Autore Storia
. NEVERENDING STORY 2

Voce Narrante L’alba era chiara sulle foglie dorate dell'eterea...quando una di esse improvvisamentecadde...planando morbida sul terreno umido del mattino.Vent’anni erano passati da quella che fu poi chiamata la Battaglia di Arborlon, si era svolta proprio dove adesso la foglia dell’eterea era caduta, una battaglia dove l’ultimo druida ribelle Mystick fu definitivamente sconfitto e nelle stelle furono impressi i nomi degli eroi che sacrificarono le loro vite ed il loro coraggio per liberare le quattro terre!Dopo questi eventi gli eroi che evitarono la morte deposero le loro armi e si dedicarono ad altro, chi aumentava i suoi poteri esercitandosi, chi scomparve senza lasciare nessuna notizia tranne che frammenti di voci portate dal vento e chi invece si era unito in matrimonio realizzando finalmente i propri sogni.La pace regnava nelle Terre ora libere, Arborlon era stata ricostruita e tutto regnava nella tranquillità più totale, sembrava che il passato fosse stato dimenticato, la epica battaglia contro il malvagio druida ed il suo esercito di morte, era diventata col passare del tempo solo l'ispirazione per le ballate e le favole per spaventare i bambini che non volevano andare a letto!! Molti governi si erano succeduti nei vari regni e col passare del tempo anche gli eroi furono dimenticati, anzi non venivano più visti di buon occhio, tutti i regnanti li consideravano un pericolo per i loro loschi affari e alleanze per spartirsi i regni perduti da Mystick e tutte le sue ricchezze.Fu persino vietato loro di intromettersi nella politica dei regni, potevano circolare liberamente nelle città solo senza armi e col divieto di usare le loro magie, tranne che nei loro regni d’origine naturalmente dove erano ancora considerati eroi.La spartizione dei regni perduti da Mystick fu solo una scusa per creare false alleanze, gli obbiettivi erano tutt’altro, alleanze segrete erano state stipulate, qualcosa fremeva di nascosto e a tutto ciò si unirono voci di eventi strani…. in una zona lontana e remota delle Terre, un nuovo enigma si aggirava in esse..... un uomo vagava solo e sembrava preda della più cieca disperazione assetato di magia……oscuri presagi giravano di villaggio in villaggio……c’era persino chi diceva che Mystick era tornato.Tutto ciò però non turbava un gruppo di viandanti che si erano dati appuntamento dopo tanti anni in una vecchia locanda di Culhaven nei pressi del fiume Argento….

Farangis Lentamente sul suo destriero nero, seguita dal vento e con al fianco il figlio, che la segue a cavallo, è avvolta in un nero manto che ne occulta le fatezze. Alla sella sono legati il suo arco con la faretra.Arrivata nelle vicinanze del fiume Argento, discosta di poco il capuccio dal viso e si rivolge la figlio "Attendi ancora un attimo e tra poco potrai riposare...." il tono di voce è calmo all'apparenza, poichè in sottofondo v'è un velo di preoccupazione. Il ragazzo annuisce silente e tiene lo sguardo fisso davanti a se.Le notizie che le sono giunte con il Vento non presaggivano nulla di buono e lungo la strada per arrivare alla locanda, aevano incontrato non poche dificoltà tutte dello stesso tipo: Guardie delle milizie dei regni.Spronò il cavallo con un piccolo colpo di redini e subito dietro di lei il figlio la seguì.Passò il fiume e arrivò nei pressi della città di Culhaven, ma alle porte di questa altre Guardie intimarono loro l'alt."Cosa ci fate qui e per quale motivo siete giunti?" Guardie"Mi sono spinta fino a Culhaven per interessi personali...." con tono indifferente"All'interno della città non si possono portare armi!" Guardia"Questo arco è l'unico modo per farmi riconoscere dal mio datore di lavoro. Se Voi me lo sequestrate, mi farete perdere una buona rendita....""E quello del ragazzo?" Guardia"Lui fa il mio stesso lavoro ed ora per cortesia fatemi andare. Non mi piace stare all'esterno dopo tramontato il sole....." "Un'ultima cosa Dama. Il Vostro nome!" Guardia"Ysabett..... come mai lo volete sapere?""Nulla. che Vi possa riguardare. Ora andate!"Dette queste parole, le Guardie li fanno passare e lei incita il cavallo a proseguire il cammino fino alla locanda.Poco dopo, giungono alla locanda e scendono entrambe da cavallo e li affidano a degli stallieri dando loro delle monete, poi entrano nella locanda. L'elfa scruta i presenti.... il suo sguardo del colore della notte cerca tra gli astanti dei volti conosciuti, poi silente si dirige verso un tavolo libero e vi si siede. Il figlio la segue e si siede al suo fianco.

Ilfirin Mi fermai nei pressi del fiume d’Argento e dopo essermi guardata intorno a lungo, scesi da cavallo e corsi verso l’acqua. Non avevo mai avuto tanta sete in vita mia, non vedevo acqua da quando mi trovavo sulla sponda del lago Arcobaleno; per sicurezza avevo voluto cavalcare lontano dalla riva, ma ora ne pagavo a pieno le conseguenze. Finito di bere riempì l’ultima borraccia e ripresi subito a cavalcare, perché volevo essere a Culhaven prima del tramonto e non intendevo passare un’altra notte in quella zona che non conoscevo. Fischiai tre volte di seguito e attesi; mentre cavalcavo mi rattristava il fatto che non ci fosse una fitta vegetazione attorno a me, ma poche piante e alberelli piuttosto comuni di tanto in tanto. Nell’aria si udì un richiamo ripetuto e come mia abitudine sporsi il braccio, di modo che il falco che stava planando leggero verso di me si posasse sul mio guantone:”Aiya Faroth! Trovato niente che ti aggradi oggi?”; il mio falcone mi restituì il mio stesso sguardo ironico e perplesso e fece schioccare il becco affettuosamente tra i miei capelli come faceva quando era affamato.“…siamo quasi arrivati a Culhaven, la vegetazione grazie al cielo si infittisce e penso che tra qualche ora saremo alle porte della città…lì potremo riposarci, finalmente.” .Lo baciai con delicatezza sulla piccola testa e lasciai che si librasse nuovamente in aria. Quasi verso sera infatti giungemmo ai cancelli della città e mi meravigliai nel trovarla più calda di quanto non pensassi; ero stanca e avevo anche paura di essere giunta laggiù senza un motivo effettivo, spinta ed incuriosita solo dalle voci e dalle dicerie rubate ai margini della foresta.Nonostante nessuno mi conoscesse laggiù, mi avvolsi nel mio lungo mantello nero coprendomi il viso e richiamai Faroth, che questa volta si posò sulla mia spalla.Fermai una donna sulla strada sporgendomi leggermente dal mio cavallo:”La prego Brennil, dove posso trovare una locanda quaggiù?”; la donna me ne indicò una e io cavalcai fino ad arrivare alla sua insegna.

Ipnos Eledil (Aasimar) Cavalcai lentamente da Est fino a Culheaven per molte leghe e molte ore, non ero più abituato a viaggiare da solo, solitario su quel cavallo che ora solevo chiamare Gwair.Il tempo era quello di alcune giornate tranquille che si mostravano sul mondo da qualche tempo ormai, quella strada l’avevo già percorsa, da un’altra visuale certo, volando, ma ricordavo il percorso e non era difficile in vero trovare al direzione per la città.Avevo lasciato il mio regno dopo quasi quindici anni che non lo lasciavo, l’ultima volta era stata quando mi mossi per parlare con lo sciamano, chissà come stava ora quell’elfo così strano.L’Ovest… quanto era che non lo visitavo… i ricordi del passato erano forti per quei luoghi per cui avevo sacrificato la mia missione, ma avevo ottenuto molto altro e non potevo che compiacermene.La magia, quanto desideravo farne uso per accelerare il mio viaggio e arrivare prima, ma non potevo mostrarmi a quelle serpi che avevano rifiutato la mia proposta, l’Ovest… che cosa assurda… regni in continuo mutare ideologico, regni che per i loro fini avrebbero mosso montagne e varcato i deserti. Ma non glielo avrei permesso, l’Est era mio, lo avevo preso, lo possedevo, era il mio regno… in quel momento dovevo ritrovare quelle persone che lo avevano permesso e che forse mi avevano già dimenticato. Il tempo passava lentamente e iniziavo ad annoiarmi, come potevano coloro che non usavano la magia a percorrere così lunghi tratti, era noioso, terribilmente monotono ma la città iniziava a mostrarsi all’orizzonte.Culheaven. Città e regno. Meta.Entrai nella città rimanendo ritto sul cavallo, le guardie mi fissarono per qualche istante ma non si permisero di farmi domande, sentivo le loro menti deboli sentivo che si potevano plasmare e loro sentivano che quel viaggiatore era qualcuno da non disturbare. Ma potevano parlare! Mi voltai lentamente e li salutai. “Salve Ser, benvenuto a Culheaven. Cosa vi porta nella Città?” Chiesero loro lentamente, prima guardandosi e poi rivolgendomi direttamente la parola. “Sono Ser Aasimar del regno di Reha, sono qui per questioni economiche -mentii spudoratamente- devo comprare alcuni oggetti dell’Ovest da rivendere nelle terre del mio Signore e Lord. Posso proseguire tranquillo?” chiesi. “Certo Ser, siamo felici… che un cittadino… dell’Est… venga nella nostra Città” Non gli piaceva il fatto che fossi dell’Est ma non avrei mai mentito sulle mie terre e loro non sembravano interessati a proseguire il dialogo con quell’uomo, erano guardie di poco valore, pagate malamente nella loro ignoranza per fare più da puntelli che da guardie e informatori, tipico… i regni del passato avevano perso il loro splendore e la loro nobiltà credevo, ne ero certo.Avanzai tranquillo per le vie fino a trovarmi di fronte quell’edificio che avevo già visto in alcune occasioni. La locanda. Entrai lentamente dopo aver lasciato il destriero fuori in una stalla. Nella locanda la gente era abbastanza tranquilla e trovato posto mi sedetti vicino al fuoco. Osservando i presenti.Presto sarebbero arrivati anche gli altri, ma una sola persona volevo veramente vedere. Una sola fanciulla. Non desideravo nient’altro. Nulla.

