decidere..d'improvviso un viso amico uno strappo al cuore! "urlai..." Oberon al mio finaco ebbe uno scatto "magia"..."il perno dell'Ade " disse...mal di testa, era lui, ma forse io sola potei sentire il mio più grande amico, colui che mi aveva carezzato le lacrime bambina...Guardando mio marito con le lacrime agli occhi, dissi: "devo andare al Perno dell'Ade...vieni con me? sai che è un posto difficile, un luogo in parte oscuro amore mio..." nella mia mente molte cose...antica comunicazione, antica meditazione..
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| Dàin il Nano |
... "Il Perno dell'Ade...", mormoravo tra me e me. Un'altro Luogo del quale, come di Reha, sino a questo momento avevo saputo ben poco. E del quale, al pari di Reha, la mia gente era propensa a ritenere che esistesse soltanto nelle Leggende. Non ritenevo il caso di dover già ritornare a casa. Per quanto riguardava noi Nani, l'Alleanza era già decisa, ed io mi ero incaricato di farmene messaggero e portavoce, a questo Consiglio. Ci sarebbe stato da avvertire, questo sì, quando finalmente sarebbe giunto il momento di vestire le Cotte di Maglia, e di imbracciare le Asce. Ma prima di tutto, desideravo visitare questo Luogo magico e misterioso, di cui sino ad ora non avevo sentito parlare che in modo vago, e timoroso. Alzai gli occhi, fissando Oberon, e poi anche Laestel. Sorrisi. "Consideratemi dei Vostri anche in questa spedizione, Amici!!!"
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| Ilfirin |
“Qualcuno parli…?” Speravo solo che in altre situazioni ci si comportasse diversamente, tra quelle mura di attesa mi sembrava d’impazzire. Rivolsi lo sguardo verso la dama As’Ling, sperando che almeno lei si degnasse di darmi risposta: “Sareste in grado di utilizzare nuovamente la canzone per trasportarci al Perno dell’Ade? Altrimenti potremmo organizzarci diversamente, se è necessario potrei raggiungervi con qualcuno a cavallo. L’importante è che me lo diciate.”
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| Ipnos Eledil |
"Io posso portarvici in ben meno tempo di quanto potrebbe fare chiunque altro. Ma devo conoscere la posizione del luogo Dama Ilfirim e per farlo posso usare la mente di qualcuno che agisca come guida per me... Spostarsi tra le terre non è una passeggiata... Non è un gioco per bambini il teletrasporto, dove a scelta ci si può portare a destra e manca!" Dissi alla giovane donna. "A me non è dato conoscere un posto simile giacchè a lungo è stato riservato ed a lungo in questi vent'anni irraggiungibile. Dal momento del mio risveglio ho potuto vedere solo alcuni stralci ma la magia, mia cara Ilfirin, è come nebbia che si stente come un velo pesante sopra taluni luoghi!" Sorrisi e parlai poi a tutti. "Giacchè mi par convinzione di tutti che questo evento irrompa con maggiore importanza rispetto alle venalità politiche, allora se servisse vi potrei accompagnare... Più per il gusto di vedere quel luogo e per diletto personale che per altro... Ma ho bisogno di sapere la posizione, ed avere qualcuno che sia guida anche per me..."
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| Sybil Vane |
Fino ad allora ero stata zitta e alla proposta del mio Ipnos di mandare ambasciatori nel mio Regno affinchè discutessero con l'attuale Regina e portassero informazioni utili,prima che cominciassi a rivendicare il mio posto,risposi con un cenno del capo.Ma quando si passò a parlare del Perno dell'Ade allora sussultai!Me lo ricordavo molto bene quel luogo,ricordavo ogni singolo terrificante momento vissuto lì,la ferita mortale al petto di Faefel,il soccorso di Jugger..."Ipnos se tu ci porti io sono disposta a fare da guida!"dissi alzandomi dalla sedia:"sempre che tutti voi siate d'accordo!Ci sono stata venti anni fa al Perno dell'Ade e ricordo la sua posizione!...è un posto...che...che non consiglierei a nessuno di visitare ma riconosco la sua importanza!"Guardai il volto di tutti,anche di Ilfirin,Ivan e Dàin,a me estranei.Improvvisamente avvertivo in me un disinteresse per il Regno delle Fate.non era giusto come atteggiamento ma provavo sottile disprezzo per loro e per la loro codardia!Mi voltai poi verso l'Arcimago:"Tu,amore mio,sei d'accordo?"
