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| Altair |
Annuii ad Ivan, Ivan della Tigre, qualcosa mi ricordava quel nome ma ero troppo ansioso di ascoltare ciò che accadeva al di là della porta. Stanamente si sentiva molto bene, probabilmente i muri non erano un gran che. Da quello che potevo sentire erano ancora ai saluti, come immaginavo si conoscevano bene, molto ed erano molto legati fra loro. I conti non mi tornavano però, le voci mi sembravano più delle persone che avevo visto entrare. Probabilmente mi sbagliavo e comunque non mi importava eccessivamente, l'importante erano i discorsi che si apprestavano ad affrontare. Come immaginavo anche Ivan era interessato loro per i vantaggi che avrebbero potuto offrirci quegli stani compagni tanto eterogenei quanto misteriosi. Ascoltare avidamente ogni parola, quello al momento era il mio unico pensiero e probabilmente anche quello del mio nuovo compagno di ventura col quale probabilmente mi sarei trovato molto bene visto che la pensavamo alla stessa maniera.
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| Ilfirin |
Lo Shanti, dopo aver salutato i suoi compagni, volse lo sguardo verso Regis e me, probabilmente i due unici volti nuovi al momento.M' inchinai leggermente e dissi: ”Aiya Shanti; non vorrei confondere la tua natura ma credo di essere nel giusto. Ai miei occhi hai l’aspetto degli antichi combattenti e la forza degli antichi pensatori! In te riconosco lo sguardo degli ambigui elfi delle ombre, dei quali mi è stato narrato in passato e che da sempre ho ammirato e rispettato…”Incredibile…un elfo delle Ombre! Non ne avevo mai visto uno di persona, nonostante mi fossi trovata davanti a terribili e antiche creature negli ultimi due anni. Continuai…“Vi prego di perdonarmi se non mi sono ancora presentata, ma essendo da tempo lontana dal mondo degli uomini inizio a dimenticare le buone maniere…io sono Ilfirin, figlia di Estel, sovrintendente di Miriel.Ho fatto un lungo viaggio per raggiungervi, girano molte voci…si parlava di un vostro incontro, o meglio di un incontro di “stregoni e guerrieri" da quanto ho sentito. Sto cercando un maestro ed è per questo che stasera vi ho osservato con attenzione per trovare tra voi qualcuno in grado di affinare le mie conoscenze e di istruirmi; negli ultimi tempi ho appreso un certo tipo di magia, che non riesco più a controllare…”. Mi interruppi un attimo, perché stavo parlando troppo; la fretta era tanta, comunque, e ripresi subito a parlare “…se non è chiedervi troppo, vorrei sapere chi siete, e se qualcuno tre di voi pensa di potermi fare da maestro prima che sia troppo tardi. Sono molto giovane, è vero, ma non voglio che il mio aspetto vi tragga in inganno; ho parecchie conoscenze in vari campi, come la botanica e l’alchimia e posso anche esservi utile come guerriera, se necessario. Sono pronta ad offrirvi le mie abilità in cambio di un maestro che mi insegni a padroneggiarle.”Attesi in silenzio le loro risposte, guardando negli occhi vuoti dello shanti.
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| Oberon |
La giovane con il pugnale parlò...Ilfirin era il suo nome e cercava un maestro.Avvicinai il mio viso al suo, in modo che ella si potesse ben rivedere nei miei occhi a specchio, non le avrei letto l'animo per corretteza, ma volevo fissarla bene e capire ciò che cercava...sembrava una persona dolce e desiderosa di imparare.All'improvviso un odore a me familiare mi colpì: era odore di vento, odore di ali, di piume, di fiera libertà.Mi rialzai dal guardarla e chiedendo a Laestel di tradurre in comune ciò che dicevo pronunciai le mie parole: "Ilfirin...ciò che ti porti dietro é Magia Selvaggia...e per un umano può essere considerato un dono degli Dèi...sento anche che con te viaggia un valoroso ambasciatore del regno animale, un falco. Sono sicuro di non sbagliarmi."Pausa, volevo vedere comereagiva alla lingua Shanti."Per quanto riguarda il tuo cercare un maestro, potrei anche essere io; dopotutto io e Laestel siamo stati convocati qui senza che ci venisse rivelato il perché e tu, pur non essendo parte della Prima Compagnia l'hai seputo...ciò denota abbastanza potere e onore da ricevere ciò che chiedi."La vedevo seria, evidentemente il mio tono severo l'aveva spaventata. Non era mia intenzione, assolutamente.Chiesi quindi al mio Amore, dopo averle dato un bacio, di tradurre ciò che avevo detto.Sorridendo, porsi la mano quindi ad Ilfirin.
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| Farangis |
Mi scostai da Oberon. Era bello rivederlo ed era un peccato non aver avuto la possibilità di conoscerlo meglio. Ero giunta nella Prima compagnia troppo tardi per avere dei rapporti di amicizia abbastanza forti. Andai vicino al letto e mi sedetti sul bordo al fianco di Regis."Oberon, Shanti, Cormamin lindua ele lie (il mio cuore canta al rivederti). Mellonamin, sina amin iron Regis (amico mio, questo è mio figlio Regis)" parlai con voce leggera come un soffio di vento e con tono musicale.
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| Ilfirin |
Lo Shanti mi si avvicinò a tal punto che potevo vedere la mia immagine riflessa nei suoi occhi; mi parlò nella sua lingua, ma non riuscì a capire molto in verità. Il suo tono era duro e lo sguardo fisso…temevo che non mi avesse accolta e che mi ordinasse di tornare da dove ero venuta…Non l’avrei fatto su ordine, ad ogni modo mi sentii un po’ spaventata.Quando ebbe finito di parlare tuttavia si voltò verso la sua compagna e le rivolse la parola, così questa tradusse quello che aveva detto; non m’invitava a rinunciare alla mia ricerca, anzi, si offriva lui stesso come mio maestro! Affinare la magia delle ombre con un elfo che vi proveniva era quanto più potessi sperare…Mi chiese se mi portavo dietro un falco e sorridendo, come facevo sempre quando parlavo del mio amico volatile, risposi : ”…Sì, il falco Faroth mi accompagna dall’infanzia; in questo momento è fuori a caccia ma appena ne avrò l’occasione ve lo mostrerò.” Lo guardai per un breve istante e ripresi “…vi ringrazio per la disponibilità, avremo ancora l’opportunità di parlarne spero, ed allora potrò mostrarvi quanto ho appreso fino ad oggi e quanto vorrei apprendere.” Sorrisi ancora e mi avvicinai per stringere la mano che mi tendeva.
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| Oberon |
Strinsi la mano ad Ilfirin.Fu allora che Farangis mi presentò suo figlio. L'elfa Bianca lo presentò parlando in elfico.Mi avvicinai e gli porsi la mano.Una strana sensazione di disagio proveniva da lui...Lo fissavo coi miei occhi a specchio, domandandomi il perché di quell'aura.....
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| Ipnos Eledil |
Scostai lentamente il cappuccio che portavo, slacciai il mantello da viaggio scuro e lasciai intravedere le vesti da arcimago che ero solito portare.Ruppi il silenzio che portavo con me da quando ero entrato e parlai abbastanza forte da essere sentito da tutti quelli presenti nella stanza. "Veniamo a noi Signori, non sono qui per perder tempo e ascoltar favelle di tempi passati che non mi toccano, scivolando su di me il tempo più lento di quanto ad un elfo possan sembrar millenni. Io sono l'Arcimago Ipnos Eledil e a voi mi paleso nelle mie vesti, alcuni di voi ebbene io li conosco, Farangis del freddo Nord ho visto, Oberon io ricordo perchè ho intrattenuto con lui alcuni rapporti politici, approposito dei quali Oberon, questa ti appartiene." Misi una mano sotto la veste rossa e blu e ne trassi quello che assomigliava ad un canopo "ho fatto come mi hai chiesto, non ti resterà che aprirlo nel tuo deserto e avrai quello che volevi, sono stato ai patti, che tu lo sia altrettanto. Sybil non posso dimenticarla perchè è angelo luminoso nella mia via più tetra. Ma voialtri chi siete? Non eravate della compagnia o per lo meno mai vi ho incontrato e i presenti potranno dirvi quanto io poco mi fidi dei nuovi giunti. Chi ci ha convocato parli, perchè il tempo dell'arcimago per quanto infinito è sempre poco." Mentre pronunciavo queste parole congiunsi i pugni e spostandoli poi lentamente apparve il mio bastone. "Se poi vi chiedete per qual motivo così mi paleso senza preoccupazione sappiate che con un solo cenno riduco città in polvere e non temo i regnanti che i vostri ridicoli regni hanno scelto e se scoperti non avrò remore a sistemare personalmente la cosa." Sapevo di aver forse esagerato, non ero una persona molto amichevole e odiavo fare le cose di nascosto, ora era venuto il momento che ci si confrontasse. Sul petto scendeva il Medaglione della Fiamma, ultimo ricordo di un amico ormai perduto, forse l'unico amico... Nell'aria qualcosa non mi piaceva, qualcosa si avvicinava e qualcosa ci spiava e io non ho mai sopportato essere spiato. Sorrisi per circostanza.
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| Ilfirin |
Anche la figura che per tanto tempo era rimasta silenziosa parlò e si presentò come un Arcimago, un animoso Arcimago a dire la verità…Squadrava Regis e me con lo stesso sospetto con il quale si può fissare una fiera impazzita e la cosa mi fece sorridere. Doveva avere un potere davvero fuori dal normale e sospettava di un giovane elfo, figlio di una sua vecchia compagna e di una giovane umana di diciannove anni armata solo di un piccolo pugnale…Quando parlò dei nostri regni definendoli ridicoli avrei voluto dirgli con rabbia che non doveva permettersi, dal momento che pretendevo lo stesso rispetto che avevo nei suoi confronti, ma proprio per questo motivo taqui. Non volevo la sua fiducia, al massimo l’avrei dimostrata a lui e ai suoi compagni in futuro, comunque il suo modo di parlare mi diede parecchio fastidio e dato che mi ero già presentata non gli risposi.Qualcosa di positivo nel suo discorso c’era, ovvero aveva contribuito a smuovere le acque e a movimentare la situazione.