Sybil Vane Era stato lungo e faticoso il viaggio...eppure non un istante mi ero fermata,non un minuto le luccicanti ali si erano ripiegate sulla schiena pallida...i miei occhi di fata scrutavano avidi l'orizzonte attendendo di rivedere tutti loro,ma soprattutto coloro che possedevano il mio amore!"Chi va là?!Chi siete?!"una voce di uomo giunse flebile mentre,posando i piedi a terra,nascondevo accuratamente col mantello celeste la schiena..."Elelaith signore..."gli occhi scuri della guardia scrutarono attentamente il mio viso,i lineamenti tirando poi un leggero e mal celato sospiro di sollievo quando riconobbe in me tratti elfici.."Cosa..cosa vi porta qui Mylady?...di questi tempi vi è un gran via vai!"...cercando di simulare il sorriso più dolce che avessi,feci un lieve inchino,quindi:"La musica,Mylord...il mio nome è Luthien,sono una musicante...suono l'Arpa e mi hanno chiesto,alcuni nobili elfi,di allietarli per una festa privata!"dopo aver borbottato a lungo,le sopracciglia aggrottate si rilassarono,quindi,con un gesto elegante del braccio,mi fece passare oltre..."Dunque,buona fortuna giovane elfa!"Entrai in fretta a Culheaven,quindi decisa mi diressi verso la Locanda:appena entrata i fumi delle pipe,le figure colorate di uomini,nani e elfi,non celò ai miei occhi una figura,illuminata dalle fiamme accese del fuoco...mi avvicinai lentamente quindi scostai dal viso il cappuccio,chinandomi verso di lui...

Ipnos Eledil (Aasimar) Davanti a me, era dinuovo davanti a me. Non mi sbagliavo, sapevo ne ero certo... Anche mascherata avrei potuto riconoscere Sybil, anche se avese cambiato aspetto avrei potuto sentirla vicino..."Sy..." mi accorsi che stavo per pronunciare il suo nome "Milady..." Non sapevo cosa dire, non avevo idea di come avrebbe reagito alle mie parole. Mi alzai e facci gesto con la mano a Sybil di sedersi mentre aspettavamo.La guardavo negli occhi e affogavo nel suo sguardo, non potevo non ricordare quello che questa fata mi faceva provare, lo sentivo dentor di me, con forza pulsare nel cuore."Sono passati molti anni... Ho cercato di mettermi in contatto con te, ma mi era impossibile uscire ufficialmente dal mio regno... Ho raggiunto unicamente l'elfo che chiamavate Oberon, abbiamo parlato e trovato un interessante accordo... Ma oltre le Montagne non sono potuto spingermi... era impossibile, gli altri regni non riconoscono la Magicrazia di Reha e bramano quello che possiedo, chi più chi meno.. e con gli elfi non ho avuto più contatti da molto tempo... Come state voi? Cosa avete fatto?" Una breve pausa"Chiamatemi Aasimar" feci un occhiolino per farmi capire.

Sybil Vane Mi sedetti accanto a lui..."Io ho trascorso quesi anni nei boschi del Regno Fatato...ho pensato molto...davvero molto a te,agli altri....attorno a me fate dai dolci volti sereni ballavano,cantavano,festeggiavano...ma io sentivo la mancanza di qualcosa,qualcuno...il mio cuore..."la mia voce diventò quasi un sussurro mentre le pallide dita scivolavano verso quelle dell'Arcimago e i miei occhi fissavano seriamente il volto del giovane di fronte a me..Ipnos,del quale sapevo così poco,eppure dal quale era stato così triste separarmene...il cappuccio celeste scivolò delicatamente sulle mie spalle,scoprendo il capo..."Come sono trascorsi questi lunghi anni?...sembra passato un secolo da quel giorno..."la frase restò anch'ella in sospeso mentre uno sguardo d'intesa comparve sui nostri volti...

Ilfirin Dopo aver legato il mio cavallo entrai nella locanda. Era da tanto che non ne vedevo una e mi fece molta impressione…era calda e c’era una luce soffusa, ma non troppo bassa, che lasciava alcune zone in penombra. Avanzai lentamente verso un piccolo tavolo contro il muro, completamente avvolta nel mantello, e mi sedetti. Improvvisamente mi venne una fitta di paura allo stomaco…come faranno a riconoscermi anche se sono qui?…Io non conosco i loro volti e per l’esperienza che ho gli eroi e gli stregoni che vado cercando potrebbero benissimo essere l’oste e i suoi garzoni…Non potendo fare altrimenti rimasi seduta ad attendere a lungo un segno qualsiasi, giocherellando con il mio piccolo erbario da viaggio. Ero stata troppo tempo lontana dal mondo e chissà perché mi aspettavo che degli stregoni fossero delle creature ben visibili, maestose…e lo stesso discorso valeva per gli eroi dei quali si narrava…Guardandomi in giro vidi solo una donna con un ragazzo, un uomo che scambiava denaro con un altro a voce bassa e un gruppo di ragazzotti che si scambiavano battute sulla loro giornata a voce alta nel centro della stanza, attaccando a cantare una canzone ogni volta che il più piccolo di loro iniziava a parlare. Vi erano altre persone, ma non riuscivo a distinguerle a causa della penombra.Faroth iniziava a spazientirsi per l’attesa e io temevo che attirasse l’attenzione…se nessuno si fosse presentato me ne sarei tornata in fuga nella foresta, ma non fremevo certo dalla voglia di farlo.

Farangis Io e mio figlio ci sedemmo in silenzio ad un tavolo in fondo alla locanda, in penombra ma allo stesso modo visibile per chiunque entrasse dalla porta. Appena ci sedemmo chiamai l'oste e feci portare per entrambe dell'idromele.Poco dopo il nostro arrivo, entrarono di seguito un uomo e due fanciulle..... Che potessero esser loro??Erano passati tanti anni e molte cose erano cambiate..... ero cambiata io e potevano essere cambiati loro......L'uomo di prima si portò verso il caminetto e la prima fanciulla che entrò gli andò affianco ed iniziarono a parlare tra loro..... la seconda fanciulla sembrava intimidita, ma non capivo da cosa.....Lentamente volsi il capo nella direzione di quella spaesata creatura e le feci segno con la mano di raggiungermi al tavolo.... Speravo di poter conversare con qualcuno di nuovo e di poter avere delle buone nuove sulle Terre a cui ero stata lungo tempo lontana....

Altair Il viaggio era stato lungo, le mie terre lontane da Culheaven ormai erano un ricordo che riaffiorava di notte. Arrivato davanti al portone in groppa al cavallo “Daemonicus” le guardie gli intimano l’alt. “Straniero, cosa vi spinge in città?”Il suo aspetto lasciava facilmente intuire la sua provenienza e la spada a due mani che pendeva dal fianco del cavallo non dava certo sicurezza a delle guardie cittadine.“Io?” con voce grave “sono solo di passaggio. Sono in viaggio in cerca di un lavoro.” risposi senza neanche guardare in faccia la guardia. Praticamente senza aspettare il permesso della guardia spronai Daemonicus e mi infilai fra i due che si spostarono praticamente subito senza darmi ulteriori fastidi. Le guardie mi seguirono con gli occhi per poi dedicarsi ad un altro viandante che giunse dopo di me.Da giorni bevevo acqua calda dalla borraccia e mangiavo carne secca. Un buon pasto innaffiato da una giusta dose di birra era l’unica mia priorità al momento, quindi automaticamente la prima tappa nella città sarebbe stata una locanda. Lasciato il cavallo nelle stalle e staccata la spada la misi a tracolla, incrociata con l’ascia, entrambe coperte dallo scudo ed entrai cercando un posto.L’ambiente era come piaceva a me, poco illuminato ma caldo. Mi sedetti in un tavolo vicino alla porta ma nascosto da essa quando fosse aperta e ordinato un po’ di arrosto con del pane ed un boccale di birra mi misi a scrutare gli avventori. In particolare mi colpì un’elfa con un suo simile, apparentemente madre e figlio, non sapevo anche perché quella gente non dimostra mai l’età che hanno. Dopo un’attesa non troppo lunga arrivato il cibo cominciai a mangiare tranquillo attendendo che lavoro che cercavo arrivasse a trovarmi.

Ilfirin La paura di dover tornare a cavalcare nella foresta e la rabbia per il lunghissimo ed inutile viaggio stavano ormai prendendo il sopravvento . D’un tratto ritirai i mio erbario nella bisaccia e lasciai sul tavolo i denaro per pagare l’oste, pronta ad andarmene, ma alzando il viso vidi la donna che avevo intravisto in precedenza farmi cenno e invitarmi al suo tavolo. La osservai per un veloce attimo, per non sembrare scortese e poi mi avvicinai a lei. Non sapevo esattamente perché, ma non mi sentivo impaurita sotto il suo sguardo; aveva un aspetto molto rispettabile ed elegante, tipico degli elfi che visitavano casa di mia padre un tempo. Mi ricordavo pochissimo di quegli anni, ma nella mia memoria rimaneva tuttora un biondo elfo che, quando ero ancora bambina, mi aveva insegnato la sua lingua e tutto quello che sapevo sulle piante, le erbe e i fiori. Mentre gli altri elfi suoi compagni discutevano con mio padre, lui si sedeva vicino a me davanti al camino e mi illustrava le virtù della mandragora e del timo, scandendo i loro nomi con eleganza, nel suo linguaggio. Mi sedetti davanti a lei e le chiesi con cortesia perché mi avesse fatto avvicinare; mi accorsi solo più tardi che portavo ancora il mantello ed il cappuccio, dal quale uscivano solo alcune ciocche di capelli, e mi affrettai a toglierlo.

Farangis La giovane finalmente si avvicinò.....non la vedevo impaurita dalla mia presenza anzi, sembrava essere a suo agio con gli elfi....Si accomodò con me e mio figlio e si tolse il capuccio mostrando così il suo giovane volto.Mi presentai." 'Quel undome Milady.... il mio nome è Ysabett, mentre lui è mio figlio Regis. Sono un Mastro Cacciatore e sono qui per un incontro di lavoro...." il mio tno era pacato e gentile e Regis nel sentirsi presentare fece un piccolo inchino alla fanciulla."Il Vostro nome Milady? Sempre se non è scortese chiedervelo si intende...."Mi misi comoda nella postura e assunsi un comportamento più rilassato ed atesi risposta

Ipnos Eledil (Aasimar) "Milady, quei giorni sono passati ma sono vicini nella memoria di molti. Dobbiamo attendere gli altri e potremo parlarne con comodo." Guardavo Sybil con sguardo sorridente, raro sul volto di Ipnos, o come si definiva ora, Aasimar. "Quando tutto finì tornai dalla mia gente e riorganizzai le cose, ora le basi delle mie terre sono solide e sicure e nessuno può osare recarvi offesa. Milady... tornerete con me all'Est? Vorrei poter stare un po di tempo con voi... vorrei farvi vedere quello che ho ottenuto... anche grazie a te, la casa è ancora li... non l'ho mai fatta spostare..." Sorridevo alla mia fata e di che in che spostavo lo sguardo in giro, un elfa mi prese l'attenzione e feci cenno con il capo a Sybil perchè la notasse anche lei... Quella fisionomia era famigliare e gli spiriti suo e del ragazzo conosciuti... famigliari, mi ricordavano qualcuno. Farangis, poteva essere lei, o Laestel... "Milady, potrebbe essere?" Feci cenno di intendere per non dir oltre.