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| Laestel |
tutti parlavano del Perno dell'Ade mormorato da me e Oberon, ma nessuno di loro sapeva cosa davvero si celasse in quella conca..tra quelle acque scure...in quel limbo...portale di profezie e non solo. "Ascoltatemi, il Perno dell'Ade non è luogo per magie diverse da quelle dei Druidi, qui si vive di magia.."sorrisi a Ipnos, ma il Perno dell'Ade e altri luoghi, sono nati prima di ogni cosa...essi sono portali in certo senso non luoghi come voi e noi, guardai anche il mio Oberon, li intendiamo. é molto che non vado in quella terra, ma so di certo che non vi si giunge con la magia, Essa in certo senso si fa trovare solo da chi vuole...UN solo modo è quello di giungervi, viaggiando, diciamo viaggiando vecchio, stile...mia cara As'ling so bene dove si trova e come è fatto il Perno dell'Ade, so come sono poste persin le pietre, per celarne l'UNICO INGRESSO..E L'UNICA uscita..."clacai molto il tono su queste parole. "Ma non posso narrartele...e nemmeno la canzone può portarci li. La mia intenzione è richiamare un vecchio amico, dalle ali rosse, Cardaran Sa Tor..alcuni di voi sono certa lo ricordano, non sono solo l'Alta Sacerdotessa di Mainor, sono una chierica anche devota a Vendel...ora è necessario recuperi il Bastone della Neutralità, essa in primo luogo è in pericolo con noi e il nostro Mondo, Il MIstico Bastone è custodito dai DraghiRossi,ed io ne sono ancora la Signora..."sospirai, avrei atteso le risposte, e poi sarei uscita sulle terrazze della Torre per inoltrare due richiami..vecchi e cari al mio cuore.
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| Ipnos Eledil |
"Ecco, mia dolce Sybil, che Laestel ci mostra un incognita che noi non conoscevamo... Se tale è il potere del Perno dunque nemmeno io posso portarvici ed ecco spiegato perchè io non potessi indagare su quel posto più di quanto la memoria del Conclave potesse fare... Ma la tua offerta è cara al mio cuore, nonostante sia irrealizzabile la mai idea, a quanto dice la nostra cara Laestel.." Guardai Laestel e le sorrisi. "Ma io non posso esser di alcun aiuto in un luogo simile. Se quel luogo non è fatto per magia diversa da quelal dei druidi... Ecco io non potrei far nulla giacchè fui creato da druidi solo in parte e peraltro traditori dell'ordine che tanto è acclamato... Entrare in quel luogo, per me è mortale." Osservai i presenti che forse non conoscevano l'essenza stessa della mia persona ma non spiegai il perchè del termine 'creato'. "Non mi resta dunque, che cercare di meglio comprendere la situazione con gli altri regni e non unirmi a voi. Daltronde non l'ho mai fatto prima d'ora, peccato, sarebbe stata una piacevole novità forse..." Ero evidentemente ironico, ma poco me ne importava. Avevo un solo scopo e da quando mi ero risvegliato, o meglio fin da quando mi unii in principio a Mystick per poi voltargli le spalle quando vidi che questo stesso gruppo lo avrebbe messo in difficoltà, avevo portato lentamente avanti la mia causa. Tenendola segreta ai più. "Allora io mi recherò direttamente ad Ovest e parlerò con i re degli uomini e con la Reggente del Bosco delle Fate. Ci reincontreremo poi. Sapremo dirci come in futuro, a necessità voluta."
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| Laestel |
Dopo aver ascoltato Ipnos mi rivolsi alui in prima persona, " Ipnos, io non dirti se quel luogo è per te mortale o linfa vitale...non consoco abbastanza l'origine ultima della tua magia, nè la tua...Ognuno di noi è libero di scegliere, la propria strada, e correre i propri rischi, io devo andare. E chiunque decida e voglia venire, sa che potrebbe essere mortale.." sospirai e guardai Oberon, mettermi dolcemente un braccio attorno alle spalle, uniti come sempre davanti a ogni cosa.
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| Dàin il Nano |
... ero fermamente intenzionato ad accompagnare i miei Amici in questo Luogo Misterioso, che avevo udito nominare pochissime volte, e sempre con circospezione, e con Timore Reverenziale. Poichè Essi avevano accettato la mia Offerta senza replicare, ne conclusi che sarei stato il primo della mia Razza, e vedere tale Luogo, ed a porvi Piede. Mi sentii tanto Fiero di questo, che il Timore legato alla Coscienza che si trattava, comunque, di un luogo molto Pericoloso, scomparve quasi del tutto. E poi non ero solo...Desideravo saperne qualcosa di più, e cercai di attirare l'Attenzione di Dama Laestel: "Gentile Dama, sono Fiero ed Onorato di poter accompagnarvi in questo difficile e periglioso Viaggio. Ma per me, è tutto nuovo, mi capite vero? Chi andremo a cercare??? E pensate, Voi ed il vostro Consorte, che ci sarà di aiuto in questa situazione di Pericolo???"Tacqui, mentre continuavo ad osservare il Viso della Dama, in ansiosa attesa della sua risposta...