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| Sybil Vane |
Ipnos,il mio Arcimago,parlò...spostai lo sguardo su ognuno dei presenti in quella sala e,i miei occhi di fata,mi permisero di comprendere ogni loro pensiero cosìcchè un piccolo sorriso comparve sulle mie labbra:potevo comprendere i loro stati d'animo i quali si ripetevano sempre uguali per ogni straniero che incrociasse il suo cammino con quello di Ipnos!Silenziosa mi avvicinai a lui prendendo una sua mano,quindi mi volsi verso la ragazza Ilfirin e esclamai:"Sei comunque la ben venuta tra di noi...e riesco a percepire il tuo nobile animo,giovane umana!"La scura veste di Ipnos metteva in risalto il pallore delle mie mani le quali,lentamente,si posarono su quella di lui che sorreggeva il bastone.Una strana atmosfera aleggiava in quella sala e,ancor più,nella taverna sottostante!sospirai scrutando nuovamente ogni singolo volto..
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| Oberon |
Finalmente Ipnos si rivelò.Lo sentivo: era un costrutto vivente fatto completamente di magia...Inoltre la sua imperturbabilità lo dichiarava definitivamente come tale.Salutò a suo modo e mi porse il canopo. Lo afferrai avidamente mentre i miei occhi si facevano lucidi. Gli spiriti del mio popolo erano tutti qua dentro e se il mago aveva fatto ciò per cui ci eravamo messi d'accordo allora una volta tornati nelle Lande Desolate essi sarebbero tornati esseri semi-viventi, in grado di ridare vita all'intero mio popolo.Mi inchinai."Takus Magus..." Sussurrai per ringraziarlo, poi mi voltai verso Laestel e le porsi il canopo. La strinsi dolcemente a me e la baciaui, per noi quello doveva essere un piccolo momento felice.Infine mi riportai di fronte a Regis per continuare la sua conoscenza, ma notai lo sguardo serio di Ilfirin scrutare Ipnos.Le appoggiai una mano sulla spalla facendole segno di no col capo.Aver dimenticato la lingua comune mi infastidiva, però avevo fatto la mia scelta e non avrei mai più parlato la lingua del popolo che aveva condannato il mio.
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| Regis |
Era magnifico sentir mia madre parlare in elfico, cosa che io personalmente avevo sempre ripudiato di fare. In me scattava come un senso di disgusto nel cercare di pronnunciare una sola frase di quella lingua, che sulle labbra di mia madre era come una musica soave.Mi misi a sedere sul letto, finalmente lucido e posai la schiena contro la spalla di mia madre mentre mi presentava allo Shanti. Sentivo provenire da lui l'aura della magia prodotta dalla natura e dalle antiche ed arcane magie del passato che solo quelli della sua razza comprendevano e tenevano strenuamente in vita.Lo Shanti si palesò davanti a me, scruttandomi con i suoi strani occhi in cui mi riflettevo: il mio aspetto elfico di giovane dalla pelle diafana, i capelli neri ed lo sguardo profondo. Ora che mi guardavo comprendevo perchè molti si stupivano quando dicevo che avevo 20 anni umani mentre non ne dimostravo neanche 10. Alzai la mano e strinsi la mano dello Shanti e mi presentai a voce alta. "Mi chiamo Regis e sono il figlio di Farangis!" Parlai con voce chiara ed alta quanto bastava per farmi comprendere anche da colui che si era presentato come Ipnos l'Arcimago. Lo trovavo interessante e trovavo ancor più interessante il medaglione che portava al collo, ma soprattutto l'aura magica che proveniva da lui era fenomenale. Lo dovevo assolutamente conoscere.... magari in futuro potrebbe venirmi utile un tipo come lui.Un sorriso di gentilezza mascherava i miei pensieri ed osservai con attenzione tutti i presenti, per fissarmeli bene in mente.
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| Farangis |
Le presentazioni erano finite. Anche Ipnos si era presentato, in tutta la sua maestanza, che ancora non comprendevo. Comunque la sua domanda era giusta: chi ci aveva convocati? Tra di noi mancavano ancora Draco e Faefel. Jugger..... chissà dov'era il Druida.... era letteralmente scomparso dopo la Grande Battaglia e di lui nessuno di noi ebbe notizie.... nessuna notizia portata dal Vento su Jugger...."A me è giunto solo un messaggio portato dal Vento.... una voce mistica e mai sentita, che mi diceva di tornare e di farmi trovare qui in questa locanda, in questo giorno...... altre persone del mio passato mi avrebbero raggiunta e con loro la Compagnia si sarebbe rigenerata.....questo è il messaggio che io ho ricevuto portato dal Vento, ma non ne ho compreso molto e non comprendo neanche che tipo di missione ci possa attendere in questi tempi di caos tra Regnanti... Voi ne sapete qualcosa di più?" chiesi infine. Scrutai i presenti per vedere le loro reazioni ed attesi le loro risposte.
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| Ivan |
Ah-ah!Dunque: una ragazza che sprigiona magia in cerca di un mentore, uno strano personaggio che parla in una lingua sconociuta, una guaritrice, un giovane e la madre elfa del giovane....e infine l'Arcimago Ipnos, Padrone di Reah in persona!!!!Mi voltai sorpreso verso Altair per fissare il viso del barbaro."Amico mio, tu forse non ne hai idea, ma la gente che si trova al di là di questo muro vale talmente tanto oro, ma talmente tanto...che beh...oddio....insomma, non lo sò, ma sicuramente sarebbe impossibile stabilire un quantitativo sufficiente a valutare l'intera situazione! Capisci???"Altair mi guardava attentamente...ero sicuro che il suo cervello stesse facendo gli stessi identici ragionamenti che faceva il mio...
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| Ipnos Eledil |
"Percepisco il Dubbio, o forse la rabbia in te giovane ragazza." Dissi lentamente ad Ilfirin. "Posso immaginare quello che stai pensando i sentimenti delle persone sono profumi nbel vento e il vento è parte d me, dovrai imparare molte cose prima di pèotermi celare qualcosa, non vi riuscì Mystick e nessuno dei presenti, eccetto forse Farangis..." Avanzai qualche passo in avanti. "Ho costruito un regno con le mie mani, l'Est mi appartiene e mentre parlo con voi i miei confini sono sempre minacciati dall'ingordigia dei vostri regnanti, il Druida manca all'appello e del suo potere non vi è che un ombra del passato, non vi è traccia dell'Oscuro, sconfitto a quanto pare come pensavamo, non vi è motivo per noi di trovarci qui, siamo solo un pericolo gli uni per gli altri... ma specialmente..." Annusai lentamente l'aria "Qualcuno legato a Reha è qui... ne sento il potere ormai sopito, le urla della magia imprigionata dentro di lui... Cosa intendiamo fare? Qualcuno ha una proposta?"
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| Sybil Vane |
Effettivamente ipnos aveva ragione...per quale motivo ci eravamo riuniti?Il Bosco delle Fate era vulnerabile,mancava di una forte difesa e,soprattutto ora che si stava cercando un successore al trono,io me ne ero andata senza che nessuno lo sapesse...non mi avrebbero mai lasciata andare!La legge parlava chiaro!Camminavo nervosamente da un angolo all'altro della stanza,spostando l'attenzione su ogni volto..."Oberon!"esclamai improvvisamente..."tu..tu per caso sai che fine hanno fatto Faefel e Jugger?Sono preoccupata...è da quel giorno che non li vediamo più!"le mie mani pallide si strinsero a pugno mentre mi avvicinavo allo shanti e a Laestel...
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| Voce Narrante |
Lo Straken si avvicinò timoroso al suo Signore....sapeva benissimo che doveva stare attento a capire se era il momento giusto per disturbarlo altrimenti ci avrebbe rimesso la sua vita.Era ancora indeciso sul da farsi quando fu anticipato:"Avvicinati pure...non hai nulla da temere....cosa hai da dirmi?!"Il demone mago cominciò a parlare:"Mio Signore...ci è stato comunicato da alcuni nostri sudditi che sono in contatto telepaticamente con noi e che si trovano nella "terra libera" che c'è uno strano accumulo di energia magica potentissima, del livello delle guerre contro il Signore Oscuro, a Culhaven e pare anche che provenga da alcuni viandanti che si sono incontrati nella locanda della città!!".Il Signore a sua volta chiese:"Come fanno a dire questo??...che cosa gli fa pensare che ci sia ancora gente nel mondo libero con tanta potenza magica?!"Il mago rispose:"Ma signore.....sapete benissimo che i nostri contatti sono attendibili e che non oserebbero mai inviarci informazioni infondate!!".Con un gesto della mano congedò il mago-demone che se ne andò via di fretta.Il signore del "Divieto" si alzò e si avvicinò alla finestra del suo palazzo, fuori di essa solo deserto e sole rosso perenne, demoni dappertutto pronti ad uccidersi per un nonnulla.Il primo suo pensierò tornò a vent'anni prima quando l'ultimo essere vivente delle terre libere che vide fu Ipnos, poi di lui e degli altri non seppe più nulla....forse erano tutti morti oppure alcuni erano sopravissuti, sentiva anche lui che qualcuno era ancora vivo e immaginava che fosse Ipnos vista la potenza della magia che sentiva, ma non ne fu mai certo.....Si diresse velocemente verso l'uscita....oltre la porta chiamò lo Straken che aveva appena congedato e gli disse che sarebbe andato al Perno dell'Ade del Divieto e che sarebbe tornato presto.....alcune domande volevano una risposta....
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| Farangis |
Guardavo con tutta la tranquillità del mondo i presenti in quella stanza ed anche in me la domanda stava facendo venire seri dubbi: come mai eravamo stati ocnvocati lì. Nessuno di noi ne capiva bene il motivo ed in me si stava sviluppando un certo senso di disagio.... non amavo molto i luoghi chiusi, specialmente dopo 20 anni passati a errere in terre misteriose....ma mi adeguavo alla situazione ed aspettavo. Regis lo sentivo stranamente calmo, ma non me ne preoccupavo; per lui quello stato di tranquillità era normale.Ora attendevo che tutti si esprimessero su questo dilemma alquanto misterioso.