Farangis Mentre attendevo una risposta dalla fanciulla davanti a me, mi sentii osservata e con fare di pura curiosità cominciai a scrutare gli astanti uno ad uno, con naturale disinvoltura che poteva sembrare anche indifferenza. Posai lo sguardo su un umano che stava bevendo e mangiando in maniera alquanto singolare, poi lontano verso il caminetto notai che la coppia che avevo notato parlare tra di loro mi stava fissando.Riportai lentamente la mia attenzione sulla fanciulla. Mi aveva colpito più di tutti il suo sguardo..... uno sguardo che ha visto molte cose..... uno sguardo in un giovane viso.....Poi d'un tratto come un fulmine qualcosa tornò alla mia mente e di scatto mi voltai nuovamente verso la coppia e li osservai con attenzione.Un non so che dentro di me mi dicevano che loro erano parte della compagnia che cercavo.<<Preferisco attendere a muovermi...... non vorrei mai che fosse una trappola.... non voglio rischiare ora di perdere tutto per un atto impulsivo..... lascio a loro la prima mossa, ma già aver attirato così la mia attenzione è buon segno,ne sono sicura...>> pensavo tra me e me e mentre formulavo questo pensiero Regis seguì anch'egli la drezione del mio sguardo con assoluta indifferenza.

Sybil Vane Alla sussurrata domanda di Ipnos,mi voltai e notai l'elfa la quale ci osservava anch'ella mentre il volto di un ragazzo faceva capolino dallo stesso tavolo...ci misi qualche minuto ma alla fine riconobbi in lei Farangis,l'unica della compagnia con la quale non ero mai andata molto d'accordo,l'unica che,però,aveva saputo vigilare sullo spirito inquieto e ambiguo del mio Felagund..Fissai nuovamente il mio sguardo su Ipnos:"Mylord...forse è il caso di raggiungere quel tavolo e...insomma...accertarcene!"gli sorrisi quindi,avvicinandomi al suo orecchio tondo di umano,sussurrai:"...e...per quanto riguarda quella domanda:sarò più che contenta di raggiungerti all'Est,dopo aver sistemato alcune questioni...perchè anch'io ho bisogno di stare con te...!"quindi mi alzai,sistemai il cappuccio sul capo e strinsi la mano dell'Arcimago,dirigendomi con lui vicino alle due donne e al bimbo...Il gruppo si stava ricomponendo...presto li avrei rivisti tutti...presto anche lui,il drago rosso e il cavaliere...colui col quale avevo cominciato la lunga vicenda,sulle rive del Lago Arcobaleno..

Ivan Seduto al mio tavolo disinguevo appena i rumori attorno a me, il mio unico occhio buono, quello destro, faceva fatica a mettere a fuoco le figure...Ero nuovamente ubriaco.L'ultimo lavoretto era andato piuttosto bene e la mia fama di mercenario andava via via aumentando...Mi grattai la benda che copriva l'occhio sinistro, ovviamente non perché sotto c'ra un occhio che aveva prurito, ma per assicurarmi che la gemma che avevo nascosto nell'incavo oculare non si vedesse da sotto la fascia.Me ne stavo lì, cercando di riprendermi da una delle innumerevoli sbronze che quotidianamente mi prendevo, quando mi accorsi che ad un tavolo si stava radunando non poca gente...ero curioso....il mio fiuto mi diceva che erano stranieri in fuga da guai...Sarei stato a vedere cosa sarebbe successo.Intanto, nascosi sotto la mia maglia il medaglione della Tigre e il medaglio ne di Reah...due medaglioni che appartenevano al mio passato di venti anni prima, di quando ancora ero solo un bambino, solo un tredicenne...

Ilfirin Seduta al tavolo di fronte all’elfa e a quello che, data la somiglianza, credevo fosse suo figlio stavo bene. Avevo come l’impressione che il mio viaggio non fosse stato inutile e che avevo l’occasione di rimandare il ritorno.Ella mi chiese il mio nome con cortesia e io, osservando la sua nobile figura, le risposi :” Aiya Brethil Canel! Il mio nome è Ilfirin , e come vedete sono una semplice umana; sono…” .Smisi di parlare vedendo che a catturare l’attenzione dell’elfa erano ora due figure che prima non avevo notato, e che si stavano dirigendo verso il nostro tavolo. Non riconoscevo nel loro incedere, il tranquillo passo degli elfi, o almeno non lo riconobbi nella figura più alta delle due; aspettai davanti all’elfa che si presentassero, senza accorgermi di aver iniziato ad accarezzare Faroth in modo piuttosto nervoso.

Abrham Freddo...Ecco l'oscurità...il mio corpo è leggero, ma ho tanto freddo. Cosa è successo? Una belva... ricordo il suo odore, il rumore degli arbusti sradicati...Si sta avventando su di me!!!No... è buio.Ecco una luce...e questa cos'è?Acqua!!? NON RESPIRO.ARIA, ARIA!! Mi muovo frenetico, scorgo una luce tenue...Le mie braccia spuntano dalla superficie del Fiume Argento.Ora avverto anche la corrente che mi trascina, ma sono vicino alla riva. Nuoto, tocco il fondo, scivolo e mi risollevo...Sono arrivato alla riva e mi abbatto al suolo, bagnato fino al midollo, tremante per il freddo.Sopra di me solo le stelle.Che ci facevo in questo grande fiume?Quando ci sono finito...Forse...sono morto di nuovo,ma perchè qui?Perchè in un fiume...HO FAME, TANTA FAME!Spira una leggera brezza e da non so dove mi giunge un profumo invitante, lievemente speziato sembra, che solletica le mie narici e fa brontolare il mio stomaco.Lo conosco bene quell'odore...NO!Non voglio.Mi ributto nel fiume, mi metto a bere come un forsennato, ma più acqua mando giù e più la mia gola brucia.Esco e provo a mangiare l'erba e la terra...niente.Il profumo persiste invitante.La lotta è breve!Ormai so cosa vuol dire!E' come se non mangiassi da secoli. Lentamente i miei piedi si muovono. Ho freddo e sono bagnato... ma non ha importanza!Il tramonto deve essere passato da un'ora ormai.Chissà dove mi portano questa volta?

Regis Mia madre era straordinaria..... con una naturalezza indescrivibile riusciva a far conversazione con tutti....salutai educatamente la ragazza che avevo davanti..... molto belli i suoi occhi e molto bella pure lei..... poi quello sguardo che avevo visto poche volte in lei e ne seguii la direzione..... vidi una coppia che lentamente si avvicinava a noi..... emozioni contrastanti si aggiravano in quel mentre: agitazione, ansia, speranza, cibo..... da lontano potevo avvertire la fame di un essere che si stava avvicinando, ma la sua era una fame insolita e che non riuscivo ad indentificare..... poi la mia attenzione fu catturata da un ubricacone in fondo alla locanda e dalla strana benda che portava sull'occhio... con la cosa dell'occhio invece tenevo sotto controllo i due che si avvicinavano..... ero pronto.... ero all'erta e pronto a diffendere mia madre.... ma una voce dentro di me mi disse di attendere ed io mi calmai.....sarebbe giunto il tempo dell'azione, ma non era quello

As'ling Un sogno, forse un incubo... mi destò improvvisamente grondante sudore gelido... E per quella notte non potei più riprendere sonno. Altre notti insonni seguirono quella e il bosco degli elfi s'ammantò di un'aria oscura e opprimente...Una grande tristezza mi cinse il petto...Una fitta nebbia ammantava la notte di Culhaven, mentre una melodia antica cullava le menti dei bambini inducendoli in un sonno profondo e pieno di sogni incantati.Una figura femminile apparse all'orizzonte dalla porta est della città, si faceva sempre più vicina e distinta nella nebbia sottile. Le guardie non se ne curavano, mentre una canzone struggente incantava le loro menti: e fu così che la donna entrò nella città dei mille giardini, di notte, come una brezza leggera, indisturbata.Gli occhi occupati in uno sguardo penetrante, la fronte accigliata dalla preoccupazione, le sopraccilgia arcuate. Avvistai l'insegnga della locanda e riconobbi una sorta di energia...la stessa di tanti anni fa...Entrai, mi guardai intorno...alcuni di noi erano già arrivati, altri erano in arrivo...purtroppo qualcuno non sarebbe mai giunto. Una lacrima bagnò il pavimento sudicio e liso...

Farangis Quella coppia che si stava avvicinando..... non mi potevo sbagliare..... erano pur passati 20 anni ma loro erano lì e si stavano avvicinando...... lentamente mi alzai in piedi e feci calare il capuccio sulle spalle lasciando così che i miei lunghi e corvini capelli si liberassero lungo la schiena..... il mio cobalteo sguardo li fissava ad ogni passo man mano che si avvicinavano, ed il passato era come se tornasse..... un piccolo sorriso si fece largo appena riconobbi la figura di Sybil, nella fanciulla, ma poi una forza magica proveniente dall'entrata mi fece voltare..... chi mai poteva essere??

Altair Guardandomi intorno durante il pasto vidi che l'elfa che avevo notato prima si guardava intorno come cercasse qualcuno; quando incrociammo gli sguardi mi sembrò si soffermasse su di me ma forse era solo una mia impressione.La donna che si era unita al tavolo e con cui stava parlando era degna di attenzione e mi soffermai su di lei. "Notevole" pensai "molto carina..." tornando poi al mio pasto.Accortomi delle due figure che si avvicinavano a quella tavola cercai di osservarle di sottecchi per non farmi vedere troppo curioso. Da ome reagì l'elfa sembrava li conoscesse da tempo. La mia attenzione venne poi attirata dalla porta che si aprì di colpo e come quasi tutti diressi lo sguardo all'entrata curioso e quasi istintivamente. Una donna che viaggiava da sola si stagliò sull'uscio e continuavo a mangiare mentre cercavo di farmene un'idea dal suo aspetto come mio solito vezzo.

