II gatto e i passeri

 

Dicono : " Siate prudenti! Siate prudenti! " Giustissimo. Altri ammoniscono: " Se non rischiate non rosicchiate. Audacia! Audacia! " Giustissimo anche questo. E allora?
E allora state a sentire questa storiella di un gatto e di certi passeri, e poi... regolatevi come credete, e sperate nella buona sorte. Poiché bisogna concludere: " Audacia, ma non troppa. Prudenza, ma non troppa ".
C'era una volta un vecchio gatto, un campo florido di ogni buon grano, e alcuni passeri affamati. Anche il gatto era affamato e avrebbe volentieri fatto la festa ai passeri, se si fossero lasciati acchiappare. Gli uccellini invece se la godevano nel campo beccando grano e miglio e strillando di soddisfazione quasi fossero in casa loro; ma non appena il gatto sopraggiungeva silenzioso, sornione, con un'aria trasognata, per cammini traversi,... un frullo... un volo... e di passeri nemmeno più l'ombra.
Pensa, medita, rimugina : il gatto finalmente trovò. Andò a un ruscello e bagnò ben bene una zampetta nell'acqua; poi corse dove c'era un mucchio di miglio e vi tuffò la zampetta bagnata si da ridurla a una pannocchia artificiale; a pie zoppo e quatto quatto entrò nel campo e si sdraiò dov'erano l'erbe più folte, dorso a terra e la zampetta mascherata all'aria. E cosi stette immobile.
I passeri ci cascarono. Sembrava la pannocchia più matura e più ricca! Si avvicinavano per beccare. Zaff! Scattavano le altre zampetto... Un boccone... E la spiga era sempre li, diritta, piena, tentatrice. Una ventina di passeri finirono cosi in bocca al gatto.
Un passero solo si accorse della trappola:
- Ah, ah! - rise. - A me non la fa! E convinto che ogni pannocchia e ogni spiga fossero zampe di gatto, andò a rintanarsi nel proprio nido, risoluto a resistere eroicamente alla tentazione dei bei chicchi dorati. E resistette tanto che mori di fame.

 

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