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| Altair |
Ivan mi guarò con uno sguardo radioso, sembrava conoscere quei nomi che a me, un uomo del nord, dicevano poco o nulla. Arcimaghi e maghi non erano un argomento interessante per le nostre serate, il ferro e il fuoco erano il centro delle nostre storie, e gli elfi li consideravamo quasi una leggenda per la rarità con cui riuscivamo ad avere contatti con loro. Era invece molto interessante il fatto che considerasse quel gruppetto alquanto degno di attenzione per l'oro che poteva portare. "Sono forse ricercati? Hanno una grossa taglia?" chiesi sotto voce cercando di cogliere ancora altri dettagli origliando. "Non credevo che in queste terre le taglie fossero così cospique" indi lo guardai, era così stranamente felice di aver trovato quella gente che quasi mi preoccupava. Ancora non capivo cosa avessero di tanto speciale. Sentii che quello che si era presentato come l'Arcimago aveva un tono duro e senza mezze misure, che fosse il capo di quel gruppo? Fra la mia gente solo un capo avrebbe tale ardire e solo ad un capo dal valore riconsciuto sarebbe permesso parlare così duramente. Mi ripromisi di stare attento a quell'uomo e continuai ad ascolare.
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| Ivan |
"No...niente taglie.....il SIgnore di Reah non può avere taglie sulla propria testa..."Sorrisi al barbaro che mi fissava curioso."Altair, ti basti un unico binomio: Fortuna e Gloria...."Strizzai l'unico occhio buno che avevo.".....E tanto oro!"Mi ripromisi di raccontare al barbaro la storia della grande guerra, in modo che potesse capire meglio il perché della eccitazione....ma ora era più importante sapere che avrebbero fatto quelli di là....
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| Oberon |
"Jugger.....Faefel ut Draco..." Mormorai tra me e me. i voltai verso Laestel affinché traducesse per l'ennesima volta le mie parole."Non posso dirvi nulla di loro purtroppo.....subito dopo aver sconfitto i tre generali Demoni di Mystick crollai a terra esanime e dell'ultima parte della Guerra ho solo pochi istanti di ricordo...."Non appena la mia Amata ebbe finito di tradurre, mi sposati verso il muro per appoggiarmi e isolarmi un attimo per stare con me stesso.
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| Ipnos Eledil |
"Molto bene, visto che non comprendiamo il perchè di tale convocazione, propongo di spostarci da questa locanda, stare chiusi qui dentro è pericoloso, non mi fido di questo ritrovo di ladri e assassini, anche il palazzo più ricco della città nasconde un covo di serpi..." Parlai sciolto senza preoccuparmi di essere udito da qualcuno fuori dalla stanza. "Io non ho nulla da spartire in questa compagnia, vi ho aiutato e ho aiutato lo Shanti, devo tornare nel mio regno, posso darvi ospitalità se volete, ma la Magicrazia ha bisogno che non mi allontani per tempi troppo lunghi, ho una questione da sistemare a Temora e nel Deserto degli Shanti, se avrete bisogno di me potrete trovarmi li... Sybil? Desideri venire con me?" Unica della compagnia per cui provassi un vero interesse, eccezion fatta per lo Shanti con cui avevo una certa affinità per l'arte che praticava, Sybil era l'unica con cui avrei passato del tempo normalmente prezioso anche in semplice sua compagnia, in lei viveva la mia amata che avevo perso per la crudeltà del Conclave ma sentivo di amare anche lo spirito indipendente di Sybil, se non fosse venuta con me probabilmente non sarei nemmeno partito per Temora.
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| Ivan |
"Altair mio nuovo amico, preparati, perché credo che anche noi ce ne andremo nelle terre ad Ovest...Temore e le Lande Desolate degli Shanti sono nodi commerciali importanti...Ma soprattutto, se persino Ipnos non sa il perché della convocazione di questo gruppo, allora c'é in ballo qualcosa di veramente grosso..."Fremevo al solo pensiero di una nuova avventura.....una settimana di bagordi in una locanda poteva sì essere divertente, ma mai quanto il sapore di FORTUNA e GLORIA.
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| Oberon |
Come Ipnos pronunciò "Deserto degli Shanti" tutta la mia ttenzione venne immediatamente richiamata sull'Arcimago...Laestel immediatamente da seduta che era appoggiò una delle sue delicate mani sul mio fianco come per volermi calmare. Conosceva la mia indole impulsiva, conosceva il mio essere decadente e romantico, sapeva che bastava poco per infiammare la mia Anima.Scrutai attentamente Ipnos negli occhi, qualsiasi cosa riguardava la mia terra, riguarda il mio popolo, la mia famiglia, me.Stavo in piedi davanti al costrutto vivente, serio."Non ha senso che proprio adesso ci dividiamo, dove vai tu, saremo costretti ad andare anche noi, se questo é un segno degli Dèi, allora di certo non dobbiamo neanche permetterci di separarci: ci siamo riuniti in circostanze misteriose...non avrebbe senso separarsi subito per il semplice motivo che tu hai altro da fare. Da te questa superficialità non me l'aspettavo Val'Istar....oppure come ti chiamano i nostri cugini Silvani Tel'Quessir?"Guardai Laestel che immediatamente tradusse dalla mia lingua Shanti al comune.Rispettavo l'Arcimago per la serietà con la quale aveva contrattato con me nei nostri affari diplomatici, sapevo che avrebbe risposto in modo educato e intelligente.
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| Voce Narrante |
Il Worg di Oberon, Caliostro, se ne stava nel folto della foresta, nascosto da un gruppo di rigogliose felci che gli offrivano discreto riparo nel sottobosco.Attendeva che lo Shanti e la sacerdotessa mezzelfa, suoi fratelli e padroni uscissero da quella taverna.Se ne stava lì, sdraiato sotto le foglie che gli donavano un riparo dalla leggera pioggerelinna che cadeva dal buio cielo nottruno.All'improvviso avvertì qualcosa nell'aria: l'odore di un uomo, un uomo particolare...Si alzò di scatto avvicinandosi il più possibile alla locanda.Lo poteva sentire...era entrato...un uomo che aveva viaggiato molto...un uomo stanco, sporco e solo....un uomo in grado assorbire la magia.Allertato girò attorno alla costruzione entro la quale si trovava Oberon, trovò un punto sicuro da dove potersi fare sentire e cominciò ad ululare per avvertire il suo amico.
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| Sybil Vane |
Mi voltai immediatamente verso Ipnos...lo guardai per qualche istante seriamente,poi sorrisi e dissi:"Certo che vengo con te!"Poco dopo Laestel ci tradusse ciò che aveva esclamato Oberon...ed effettivamente era vero,non dovevamo separarci...gli occhi dello shanti erano accesi e scrutavano attenti l'Arcimago.Intanto,da sfondo al nostro conversare,un lungo e inquieto ululato giungeva dall'esterno,riconobbi in quel verso il richiamo di Caliostro,il piccolo lupo che trovai ancora vivo,quando,per errore,richiamai il branco dei Lupi Grigi per difenderci contro Mystick...ed essi vennero interamente sterminati!Ricordo che Preia,elfa scomparsa durante il cammino,gli diede quel nome mentre,io lei e Faefel,percorrevamo la strada verso il villaggio di tom,il traditore...Scossi il capo quindi feci gesto a Laestel di ascoltare quell'ululato...stava accadendo qualcosa...le mie orecchie di fata lo percepivano..Mi avvicinai a Ipnos in attesa.
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| Farangis |
Sentendo le parole di Ipnos non potei far altro che sogghignare. Evidentemente il grande mago non riusciva ancora a capire che ogniuno aveva i suoi tempi, e che quei tempi sicuramente non potevano coincidere con i suoi. Dall'esterno si sentii ululare, ma non ci feci caso. Per me era normale sentire i cani che comunicavano anche se quello sembrava un ululare diverso dal solito, ma lasciai cadere la cosa."Allora grande Val'Istar cosa proponi di fare..... hai in mente un posto più sicuro di questo? Ti faccio notare, mio grande Mago, che si devono aggiungere al gruppo altre persone e se non ci trovano qui..... ti lascio immaginare cosa possa succedere, sempre se l'immaginazione fa parte di Voi si intende...." un ghigno di scherno mi si allargò sulle labbra mentre parlavo e guardavo Ipnos poi proseguii: "Comunque non è una decisione che possiamo prendere così con leggerezza e secondo la mia personale opinione, questo posto non è meno sicuro di altri cento in questa misara città" La mia voce in quest'ultima affermazione era secca.
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| Abrham |
Me ne stavo lì ed ogni filo di magia che riuscivo a catturare faceva vibrare ogni lembo delle mie carni....Tra quelli uno colpì il mio animo più degli altri. Era sottile e intenso e fluiva come se non potesse farne a meno, come se la sua irradiazione fosse la naturale tendenza al deperimento di un agglomerato unico;il minimo pagamento per la sopravvivenza di qualcosa di più grande.Il sapore era dolce, diverso da quelli sentiti in 10 anni.... una magia pura e squisita, mai, in nessuna parte della sua costituzione turbata da elementi corporali....Era magia che camminava quella!Dall'interno della stanza venivano solo voci confuse. Solo una si alzo imperiosa sulle altre e ne compresi il senso. QUALCUNO STAVA PER PARTIRE. E mi pareva proprio che fosse l'energia pura ad esprimere questa intenzione. Mi sentii come se volessero levarmi di mano il bicchiere, a me che ero tanto assestato! Per gli Dei!Dovevo vederla quella fonte tanto chiara...dovevo vederla e... toccarla...una voce in me mi diceva di entrare...un'altra ricordava il dolore che ne sarebbe derivato...sopra tutte si levò un ululato lontano...Che faccio ora? Me lo chiesi quando già ero davanti alla porta della stanza con il pugno alzato per bussare... Per un attimo mi ripresi...ma come resistere? BUSSAI...toc toc!!
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| Oberon |
Stavamo discutendo sul fatto du dividerci o meno, quando dall'esterno mi giunse un ululato fin troppo familiare: Caliostro!Per gli altri era solo la voce di un lupo, ma alle mie orecchie arrivò forte e chiaro il suo avvertimento di pericolo!Una sorgente pericolosa in grado di interferire con la magia si stava avvicinando a noi...Stavo per lanciarmi fuori dalla finestra e uscire a controllare, quando qualcuno bussò alla porta...Brividi lungo la schiena: la sorgente se ne stava al di là della porta...Fissai gli altri negli occhi senza dire nulla, senza spiegare loro cosa nell'ululato avevo sentito.Nessuno ovviamente capiva...forse Ipnos...Avanzai lentamente con lo sguardo fisso alla porta.Che fare?Dovevo aprire?