Ivan Ok....La sbronza era sotto controllo....gli stranieri avevano attirato così tanto la mia concentrazione che l'effeto della birra era svanito...Sembravano cercarsi l'uno con l'altro, sebbene davano l'impressione che alcuni proprio non si fossero mai visti prima.Continuavo a osservare senza dare troppo nell'occhio...sorseggiavo lentamente.

Laestel Il viaggio, seppur trasportata da Oberon in forma di cervo, con la sua magia, era stato molto stancante per me, non ero più abituata a vivere viaggiando...erano passati 20 anni, e io ormai mi ero abituata alla mia vita di sacerdotessa druida, e di mamma...così in ogni istante il mio pensiero andava ai nostri figli, rimasti lontani. Avevamo deciso che erano troppo giovani per la guerra. Ma forse eravamo noi troppo protettivi, perchè alla loro età entrambi avevamo già conosciuto il dolore e la guerra...la battaglia,la morte, la separazione. Ma ecco Culhaeven..quanti ricordi, Oberon tornò alla sua forma naturale..ma era meglio che entrassimo separati a Culhaeven, lui poteva benissimo usare la sua immensa magia, io ero solo una sacerdotessa di Mainor...nelle sue vesti da viaggio blu, le guardie mi fermarono, alla loro richiesta di dire chi ero, risposi: "sono una viandante, vendo solo i miei bracciali e i miei ninnoli..."mostrai loro alcune cose luccicanti..tanto bastò, perchè ne volessero una per se,glieli diedi senza parlare, era roba di nessun valore, solo per ingannare i loro occhi avidi..entrai nella locanda ed eccola, morbida e luminosa la mia amica d'infanzia...

Ilfirin Non capivo esattamente cosa stava accadendo…ero ancora seduta davanti a quell’elfa che diceva di chiamarsi Ysabett, quando questa si alzò di fronte ai due stranieri che ci stavano raggiungendo. Nel frattempo parecchi personaggi singolari stavano varcando la soglia della locanda…forse troppi, tanto che l’oste aveva iniziato a seguirci tutti con maggiore attenzione. Guardai per un veloce attimo Regis, il figlio dell’elfa, sperando di vedere sul suo volto un po’ di preoccupazione; sarebbe stata infatti un indizio determinante…non ero ancora certa che loro fossero le persone che stavo cercando, ma vederli attenti a non farsi riconoscere mi avrebbe rassicurato. Nessuno parlava, sembrava che i secondi passassero inesorabili mentre le due figure si avvicinavano al nostro tavolo da destra, a sinistra si trovava un uomo con una benda che fissava la scena con ostinazione mentre dalla porta continuavano ad entrare persone che catturavano spesso l’attenzione di Regis e di sua madre. Sembrava di essere al centro di una croce di sguardi, e questo non mi piaceva…Non riuscendo più a trattenere il dubbio mi sporsi leggermente sul tavolo e a voce bassa chiesi all’elfo :”Ditemi, siete voi coloro che sto cercando?”.Subito dopo aver formulato la domanda mi resi conto che forse non era la frase più opportuna,ma sperai che ne cogliesse l’ambiguità.Tuttavia mi ero pentita di aver parlato in modo così avventato, e attesi la risposta a testa bassa.

Regis La giovane fanciulla sembrava perplessa nel vedere tutta quella gente radunarsi. A me sinceramente quell'assembramento di folla in un luogo così chiuso iniziava a darmi fastidio, mi sentivo soffocare.Poi la fanciulla che si era presentata con il nome di Ilfirin, si porse sul tavolo avvicinandosi a me e porgendomi quella strana domanda "Ditemi siete Voi coloro che sto cercando??" un piccolo sorriso si allargò sulle mie labbra.La domanda era semplice, ambigua ma al tempo stesso efficace. "Dipende Madamigella da cosa intendete.... a questo mondo tutti cercano tutto o niente... se è la Compagnia che cercate è meglio attendere i tempi maturi..." sussurrai dal mio lato del tavolo.Non potevo dire altro se non quello, ma vedendo che il suo sguardo attento osservava con attenzione tutto e tutti capii che l'intelligenza era il suo putno di forza. Una scintilla di curiosità verso quella fanciulla iniziò a ardere in me come non mai era successo in questi ultimi 20 anni."Piacere di conoscerVi MiLady, il mio nome è Regis..... non fateVi ingannare dal mio giovane aspetto..... non sempre quello che è è quello che sembra vero??"Gli sorrisi dolcemente, mentre una eco nella mia mente mi diceva di stare in guardia di tenermi alla larga dalla folla di allontanarmi da quel gruppo di persone che si stava radunando...... Un dolore lancinante mi prese la testa e mi scostai dal tavolo mettendomi le mani sugli occhi. La sedia scricchiolò in malo modo quando mi spostai. Tutta quella confusione per era troppa non la sopportavo più. Riuscii a sentire solo il tocco leggero di una mano sulla mia spalla, null'altro in mezzo a quella confusione che mi stava attanagliando il cervello....

Ivan Nell'atmosfera accogliente della locanda, in mezzo al chiasso degli avventori nessuno probabilmente se ne accorse...tranne me, che ormai mi ero isolato dall'ambiente isolato per seguire la scena di quegli stranieri...Fatto stà che quello che sembrava il più giovane sembrò avere come un malore...La cosa si faceva sempre più interessante...Ordinai il mio 25esimo boccale di birra e sempre più incuriosito continuai a studiare i nuovi arrivati...che sembravano aumentare sempre di più.

Ilfirin Alle parole dell’elfo Regis, mi sentii più leggera e tranquilla, sicura di aver trovato la compagnia che cercavo; fu solo quando mi disse che le cose non sempre sono quelle che sembrano che ebbi paura che si riferisse a qualcosa in particolare . Ero serena per il resto anche di fronte all’eccessiva confusione che si stava creando perché, se in fondo si trattava di quegli eroi, elfi e stregoni che erano sopravvissuti a terribili e pericolose avventure, non si sarebbero certo fatti smascherare in una locanda di paese. L’elfo Regis, al contrario, sembrava aver assorbito anche la mia precedente preoccupazione…non riusciva a respirare correttamente, si era alzato dalla sedia con le mani sugli occhi e faticava a rimanere in piedi.Questa reazione mi prese alla sprovvista; guardai l’elfa Ysabett sperando che si accorgesse del malore del figlio e facesse qualcosa. L’uomo con la benda seduto al tavolo continuava a scrutarci e per un attimo risposi al suo sguardo. Insomma, se erano davvero loro, cosa aspettavano a riunirsi?

Laestel Da sotto il cappuccio di viandante scorsi molti volti noti..e altri che lo sarebbero certo divenuti, ero diventata molto più brava nell'arte della predizione...ma la mia attenzione venne attirata da un personaggio che pareva non stare bene, era sofferente, la mia natura di curatrice ebbe come sempre la meglio..mi avvinai flessuosa al tavolo e poggiai morbida una mano bianca sulla spalla, quel tocco sarebbe bastata a quietare il dolore, qualunque esso fosse, ora chissà lo sguardo di chi avrei incrociato prima...o la reazione dello straniero,ma straniero davvero era?

Farangis Vidi Regis mettersi le mani sugli occhi mentre si scostava dal tavolo spingendo indetro la sedia. Potevo capire il suo stato in quel luogo, anche per me era insopportabile stare lì al chiuso e circondata da tanta gente ma riuscivo a mascherarlo mentre lui ancora no e ne soffriva. Mi avvicinai a lui contemporaneamente ad un'altra figura in cui riconobbi il dolce volto della Saccerdotessa di Mainor. Le sorrisi dolcemente e sapevo che con la sua arte curativa sarebbe riuscita a far star meglio Regis. Io mi abbassai e presi le mani di Regis tra le mie e gli sussurrai poche parole per calmarlo. Era palido ma era comprensibile..... Mentre cercavo di tranquillizzare il mio ragazzo, lasciai a chi di dovere di fare e mettere in pratica la sua arte curativa.

Sybil Vane Ero rimasta in piedi,immobile,accanto ad Ipnos...i miei occhi ondeggiavano dal volto di Farangis a quello dell'elfo accanto a lei,alla ragazza seduta al tavolo...nuove ombre silenziosamente si aggiunsero alle nostre:la prima,inconfondibile,riuscci a riconoscerla...era Laestel,la mia più grande e sincera amica...l'altra mi apparve come nuova,sconosciuta...un'ondata di mistero l'accompagno nella Locanda!"Luthien,giusto?!Mylady allietateci con la vostra musica...animate questa vecchia Locanda!"la voce di un uomo,una voce conosciuta,giunse alle mie orecchie:era una delle Guardie!Mi voltai lentamente,presa alla sprovvista...ma bastò qualche secondo e la maschera calò inesorabile sul mio volto acceso:"Certo...certo mylord!son qui per questo!"allontanandomi dalla tavolata,presi tra le braccia l'Arpa e mi posizionai in un angolo della stanza,vicino al tavolo di un uomo bendato,dove la luce sembravaessere inghiottita dall'ombra!Le dita sottili,così,cominciarono ad accarezzare le corde argentate,diffondendo tra i fumi le note di un'allegra ballata elfica...e la mia voce le raggiunse subito dopo.Intanto attorno a quel tavolo "viandanti"continuavano a radunarsi sempre più stretti...mi voltai quindi verso il bancone e continuai a cantare..

Ivan Ahahahahaha!Me la risi tra me e me....Ero stato notato.Semplicemente alzai il boccale in segno di saluto a chi si era accorto del mio sguardo indagatore, tanto per non dare ulteriormente nell'occhio e con un sorriso tutto sarcastico sulle labbra aspettai di vedere la reazione della giovane.

