Altre poesie...

------------------------------

 

Gael

 

"E se Ulisse non fosse annegato?"

Quante storie, quante leggende,
perse nello spazio che mai è esistito,
perse in delle menti che mai han raccontato,
futili parole che non sentiremo mai.
E se Ulisse non fosse annegato?
Se il crudele monte si fosse spostato?
Lo avrebbe inseguito da qui all'eternità,
il folle volo mai sarebbe cessato,
nessun rimpianto,
nessun dolore,
mai più Itaca sarà nel suo cuore.
E se il cavaliere della Mancha,
i mulini avesse sconfitto?
Quante altre stolte avventure,
ma con coraggio affrontato avrebbe?
Il cuore di molti avrebbe riempito,
con un solo sguardo,
una sola parola.
Forse che una lacrima,
pensando a costoro,
ci scenderà lungo il volto,
allora diremo,
pensando al futuro,
audaci eroi....
non avete futuro.
In questo mondo che il valore ha scordato,
in questo luogo povero ormai,
cavalier errante,
ma che troppo ha errato,
per saper la verità.
Io attenderò,
con trepidante emozione,
il vostro ritorno,
che mai avverrà,
ma la speranza,
audace compagna,
mi segua per sempre,
senza estranei dolori,
solo un rimedio,
panacea per il cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il Signore dell'Infinito"

Un tempo sopra la collina,
dove gli eroi camminano,
un tempo sopra quella terra,
senza più lotte, senza più guerra,
nacque un fanciullo,
bianco di carni,
con braccia forti,
capelli d'argento.
Era figlio di una tempesta,
era figlio del disordine,
dell'Infinito,
supremo padrone,
onde non seppe,
donare l'amore.
In tenerà età,
sorpreso dal tempo,
rabbuiato il sereno,
in cui felice crebbe,
portò al suo porto,
un tragico avvento,
lo sospinse ancor il tempo,
dalla spiaggia a partir.
Si trovò nel diluvio,
di possente fortezza,
ma sì scaltro era lui,
che con audacia seppe,
evitarlo con maestria, e con ardor,
approdare in un lito,
litoral ancestrale,
dove i cari parenti,
senza altro pensiero,
tornò ad abbracciare,
senza una lacrima,
senza un sospiro,
solo con loro,
e con l'Infinito.
Non un refolo sordo,
solo un silenzio di cristallo,
pronto a rompersi,
situazione di stallo,
mentre la notte scendeva,
la verità si innalzava,
il figlio della tempesta,
con il corpo ormai esausto,
prese l'ultimo rspiro,
lui, signor della pietà,
e si innalzò,
credendo alla sua sorte,
nell'Infinito suo sovrano,
ma sovrano lui stesso,
di nulla, eppur di tutto,
sovrano di lui stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni

 

"Tinuviel"

Nell'elfico sentiero camminai
ove vociferar di dolci creature ascoltai,
suono soave era
lungi d'ogni umano rumore
al crepuscolo dei boschi nella sera.
I miei passi, lenti furono
chè celeste luce apparve,
ai piè della brughiera
di fata o musa era più bel
immersa nella verde radura
raggiante danzava Tinuviel.

 

 

 

 

 

 

 

Luca

 

"Nascita di un elfo"

Il verde chiarore delle stelle
scese come un fiume tra rive eteree
plasmando con forza generosa
il suo corpo e la sua mente
lui distese lo sguardo
abbracciando l`immenso mondo
intese i suoni della guerra
e vivo
si chiese dove mai fosse capitato

 

 

 

 

 

Lùthien

 

"folletto del legno"

Folletto del legno
di un piccolo sogno
Folletto perduto
Folletto tradito
nel vento svanito
nel vento del Nord ?
nel vento del Sud ?

Inverno sentì
un lampo, la luce
Primavera danzò
un lampo, la luce
Estate cantò
un lampo, la luce
Autunno capì
la luce, la luce
ma l'uomo tradì.

Folletto del legno
di un piccolo sogno
Folletto perduto
Folletto tradito
nel vento svanito
nel vento del Nord ?
nel vento del Sud ?

Ad Ovest i sogni
a Nord le speranze
a Sud le illusioni
ad Est i ricordi.
Canzoni nel vento
che tornano sempre
vegliando ricordi
speranze, illusioni.
I sogni nel vento
Folletto del legno.
Canzoni nel vento
Folletto del legno.
Speranze nel vento
Folletto del legno.
Illusioni e canzoni
nel vento del Nord ?
nel vento del Sud ?
Inverno sentì
un lampo, la luce
Primavera danzò
un lampo, la luce
Estate danzò
un lampo, la luce
Autunno capì
la luce, la luce
ma l'uomo tradì

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Semidio

 

"Temporale"

La pioggia ha baciato il giardino della vita
con profonde cadenze sulle foglie
L'aroma sereno della terra bagnata
inonda il cuore di tristezze remote.

 

 

 

 

 

 

Silaqui

 

"Maschera"

Legno, ferro, pelle
nascondi non solo il mio volto
ma la mia anima
dalle ferite che il mondo le infligge.

Durezza, freddezza, forza
null'altro che sembiante
per celare
profonda fragilità.

Parole taglienti, lunghi silenzi
noncuranza verso il mondo
per proteggere
la vena sanguinante dello spirito.

Nulla più che paura di essere me stessa...

Maschera che si apre solo ai più cari
e si richiude indelebile ai più.

Non di cera o di cipria la maschera
che nasconde verità, ma di ebano nero
di pietra scolpita che si dischiude
a comando della mente..
e si sbarra all'universo superficiale
di un mondo perso nel sembrare
e lontano dall'essere.

 

 

 

------------------------------

[ torna alla pagina avventure ]