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| Regis |
Ascoltavo silente e paziente tutti i discorsi che venivano fatti tra i presenti, tra cui mia madre stessa. Al di fuori della locanda, sentii ululare e capii non so come che il lupo, e sapevo dentro di me che era un lupo anche se non ne conoscevo il motivo, stava avvisando qualcuno di qualcosa. Non sapevo cosa.Vidi lo Shanti che si avvicinava a colui che si era presentato come Ipnos e nelle sue movenze notai qualcosa di strano: era allarmato. Mi socstai da mia madre e mi misi a sedere sul bordo del letto con le gambe a penzoloni. Ora avvertivo pure io il debole sentore di qualcosa di magico, ma non ne capivo la fonte, ma era vicino; poi lo Shanti si diresse stranamente verso la porta. Che il mistero provenisse dal corridoio?
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| Ipnos Eledil |
Sentivo qualcosa attrarmi fuori dalla porta, osservai Oberon avvicinarsi e spostarsi verso la porta e feci un cenno per fermarlo. "Qualcosa di molto forte cammina al di la di questa porta, la mia magia ne è attratta" mentre pronunciavo queste parole il mio corpo tendeva a sfuocarsi leggermente come se dei filamenti partissero in direzione della porta, sottili e lenti storpiavano lievemente la mia immagine e la mia forma umanoide. Provai allora a evocare uan piccola fiammella ma ecco che la magia, prima di formare la fiamma, irrimediabilmente confluiva in un filamento sottile verso le fessure tra le assi della porta. "è una sensazione strana, sento la magia allontanarsi ma non ne soffro come quando la sfrutto eccessivamente, qualcosa mi invita fuori dalla porta e allo stesso tempo mi sento urlare di andarmene, direi che ci serve un'uscita più consistente." Mi voltai e presi concentrazioen con lo scettro nelle mani, mi avvicinai al muro per non avere tra me ed esso niente altro che spazio vuoto, aprii le mani e respirai lento, chiusi gli occhi e quando gli riaprii mossi il pugno verso il muro e capovolsi il palmo, aprii la mano e feci il gesto di stringere l'aria lentamente come se stringessi qualcosa di materiale, l'incantesimo Frana fu quello che evocai ma sentii la magia sciamare in buona parte e l'effetto si ridusse solo a metà di quello voluto... Rimasi a bocca asciutta, la mia magia perdeva efficacia in quel luogo, ma il muro era comunque crollato e uan breccia si mostrava al secondo piano della locanda, le luci delle case attorno si accesero e di certo ora non eravamo più nascosti. "All'Perno dell'Ade questo incontro, non resterò qui un minuto di più a perdere tempo" Potevo sembrare semplicemente stufo di stare lia chiacchierare, ma in realtà quell'evento mi aveva preoccupato e se accadeva questo a me, era il caso che venissero cambiati presto i sistemi di difesa del mio regno e dovevo pensare a quello. "Signori, credo ricordiate Gwair, il mio grifone, vorrei mostrarvi come è cresciuto dopo aver assimilato il potere della fiamma" Lo chiamai: "Gwair, naa Ipnos" e lui giunse, grande e imponente tre volte il passato.
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| Voce Narrante |
Il Perno dell'Ade distava almeno un giorno di cammino a piedi e il Signore del Divieto aveva deciso di recarsi da solo verso di esso....non aveva nessun timore a farlo....nessun demone avrebbe mai osato attaccarlo o semplicemente attraversargli la strada....la sua fama era conosciuta ovunque in quel regno!!Erano passati vent'anni da quando era rimasto intrappolato nel Divieto e da allora per molti anni aveva combattuto per sopravvivere, aveva ucciso molti demoni fino ad arrivare a conquistare con i suoi alleati, che si erano uniti a lui col passare del tempo, la Città Capitale creata dagli Straken che si troverebbe se fosse nel "Mondo Libero" nel deserto dei Non Morti.Vent'anni prima aveva assunto sembianze da Demone per reazione alla rabbia della morte della sua Averla da Guerra e per difendere l'ingresso al Mondo Libero...poi col passare degli anni aveva imparato a controllare questa rabbia e automaticamente a controllare le trasformazioni a suo piacimento...adesso aveva sempre sembianze da umano e raramente si trasformava in Demone...solo in caso di combattimento davvero pericoloso!!Dopo tutti questi anni di rassegnazione, finalmente una piccola speranza....una forte magia nel Mondo Libero.....e l'unico canale di comunicazione con quel mondo è il Perno dell'Ade...l'unica speranza era che quella fonte di magia si trovasse anche egli al Perno dell'Ade......se così sarebbe stato allora sarebbe riuscito con il suo aiuto a rientrare nel "Mondo Libero".L'unica difficoltà era che i due Perni dell'Ade si trovavano su piani parallei diversi....bisognava creare un punto di contatto in modo tale che si aprisse un canale di passaggio....
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| Farangis |
La situazione stava iniziando a prendere una piega non voluta ed alquanto scomoda. Vedevo il Val'Istar lottare contro una strana forza ed al contempo aprire una breccia nel muro per darci una via di fuga.Quando ci disse di andare sul suo Grifone, non me lo feci ripetere due volte e prendendo per un braccio Regis lo trascinai via.Arrivata davanti alla breccia potei notare che l'animale dell'Arcimago era diventato fermante possente. Attesi che anche gli altri si avvicinassero, non è che non mi fidassi ma non volevo essere io la prima a scappare: o tutti o nessuno.
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| Sybil Vane |
Gwair era diventato straordinariamente possente e,per un certo verso,inquietante come animale...ma io lo conoscevo bene e,grazie all'amore di Ipnos,ero riuscita a conquistare la sua fiducia.Uscii dalla breccia nel muro e,senza indugio,spalancai le mie ali anche se questo avrebbe voluto dire mostrare la mia vera essenza.Mi volta poi verso l'Arcimago ed Obeon...non avevo ancora ben capito quello che stava accadendo ma quell'ululato,così familiare,ci aveva portato un grande aiuto!Prima,però di partire verso il Perno dell'Ade,attesi che gli altri montassero su Gwair..il Perno dell'Ade on era più un luogo sconosciuto!Stiracchiai lentamente le mie ali...
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| Altair |
Ivano non vedeva l'ora di poter seguire quella gente, e io con lui viste le fortune che a suo dire avremmo potuto trarre da loro. Il bussare di qualcuno alla loro porta forse annunciava l'arrivo di un ritardatario. L'agitazione e la tensione che ne seguì confutò quell'idea che mi era balenata, si sentivano in pericolo ed un rumore sordo si sentì nel muro, mi sembrava impossibile eppure avevano aperto una breccia nel muro in un colpo solamente. "E ora come facciamo a seguirli?" chiesi a Ivan con tono ironico visto che sembrava sapere tutto "non so dove sia il luogo che vogliono raggiungere e di sicuro un cavallo non può seguire il grifone che il mago oltre il muro ha chiamato." Fissai Ivan con un sorrisetto, qualcosa mi diceva che la sua sete di ricchezza avrebbe stimolato una mente che appariva vivace.
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| Ilfirin |
Mi guardai in giro senza riuscire a trattenere un sorriso; finalmente iniziavano ad animarsi...L'arcimago, o comunque l'uomo che come tale si era presentato, sembrava lottare contro una forza fuori dalla porta e personalmente anch'io iniziavo a sentirmi un pò attratta da quella fonte.Un ululato fuori dalla porta, poi l'arrivo di un enorme grifone...tutto accadeva in fretta e l'Arcimago non faceva che parlare del Perno dell'Ade...Tutti i componenti avevano iniziato ad avvicinarsi al Grifone con sicurezza, ma io non ero sicura che fosse una buona idea...quel grifone non mi aveva mai visto prima e avrebbe anche potuto avere una reazione violenta all'avvicinarsi di una sconosciuta. Iniziai a chiedermi nervosamente se li avessi potuti raggiungere a cavallo...mi sarei sentita più sicura, ma probabilmente era una distanza esagerata...Guardai nuovamente lo Shanti e gli chiesi se potevo avvicinarmi, sperando vivamente che la risposta fosse un secco "no", accompagnato da un "seguici a cavallo". Chissà perché avevo la brutta sensazione che sarebbero state le uniche due parole che il mio futuro maestro non mi avrebbe detto...
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| Abrham |
Che stava succedendo dentro quella stanza?Il mio bussare si fece più insistente... sembrava che ci fosse una certa agitazione. Sentii un rumore secco come di qualcosa che venisse frantumato...Per un attimo l'energia magica era divenuta attiva e un piccolo sorso violento mi raggiunse bruciandomi la gola come acqua bollente... Mi fermai un attimo, il tempo perchè la sensazione di fastidio sparisse...Sentiì il rumore di un possente battito d'ali... ma!!Stavano scappando tutti!No, no...erano anni che la mia fame non venva saziata in quel modo. No, aspetta....fermati!Cosa stai facendo...Se ti avvicini tornerai a bruciare tra le fiamme della dannazione!Sì, ma chi può fermare colui che brama e si trova di fronte l'oggetto deisderato? Che fuggano maledizione: là dentro c'è tanta magia da incenerirmi! Aprite per carita, aprite....Le parole della mia mente mi passano in gola e prendo a gridare....:"Aprite, per carità, aprite!" E intanto mi getto con tutto il mio peso sulla porta; una spallata, due...ecco tra breve cederà...Ancora due spallate!
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| Sybil Vane |
Immediatamente richiusi le ali sulla schiena e,avvicinando una mano all'ala di Gwair,ascoltai in silenzio le grida di quell'uomo...improvvisamente mi accorsi di non sapere effetivamente qual'era il motivo per cui stavamo fuggendo.Chi era quell'uomo?Cosa c'era in lui di così pericoloso?Mi incuriosii e,senza farmi notare,utilizzai la magia del Terzo Occhio e diventai trasparente,come uno spirito...solo il piccolo punto argentato si poteva scorgere.Lentamente ripercorsi il corridoio giungendo alle spalle dell'uomo...qualcosa mi colpì di lui,una strana essenza,mai incontrata prima.Mi avvicinai a lui,standogli accanto...non sapevo se egli avvertisse la mia presenza eppure non volevo andarmene,ero determinata a capire..Il punto luminoso brillava accanto al suo volto..."Chi siete?"sussurrai senza mostrarmi..