Ipno Eledil (Aasimar) Me ne stavo li ad osservare gli altri avvolto nelle mie lunghe vesti color rubino e smeraldo celate dal mantello nero che mi copriva. Tenevo il cappuccio alzato sul capo e spostavo lo sguardo tra i presenti, quando Sybil fu chiamata da quella guardia ero pronto ad alzare le mani ma mi trattenni alla richiesta di questi. Alcuni dei presenti attiravano la mia curiosità, che l'elfa fosse Farangis non c'erano dubbi, era riconoscibile, ogni essere ha uno spirito magico all'interno e Farangis non poteva celarlo certamente a me dopoc eh era stata così vicina a Mystick in passato. Nonostante tutto non mi presentai a lei e feci altrettanto con il ragazzo che era con lei e gli altri presenti. L'unico mio interesse era che ci potessimo riunire e mettere fien a questa buffonata del travestirci pe rincontrarci e tutto per cosa? Per dei regnanti ridicoli che ci temevano come nemici ma ci bramavano come alleati. Un gesto e avrei mosso le mie armate verso l'Ovest e a trattenermi erano gli accordi che avevo preso con lo Sciamano perchè non toccassi mai i regni dell'ovest sotto la giurisdizione degli elfi. A ripensarci non so se l'aiutare quello sciamano mi aveva portato dei vantaggi reali ma certo mi era tornato utile nell'allargamento del mio regno. Stavo pensando a tutto questo quando spostai la mia attenzione verso quell'uomo che se ne stava in disparte a bere birra come un esagerato, presto sarebbe crollato, i calici allineati erano eccessivi anche per un nano, disgustato spostai lo sguardo da lui e mi ifilai le mani nelle maniche della veste e rimasi impassibile ad osservare gli altri ed ascoltare Sybil.

Abrham Mi mossi veloce, innaturalmente veloce mi parve, senza sapere se ero preda o cacciatore. Non so quanto tempo passò, ma nell'oscurità di una notte ormai giunta arrivai in vista di una città. Il vento portava con sè profumi di fiori e d'erba fresca. Ma sopra questi sentivo ben altro. Ad un certo punto il sentore che circolava nell'aria ebbe anche un picco.Alle porte, due guardie mi bloccarono chiedendomi chi ero. Qualunque cosa avessi detto loro, nulla sarebbe apparso più esplicito del mio aspetto. Bagnato, con la barba lunga e umida ancora, gli occhi stralunati e le guance incavate. Mi sentivo deperire di attimo in attimo. Riuscii a dire solo: "ho fame!" E lo ripetei non so quante volte. Le guardie non erano certe di voler far passare un mendicante tanto cencioso. Mi trattennero, ma con un energia che il mio aspetto non tradiva ne spinsi via una e feci cadere a terra l'altra.Mi inoltrai veloce per le vie della cittadina, inseguito per breve tratto: in fondo ero solo un poveraccio, che forse sarebbe morto entro l'indomani. Mi nascosi in una via buia, entrai in un campo dismesso e da qui in una specie di fucina fuori uso. Mi sedetti, raccolsi le ginocchia e ascoltai il mio stomaco che mordeva:"Ho fame!"...mi rialzai.

Ivan La reazione tardava ad arrivare così mi alzai...la birra ormai cominciava a non avere più sapore...tanto valeva buttarsi sull'idromele.Di soldi ne avevo e andavano spesi: bisognava festeggiare il mio ultimo lavoretto, quindi, se proprio non riuscivo a gustarmi le faccende altrui, tanto valeva continuare a bere....la prossima crisi sarebbe arrivata tra una settimana circa se avevo fatto bene i calcoli, quindi mi aspettava un breve periodo felice.Mi alzai senza problema, ormai reggevo l'alcol senza problemi e mi diressi al bancone, dove ordinai all'oste dell'idromele.Il vecchio Jeremy mi conosceva e sapeva che bere per me non era un problema, così mi offrì il primo giro, come consuetudine.Rilassato, cominciai a chiaccherare con lui.

Sybil Vane Al centro della Locanda,alcuni uomini e donne si erano messi a danzare al ritmo della mia musica...ma sul tavolo vicino al camino,quel tavolo,aleggiava tensione,insicurezza e timore..l'Arcimago spostava distrattamente il suo sguardo da un volto all'altro mentre la sua mente era diretta altrove,lo sentivo.Ricordi passati,previsioni future..eppure in tutto questo sapevo che mi stava ascoltando.I miei occhi poi tornarono al bancone...un uomo era giunto,quello che poco tempo prima sedeva bevendo birra..ora conversava amichevolmente con l'oste;lo osservai attentamente...scossi il capo lentamente poichè mi resi conto che il nostro tavolo dava davvero troppo nell'occhio!Lo stupore di chi non si vedeva da anni,la curiosità di conoscersi,squarci di quel passato che riaffioravano nei loro volti apparivano chiari ai viandanti del luogo...Il ritmo della musica cambiò e la mia voce intonò l'antica ballata del Re Lear e dei figli tramutati in cigni..la guardia batteva le mani soddisfatta,l'uomo al bancone seguitava a bere e chiacchierare,il forestiero bendato sorrideva lievemente..

Ilfirin La situazione si stava complicando…distolsi lo sguardo dall’uomo con la benda, perché non potevo essere sicura che facesse parte della compagnia e mi alzai in piedi. Mentre lentamente mi dirigevo verso l’oste, vidi che questo stava conversando con un altro uomo; ormai potevamo ( o potevano, chissà,…?) dire addio alla discrezione, quindi tanto valeva agire con disinvoltura.“Mi perdoni, la prego -gli chiesi-, volevo sapere se in questa locanda c’è una stanza dove io e qualche mio compagno possiamo discorrere con tranquillità.” Davo per scontato che in una locanda ci fossero più di una stanza mediamente grandi, e lui me ne indicò una con noncuranza, per tornare a discorrere con l’uomo che gli stava innanzi.Tornai verso il tavolo.Cercai l’elfa Ysabett (avevo ormai deciso che avrei fatto riferimento a lei per qualche tempo…) e le parlai; “Non conosco nulla di voi, ne le vostre usanze o abitudini, e probabilmente non avrei dovuto prendere l’iniziativa in questo modo, ma è passato già parecchio tempo…; ho domandato all’oste e mi ha detto che c’è un’altra stanza che possiamo occupare qui accanto…”Mi interruppi di colpo. L’elfa non sapeva che io ero in cerca della compagnia, dato che l’avevo lasciato a intendere solo al figlio…così attesi la sua risposta e la sua reazione.

Farangis Ilfirin si avvicinò a me dicendomi che aveva appena chiesto all'oste una stanza dove poterci riunire tutti..... L'idea mi pareva buona, viste oltrettutto le condizioni di Regis. Io potevo accettare di seguirla ma gli altri??Lentamente mi voltai verso la saccerdotessa di Mainor per vedere se stava operando qualche cura sul mio ragazzo, prima di muoverlo.Riportai poi la mia attenzione a Ilfirin e le sussurrai: "Vi ringrazio molto per il pensiero.... accetto la Vostra proposta ma attendo che Regis si riprenda un poco....." Poi il mio sguardo tornò interrogativo su Laestel ed attesi una sua mossa... Immersa in quel groviglio di pensieri, in lontananza mi giungeva la musica di Sybil..... sentivo dentro di me che ci stavamo riunendo..... ancora poco e saremo stati tutti di nuovo assieme come un tempo.....

Ivan Mentre parlavo con l'oste si avvicinò quella che sembrava una giovane umana...ero stanco e quindi non feci molta attenzione al suo aspetto fisico....ma ascoltai bene ciò che diceva: Aveva bisogno di una stanza tranquilla...o meglio: avevano bisogno di una stanza tranquilla...La situazione si faceva interessante...sapevo che farsi gli affari degli altri era spesso pericoloso, ma un gruppo così interessante di stranieri mi attirava esageratamente...Mi assicurai che il Medaglione di Reah e quello della Tigre fossero ben nascosti sotto la mia maglia, quindi pagai al vecchio Jeremy il dovuto di tutto il mio gran bere e mi avviai verso la mia stanza.......fatalità: si trovava proprio accanto all'unica stanza libera rimasta...gli stranieri sarebbero dovuti andare là.

Oberon Laestel era entrata.Io rimanevo nel folto del bosco, nascosto dalla notte...che fare? Dovevo entrare anche io? Sia io che la Adorata avevamo subito risposto alla chiamata, ma adesso il mio pensiero andava ai nostri figli...nelle Lande Desolate, la nostra terra...Non dovevo avere paura: erano in buone mani, nulla avrebbe potuto nuocere loro. Io avevo messo tutto me stesso nella magia protettiva che li guidava: se qualcosa fosse successo loro, sia io che Laestel saremmo subito tornati a casa.La pioggia cadeva sottile, fitta e tagliente, come se un'infinità di aghi sottilissimi e argentati fosse stata scagliata dagli Dèi sulle quattro terre.20 anni...per noi Shanti erano ben poco...ma per gli umani....Avevo dimenticato il comune, per mia scelta ero tornato a parlare solo il linguaggio Shanti, il linguaggio Arcano. Sapevo benissimo che a Laestel non piaceva il fatto che girassi praticamente vestito solo con il mio gonnello di pelle, ma sapeva che faceva parte del patrimonio lasciatomi dagli antenati e sopportava...La amavo tantissimo e il pensiero che lei si trovasse in quella locanda senza me mi spinse a trovare un modo per entrare...Ma come?Con me c'era Caliostro, il worg. (lupo grigio molto grosso e inteligente), inoltre figuriamoci se in queste terre conoscevano gli hanti, quindi sicuramente mi avrebbero scambiato per un Drow...o ancora peggio, per via degli occhi a speccio, per un Diavolo.Ordinai a Caliostro di trovarsi un rifugio per la notte non troppo lonatno, indi cominciai a respirara profondamente.La trasformazione aveva inizio.Sicuramente nessuno avrebbe notato un piccolo topo entrare e sicuramente i gatti, percependo la mia aura di Sciamano, non mi avrebbero mai attaccato.Solo....avrei dovuto trovare al più presto un vestito con cui coprire le mie fattezze di Shanti.

Laestel il tocco fu morbido e il calore avvolse il giovane, poi giunse una figura familiare, strinse le sue mani e mi guardò con rispetto qualcuno mi aveva riconsciuta come guaritrice, molti avevano ancora fede...questo ci avrebbe salvati,ma lei mi riconobbe certo anche come amica, avrei voluto abbracciarla... Pochi minuti dopo giunse da noi un'altra figura a me sconsociuta, che ci domandò di cambiare stanza, non ne fui sorpresa accolsi con lieve si del capo, ancora nascosto dal cappuccio blu lo sguardo di Farangis...i miei pensieri pero' andarono al mio Cuore, Lui che avrebbe fatto? sorrisi tra di me, nel vederlo entrare col gonnellino, è vero certe cose non le approvavo,ma le amavo comunque, perchè amarlo come era con le sue scelte,le sue passioni...era la nostra strada comune, il resto era superato da due anime che camminano al buoi facendosi luce, sentii che avrebbe trovato il modo di venire accanto a me, non avevo dubbi, ma non volevo usare la telepatia in quel momento.