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| Oberon |
"Tutti sarebbero capaci di arrivarci grazie alla canzone o teletrasportandosi magicamente...ma giustamente come ha detto mia Moglie ciò non é possibile."Li fissai tutti con uno sguardo di ghiaccio che non compariva nei miei occhi a specchio da ormai venti anni."Ognuno di voi faccia ciò che vuole, che agisca come creda...mi scuso solo per la ia esagerata impulsività; ma io e Laestel dobbiamo recarci in modo impellente..." strinsi a me il mio Angelo, mia Moglie, "Perciò noi partiamo adesso. Solo il tempo di contattare Cardaran SaTor e poi partiremo...al più presto,non importa se giorno, notte, alba o crepuscolo."Mi voltai indi verso Ilfirin."Cara mia, per gli insegnamenti di magia che ho promesso di darti, li avrai. Però purtroppo ciò ti costerà il dover venire con noi al Perno dell'Ade."Avevo fretta di partire, sapevo benissimo cosa avrei trovato laggiù...Mi voltai stringendo la mano a Laestel, diretto verso la porta principale.
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| Laestel |
"Si, Amore noi dobbiamo partire subito, in ogni modo chi sarà pronto, sarà libero di unirsi a noi" poggiai la testa fra le sue spalle, poi ridestandomi subito dissi, è giusto sappiate almeno in parte a cosa andate incontro..e iniziai il mio racconto: "Per migliaia di anni l'influenza dei Druidi plasmò il corso della storia nelle Quattro Terre, eppure la loro vita è sempre stata misteriosa e avvolta nel segreto, nascosta dietro le mura di Paranor e il manto della loro magia. La loro morte non è meno misteriosa. Druidi come Bremen e Allanon influenzarono gli eventi del mondo molto tempo dopo la dipartita del loro corpo mortale. Secondo alcuni studiosi i Druidi vinsero del tutto la morte. In realtà non sconfissero la macabra signora, ma piuttosto scoprirono un modo per raggiungere il mondo degli inferi attraverso un accesso all' oltretomba chiamato Perno dell' Ade. Situato a due giorni di viaggio dalle mura di Paranor, il Perno dell' Ade si trova entro una valle nascosta, chiamata Valle d'Argilla, subito oltre il margine della catena montuosa dei Denti del Drago. I Denti del Drago circondano gran parte della zona attorno a Paranor come una parete protettiva, frastagliata, e invalicabile se non tramite alcuni passi. Per raggiungere la valle dalla fortezza dei Druidi è necessario superare le montagne attraverso il passo di Kennon, un canale scavato dalla natura nel cuore delle montagne quando queste erano ancora giovani. Il passo di Kennon conduce a un sentiero che fiancheggia il margine meridionale dei Denti del Drago, sopra il fiume Mermidon. Qui un sentiero mal segnalato e raramente utilizzato riconduce in alto verso le colline pedemontane al margine meridionale dei Denti del Drago. Subito oltre le colline il sentiero si restringe, facendosi frastagliato per via di rocce frantumate e gruppi di massi precipitati. Migliaia di anni fa questi massi facevano parte del nucleo di una montagna distrutta da un grande cataclisma, una montagna che forse un tempo sorgeva dove ora si trova la Valle d'Argilla. Oltre l'ultimo rilievo di massi frantumati il sentiero improvvisamente si apre su una grande conca brulla che sembra fatta di vetro nero scintillante. Questa è la Valle d' Argilla, la soglia della Cripta dei Re e dimora degli spiriti di tutte le epoche. Il suo nome deriva dai frammenti di argilla scintillanti e affilati come rasoi che ne ricoprono la superficie. La roccia scivolosa rende insidioso il cammino. Entro la valle non vi sono alberi, né piante, né forme di vita di alcun genere, soltanto la roccia nera frantumata che sembra allo stesso tempo riflettere e assorbire tutta la luce. Un silenzio opprimente ricopre l'intera vallata, come se fosse tagliata fuori dal mondo esterno. Perfino i Druidi vengono qui solo quando ve ne è grande bisogno, e anche allora soltanto di notte. Nel centro preciso della valle si trova il Perno dell' Ade. Ampio e opaco, non è realmente un lago nel senso tradizionale. Le sue acque pulsano di una profonda luce verde interna, come se l'intero lago fosse vivo. Nell' oscurità di una notte senza luna il bagliore verde del lago è l'unica illuminazione, riflessa dall' argilla a specchio che fa da misteriosa eco. Come un essere vivente, il lago, a quanto si dic | |