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| Ipnos Eledil |
Dun tratto mi voltai perchè una magia era in atto, mi guardai attorno per vedere chi potesse essere a farne uso ma non vedevo nessuno plasmare nessuno... non vedevo nessuno... "Sybil!" esclamai tutto d'un fiato, cercai con la mante dove proveniva il flusso di magia quando trovai qualcosa al di fuori della porta, Sybil doveva essersi resa spirito per oltrepassare il muro del corridoio e raggiungere l'uomo dall'altra parte. "Salite su Gwair, uscite dalla città e attendeteci al limitar delle foreste ad est, volate senza sosta oltre la pianura e attendeteci dove vi ho detto! Questi sono affar miei..." Quell'essere fuori dalla porta poteva sentire la magia, se fosse stato pericoloso Sybil non era coperta dall'incanto... Alzai il bastone verso la maniglia della porta e pronunciai qualche verbo arcano, una picola saetta di fuoco scatto contro la maniglia distruggendo la serratura. Lentamente la porta della stanza si apriva... La nostra agitazione non doveva esser passata inosservata perchè un ultima occhiata fuori dalla breccia che avevo creato mi fece notare alcuni cittadini, e le persone presenti durante quel giorno in locanda, osservare sbalorditi Gwair volare sopra le loro teste.
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| Farangis |
Lasciai Ipnos e Sybil ai loro destini e sospinsi sia Regis sia Ilfirin verso il grifone..... non dovevano restare lì.... troppo giovani per comprendere, troppo giovani, per combattere, troppo giovani per morire.Non avevo orecchie per le loro lamentele e li feci salire a forza sul grifone, per poi salirvi io. Appena fui sulla schiena dell'animale guardai prima in basso e notai la folla che si stava radunando, poi volsi uno sguardo a Oberon e Laestel allungando loro una mano per incitarli a salire.
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| Oberon |
Gwair...QUel fantastico Grifone era davvero cresciuto parecchio!Non apprezzavo però che Ipnos schiavizzasse un animale così nobile, anche se in questo momento lo stava facendo per salvarci tutti quanti.Aiutai Laestel a salire; ma io rimasi a terra.Ilfirin mi chiese se doveva montare sul Grifone.Laestel prima di spiccare il volo sul dorso della bestiua tradusse la mie parole: "No...piuttosto mi muoverò a piedi o tramite teletrasporto. Ricordati giovane donna: un vero Mistico non sfrutta le forze della Natura per il proprio bene, piuttosto chiede ad esse la loro disponibilità. Umiltà.Questo é il mio primo insegnamento, tu poi sei libera di fare ciò che vuoi."La fssai negli occhi e incurante della paura di Ipnos aprì la porta per vedere cosa aveva così terrorizzato il potente Arcimago.
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| Voce Narrante |
Che stava accadendo???Caliostro non appena vide la parete cedere e Laestel partire suopra il Grifone, capì che Oberon sarebbe rimasto lì e sicuramente avrebbe avuto bisogno del suo aiuto.L'enorme Worg grigio quindi uscì definitivamente dal folto del bosco per raggiungere lo Sciamano Shanti.
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| Ivan |
La situazione sembrava ormai sotto il nostro totale controllo, quando all'improvssino accadde l'apocalisse!Altair non sapeva che pesci pigliare e nel Chaos più totale si rivolse a me che ancora spaventto da tutto quel trambusto, il muro crollato, un enorme Grifone, ecc, me ne stavo in pidei in mezzo alla stanza come un ebete.Ringrazio il bisogno di soldi che mi risvegliò subito da quello status di confusione totale in cui ero."Aggrappati alle zampe del Grifone e stà attento che il Mago non se ne accorga! Ah.....occhio agli artigli!"Questa fu l'unica cosa che riuscì a dire.Urlato questo, afferrai ilmio zaino, l'unica cosa cge possedevo e saltai.Altair era un tipo possente, i muscoli non gli mancavano.....ce l'avrebbe fatta anche lui!
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| Ilfirin |
Oh cielo…il maestro Shanti non aveva scelto esattamente il momento migliore per istruirmi sull’umiltà…E poi non aveva capito quello che intendevo dire…conoscevo gli animali volanti a fondo ormai, come Faroth, e a lui non sarebbe piaciuto che uno sconosciuto lo toccasse; comunque non c’era tempo, mi avvicinai di corsa al grifone e senza nessun motivo preciso gli dissi :”…Perdonami amico alato! Mi presenterò più tardi…qui hanno tutti fretta!” , quindi salii con gli altri (spinta anche da Ysabett…).Probabilmente non mi rendevo conto del pericolo, ma non riuscii a fare a meno di ridere, mentre volavo fuori dalla locanda con gli altri membri, fischiando perché il mio falco mi seguisse.
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| Abrham |
Stavo per scaraventarmi nuovamente contro la porta quando una fitta alla schiena mi fermò...Una vera pugnalata!No... magia, come al solito...!Proprio mentre mi giravo per vedere la fonte di quel potere, sentiì parole sussurrate che mi chiedevano di me!Un essere di tenue bellezza e alata per giunta stava dietro di me...sulla sua fronte una piccola luce brillava, ma feci in tempo a vederla un'istnate che la sua luce si fece flebile, mentre una folata di energia entrava nei miei polmoni.Istintivamente feci un passo indietro, urtai la porta, ma quella si aprì senza fatica e io caddi supino nella stanza in cui tanto volevo entrare...Ma..cosa? Un enorme Grifone con gente che vi saliva sopra si intravedeva da una breccia nel muro...Un altissimo personaggio seminudo stava accanto alla porta, e più in là un giovane dalle ricche vesti...il grifone era la cosa peggiore. enorme e dagli artigli affilatissimi. Per non parlare del Becco.Istintivamente e nervosamente staccai l'accetta dal mio bagaglio e mi trascinai spalle al muro con l'arma in pugno:"ch... chi siete? cosa volete da me? Tu *rivolto allo Shanti* spostati dalla porta e lasciami uscire! E tu smettila di seguirmi *rivolto alla Fata*!Che volete da me?io...io non ho fatto niente di male!"Non mi sentivo per niente bene. Avevo mal di testa e i muscoli contratti. Era come se ci fosse una fonte continua che mi centellinava magia... cominciai a muovermi verso la porta, ma stranamente non mi ci avvicinavo molto. Volevo che il mio passo andasse dritto e invece virava di lato...mi stavo avvicinando al giovane... ma perchè? E il mal di testa aumentava!Quello aveva un bastone. Forse era magico...In effetti mi attreva. possibile tanta magia in un semplice artefatto?"Ragazzo... dammi quel bastone... per..favore!" Mi mossi verso di lui e allungai una mano per afferrare il bastone!Nell'altra mano l'accetta. Lo sguardo febbricitante.
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| Sybil Vane |
Sembrava spaventato,spinto da qualche forza esterna e incomprensibile..improvvisamente mi accorsi che l'incanto del Terzo Occhio era svanito e che ero tornata ad essere visibile,come sempre!Rimasi attonita,osservandomi le mani e le vesti;alzai lo sguardo verso Oberon poi verso Ipnos...ma chi era quell'uomo?Come aveva fatto ad annullare la mia magia di fata?Non appena lo straniero si fu un poco avvicinato al bastone dell'Arcimago,mi fiondai accanto a lui,perchè non ero sicura di come avrebbe agito...conoscevo bene Ipnos e per nulla quell'uomo!Non distolsi un secondo la mia attenzione dal volto del viandante...ma...poi compresi che doveva essere stata in qualche modo la magia ad abbandonarmi,in quel breve lasso di tempo...come se l'uomo fosse per lei una calamita...Cercai di neutralizzare qualsiasi residuo magico presente in me,per non danneggiare ancora di più lo straniero...quindi rimasi immobile accanto ad Ipnos..
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| Ipnos Eledil |
L'uomo era entrato dalla porta con una caduta, lo osservai per qualche momento con sguardo interessato, la mia magia fluiva flebile verso di lui e non sapevo per quale motivo, non lo ricordavo membro dei Braccotori di Reha, non ricordavo il suo volto tra coloro che erano stati addestratia cacciare la magia. Poi vidi che aveva posato gli occhi su di me, sullo scettro e mentra la magia fluiva in lui non sembrava gioirne, non era un braccatore sicuramente dunque... Si mosse verso di me con sguardo febbricitante impugnando un'accetta e dovetti spostarmi di lato per schivare quella "carica" cieca. Tenevo lo scettro nella mano destra e non potevo lasciarlo perchè esso influiva a me la forza necessaria per trattenere la mia magia, dovetti reagire di istinto, l'uomo era armato e Sybil si era avvicinata, pronunciai lentamente una formula magica, lo scettro iniziò a perdere consistenza e si tramutò in un fuoco fatuo verdastro che rifluì nei miei pugni, aprii le mani verso l'uomo e lasciai che un forte si muovesse su di lui, un incantesimo semplice ma fastidioso della scuola del fuoco... Dentro di me lo scettro era al sicuro e anche l'uomo lo era, se soffriva così tanto la magia toccare la Staffa dell'Equilibrio lo avrebbe scioccato per tutta la magia che confluiva attivamente in lui...Mossi le mani camminando circolarmente per sfruttare il muro di calore come uno scudo, mi mossi finchè la mia schiena non desse verso Gwair, spostai lo sguardo un attimo verso Sybil per vedere se mi aveva seguito, scoprii un altro problema dell'usare la mai magia su quest'uomo, riducevo il tempo di effetto, la magia non si dissolveva normalmente, veniva assorbita dall'uomo e questo la allontanava più velocemente da me. Dovevo informarmi su quell'uomo.
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| Sybil Vane |
Mi avvicinai rapidamentead Ipnos mentre Oberon era più distante da noi,ed osservava interessato la scena...Mai nella mia secolare vita avevo incontrato un essere così strano..."Forse..."sussurrai ad Ipnos"Dovremmo abbassare le difese e mostrarci pacifici...perchè credo che di questo passo nessuno di noi ne uscirà...nè l'uomo nè noi tre!Tu che ne pensi?"lo osservai in attesa mentre la mia magia sprofondava sempre più all'interno del Cristallo abbandonato sul petto...era difficile,ma necessario neutralizzare qualsiasi altra traccia di magia...Alle nostre spalle Gwair sembraa essere sul punto di spiccare il volo...o forse l'aveva già fatto!Meglio così...se fossimo stati in troppi l'agitazione e lo sgomento avrebbero creato disordine e,in questa situazione,era necessario ragionare e non mostrare alcuna esitazione e timore in qualunque gesto..