Altair Ora la gente attorno a quel tavolo diventata molta, sembravano conoscersi da molto, essersi dati appuntamento. Anche se facevano di tutto per sembrare lì per caso qualcosa faceva capire un profondo legame. L'improvviso malessere del ragazzo subito soccorso da una delle figure lì presenti senza che l'elfa che l'accompagnava si inquietasse tradiva la presenza di una consolidata fiducia fra loro. La cosa era interessante, perché fingersi stranieri fra loro? Perché tanta prudenza? Qualcosa sotto c'era e probabilmente poteva essere qualcosa di lucroso per il sottoscritto. Mi ripromisi che avrei tenuto d'occhio quel gruppetto, tanta prudenza si associa ad altrettanto rischio e se c'è del rischio allora può esserci anche un buon lavoro. Per il momento sprecare il pasto e la birra mi sembrava un vero peccato, inoltre anche se ora dovevano ritirarsi in una stanza ne sarebbero anche dovuti uscire. Quindi ordinai un'altra birra e pazientai.

Regis Non sopportavo più quella situazione: ansia, dolore ed ora anche tutti che guardavano me. Un leggero calore proveniente da una fonte a me sconosciuta riuscì a calmarmi un poco, ma non bastava. Anche le parole calmanti di mia madre mi parvero lontane, inacessibili. Feci dei profondi respiri per calmarmi, ma era del tutto inutile: una strana agitazione cresceva in me e non sapevo come fermarla...Anche la musica, che sapevo che era di una bellezza straordinaria sembrava essere una spada arroventata nel mio cervello....Cercai di alzarmi in piedi...... non ne potevo più..... mi mancava l'aria....."Basta Vi prego...... basta....." supplicai con un filo di voce mentre cercavo di raggiungere la porta ma dovetti inciampare nei piedi di qualcuno perchè la mia faccia incontrò il pavimento e poi il buio calò davanti ai miei occhi.

Ilfirin L’elfo Regis era svenuto e caduto a terra con un tonfo sordo; Sua madre mi aveva detto di aspettare che si riprendesse, ma dato che ciò non avveniva, mi avvicinai a lui e provai a sollevarlo. Pensavo che fosse un’azione inutile ed assurda tentare di sollevare un giovane di vent’anni , ma mi ero dimenticata che Regis era un elfo, ed era piuttosto leggero.Lo portai nella stanza che l’oste mi aveva mostrato poco prima e dopo aver spostato una sedia accanto al tavolo del centro della stanza, lo feci sedere. La donna che poco prima lo aveva fatto rinvenire doveva essere una guaritrice, ma la tensione e la preoccupazione dell’elfo in quella stanza doveva essere davvero troppa…pensai che in un luogo più tranquillo la guaritrice avrebbe potuto usare la sua arte al meglio. Non provai a curarlo in nessun modo temendo di peggiorare la sua situazione e tornai nel salone principale.Non tutto però andava per il verso sbagliato, però; infatti si stava facendo tardi e la locanda si era riempita di gente abbastanza chiassosa e allegra, che ballava a tempo con la bella musica della ragazza fermata dalla guardia. Era probabile che la gente non si fosse accorta dello svenimento dell’ elfo o che quantomeno non ci avesse fatto troppo caso…avevo visualizzato solo due o al massimo tre componenti certi della compagnia e iniziavo a pensare che il loro modo di agire ( o non agire ) fosse dovuto all’emozione di un incontro. Chissà per quale motivo mi aspettavo di trovarli tutti seduti ad un tavolo, come soci e compagni, un gruppo unito e compatto che non aveva mai visto separazioni…Io avevo fretta, è vero, e timore delle tenebre che da più di due anni ospitavano la mia fuga, ma decisi di sedermi e lasciare che agissero come meglio credevano, con i tempi che ritenevano giusti. Dissi all’elfa Ysabett che avevo portato il figlio in un posto più tranquillo e andai a sedermi ad un tavolo ad attendere un loro segnale, mentre la stanchezza del viaggio iniziava a farsi seriamente sentire.

Farangis Regis era crollato ed io non ho avuto la possibilità di poterlo aiutare.... ero una madre degenere, pensai con un mezzo sorriso.... poi vidi la giovane Ilfirin che lo stava portando nella stanza che mi aveva detto di aver preso... attesi... poco dopo torno nella taverna dicendomi che aveva adagiato il mio ragazzo a letto ed io la ringraziai con un piccolo inchino..... Mi allontanai dal tavolo a cui si erano radunate tutte quelle presenze che nel mio passato di 20 anni prima erano stati il mio passato e la mia storia e mi congedai da loro con un piccolo inchino. Passai accanto a Laestel e senza proferir verbo le sfiorai solo il polso come se fosse un segnale a seguirmi nella stanza in cui Regis riposava. Non l'attesi nè di persona nè verbalmente e con passo veloce andai da mio figlio.Lo trovai disteso a letto.... il volto contratto dal dolore e con un livido che si stava formando su un lato della fronte.... il viso imperlato di sudore ed il respiro pesante... Mi tolsi il mantello ed avvolsi il corpo di Regis con quello come se fosse una coperta poi andai dall'oste e gli chiesi se mi poteva dare una brocca d'acqua con un catino e delle pezze pulite.... Almeno solo questo potevo fare per mio figlio, fin tanto che Laestel non ci avesse raggiunti nella stanza.

Oberon Come previsto....nessuno notò un piccolo topo entrare nella locanda...Non mi fu difficile individuare Laestel.Stava salendo le scale assieme a Farangis, un giovane che somigliava molto alla nostra amica e una ragazza che non avevo mai visto prima...Non potevo lasciarla sola!Tenendomi nell'ombra ed evitando di farmi vedere da chiunque, portai il mio piccolo corpo di topo vicino alle scale: sapevo che i topi di campagna avevano l'abitudine di creare dei passaggi attraverso il legno in modo da raggiungere opgni singolo pertugio del loro territorio.Trovai uno di questi cunicoli e lo imboccai, sarei presto giunto anche io nella stanza dove si stavano dirigendo.

Ipnos Eledil (Aasimar) Alcuni avevano iniziato a salire dopo che il giovane era svenuto così feci cenno a Sybil che sarei saluito anche io e le porsi la mano affinchè terminasse di suonare e mi seguisse se lo desiderava, poi un vento caldo mi passò sopra la pelle e sentivo che qualcuno stava facendo uso di magia, spostai lo sguardo intorno a me e un piccolo topolino colse la mia attenzione mentre fuggiva via, sorrisi appena potendo supporre qualcosa ma non badai oltre al topo. A passo lento mi avvicinai a Sybil per prenderla delicatamente la mano e accompagnarla qualora avesse voluto seguirmi come da invito. Pareva che nessuno mi avesse riconosciuto tra i presenti e ne ero contento a dire il vero, perchè mi avesseroc onvocato non ne avevo idea, non ero mai stato interessato al gruppo e lo avevo usato più volte per i miei scopi, prima ingannando Mystick e unendomi a loro per la prima parte del viaggioe poi approfittando di loro per estirpare l'ostacolo che mi si opponeva davanti... Mystick non era più un problema, era passato ora avevo consolidato l'est e avevo potutto prendere possesso dei territori che circondavano Reha eccezzioan fatta per il Nord a cui avevo garantito autonomia perchè terre di Draco Ventis, unico della compagnia che forse potevo comprendere, escludendo Sybil chiaramente. Attesi Sybil.

Sybil Vane Avvertii agitazione alle mie spalle quindi mi voltai e notai Ipnos accanto a me,che mi porgeva la mano...spostai timorosa il mio sguardo verso la guardia che ascoltava soddisfatto la mia musica quindi,volontariamente,feci pressione con l'unghia su una corda la quale,dopo aver vibrato molto forte,si spezzò saltando nel centro della Locanda.."Oh...dame e cavalieri!Mi dispiace ma non posso continuare oltre a suonare!Perdonatemi!.."falsamente rammaricata,sistemai l'Arpa nella borsa e,sorridendo ai presenti,li salutai con un lieve inchino...quindi presi la mano dell'Arcimago e,lentamente,mi diressi con lui verso le scale.."era l'unico modo per uscirne..."sussurrai al giovane quindi gli sorrisi e gli diedi un piccolo bacio sulla guancia..."andiamo!"

Altair Il giovane elfo che dimostrava evidenti segni di malessere barcollando era finito per inciamparmi sui piedi anche forse per colpa mia vista la mia abitudine di stare con le gambe tese fuori dal taovolo. La donna che prima era con lui e l'elfa che lo accompagnava lo alzò e lo portò in una stanza seguita dall'elfa.La suonatrice continuava a riempire l'aere con una bella musica ma non proprio di mio gradimento, fu quasi un sollievo sentire quella corda cedere.Quando altre figure seguirono il terzetto di sopra capii che stavano proprio nascondendo qualcosa, fortunatamente per loro gli altri avventori erano troppo impegnati a gozzovigliare per accorgersene. <<La curiosità porta guai>> diceva sempre il mio maestro d'armi, ma quello era l'unico consiglio assieme a quello di evitare le zuffe che non avevo mai fatto mio, o forse non lo volevo fare mio. Attesi un paio di minuti poi salii anch'io di sopra. Il corridoio era vuoto, solo i topi mi facevano compagnia, i rumori della locanda erano ancora udibili ma ora cercavo di concentrarmi sul corridoio, volevo sentire dove fossero, carpire le loro voci per avvicinarmi il più possibile alla stanza. Ero sempre più convinto che gran segreto porta con sé gran interesse. Tesi le orecchie e ascoltai il silenzio.

Farangis Ritornai nella stanza con la pezza e l'acqua e potei vedere che oltre a me e a Ilfirin erano giunte altre persone. Entrai chiedendo permesso e posai il tutto sul tavolino vicino al letto..... bagnai la pezza e la misi sulla fronte di Regis.Ora non restava che attendere che si riprendesse.Lentamente mi voltai e scrutai i volti dei presenti.... Ora non restava altro che uno di noi parlasse ...... chi sarebbe stato il primo a rompere l'incanto?

Ivan Come previsto entrarono nella stanza accanto alla mia...Ah! Mi sembrò di essere tornato ragazzino, quando per sopravvivere mi allenavo ad ascoltare i rumori attraverso i muri...Beh, mi sedetti vicino al muro in una posizione abbastanza comoda e con sommo piacere cominciai ad ascoltare ciò che si diceva dall'altra parte del muro.Da ragazzetto avevo studiato qualche rudimento di magia, prima di scappare da Reah per intraprendere la via dell'acciaio e delle mani, avrei utilizzato quelle poche conoscenze rimastemi in testa per aver una migliore percezione...Il bello stava per iniziare.

Regis Mi sentivo male, maledettamente male...... mi sentivo trasportare..... i miei piedi non toccavano il pavimento, per cui qualcuno mi stava portando in braccio.....strane sensazioni contrastanti tra loro si mescolavano in me.... voci lontane.....dolore..... poi qualcosa di fresco sulle mia testa..... altre voci e altre presenze....La voce dentro di me tornò prepotente e diede altro dolore....<<Chi sei??>> chiesi....<<Io sono te ma sono anche colui che ti ha creato....>> mi disse la voce.... <<Come sarebbe a dire.... Io ho solo mia Madre..... Mio padre è morto 20 anni fa..... Non puoi avermi creato....>> <<Stupida creatura.... Tu hai una parte di me..... Tu sei me....>> <<Zitto!>> <<E perchè mai.... Conoscerai le tue origini e le origini del tuo passato.... Tutto questo ti porterà al Futuro e a Me....>>Come era arrivata cone quelle parole se ne andò e la mia mente fu di nuovo leggera e libera..... cercai di svegliarmi e di tornare il ragazzo che Ilfirin aveva conosciuto in quella taverna puzzolente....

Ilfirin Ero ancora seduta al tavolo, con la testa fra le mani per cercare di vincere la stanchezza, quando finalmente vidi che l’elfa Ysabett era entrata nella stanza, seguita dalla guaritrice e da altri personaggi ammantati.Lentamente mi alzai anch’io e chiamai Faroth che era rimasto appollaiato per tutto quel tempo su di una trave, per lasciarlo volare un po’ nella fresca notte. Mi guardava con disapprovazione, perché aveva molta fame ed io lo avevo costretto a rimanere nella taverna molto a lungo:”Fara-Faroth…scusami se ti ho trascurato ma ero molto distratta…-; dopo aver aperto la porta della locanda lo lasciai volare in cerca di cibo -…a più tardi.”.Detto questo mi avviai anch’io verso la stanza dove erano riuniti tutti quegli strani personaggi…li trovavo piuttosto interessanti, speravo di poter trovare tra loro un valido maestro e dei futuri compagni, dal momento che non sapevo ancora se mi sarei unita alla compagnia. Salii le scale ed entrai, chiudendomi la porta alle spalle. Poi incontrai i nobili occhi dell’elfa, ma abbassai lo sguardo, per poi farlo correre sui presenti. Anche loro mi guardarono incuriositi per un istante, probabilmente perché ero un volto nuovo…accennai un inchino, vagamente imbarazzata dal peso dei loro occhi.Quindi attesi la loro presentazione, preparando mentalmente ciò che avrei dovuto dire.

Abrham Attesi per un pò, solo col mio respiro affannoso. Mi piaceva l'oscurità di quel vicolo cieco, la sicurezza che si prova nel nascondersi e nel sapere che nessuno ti vede. Mi piaceva e pensavo tra me a come sarebbe stato bello se quella sensazione fosse durata per sempre. Ma uno schiavo non si può permettere neppure di avere simili desideri. Mi alzai e camminai per alcuni minuti per la città deserta o quasi nella notte... Non conoscevo le strade, nè il nome del luogo in cui ero finito, ma avevo una buona guida: il mio stomaco.Ecco là una locanda. Entrai e fui investito dal calore del focolare: ricordi si affollarono nella mia mente, troppo veloci per coglierli uno ad uno.Attirai un pèaio di sguardi per la mia misera tenuta, ma nessuno si soffermò su di me per più di due secondi...Solo l'oste. Forse aveva intuito che non avevo soldi e che sarei stato ben misero cliente; ma non era il suo cibo che volevo, nè la sua birra...

Laestel L'elfo pareva star meglio..ma come si alzò dal tavolo caddè, in evidente stato confusionale, per fortuna quello che mi parve un amico, lo aiutò portandolo in una stanza al piano superiore, seguii il piccolo gruppetto e poi...notai un topolino infilarsi in un buco!!! Pensai..sei incorreggibile, e sorrisi tra me e me. saii le scale e mentre Farangis curava quello che mi sembravva suo figlio, chiusi gli e senza nulla dire posai le mani sulla fronte del giovane elfo, ora avrei potuto invocare davvero meglio la sua pace, si non era malattia del corpo la sua...un po di calore usciva dalle mie mani...l'atmosfera si stava pacificando e una nenia antica uscì dalle mie labbra

Ivan Evidentemente non erano ancora entrati tutti quanti nella loro camera...non si sentiva nulla!Beh, mi avevano veramente incuriosito, sarei rimasto lì sino a che tutto non mi fosse diventato più chiaro.Aspettai ancora.

Farangis mi avvicino alla porta e la chiudo alle spalle di chi è appena giunto.Ora che è chiusa si può parlare liberamente. Guardo i volti dei presenti ed un sorriso di pura felicità mi illumina il viso."E' bello rivederVi dopo tanto tempo, amici miei...." fa una piccola pausa e si porta di fronte a Sybil ed a Ipnos. Le azzurre iridi osservano i due, cercando in loro un segno, per capire se sono rilassati o altro.... li vorrebbe abbracciare ma non sa che reazione potrebbero avere..... in fondo lei li aveva traditi in passato...

Ilfirin Che sensazione strana provavo in quella stanza…un misto di imbarazzo e attesa…mi ero appoggiata al muro in un angolo in penombra, e dato che la stanza era leggermente più fredda della sala principale mi ero nuovamente avvolta nel mantello.Da quella posizione osservavo tutti i presenti, trovando meraviglia e stupore nei loro occhi, sembravano quasi increduli…che buffo. Persino l’elfa Ysabett, che mi era parsa così determinata, ora sembrava indecisa.Aspettai che si salutassero o che quantomeno si parlassero, perché non mi sembrava educato interrompere quel silenzio con le presentazioni di una sconosciuta; avrei atteso che fossero loro a rivolgermi la parola a tempo debito.Intanto la notte avanzava…

Sybil Vane La stanza non era molto grande...mi guardai attorno un pò agitata non essendo più abituata a essere chiusa tra quattro pareti di stanze...poi sorrisi a Farangis facendo un piccolo inchino:"Nessun rancorre,nobile elfa!"poi mi voltai verso Ipnos il quale,seriamente,la scrutava..Un tempo,molti anni prima,avevo provato anche odio per quella creatura,l'elfa bianca,la quale aveva smascherato la natura malvagia di Felagund...già...Felagund...ogni notte i primi anni dopo la sua scomparsa,mi recavo alla piccola tomba grigia,circondata da candide Campanule ondeggianti...una parte di me era rimasta con lui ed ancora al polso portavo il suo bracciale nero mentre quel cappelo,così familiare,tante volte cercato tra i boschi,lo avevo lasciato posato sui lucidi capelli neri...scossi il capo e mi diressi verso l'angolo dove stava immobile la giovane umana:"Elelaith Mylady..."sorrisi anche a lei..

Oberon Ancora trasformato in topo fiutavo le "loro" tracce...seguivo la scia di energia scra rilasciata dalla mia Amata.Non avrei mai lasciato Laestel sola!Finalmente rintracciai la stanza. Dopo un breve giro di perlustrazione riusciì a trovare un pertugio nel quale infilarmi, così da poter entrare anche io, non appena entrato, avrei ripreso le mie sembianze.

Ilfirin Ysabett e una delle creature incappucciate si stavano salutando, non riuscivo a vedere i loro volti dalla mia posizione e quindi non potei ricavare il loro stato d’animo dalle voci controllate.Poi iniziai a distrarmi e a guardarmi in giro…mi vergogno un po’ a dirlo, ma tra la stanchezza e la lentezza delle presentazioni, la mia mente aveva iniziato a vagare fuori di quella stanza e da quella locanda, ignorando le loro eventuali discussioni. Pensai che non avrei dovuto lasciar andare Faroth, almeno in sua compagnia avrei potuto specchiarmi nei suoi occhi e accarezzarlo per ingannare il tempo; mentre pensavo a tutte queste cose mi accorsi che la figura incappucciata che prima parlava con Ysabett ora mi si era avvicinata. La osservai attentamente: aveva due grandi occhi verdi, ma di un verde diverso dal mio…le sue fattezze mostravano che apparteneva alla razza elfica, anche se osservando attentamente il suo viso potevo notare la somiglianza con il popolo fatato. -Aiya brennil brestol…- Risposi al suo saluto con un piccolo inchino e poi tornai a guardare Ysabett; se davvero era per metà fata era anche in grado di leggere nel pensiero con lo sguardo e questo mi infastidiva parecchio.

Regis Mi sentivo ora stanamente rialassato e tranquillo e la sensazione di disagio se ne stava andando..... sentivo provenire da un punto non precisato, vicino a me, una forza magica con un potere curativo ma allo stesso tempo rilassante..... feci un paio di profondi respiri e mi abbandonai a quella piacevole sensazione di benessere e lentamente aprii gli occhi. Volevo vedere chi mi stava curando e ringraziarlo ed inoltre volevo sapere se mia madre e la giovane fanciulla di nome Ilfirin erano pure loro li...

Altair Finalmente si sentirono le prime voci all'interno, troppo deboli per essere sentite da quella distanza, non mi rimaneva che avvicinarmi. Lentamente, con il passo più leggero di cui ero capace, mi avvicinai alla porta. Tesi l'orecchio e l'appoggiai al legno, il respiro era ridotto al minimo, nessun rumore doveva sovrapporsi ai suoni provenienti dalla stanza. Come immaginavo i discorsi erano quelli di persone che già si conoscevano e non si veevano da molto. Era interessante ascoltarli, magari avrei ottenuto informazioni interessanti su quello strano ed eterogeneo gruppetto.