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| Ipnos Eledil |
Continuavo a tenere la mia magia contro l'uomo mentre Sybil mi parlava. "Quest'essere, non so come e non so perchè, si nutre o assorbe al magia, guarda come reagisce ai miei incantesimi attivi... e non lo vedi perchè tu non puoi vedere l'essenza della magia ma lentamente egli la assorbe da me, voi conoscete e sapete chi sono io in realtà, comprendi perchè puntasse al mio scettro?" Continuai a distanziarmi lentamente camminando indietro verso Gwair. "Eppure..." ma fermai la frase, egli aveva lentamente assorbito la magia ma non ne faceva uso, non capivo il perchè, i braccatori solitamente riutilizzavano il poterecatturato per rigenerarlo non avendone di proprio se quello di assorbire la magia. "Hai osservato coem brandiva l'ascia per avventarsi su di me? Non sono così sciocco da subire un attacco fisico Sybil, non ho difese."
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| Sybil Vane |
Ipnos aveva ragione!Quasi a me stessa sussurrai:"Allora...per quale motivo lo ha fatto?...ma...chi è questo essere e...cosa vuole da noi?!"voltai il mio sguardo verso il profilo dell'Arcimago che,serio,fissava l'uomo di fronte a noi!"Ipnos...però,se quello straniero non sta usando la considerevole quantità di magia che ha assorbito,probabilmente non è pericoloso come pensiamo...potresti richiamare a te la barriera di magia e andare da lui,cercare di capire chi sia..."dopo una piccola esitazione aggiunsi:"In fondo...non abbiamo nulla da perdere...oltretutto questa situazione potrebbe durare all'infinito tenendoci bloccati qui!"Spostai poi il mio sguardo verso l'uomo scrutandolo attentamente...avevo come la sensazione di avrne già percepito l'essenza,un tempo...forse molti anni prima...
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| Altair |
Che potevo fare? Il grifone era lì e Ivan si era già lanciato, era l'unica persona che conscessi che sapeva qualcosa su quel gruppetto. Più che prendere la rincorsa dietro lui e spiccare il salto verso gli artigli del grifone. Per un istante rimasi indeciso, si sarebbe accorto di noi quella creatura? Io pesavo già di mio, armato poi, non sapevo se fidarmi a spiccare quel balzo, come sempre il pensiero dei guadagni fu ciò che fece pendere l'ago della bilancia in favore del rischio.Pochi respiri profindi per concentrarmi e quindi corsi e saltai verso le zampe del grifone. "Che Crom mi assista" pensai mentre vedevo le zampe avvicinarsi.
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| Ipnos Eledil |
Sybil non comprendeva. Potevo immaginarlo, io potevo vedere i riflussi della magia, loro potevano appena percepirli come una corrente più calda o più fredda, ma non potevano vederli come li vedevo io. "Essia" terminai l'incantesimo e unii i pugni, distanziandoli l'uno dall'altro apparì il mio bastone che tenni stretto con due mani tenendo l'asta obliqua rispetto al mio asse. "Non usa la magia! Non ne fa propio uso, non lo vedi? Lui la prende ma non comprendo dove finisca, è in lui... ma non è in lui... come spiegarlo.." Mi tenni alle dovute distanze dall'uomo facendomi scudo dello scettro che viveva di magia nelle mie mani. Lentamente osservavo la mia magia passiva fluire in lui e parte della magia dello scettro con essa ma le mie riserve erano grandi poichè tutto il mio corpo era magia e avrei potuto consumarmi piano piano, ma vi sarebbe voluto molto tempo. Mossi poi la mano destra in un circolo davanti a me ed ovocai una barriera magica, ma lenta prese a fluire verso Abrham riducendosi di poco in poco. "Comprendi Sybil ora perchè quest'uomo è tanto pericoloso quanto innocuo?" Poco a poco la magia fluiva verso di lui e la barriera, volutamente evocata di piccole dimensioni, sparì.
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| Sybil Vane |
Allora compresi...comunque,per quanto mi sforzassi non riuscivo a scorgere nulla!Sospirai scuotendo il capo poi mi voltai verso Ipnos fissandolo..."Si...ora comprendo!"la voce tremava.Temevo che all'Arcimago potesse succedere qualcosa di tremendo.Mi avvicinai a lui posando una mano sulla sua:sarei stata pronta qualora fosse stato in pericolo,non mi importava il rischio da correre...in quei vent'anni passati al villaggio avevp imparato molto,e lo dimostrava la piccola Rosa Nera tatuata sulla mia spalla...la mia malvagità si sarebbe scatenata per difenderlo..Restai quindi immobile..."perdonami Ipnos se ci ho messo così tanto a capire!è...che....è così assurdo e odio non riuscire a vedere ciò che vedi tu!"esclamai.
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| Ilfirin |
Il grifone diede un battito d’ali molto potente e volò sopra dalla locanda a grande velocità, iniziando a dirigersi verso sud; le voci dei compagni e dei clienti agitati della locanda iniziavano a farsi più deboli mentre ci allontavamo nella notte:”… addio discrezione…” mi dissi mentre sentivo le grida di qualcuno all’interno della locanda… Uno scossone, seguito da un altro che bilanciava il peso sulle zampe dell’animale, ci diede l’impressione che qualcuno si fosse aggrappato all’animale in un gesto disperato prima di librarci nel buio, ma dato che eravamo tutti presenti ciò non era possibile…Insieme con me, sul dorso del grifone c’erano Ysabett, suo figlio Regis e la guaritrice, il maestro Shanti, l’Arcimago e la fata erano rimasti a terra con quella strana creatura.Il Grifone non poteva andare lontano…non potevamo abbandonare i compagni e sia io che altri avevamo abbandonato davanti alla locanda i cavalli con tutti i nostri bagagli…Senza voltare la testa per la paura di cadere parlai all’elfa:“Ysabett, non pensi che dovremmo fermarci da qualche parte…? Potremmo aspettare gli altri senza che nessuno ci scopra e poi tornare alla locanda per i cavalli…” Avevamo creato parecchio scompiglio, quindi forse era meglio aspettare che tutto si calmasse…Non ero in pensiero ne per l’arcimago ne per i compagni rimasti, se la sarebbero cavata sicuramente…mi erano parsi molto determinati e sicuri di loro.“…oppure dobbiamo dirigerci da qualche altra parte? Non conosco ancora i vostri programmi,ad ogni modo penso che sarebbe meglio rimanere quanto più possibile uniti…”Cercai di trattenere i miei capelli che il vento spostava in continuazione e vidi a pochi metri da noi la sagoma del mo falco che ci seguiva.
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| Voce Narrante |
Il capitano della guardie della città correva a perdifiato con una dozzina di soldati e con due maghi mercenari verso la locanda.Parecchi cittadini erano corsi a chiamarlo lamentando che la locanda era sotto attacco di creature volanti e di maghi e stregoni.....il capitano apeva che la gente tendeva ad esagerare sempre ma non voleva correre il rischio di sottovalutare la cosa e aveva deciso di andare a controllare con le dovute cautele.In vista della locanda notò un enorme grifone con della gente a bordo e con altri due strani tipi appesi alle sue zampe mentre si allontavano da uno squarci creato sul tetto.Ordinò ai suoi due arcieri di tirare le loro frecce verso i fuggitivi mentre gli altri avrebbero dovuto seguirlo all'interno della locanda....tutti con le armi sguainate e con i maghi pronti ad agire!!
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| Oberon |
L'uomo che faceva così tanta paura all'Arcimago sembrava essere uno del deserto, vestito di pelli, con la pelle secca dal sole e la corporatura robusta.Capì immediatamente perché intimotiva così tanto il Val'Istar: succhiava energia magica in continuazione e per giunta senza riuscire a controllarsi! Era febbricitante e cercava in tutti modi di raggiungere Ipnos.Ilfirin non mi diede ascolto, forse fraintendendo le mie parole e montò sul Grifone...le avrei parlato al Perno dell'Ade...tutti sembravano in preda al panico, dovevo mantenere la calma.Anche per me come per Ipnos era parecchio fastidioso avvicinarmi all'uomo, ma al contrario dell'Arcimago io non ero composto unicamente da magia e la magia Selvaggia di noi Shanti si ricreava in continuazione.Quindi, sebbene parecchio infastidito dal contatto di quel continuo risucchio di magia, mi avvicinai a lui e tirandolo indietro da Ipnos cercai di calmarlo, mettendogli le mie braccia attorno al petto, affinché si nutrisse della mia magia e si calmasse un po'.Urlai a Laestel di non preoccuparsi per me e feci andare via gli altri. Mi sentivo debole, a causa del risucchio di magia, ma sapevo anche che la mia magi non appena terminata, si sarebbe ricreata con un po' di riposo, dopotutto, potevo rimanere senza incantesimi anche per un giorno, l'importante era aiutare questo strano individuo.Mi sarei fatto capire, anche senza parlare la lingua comune.
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| Ivan |
Vidi l'enorme corpo di Altair sollevarsi in aria giusto in tempo per ruscire a raggiungere la zampa del Grifone.Aggrappato come un bambino all'altra zampa sorrisi ad Altair urlandogli: "Bravissimo! Non ti preoccupare, con tutto questo caos, il Grifone secondo me non ha neppure fatto caso al nosto peso...non hai visto quanto é grosso?"Il barbaro non sembrava poi così convinto delle mie parole....ma dopotutto nessuno, neppure chi stava "sopra" al Grifone si ea accorto di noi..."Beh...godiamoci il viag..."Non avevo ancora finito di pronunciare, con il mio ennesimo sorriso, questa frase, che un freccia mi sfiorò l'orecchio....A quanto pare giù in città.....si erano accorti di tutto quel trambusto e dl muro crollato....
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| Abrham |
Lo sapevo...Ero stato condotto verso l'ennesimo oggetto magico. chi lo impugnava doveva essere un esperto stregone, nonostante la giovane età...i poteri dell'artefatto si manifestarono sotto la forma di una barriera magica...Nel mio braccio si creò uno squarcio...il sangue non usciva solo perchè l'energia entrante glielo impediva...Meglio l'energia passiva che questa tortura. il dolore superava ora il senso di fame...le gambe non mi ressero all'aprirsi della ferita...ma la barriera scompariva velocemente, e lo stregone poi richiamò il potere e la barriera svanì. Il muscolo si richiuse, il dolore si attenuò. non potevo permettere che mi lanciasse contro altri incantesimi, non l'avrei sopportato! forse dovevo lanciarmi contro di lui e ucciderlo con la mia ascia... ma io non avevo mai ucciso un essere umano!nell'attimo d'indecisione il mago creò un'altra barriera più piccola però...quella l'inglobai quasi subito...solo un taglietto a livello delle coste, nient'altro, ma tanto era bastato per accecare l'ultimo barlume di ragione...stavo per balzare contro il giovane e la donna accanto a lui, quando robuste braccia mi bloccarono quasi a mezz'aria.."Lasciami, lasciami"...la mia schiena, a contatto con il corpo dell'essere che avevo scorto prima entrando nella stanza (me ne ero dimenticato, maledizione)bruciava lievemente. anche in lui c'era magia e direttamente nel suo corpo...ma cos'era? mi dibattevo con furia e tentai di colpire il mio assalitore con la testa e con i piedi, tentando di superare la sua forte stretta...Dal corridoio dietro di noi si sentivano voci venire nella nostra direzione...Come ogni volta prima o poi arrivava la folla e mi ritrovavo circondato..."non voglio morire non voglio!" dissi..."Lasciami andare, non voglio morire!" L'unica cosa più forte della fame e del dolore. La morte!
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| Altair |
Ivan mi guardava divertito. Mi rassicurava con quelle parole beffarde ed evidentemente aveva ragione, Il grifone si era librato senza indecisioni, purtroppo le freccie delle guardie mi tolsero subito il sorrisetto divertito dalla faccia, guardai in basso. "Per Crom se siamo già alti" mi dissi, non ero abituato a quel tipo di trasporto, le guardie ci additavano mentre arrivavano le freccie. "Spero abbia la pellaccia dura questo uccellone." Ridacchiai verso Ivan cercando di non alzare troppo la voce per non farci scoprire. Ora l'unica cosa che potevo fare, come Ivan d'altronde, era tenermi saldo sperando di arrivare fuori portata delle guardie il più presto possibile e 'godermi' il viaggetto.
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| Oberon |
Tenerlo duro mi costava parecchia fatica, anche perché il suo corpo continuava a succhiare magia dal mio...come poteva un normale essere umano ad avere quella capacità straordinaria e sconcertante?Era terrorizzato: continuava ad urlare che non voleva morire....doveva avere passato un'esistenza da escluso...Numerosi passi stavano giungendo verso di noi.Passi di guardie in armatura.Non potevo addormetarlo con la magia: a quanto pare, lo aveva dimostrato Ipnos, la magia lo nutriva...Optai per un sistema più barbaro, ma non avevo scelta, gli avrei parlato in un secondo momento, con più calma.Lo lasciai andare e ancora prima che si potesse grare gli avevo già tirato un pugno a mani unite sulla nuca.Una volta accasciato al suolo avrei cercato di portarmelo via.
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| Abrham |
All'improvviso...buio.
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| Ilfirin |
Ysabett non mi rispondeva. Mi girai a guardarla e l’elfa sembrava assorta e pensierosa, così decisi di aspettare ancora qualche minuto.A peggiorare la situazione, però, ci fu l’intervento delle guardie; gli arcieri tentavano di colpirci e, sebbene nel buio le loro frecce non fossero ancora andate a segno, per noi rappresentavano comunque un discreto pericolo, soprattutto per il fatto che (eccetto il mio inutile pugnale), nessuno di noi era armato.Richiamai Faroth, e sperando sinceramente che le guardie fossero almeno vagamente impressionabili tentai una semplice illusione: feci scorrere lentamente l’indice e il medio della mano sinistra sul palmo della mano destra, sussurrando piano -Annad anor…beriol Ilfirin…awartho bail a gruitho fir…annad anor…beriol Ilfirin…- Faroth smise di seguirci e si gettò sulle guardie, o almeno così credevo, dato che non ebbi il coraggio di girare gli occhi un’altra volta per paura di cadere dal grifone…L’incanto consisteva in una semplice illusione visiva…le guardie avrebbero visto non un falco, bensì un migliaio di enormi uccelli infuriati e impazziti che li attaccavano stridendo…o almeno così sarebbe dovuto essere.Sperando di aver, anche di poco, migliorato la situazione attesi il ritorno del mio falco; forse sarebbe stato meglio tornare indietro con il grifone e portare via anche il resto della compagnia…le guardie ora, anche se l’incantesimo fosse riuscito, si sarebbero probabilmente dirette tutte alla locanda…
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| Ipnos Eledil |
"Soluzione interessante Sciamano... Ora direi che dobbiamo richiamare Gwair perchè io non possiedo altri mezzi di trasporto se non i miei portali" Feci qualche passo verso la breccia nel muro che avevo provocato e guardai fuori, Gwair era in volo e se avesse seguito i miei comandi avrebbe fatto rotta per Reha poichè li egli trovava dimora e sicurezza. "Ormai Gwair è lontano e dobbiamo prendere vie traverse per giungere dove desidero. Spero per voi non sia un fastidio ma prenderemo una via particolare." Mi voltai verso la breccia nel muro e allungai la mano avanti con il palmo alzato verso l'altro, salmodia lentamente le parole dell'arcano, dovevo tenere bene e amente Reha e subito presi visione dentro di me della grande torre che stava al centro della città e del regno, ritrassi velocemente la mano come se avessi afferrato qualcosa mentre aumentavo il salmodiare e lo spazio lungo la breccia si plasmò e divenne differente agli occhi dei presenti. Al di là del muro non vi era più la visione della città dall'internod elal locanda, ma una viuzza di campagna, con alberi e fiori sui fianchi di questa e in fondo alla via una grande torre si stagliava verso il cielo. "Molto bene, se volete seguirmi..." Entrai per primo nel portale stringendo ancora bene quel lempo si Spazio che tenevo tra le mani e che reggeva il portale, al dì là era Reha, il Regno della Magia dove ogni cosa viveva in funzione di essa. Il mio sguardo vedeva gli altri nella locanda come prima vedeva etereamente lo spazio al di fuori di essa ma attorno a me era la pace del mio regno, guardai l'uomo che sembrava riluttare la magia per quanto la bramasse invero... ma non me ne diedi a pensiero e feci gesto di venire. Se tutto fosse andato per il bene Gwair sarebbe giunto con qualche giorno di viaggio. Incitai ancora ad entrare poichè poco potevo resistere se aprivo un portale a siffatta distanza.
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| Sybil Vane |
Spalancai le mie ali e,senza indugiare,entrai in quel varco che Ipnos aveva creato per noi...ciò che vidi non fu del tutto sconosciuto ai miei occhi.Come la corrente di un fiume,i ricordi si affacciarono alla mia mente ma,ciò che riapparve chiaro ed indelebile,fu il giorno in cui l'Arcimago mi portò lì,mi mostrò la città e la torre e...mi fece fuggire,rispettando la mia decisione.Mi voltai attendendo Oberon.Ripiegai le ali dietro alla schiena pallida e cominciai ad avanzare di qualche passo,posando lo sguardo su ogni dettaglio di quel paesaggio!Da quanto tempo avevo aspettato quel momento!"Reha!"sussurrai guardando Ipnos..."Mi è mancata davvero tanto!In confronto a lei il mio villaggio di fate sembra così...così piccolo,quasi irreale!"sorrisi al ragazzo accanto a me..."Sei stato davvero bravo a proteggere tutto questo!"L'unico dettaglio che mancava era la Senza Nome:nel tempo in cui Ipnos mi accolse con lui a Reha,proteggendomi da maghi e seguaci di Mystick,avevo sempre portato con me la Senza Nome,la spada maledetta...ma ora nè lei nè la sua compagna c'erano più...
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| Oberon |
Sybil si lanciò senza alcun indugio attraverso il portale che Ipnos aveva creato.Io me ne restavo fuori."Arcimago, non é proprio il caso che quest'uomo attrraversi il portale! Visto che il suo corpo assorbe continuamente la magia, di qualsiasitipo essa sia, non lo farò mai atraversare il passaggio: potrebbe esplodere e morire...non mi sembra il caso Val'Istar....mi occuperò io di aiutarlo a raggiungere Reha con mezzi più convenzionali."Tutto questo lo dissi in elfico, anche perché Laestel ormai ea partita sul dorso del Grifone e Ipnos comprendeva benissimo anche la lingua degli elfi.Mi allontanai quindi indietreggiando di qualche passo, per poter dare al portale l'opportunità di chiudersi senza fare danni.
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| Dàin il Nano |
Da quando ero giunto alla Città di Culheaven due giorni prima, devo ammettere che non mi sarei mai aspettato nè tanta Fortuna, nè di aver modo di assistere ad eventi tanto straordinari. Ero giunto in Città dopo molti giorni di cammino, partito dal mio Territorio natìo delle Colline Metallifere. Erano tempi difficili per tutti, ed anche il mio Popolo ne risentiva. Decidendo di uscire dal tradizionale riserbo dei Nani, il nostro Re Nàin decise di inviare un rappresentante a parlamentare con le altre Creature delle Terre Libere, per offire Alleanza e Collaborazione, e per questa missione fui scelto Io. Sapevo di dover recarmi presso Culheaven, dove un fidato informatore ci fece sapere che si sarebbero riuniti alcuni tra i più Saggi e potenti tra i Maghi, gli Stregoni e le Sacerdotesse delle Terre Libere. Conoscevamo alcuni tra i loro Nomi, ma nn ci erano noti i loro volti, e la mia missione si basava assai più di quanto non mi piaccia ammettere sulla Buona Sorte. Quella sera tuttavia, ebbi dalla mia parte una straordinaria Fortuna. Mi ero appena appisolato nel mio pagliericcio, quando dalla Strada mi giunsero molte urla concitate. Mi rivestiii in fretta, e dopo aver impugnato la mia Fida Ascia, mi precipitai fuori, prensentendo un'attacco di nemici. Un forte bagliore, illuminava la Via. Ma nn erano le Torce, a creare tanta Luce. Essa proveniva, mi parve, dalla Locanda lì vicino...
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| Ipnos Eledil |
"Se assorbe attivamente la magia allora il portale non dovrebbe nuocergli, se così non fosse però avresti ragione Shanti... Raggiungici rapidi attraverso le tue terre noi ti aspetteremo qui." Quindi distesi il mio braccio in avanti verso il portale con il palmo ben aperto e in un gesto rapido lo ritrassi al ventre chiudendo a pugno; ed il portale scomparve richiudendosi su se stesso. "Molto bene Sybil, bentornata a Reha" Quindi le porsi la mia mano aperta alzando il braccio per invitarla a seguirmi verso la Grande Torre di Reha. "Casa" sussurrai sottovoce "mi chiedo solo dove sia Gwair con gli altri..."