Ivan Era ora!Avevano iniziato a discutere finalmente....mhmmmhm, da quel che sembrava (e ciò confermava le mie ipotesi) si conoscevano già...Grazie alle basi di magia che avevo studiato da bambino, potevo amplificare i rumori attorno alla loro stanza...A quanto pare non ero l'unico che li spiava origliando alla loro porta...Mi alzai dunque e corsi ad aprire di scatto la porta della mia camera.C'era un tizio che appogiato alla porta della loro stanza ascoltava."Ehi tu!" sibilai facendolo sussultare, "Ti interessano anche te vero?"Il tizio mi guardava ancora con espressione sorpresa, ma io anticipai il suo parlare."Dài, viani dentro qua, li potremo ascoltare meglio in due...compagno"Dall'aspetto sembrava anche lui un mercenario...speravo che avesse capito che anche io ragionavo come lui.

Altair La porta che si aprì di scatto lì di fianco mi fece sussultare anche perché ero concentrato sui discorsi. Quello che si parò davanti era un tipo alquanto strano che mi invitava con lui nella stanza a fianco per origliare meglio. Certamente era un luogo migliore che un corridoio dove poteva passare chiunque in qualsiasi momento. Perché no, mi dissi, e comunque il tipo mi stava simpatico, sembrava uno come me e visto che lo scopo era comune vedevo confermata la mia sensazione. Annuii ed entrai con lui. "Piacere, mi chiamo Altair" e tesi la mano con un mezzo sorriso d'intesa.

Abrham Trattenni i miei passi, mi misi in un angolo leggermente più buio e attesi che il locandiere si distraesse, quindi piano piano mi avvicinai alla zona da cui proveniva il profumo. Vedevo un corridoio su cui davano quelle che dovevano essere stanze per gli avventori. Mi era parso di sentire il rumore di una porta che si chiudeva, ma non ci feci caso.comincia a tremare: l'eccitazione che si prova quando dopo un lungo digiuno ci viene presentato un piatto ricco; e in effetti era da tempo che un profumo così invitante non solleticava i miei sensi. Camminavo piano, lentamente, attento a far il minor rumore possibile: passai accanto ad una stanza e mi parve di sentire voci confuse, ma le parole non mi interessavano. Passavo la mia mano sulle pareti.... ecco. Ecco, nella stanza attigua...Sentiì una piccola fitta nel mezzo del palmo. Mi morsi le labbra. Era come bere da un rivolo sottile acqua di sorgente... Quanta magia! Eppure la maggior parte in forma latente o piccoli incantesimi... potevo nutrirmene solo in minute quantità. Sentivo però una massa enorme di energia pura. Non riuscii a fare a meno di attaccarmi con le spalle alla parete. Mi accasciai a terra, come un viaggiatore stanco. il mio corpo era percorso da piccole fitte... finalmente cibo!

Ilfirin Finalmente accadeva qualcosa…l’attesa era snervante, ma ora diversi personaggi si stavano radunando in quella stanza e attendevano ansiosi che qualcuno prendesse la parola.Dal viso di Ysabett intuivo che non erano ancora tutti arrivati, ma decisi di muovermi ugualmente; mi tolsi il mantello rivelando il mio pugnale legato alla cintura e silenziosamente iniziai a radunare tre piccoli tavoli che erano disposti in diversi punti della stanza, affinché ne formassero uno abbastanza grosso. Il letto dell’elfo Regis si trovava così in cima alla tavolata, e non era necessario che si alzasse se non lo voleva.Stavo facendo tutto questo ad un lato della stanza, senza far rumore, mentre Ysabett e gli altri si trovavano dall’altro. Cercavo di studiare i membri presenti con attenzione…dovevo trovare tra di loro colui o colei che stavo cercando prima dell’alba, altrimenti il mio viaggio si sarebbe rivelato vano.

Ivan Il tipo entrò nella stanza.Era parecchio muscoloso, almeno quanto me...Dai tratti fisici sembrava un uomo della steppa, un barbaro...Lo fissai con il mio unico occhio buono, mentre pensoso grattavo la benda che copriva il mio occhio sx, quello perso."Beh, piacere, Ivan Della Tigre!" E gli porsi la mano.Non sapevo se mi conoscese di fama...di solito quasi tutti i mercenari sapevano chi ero io, comunque sia, sembrava un tipo a posto, quindi ci sedemmo sul letto."Senti, a dopo le presentazioni ufficiali, direi che per adesso é ora di scoprire se quei tizi di làò sapranno condurci da qualche parte...e soprattutto ad un buon guadagno."

Sybil Vane La ragazza,Ilfirin,la osservai attentamente ed i miei occhi di fata lessero nella sua anima una sottile inquietudine...ma null'altro poichè lei si voltò rapidamente!Forse aveva compreso la mia natura...forse...tolsi lentamente il mantello e,la veste leggera che lasciava scoperta la mia pallida schiena,mostrò il delicato e sfumato profilo di due ali,ripiegate,dai colori indefiniti...sorrisi non temendo di mostrarmi in quanto eravamo al sicuro e dell'umana mi fidavo..Mi avvicinai quindi a Franigis spostando poi lo sguardo sul ragazzo steso..mi chinai lentamente verso di lui,scorgendo nel suo volto un che di familiare:"elelaith...io....sono Sybil Vane!"sussurrai.Mi rialzai e mi diressi nuovamente verso Ipnos..mancava qualcuno...mancava Faefel e non riuscivo a scorgere all'orizzonte le rosse ali di Drakko...sospirai per poi tornare a scrutare i presenti..

Oberon Raggiunsi infine la stanza dove tutti si trovavano.Laestel stava seduta su di un letto e sembrava setsse aiutando un giovane in difficoltà.C'era Farangis, tutta intabarrata e Sybil.Infine stavano altre due figure: una ragazza con un pugnale ben legato alla cintura e un "umanoide", dico umanoide perché si capiva benissimo dalla sua aura magica che non era un vero vivente....aveva le fattezze di un elfo ed emanava una potentissima aura magica...Cos'era? Un costrutto dotato di prorpia volontà ed energia?Poco importava: Dove sstava Laestel stavo anche io!Raggiunsi il centro della stanza e in un solo batter d'occhio da topo tornai alla mia forma originaria di Shanti.Evidentemente nessuno di loro se lo aspettava...Senza dire nulla rimasi nel centro della camera, aspettando le loro reazioni; il mio sguardo andò subito verso Laestel, per rassicurarla.

Farangis Sibyl si presentò davanti a tutti, mostrandosi libera dal mantello e lo stesso fece la giovane Ilfirin..... poi l'entrata di un topolino mi lascò del tutto indifferente, ma quello che successe dopo mi lasciò stupita come non mai. Il topo si trasformò in una figura appena riconoscibile tra il fumo dell'incantesimo, poi riconobbi in lui le fatezze dello Shanti di 20 anni prima ma un pò più maturo ed un pò più nudo. Sorrisi e mi avvicinai a lui mentre mi toglievo il mantello da viaggio e lo salutai"Aaye Shanti....." un dolce sorriso mi illuminò il viso e fui felice il doppio nel vedere che mio figlio stava di nuovo meglio....

Oberon Subito venni accolto da una figura familiare: Farangis!!!"Oh! Farangis...nin Shirak..." Esclamai in lingua Shanti abbracciandola.Poi ricordandomi che nessuno di loro conosceva lo Shanti, mi voltai verso mia moglie, come a spronarla a tradurre la frase, che significava: "Oh! Farangis...mia Luce(carissima amica)"

Ilfirin Avevo appena finito di affiancare i tavoli, quando notai casualmente un topolino farsi strada dal muro al centro della stanza e in un attimo prendere sembianze umane.Era stata un’operazione così veloce che mi parve in un qualche modo naturale; effettivamente però non avevo mai visto nulla di simile e quest’apparizione mi aveva lasciato di stucco. L’uomo che era comparso nella stanza era molto particolare; in un primo momento dovetti combattere per trattenere uno spudorato apprezzamento sui suoi capelli, sul suo enorme tatuaggio o sui suoi piercing.Tolsi la mano dal pugnale che avevo afferrato istintivamente vedendo la trasformazione e mi rilassai vedendo l’uomo salutare Ysabett con affetto. Era uno shanti, o così almeno credevo…ne avevo sentito parlare qualche volta, quando ancora vivevo a Miriel, ma la maggior parte dei miei ricordi riguardo quel periodo, tranne le mie conoscenze, erano andati perduti.Lo studiai a lungo, aspettando che parlasse ancora e che iniziassero delle presentazioni vere e proprie, affinché potessi farmi un’idea di ciascuno dei membri di quella compagnia.

Farangis Mi persi in quell'abbraccio, un abbraccio amichevole e caloroso ed anche se non capii nulla di ciò che mi diceva Oberon ero felice comunque di rivederlo. Era passato troppo tempo ed ora ci stavamo riunendo tutti. Ero felice come non mai. Chiamai con un cenno della mano Laestel e la invitai ad unirsi a quel caloroso abbraccio di benvenuto così ne avrei aproffitato per fare le mie felicitazioni alla coppia. Era dal giorno del loro matrimonio che non li vedevo e volevo sentire da loro come stavano, dato che in 20 anni di lontananza di cose ne erano successe.Poi mi voltai verso Ipnos e non capivo perchè se ne stava ancora lì impalato e silente.

Sybil Vane ...Oberon!!...quel minuscolo e arruffato topolino grigio si trasformò nello Shanti,il nostro Shanti!Non appena Farangis si fu scostata dal suo abbraccio,mi avvicinai all'elfo e lo guardai sorridendo:quanti ricordi destava in me quel volto e quei lunghi dread,tenevo ancora nella mano il piccolo piercing che egli mi regalò la notte in cui lo trovammo!"Elelaith Oberon...io...sono troppo contenta di rivederti!Troppo!"esclamai quindi lo abbracciai forte non potendo frenare una piccola lacrima...in tutto questo,l'Arcimago,silenzioso,stava nell'ombra,osservandoci..Non eravamo ancora tutti,no...ma era ancora presto...non diperavamo,non diperavo!

Oberon ANche Sybil...C'era anche lei!Dopo Farangis fu il suo turno e me la abbracciai stretta srtetta a me per alcuni secondi. La piccola fata...da quanto tempo non vedevo anche lei!Rimasi abbracciato a Sybil ancora un po', poi mi voltai verso gli altri...C'erano una ragazza, un giovinetto cher assomigliava parecchio a Farangis e un tizio che sembrava un elfo...e che emanave un'incredibile aura di magia...persino più forte della mia!Sicuramente era lui il costrutto che avevo avvertito mentre giungevo qui.Afferrando la mano di Laestel con fare protettivo, attesi che i nuovi arrivati si presentassero.



(Continua...)