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| Oberon |
Ipnos richiuse il portale lasciandomi solo con l'"uomo che assorbe"...Le guardie erano praticamente quasiarrivate a noi e anche da svenuto il corpo dell'umano continuava ad assorbire magia dal mio...Strinsi i denti, quello che stavo per fare mi sarebbe costato caro causa il risucchio di magia, ma non avevo scelta...chiusi gli occhi cominciando a sussurrare le parole di un incantesimoche non usavo da parecchio tempo e in pochi secondi ottenni ciò che volevo: sia io che l'uomo che avevo in spalla eravamo diventati completamente invisibili.Mi avviai lentamente attraverso il bosco, passando tra le guardie ignare che cominciavano a perquisire la stanza semidistrutta della locanda.
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| Abrham |
Sospeso nel fluido mondo dei sogni, unico riposo concessomi.Qui non mi giunge nulla e anche la ferita più grande è al massimo un tremore che viene da lontano.L'incantesimo dello shanti gli costo fatica e energie...per di più non poteva assolutamente durare a causa dello stillicidio causato dall'umano. L'energia magica veniva consumata e sempre troppo in fretta, così dopo pochi passi nei boschi sia lui che l'elfo erano ormai quasi visibili...Per di più Abrham si stava riavendo...Mormorava incomprensibili parole come uno che facesse fatica a svegliarsi.
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| Voce Narrante |
Un mago mi si avvicinò e mi disse:"Capitano sento altra magia in atto, qualcuno è passato da qui e ha lasciato una scia magica che va verso il bosco!!".Diedi l'ordine di dirigerci velocemente verso il bosco, lasciai due uomini di guardia alla locanda e altri a controllarla a tappeto.Mentre correvamo verso il bosco vidi in prossimità di esso due figure indistinte...erano come se fossero semi-invisibili, una però era trascinata a spalla dall'altra come se fosse ferita o svenuta.Evidentemente l'incantesimo stava terminando visto che piano piano erano sempre più "reali"!!Fu così che ordinai ai miei uomini di disporsi a ventaglio e di catturare vivi i due fuggitivi, i maghi invece cominciarono a lanciare l'incantesimo del rallentamento verso i due in modo tale che avremmo potuto presto raggiungerli.
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| Ilfirin |
Perfetto…Ysabett non mi rispondeva e sia Regis che la guaritrice erano troppo indietro perché potessero sentirmi a quella velocità…!Presi la mappa che tenevo sotto al mantello e, lottando contro il vento tentai di leggerla. Dunque…il grifone Gwair si stava dirigendo verso le foreste dell’Anar, uno dei pochi posti non citati dall’Arcimago…il Perno dell’Ade? Temora? Non conoscevo nemmeno questi luoghi, figurarsi la via per arrivarci…Fu proprio mentre pensavo che avrei guidato parte della compagnia nel posto sbagliato che il grifone, con un battito d’ali un po’ azzardato, tornò indietro, verso la locanda; da lassù vedevamo tutte le guardie che erano accorse fare domande all’oste sulla soglia, mentre altre stavano…”hey, ma quello é il mio cavallo!” Due guardie lo avevano slegato e lo stavano ora studiando con evidente interesse…vedevo i miei pochi bagagli troppo vicini alla loro attenzione. Mentre sorvolavamo la locanda, fischiai due volte con forza e il mio cavallo nero galoppò verso la foresta, insieme forse ad un altro o più…non riuscivo a vedere con chiarezza…speravo che riuscisse a seguirmi dall’alto fino a Reah.Era a Reah, infatti, che il grifone ci stava portando, forse ubbidendo all’ordine del suo padrone…Anche l’incombenza dei miei bagagli e del mio amato cavallo era stata risolta e Reah non distava più di una notte a quella velocità…non riuscendo davvero più a tener testa al sonno, cinsi delicatamente con le mie braccia il collo del grifone e chiusi gli occhi, confidando in un sonno senza sogni.
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| Sybil Vane |
Sorrisi ad Ipnos e posai la mia mano pallida sulla sua,quindi lo seguii sussurrando:"Grazie nobile Sir Aasimar!"Percorrendo quella strada,molti furono i ricordi che riaffiorarono nella mia mente ma alcune piccole caratteristiche della città,piccoli dettagli o angoli importanti,risultarono deltutto nuovi...mi voltai verso l'Arcimago poi spostai lo sguardo sul cielo,immaginandomi di veder giungere Gwair...
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| Dàin il Nano |
Giunto alla piccola piazza su cui si affacciava la Locanda, vi trovai già assiepate numerose persone. C'erano alcuni abitanti della Città, che si serano recati sul posto per vedere cosa stesse accadendo, ma anche molte Guardie, tra le quali spiccava il loro Capitano. Ma non era tutto: alzando gli occhi verso l'Edificio, ebbi modo di assistere ad uno spettacolo straordinario: un muro era crollato, e si poteva vedere all'interno. C'era un'enorme Grifone, che portava delle Donne ed un ragazzo sul dorso e due uomini robusti attaccati alle zampe. In un momento, l'enorme animale, stridendo, spiccò il volo sottraendosi alle frecce delle Guardie. Ma non potei più badare a lui, perchè vidi che all'interno della locanda, c'erano altri personaggi straordinari. In un lampo di Luce, due figure che nn riuscii a scorgere meglio, scomparvero attraverso un Grande Anello Luminoso. Accanto a loro, altri due personaggi: un'Essere dai tipici tratti Elfici, ma di Statura gigantesca, che sorreggeva un'uomo, appena di poco più basso di lui, ed il cui volto denunciava sofferenze e stanchezza. L'uomo pareva svenuto, ed il gigantesco Elfo se lo teneva sulle spalle. erano forse queste, le persone che ero venuto fin qui a cercare? Ciò che avevo visto, me lo confermava. Dovevo pertanto a tutti i costi parlare con lo Stegone Elfico, ma anch'egli, e l'uomo che portava seco, scomparvero d'un tratto alla mia vista. Ero disperato, perchè scomparendo anch'egli, la mia Missione era sicuramente fallita. Ma il mio sconforto non durò che un'istante. Le parole potenti e concitate del Capitano delle Guardie, che impartiva ordini ai propri uomini, mi fecero capire al volo che lo Stregone Elfico si era soltanto reso invisibile, ed ora stava cercando di sfuggire alle Guardie che il Capitano gli aveva posto alle calcagna. Decisi che avrei potuto essergli di Aiuto, e così, pur cercando di non farmi scorgere, mi misi a mia volta all'inseguimento degli inseguitori... la mia missione aveva ancora speranza di successo!!!...
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| Oberon |
Accerchiati!!!Il continuo risucchio della mia magia da parte dell'umano ci aveva resi in breve tempo nuovamente visibili e mi aveva affaticato non poco! Vedevo numerosi soldati rincorrerci e predisporsi innanzi a noi a ventaglio...sentì arcane prole venire pronunciate: incantesimi di rallentamento! Questi ultimi non mi facevano paura, sulle mie spalle avevo il miglior scudo anti-magia che esistesse!Purtroppo il continuo risucchio degli incantesimi di rallentamento stava ridando forza all'uomo...Non sapevo cosa inventarmi...sicuramente l'ignoranza di quegli umani mi avrebbe scambiuato per uin drow...e per me sarebbe stata la fine!All'improvvisop un rumore familiare che mi fece crescere la speranza nel cuore: rumori dio galoppo! Mentre continuavo con la forza della disperazione a camminare mi concentrai visualizzando l'energia dell'animale: il cavallo di Ilfirin! Mi buttai nekl foklto della boscaglia per guadagnare tempo, posando l'uomo a terra e sussurrandogli in elfico (sperando che potesse capirlo almeno un po') di tranquillizzarsi; pèoi copminciai a sussurrare al vento il mio richiamo per quel cavallo...speravo che proprio che riuscisse a sentirlo e a seguirlo, dopotutto non avevo avuto ancora modo di conoscerlo bene.Dovevo salvarmi anche questa volta! DOVEVO tornare da Laestel e dai miei figli a tutti i costi!|
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| Ivan |
All'improvviso realizzai l'orrore che stava accadendo: IL GRIFONE AVEVA VIRATO PER TORNARE INDIETRO!!!Guardai Altair cercando di sfoggiare un sorriso decente...ma riuscìi solo ad imprecare tutti gli Dèi che conoscevo "Ehm..." gli dissi, "Altair, amico mio...a quanto pare il Grifone sta tornando indietro verso il casino piu' totale..."Di tutta risposta il barbaro si limitò a sgranare gli occhi e ad aprire la bocca fissandoimi come un pesce.
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| Voce Narrante |
i maghi che erano al mio seguito mi guardarono sbigottiti, sembrava che la loro magia non avesse nessun effetto anzi sembrava che gli venisse loro risucchiata visto che li vedevo molto affaticati per un incantesimo troppo semplice!!Ad un tratto il fuggitivo si fermò e posò per terra quello che probabilmente era svenuto; si girò di scatto ed emise un richiamo verso una zone del bosco.Capii all'istante:"Un cavallo!!Attenti, mirate al cavallo, vogliono tentare di fuggire con quel cavallo...uccidetelo!!".I miei arcieri si voltarono verso il cavallo e cominciarono a lanciargli delle frecce mentre io ed altri miei uomini correvamo a spade sguaintae verso i due fuggitivi.
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| Oberon |
CHE COSA!?!?!?!Come osavano mirare ad una creatura figlia della Grande Dea Madre!!! Sciocchi umani...durante tutte le Lune che io avevo vissuto dovevano ancora imparare che ogni Bestia e Pianta su questa terra é SACRA!!!Non avevo armi e l'uomo continuava ad assorbire magia.Disarmato e sena incantesimi...non vevo scelta...ora avevanop davvero esagerato!Grazie ai miei poteri innati si Shnti mi mimetizzai nel bosco conbfondendomi con le ombre della vegetazione, raggirari un gruppo di uomini e inferocito mi lanciai urlndo alle loro spalle per difendere il cavallo di Ilfirin.Sbucai fuori dal nulla dietro ad uno di loro e afferrandolo con entrambe le mani al collo lo alzai sollevandolo da terra per usarlo come scudo vivente.Questo era un altro dei motivi che mi avevano spinto in questi ultimi venti anni a rifiutare non solo l'intera cultura degli umani, ma persino la loro lingua: non potevi parlare con loro senz copmbattere...mai.Ma avrebbero visto la Furia della Natura...
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